Giorni Felici

Giorno felice #974

Ieri ho iniziato una nuova challenge.

Sai che novità! direte voi.

Si, perchè ogni tanto mi lancio in qualche sfida, giusto per avere un obiettivo davanti a me, qualcosa da perseguire, qualcosa che non mi faccia andare alla deriva.

La sfida si chiama Couch to 5 k, cioè dal divano a 5 km di corsa.

c25k

L’obiettivo è quello di riuscire a correre 5km in 9 settimane di allenamento, lavorando per step.

Ogni settimana sono previste 3 sessioni di corsa, che devo ancora capire come gestire in parallelo ai miei classici allenamenti in palestra. Ogni settimana il programma è lo stesso, moltiplicato per tre.

Questo il programma:

Settimana 1: 5 minuti di camminata veloce come riscaldamento.Poi alternare 60 secondi di corsa con 90 secondi di camminata per un totale di 20 minuti.

Settimana 2: 5 minuti di camminata veloce.Poi alternare 90 secondi di corsa con due minuti di camminata per un totale di 20 minuti.

Settimana 3: 5 minuti di camminata veloce, poi due ripetizioni della seguente routine:

  • Correre 200m (~90 secondi)
  • Camminare 200m (~90 secondi)
  • Correre 400m  (~3 minuti)
  • Camminare 400m  (~3 minuti)

Settimana 4: 5 minuti di camminata veloce, poi:

  • Correre 400m (~3 minuti)
  • Camminare 200m (~90 secondi)
  • Correre 800m (~5 minuti)
  • Camminare 400m (2-1/2 minuti)
  • Correre 400m (3 minuti)
  • Camminare 200m (~90 secondi)
  • Correre 800m (~5 minuti)

Settimana 5: 5 minuti di camminata veloce, poi:

  • Correre 800m (~5 minuti)
  • Camminare 400m (~3 minuti)
  • Correre 800m (~5 minuti)
  • Camminare 400m (~3 minuti)
  • Correre 800m (~5 minuti)

Settimana 6: 5 minuti di camminata veloce, poi:

  • Correre 800m (~5 minuti)
  • Camminare 400m (~3 minuti)
  • Correre 1.2km (~8 minuti)
  • Camminare 400m(~3 minuti)
  • Correre 800m (~5 minuti)

Settimana 7: 5 minuti di camminata veloce , poi correre 4km (~25 minuti).

Settimana 8: 8 5 minuti di camminata veloce , poi correre 4.5km (~28 minuti).

Settimana 9: 5 minuti di camminata veloce, poi correre 5km (~30 minuti).

Sudo al solo pensiero, ma mi piacerebbe riuscire a correre così tanto, sono sicura che mi scaricherebbe l’ansia e lo stress e mi asciugherebbe un pochino.

Negli ultimi tempi la dieta non va molto bene. Non sono più motivata come lo ero fino all’anno scorso e sto vivendo male questa fase.

Cosa succede?

Succede che mi sono resa conto che qualunque cosa io faccia, qualunque peso riesca a buttare giù, il mio non sarà mai un corpo normale, porterò sempre i segni di quello che è stato (a meno che non mi rivolga alla chirurgia e non è una opzione contemplata), ma soprattutto non potrò mai avere una alimentazione normale.

Mi spiego meglio. Quando dimagrisci in età adulta non elimini le cellule di grasso, ma ti limiti a sgonfiarle. Quindi il mio corpo ha una grande quantità di cellule di grasso sgonfie, pronte a rigonfiarsi con una facilità allarmante. Questo significa che non esiste peso forma, per me. Non esiste una alimentazione equilibrata, per me. Se riprendo a mangiare carboidrati (e per carboidrati intendo frutta e riso e patate dolci) le mie cellule di grasso di iniziano a rigonfiare e prendo peso immediatamente. D’altra parte non ce la faccio più ad avere una alimentazione troppo restrittiva, a dover sempre declinare inviti, oppure ad andare senza toccare altro che acqua. Sono stanca di sentirmi un alieno, a disagio durante i pranzi o le cene con famiglia e amici, sia se mangio che se non mangio.

Quanto posso vivere così?

Ho quindi iniziato a pensare in modo differente.

Ho iniziato a pensare che:

  1. devo fare più movimento per bilanciare la facilità con la quale rimetto su peso:
  2. devo iniziare a far pace col mio corpo, ad accettarlo così com’è, a non sentirmi a disagio per rotolini e ciccia, a sentirmi anche un po’ orgogliosa della bella donna che in fondo in fondo sono.

