Siamo tutti venditori

Giorno felice #935

L’altra notte non riuscivo a prendere sonno e mi sono messa a pensare.

Vi ricordate com’era prima? Prima di internet e dei blog?

Prima c’era Mastrota che in tv cercava di venderci questo e quello. C’era Vanna Marchi che ci urlava contro le sue ricette miracolose. C’era la pubblicità a tappeto e ci cascavamo tutti.

Comprate. Comprate. Comprate.

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Poi abbiamo iniziato a capire. Tutti ci parlavano bene di certi prodotti affinchè noi li si comprasse, ti dicevano solo cose belle, cose mirabolanti e abbiamo finito per non crederci più a quelli della tv. Ci abbiamo messo un po’ di tempo, ma ora lo sappiamo che non possiamo credere a tutto quello che dicono quelli della pubblicità, non ci fidiamo più.

Di chi siamo disposti a fidarci?

Della ragazza della porta accanto, dell’amica, di quella che sembra una di noi.

Facciamo un piccolo passo indietro.

Prima c’era solo la tv, poi è arrivato il pc e i primi blog. Cos’erano i blog? Diari personali di persone che sentivano di voler dire la propria. Sono nati così blog di persone che raccontavano la loro gravidanza in maniera ironica e onesta, sfatando così certi miti anni 50, le mummy bloggers. Oppure blog di donne che insegnavano alle altre donne come ci si trucca, inventando avvalendosi dei primi video tutorial, le makeup bloggers. Oppure blog di persone che parlavano di moda dal punto di vista dei comuni mortali, le famigerate fashion bloggers. Oppure blog di persone che mostravano come realizzare delle ricette, dalle più semplici a cose più complesse, le food bloggers. Oppure gente che amava i libri e sentiva il bisogno di condividere la loro passione col mondo, le book bloggers. Oppure quelle che amavano viaggiare e parlare dei loro viaggi, le travel bloggers. Ecc.

Tutte femminili… chissà perchè… forse perchè io seguo solo blog di donne…. vabè.

Comunque, ci piacevano, queste blogger, perchè dicevano le cose che pensavano, cose che pensavamo anche noi, cose che la tv non diceva.

Poi giustamente le bloggers hanno iniziato a pensare di poter monetizzare la cosa, di trasformare la passione in lavoro, che è una bella cosa, quella che ci dicono tutti sin da bambini.

lavoro

All’inizio c’erano solo banner pubblicitari, guadagni per ogni click.

Poi anche le aziende hanno iniziato ad avere interesse verso i movimenti di alcuni di questi blog e hanno iniziato ad inviare materiale gratuito. Pannolini e cremine per le mummy bloggers (e poi giochi e accessori per le pappe e poi accessori per la scuola mano a mano che figli crescono); ombretti e rossetti alle makeup bloggers; accessori per la cucina alle food bloggers; libri alle book bloggers; hanno iniziato ad invitare le fashion bloggers alle sfilate e alle presentazioni di nuove collezioni e ad invitare le travel blogger a visitare questa o quella località, a provare questa o quella struttura ricettiva e così via.

E da bloggers sono diventate influencers, gente che dice “Uh, come mi piace questo” e tutti sentono l’impellente bisogno di averlo, uguale identico sputato.

marketing

Perchè di loro ci fidiamo, perchè sono come noi, ragazze della porta accanto, non sono come quelli della tv, pagati per dirci cosa comprare.

Quindi ora queste influencers non fanno altro che testare prodotti per noi, prodotti che ricevono gratuitamente e spesso anche sotto compenso fatturato regolarmente. Prodotti che sono sempre mirabolanti, favolosi, bellissimi, unici e imperdibili.