Per quanto riguarda il primo punto, ho pensato appunto alla sfida Couch to 5 k, anche se per il mio vecchio coach correre è il Male, perchè mangia muscolo e non grasso. Però correre è anche un modo per scaricare stress, per ossigenarsi la testa, per stare soli e tornare a casa come nuovi. Insomma… penso mi farebbe bene anche a livello mentale, oltre che fisico.

Per quanto riguarda invece il far pace con il mio corpo, la cosa è un po’ più complessa e cerco di affrontarla a diversi livelli.

Primo: cerco di vestirmi meglio, di curarmi di più. Scelgo capi che mi donano, cerco di farlo tenendo conto della mia forma del corpo e delle indicazioni della consulenza d’immagine fatta un paio di mesi fa. Questo perchè vestirmi nel modo giusto mi rimanda una immagine di me molto più armonica e femminile e questo mi aiuta a sentirmi carina. Non sempre funziona, però. A volte mi sento a disagio, ad esempio quando metto il top dentro i pantaloni, oppure quando metto in evidenza il punto vita. Finchè sono a casa davanti allo specchio mi sento bella, ma poi quando esco mi sento come giudicata, sento come i pensieri delle persone urlare “Ma dove vai conciata così? Non vedi che hai il culo come una portaerei?

Questa cosa della portaerei me la disse un passante quando avevo 18 anni ed ero vestita proprio con una gonna a ruota e un top corto e anche se pesavo solo 60 kg e mi sentivo bella come non mai, mi colpì al cuore quel commento cafone. Vedi poi come tornano fuori certe cattiverie gratuite dette da uno sconosciuto 25 anni fa?

Secondo: cerco di spulciare i profili di donne in carne come me, ma belle e apparentemente a loro agio con il loro corpo. La mia preferita è Tanesha di Girlwithcurves

Ma ce ne sono tante altre su Instagram che seguo anche per i loro post motivazionali, come Megan di Bodyposipanda che ha scritto anche un libro sull’argomento.

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Infine sto pensando anche alla psicoterapia. So di aver già tentato, ma forse con la persona sbagliata e nel momento sbagliato e con le motivazioni sbagliate. Ho sempre pensato di aver bisogno di psicoterapia, per trovare  il mio equilibrio, ma non sono mai riuscita a farmi seguire da una brava davvero. Forse è giunto il momento di farlo.

Ecco… volevo aggiornarvi, perchè mi seguite da tanto tempo e avete sempre saputo delle mie difficoltà per perdere quei maledetti chili…. mi sembrava poco corretto tacerne troppo a lungo ora che le cose si fanno difficili.

Probabilmente è solo una fase, ma temo che se non la prendo di petto potrei vanificare gli sforzi degli ultimi anni e questo mi distruggerebbe definitivamente.

Vi terrò aggiornati. Voi se avete consigli, scrivete pure.

13 pensieri riguardo “

  1. Capisco la tua difficoltà nel rinunciare sempre a cibarsi quando si è in compagnia o anche a casa, è uno stress continuo. Io da qualche mese faccio 5km sul tapis roulant, non per strada, cammino e corro fino ad arrivare alla meta. In verità dovrei perdere 3 kg, ma per ora non ne ho perso nemmeno uno. Per riuscire ad essere magra sono a dieta da sempre e rinuncio da sempre, come perdo di vista questo, metto peso, subito è per buttarli giù ci metto mesi e mesi. Ho un metabolismo lento, chimico, non avendo la tiroide, credo che influisca. La psicoterapia credo possa aiutare davvero, più che altro per capire come e dove dirigere le proprie frustrazioni, invece che buttarsi sul cibo per cercare un momentaneo sollievo. Bisognerebbe anche imparare a giudicarsi meno, ad essere meno severe con noi stesse, ad amarsi di più, ad accettare i propri limiti.

  2. Ciao Progetto Felice, è da stamattina che rifletto un po’ sul tuo post, quindi scusami per il mio lungo commento. Mi ha colpito in particolare il soggetto, che ha ritenuto di avere il diritto di soddisfare il suo bisogno di esprimere un suo rozzo e personale commento, su una ragazza giovanissima, bisognerebbe analizzarlo. Mi ricordo che quando avevo 14 anni mi trovavo in vacanza in una località estiva, praticavo nuoto agonistico ed a ridosso di ferragosto dovevo fare una competizione nazionale molto importante, non potendomi allenare in città avevo trovato una piscina da 25 metri in cui svolgere un minimo di allenamento da sola, per una settimana, che comunque non mi avrebbe permesso di presentarmi alla competizione nella miglior forma. Per cui, forse per avere una corsia in cui allenarmi, in una piscina senza corsie dovetti parlare con il bagnino, un ragazzo che forse avrà avuto 19/20 anni, il quale al termine di uno dei miei allenamenti mi disse, non ricordo le testuali parole, ma qualcosa il cui senso era: certo con tutto movimento che fai dovresti essere magra più in forma ed invece non lo sei. All’epoca ero alta 1 metro e 67 (veri, senza i 3/5 centimetri che normalmente si aggiungono alcune persone), e pesavo 58 Kg di muscoli, 0 cellulite, 0 smagliature, 0 pancia, fisico atletico asciuttissimo, rimasi molto urtata per questo commento e pensai che nonostante io mi vedessi sufficientemente bene (con lo sguardo di oggi mi sarei vista perfetta), probabilmente non era così, visto che generavo questi commenti. Oggi quando penso al soggetto in questione mi dico, Irene ma perché non hai avuto uno scatto narcisistico che ti facesse, non dico fare una battuta, ma almeno pensare: ma questo soggetto, questo tipo bassino, tutt’altro che slanciato, con le spalle strette, i fianchi larghi (non sto parlando del fisico a pera delle donne che ha anche una sua grazia ed un suo fascino), pigramente seduto a non fare niente, a cui nessuno ha mai dato confidenza, si è mai guardato? Cosa gli fa pensare di poter essere nella posizione di giudicare gli altri, e di non poter essere lui oggetto di giudizio? Come mai, anziché guardare e commentare gli altri, non giudica se stesso? Negli anni a venire, ad esempio, ho assistito diverse volte a situazioni in cui alle donne veniva sottolineato il fatto che non fossero più giovani o fossero anziane, il soggetto che di solito faceva questo commento era sempre un uomo più vecchio della donna in questione, mai un giovane od un bel ragazzo. La donna spesso rimaneva mortificata, e non le veniva in mente di sottolineare l’età avanzata del commentatore in questione, anche perché, credo, avesse interiorizzato il pensiero che l’invecchiamento si giudica nelle donne, non negli uomini. Tutto questo per dire che bisognerebbe analizzare il tipo che ti ha fatto il commento, non so se fosse alle tue spalle, e quindi non l’hai visto. Però sicuramente è difficile che fosse un bel ragazzo atletico, è più probabile che fosse un uomo che se avessi avuto la possibilità di guardarlo bene sarebbe stato un tipo molto “giudicabile”. Per il resto ti faccio complimenti ed auguri per la nuova attività, e ritengo giusto che tu ricerchi un equilibrio che preveda convivialità, e condivisione con gli altri nella tua vita.

    1. Ciao Irene, ti ringrazio immensamente per il tuo commento che fa riflettere davvero sui soggetti che si permettono certe libertà non solo non potendoselo permettere, ma non avendo neanche la confidenza per farlo.
      Sai cosa penso, inoltre?
      Che se non siamo pronte a rispondere a commenti simili è perchè ci crediamo. Non mettiamo neanche minimamente in dubbio la superficialità del commento, perchè infondo a noi stesse sappiamo di essere imperfette.
      Parlo della mia situazione: io sapevo di avere il fondoschiena grande (sono una donna a pera, d’altra parte, ma ero già stata grassa più volte e più volte a dieta). Sapevo di essere comunque più grassa delle mie amiche e di mia sorella, la più grassa di famiglia, con una madre che non smetteva di ripetermi che il fondoschiena l’avevo ripreso dalla madre di mio padre, chiamata appunto la papera per via del culo grasso (che fa il sugo buono). Quelle cose me le dicevano da bambina e io le avevo dimenticate per un attimo. Le avevo dimenticate perchè ero da poco dimagrita per una dieta, perchè avevo conosciuto un ragazzo che sembrava essere interessato a me e che mi faceva battere il cuore (il tipico amore estivo adolescenziale), perchè stavo andando da sola alla scuola guida e questo mi faceva sentire grande, perchè indossavo una gonna a ruota che armonizzava il mio corpo, perchè ero abbronzata e avevo gli ormoni del buonumore a mille. Avevo dimenticato di avere il culo grosso e quel tizio me lo ha ricordato bruscamente facendomi sgonfiare come un palloncino. Non ho pensato che fosse solo un cafone, ho pensato che fosse la voce della verità. E lo penso anche ora.
      Ripeto… mi serve la psicoterapia.
      Grazie ancora e un abbraccio forte.