Le influencers non vanno in vacanza a Pineto (Te) o a Castellaneta (Ta). Loro vanno nel Salento, oppure in Sardegna, oppure nella campagna Toscana o sulla costa ligure. Loro vanno a Cortina D’Ampezzo, non a Caramanico (Te). Loro vanno ad Ibiza, non in Corsica. Loro alloggiano in posti da cartolina. Fanno aperitivi vista mare, ricordandosi bene di scattare favolose foto di quello che si apprestano a mangiare, ritoccando le foto affinchè sembrino pure meglio di com’era. Loro leggono solo gli ultimi libri, quelli appena pubblicati, anzi… quelli che pubblicheranno tra una settimana, giusto il tempo di leggerlo e dirvi quanto è imperdibile. Loro usano rossetti che costano 80$, hanno la casa arredata con pezzi presi da questo o quell’altro sito, con tanto di link, dovesse venirci voglia di comprare quella stessa lampada, quello stesso copri divano, quel servizio da caffè paro paro a quello che hanno loro.

Loro non raccontano più le loro giornate qualsiasi, loro organizzano le loro giornate affinchè ci sia qualcosa di interessante da raccontare e fotografare.

food

Cioè… se io dovessi fotografare ogni giorno quello che mangio, avrei una galleria instagram composta solo da uova, petto di pollo e hamburger. Se dovessi fare una foto a quello che mangio solo quando mangio fuori casa, farei 3 foto all’anno.

Vediamo queste invece che pranzano fuori, fanno colazione fuori, escono a cena, fanno weekend in posticini romantici o avventurosi a seconda del target e siamo portati a pensare:

  1. che vita di merda che ho;
  2. che marito pidocchioso mi è toccato, che non mi porta mai a cena fuori;
  3. che casa da pezzenti che abbiamo noi, con mobili di un mobilificio di paese e senza complementi di arredo comprati online;
  4. che figli noiosi abbiamo, che pensano solo a giocare a palla e a nascondino e sbuffano se cerchi di fotografarli e non ne vogliono sapere di vestirsi fashion;
  5. che vestiti dozzinali ci sono nel mio armadio;
  6. che trucchi obsoleti ho in casa;
  7. che vacanza di merda ho fatto io che sono solo andata in una spiaggia anonima di una località anonima che manco in foto viene bene;
  8. che libri strani leggo io, che non li legge nessuno e neanche si trovano in libreria;
  9. che cose noiose mangio, mai che facessi una cucina più ricca e fantasiosa, una ricetta etnica, che ne sò;
  10. che barba, che noia.

che barba che noia

Forse la maggior parte delle persone reagisce a questi impietosi confronti cercando a tutti i costi di emulare le influencers preferite. Quindi cercano di acquistare le stesse cose, fanno le foto alla pizza fatta in casa o alla lasagna fatta dalla nonna la domenica a pranzo. Cliccano sui link proposti dalle influencers, approfittano dei buoni sconto omaggio solo per le lettrici affezionate, cercano di emulare le influencers, che diventano ancora più influencers.

copia

A me invece sale la mosca al naso e se adoravo le bloggers, guardo con diffidenza le influencers. Perchè mi ricordano troppo Giorgio Matrota che vendeva materassi e pentole e Vanna Marchi che vendeva miracoli.

E mi mancano le bloggers, quelle che parlavano senza peli sulla lingua, senza dover dimostrare niente a nessuno, quelle che volevano essere una voce fuori dal coro, quelle che dopo aver scritto un post tornavano a fare i loro normali lavori, a crescere i loro normali figli, a programmare la loro normale vacanza annuale e a leggere i libri per passione.

Sono tutti diventati venditori di questo o quell’altro prodotto. Le aziende continuano a ridersela perchè hanno trovato un altro modo per convincerci a comprare.

E come se non bastassero le influencers, ora ci sono anche le amiche  che ti vendono la crema viso senza parabeni, oppure la dieta miracolosa senza verdura fresca. Perchè alla tua amica sei ancora disposto a credere, mentre a quelli della tv non gli crede più nessuno.

Arriverà il giorno in cui non crederemo neanche alle nostre amiche, perchè avremo il forte sospetto che ci vogliano solo vendere qualcosa e non consigliarci davvero per il meglio?

E di chi ci fideremo, dopo?