  3. Ciao Progetto Felice, dopo il precedente commento, eccessivamente lungo, che avevo scritto non volevo aggiungere niente, poi ho letto la tua risposta riguardo al fatto che ancora oggi pensi che il soggetto avesse ragione e sono rimasta dispiaciuta. Mi sono immaginata una ragazzina contentissima, che è riuscita a raggiungere il suo obiettivo di uno stato di forma buono, si accinge a prendere la patente, che non equivale solo a guidare l’automobile, ma ad essere indipendenti, autonomi, andare ovunque a conoscere il mondo. Si prospetta poi l’idea di una storia. Immagino la felicità, l’entusiasmo e l’ottimismo che esprimevi, magari eri pure una di quei giovani che ha la luce negli occhi. Poi c’è questo adulto, che probabilmente tu non hai né visto né notato, che però ha guardato te. Probabilmente è un soggetto vinto della vita, anche se non si vede, magari fa un lavoro così e così, ma lui ritiene che sia un’ingiustizia, perché meritava di più di un lavoro monotono, routinario, e quindi fa il minimo indispensabile, non pensa che sia suo compito trovare il modo per migliorarlo, glielo devono dare un lavoro migliore (non è certo il tipo che anche se è riuscito ad organizzarsi una piccola attività imprenditoriale in attivo, con intuizione, creatività, determinazione, impegnandosi cerca di intraprendere una nuova attività più giusta per lui, rischiando soldi e tanto lavoro che possono anche non andare a buon fine), oppure magari fa un buon lavoro, ma si sente sottovalutato poverino, oppure fa un ottimo lavoro, ma meritava di più, molto di più, perché è laureato con 110 e lode (come se fosse l’unico laureato con lode), perché ha fatto un master (come se fosse l’unico che ha fatto un master) etc, etc, insomma il solito adulto che spesso a torto, raramente a ragione pensa meritasse di più. Il soggetto vede il tuo entusiasmo e vinto dalla vita pensa subito a smorzartelo, hai poco da essere entusiasta ragazzina, hai visto che fondoschiena hai? Secondo te, cuor di leone avrebbe usato lo stesso commento se tu fossi stata accanto ad un ragazzo palestrato e tatuato? Secondo te se il tuo corpo l’avesse avuto una ragazza probabilmente molto sguaiata che l’avrebbe preso senza alcuna esitazione a parolacce, ed in un secondo gli avrebbe fatto perdere tutta l’autorevolezza di uomo adulto, il soggetto avrebbe fatto il commento? Secondo me ti ha attaccata perché eri una ragazzina a modo, che si vedeva essere di buona famiglia, rispettosa dell’adulto, ed anche pudica, vestita in modo classico, il soggetto ideale sul quale vomitare tutta la sua bruttezza. E poi essendo adulta dovresti aver intuito che molti dei comportamenti critici degli adulti nei confronti dei giovani sono solo invidia per la giovinezza, mi dispiace non averlo lontanamente pensato a suo tempo. Inoltre non avevi tante possibilità di reazione, perché ti trovavi in mezzo alla strada e non in un ambiente protetto, ossia un luogo chiuso, con altre persone in cui vige la buona educazione. Più che esclamare che ignorante, od aggiungere “disse l’uomo delle caverne”, non potevi molto, perché chi esprime commenti per strada è brutta gente. Il punto, secondo me, è che ti sei fatta condizionare e non hai preso il soggetto per quello che era, cioè una brutta persona ed un mediocre. Poi sono sicurissima che fisicamente avesse qualcosa di molto brutto. Scusa la lunghezza. Ciao.

    1. HAi perfettamente ragione, ma all’epoca non avevo gli strumenti per proteggermi e, ripeto, la mia autostima era una cosa molto labile e delicata, la stavo costruendo a fatica nonostante influenze negative proprio in famiglia.
      Non posso recriminare niente nè alla me di allora, nè al tizio (che io ho sempre immaginato come un ragazzo di poco più grande di me, un bulletto che voleva far fare due risate ai suoi amici).
      Piuttosto recrimino molto alla mia famiglia, che ha minato alle fondamenta la mia autostima e che mi ha portata a 43 anni ad avere ancora grandi problemi con me stessa.
      Problemi che ho la forza di affrontare, per fortuna.
      Grazie ancora per i tuoi commenti, che comunque mettono luce si aspetti che magari io non avrei preso in considerazione.

      1. Scusami, dopo quello che mi dici direi che mi sono avventurata troppo con la fantasia, però sulla viltà avevo ragione tu eri sola, lui in gruppo.

      2. Io invece ti ringrazio per la tua “fantasia” perchè mi ha fatto riflettere su quante possano essere le possibilità che non avrei preso in considerazione.

  4. ma pure il corpo dei maschi è giudicabile, ripagate con eguale moneta chi vi offende.
    per il resto dobbiamo fare il possibile per mantenerci in salute accettando che ci saranno sempre persone con corpi più belli fisicamente del nostro

  5. Ciao Sandra,
    leggendo il tuo blog ormai da qualche anno quello che mi piace sempre di te e’ il tuo discutere gli argomenti sotto diversi punti di vista, e l’essere pronta a cambiare idea o strategia per affrontare le situazioni che cambiano. Mi riferisco per esempio alle scelte scolastiche per tuo figlio, e al tuo approccio all’alimentazione, che mi sembra in evoluzione negli ultimi tempi.
    Secondo me la corsa e’ una bellissima idea, sia come nuova sfida sia perche’ credo tra tutti gli sport sia uno di quelli che ti fa sentire meglio dopo. L’effetto delle endorfine e la consapevolezza di aver vinto una piccola impresa personale sono pazzeschi! Io ho iniziato un programmino per correre dieci chilometri, sono alla fase 4 (qui se vuoi sbirciare: https://www.tuttorunning.com/it/piano-di-allenamento-per-principianti.html ). Mi piace molto!
    Un percorso di psicoterapia non puo’ che essere utile, soprattutto trovando, come dici tu, la persona giusta.
    Per l’alimentazione, capisco la frustrazione di dover stare sempre estremamente attenti a quello che si mangia pena l’ingrassare. Il mio punto di vista e’ un pochino diverso, credo che sia meglio mangiare un pochino meno proteine, soprattutto animali, e un po’ piu’ carboidrati… pero’ so che tu ti sei affidata con successo ad una alimentazione diversa e che ognuno ha esigenze diverse anche in base al proprio corpo e alla attivita’ fisica. Forse un approccio un pochino piu’ intuitivo e meno rigido ti potrebbe aiutare?
    Anche il mio comment e’ diventato molto lungo 🙂
    Giulia

    1. Ciao Giulia, ti ringrazio tantissimo per il tuo commento.
      Si, tendo a mettere in discussione qualunque idea, posso abbracciarla per un certo periodo e poi cambiare senza alcun problema. Penso di essere sempre stata così, fin da bambina. A volte la cosa mi disorienta e c’è chi pensa che io sia una banderuola al vento, ma io sento di ponderare sempre le mie idee e sono anche convinta che quello che è stato giusto per me per un determinato periodo, potrebbe essere sbagliato in un altro periodo o per un’altra persona. Per me non si tratta di cambiare idea, ma di evoluzione.

      Molto interessante il tuo piano di allenamento per correre 10 km. Proprio l’altro giorno mi stavo chiedendo in che modo passare dai 5 ai 10, ma sono ancora a 90 secondi di corsa, quindi per ora mi concentro sui piccoli progressi.
      LA corsa è come dici tu, una incredibile valvola di sfogo, poter lasciar correre anche la mente mi rilassa tantissimo. Mi piace comunque l’allenamento muscolare, ma li la testa è impegnata nel contare e nel tenere la corretta postura. Anche se questo tipo di attività mi distrae dai soliti pensieri di tutti i giorni, rimane il fatto che la testa resta sempre impegnatissima e a lungo andare si stanca. Con la corsa invece posso ascoltare musica e lasciar vagare i pensieri e questa è una cosa che trovo molto piacevole.

  6. Beh io ho il problema inverso con i fianchi piccoli, e una mia amica al mare mi disse che avevo toppa pancia, notare avevo 17 anni alta 1,65 pesavo 55 kg. Invece lei ne pesava almeno cinque di più ma tutti sui fianchi con vitino da vespa.
    I fianchi larghi sono il mio sogno, ma ora sto cercando di avere un vitino da vespina, ti auguro di trovare il miglior rimedio, e tanti amici che è la cosa migliore.

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