Non era meglio quando le amiche facevano le amiche e se ci davano dei consigli non ci guadagnavano niente, se non la soddisfazione di essere state d’aiuto; quando le bloggers facevano le bloggers e parlavano della loro esperienza diretta senza secondi fini e quando era solo la pubblicità in tv a cercare di manipolare i nostri acquisti?

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12 commenti

  1. Ma quanto hai ragioneeeee. Seguivo blog che si sono poi trasformati in “consigli x gli acquisti” che tristezza. È giusto poter monetizzare per carità, ma si sono snaturati e non scrivono più nemmeno un post come quelli di un tempo. Li ho abbandonati x strada. Non mi interessa che mi parlino di quanto sia buon questo o quel prodotto che hanno testato. Io personalmente ho recensito alcuni libri per bimbi che mi hanno chiesto di recensire ma alcuni me li son comprati, pensa te!

  2. Come ti senti ?
    Io cominciai a sentire puzza da quella mamma blogger che faceva il verso a un alcolico, ne scrivi anche tu.
    Dietro di lei c è sempre stata la redazione di un noto giornale femminile, anzi lei non c era affatto, è stata forgiata dalla fantasia, poi hanno trovato un volto vedendo che la storia funzionava. Un po tutte nascono cosi quelle che durano, sono frutto di uno stuff editoriale.
    Per la cronaca i materassi in TV li vendono ancora.
    Sono al 12 giorno questa dieta è cucita addosso, non sento lo sforzo, perdo poco peso ma sento che mi sto asciugando.

    • Mi fa molto piacere per la tua dieta, continua così!
      Per il resto… a me sa tutto di fake e non so se sono diventata io troppo scettica e disillusa o se è il Mondo attorno a me talmente falso da non riuscire più a celarlo.

  3. Completamente d’accordo. A me è venuta la nausea. Dei video su youtube o dei blog online per non parlare delle gallerie instagram. Tutti tutti che usano, mangiano, provano, leggono le stesse cose. Identiche. E a tutti piacciono. Mi sembrano vittime di lobotomia. Cioè dei robot che dicono ciò che devono, tutti programmati allo stesso modo… Molto fastidioso e triste. Questa cosa che tutti hanno gli stessi arredi, le librerie con stessi libri, le vacanze pagate negli stessi posti (e potrei continuare all’infinito) beh, mi mette tristezza. La personalità,il bello dell’esclusiva dove li mettiamo? I pareri personali? Io ho iniziato a disiscrivermi da determinati siti, determinati blog, silenziare persone su instagram… Mi sembrano degli scrocconi senza anima, mi annoiano. Il bello dei social era scoprire cose differenti, belle o brutte che fossero, magari avere dei consigli di acquisto, perché no, Però sinceri.
    Io farò anche una vita povera in confronto ma almeno le mie brutte foto sono “esclusive”, i miei post sul blog non mi portano guadagno ma son veri e personali, non pubblicizzo e non mi vendo per pochi pacchetti omaggio e camera mia è decisamente nel MIO stile non uguale a quello di altri 2000 individui online.

    Passerà anche questa moda. Lo spero. Perché secondo me ormai inziano a sembrare finte anche a loro stesse 😅

    • Esattamente. Anche io non mi sento minimamente condizionata da questi “stili di vita” omologati e grazie a dio ho ancora una testa pensante.
      Questo blog è solo una valvola di sfogo per me e non ho alcun interesse a renderlo più visitato.
      Conosco però delle persone che venderebbero anche i figli per qualche like in più, persone che non guardano in faccia a nessuno per raggiungere scopi di lucro neanche troppo remunerativi, persone che sul web si atteggiano a grandi luminari, ma che io so essere di una ignoranza sconfinata (e non lo so solo io), cialtroni anche con loro stessi.
      Che tristezza di Mondo.

  4. Ah io sto così bene senza di loro!!! Ma se mettono le foto dei bambini dovunque? Queste sono persone che hanno venduto l’anima al marketing. Io non mi vendo!!! Dai che qualcuno si salva … è raro ma esiste

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