Giorni Felici

C’è Personal Trainer e personal trainer

Giorno felice #943

Per tre anni mi sono allenata sola con il coach, in una palestra vuota.

Ora mi alleno in una palestra che alle 9 di mattina è fin troppo affollata, per i miei gusti. Può capitare, soprattutto di lunedì mattina, che ci siano più di 20 persone ad allenarsi. Alcuni seguiti da Personal Trainer.

E mi sono resa conto che c’è Personal Trainer e personal trainer.

E ho capito il perchè dello scetticismo delle persone quando dico che ho perso 67 kg seguita SOLO da un Personal Trainer. Non ci credono, semplicemente sembra loro impossibile che non sia stata seguita da medici, nutrizionisti, ecc. ma solo da un Personal Trainer, pronunciato con una punta di disprezzo.

Sento l’esigenza di fare un po’ di chiarezza in merito e per questo mi avvalgo degli elenchi puntati e numerati, per dirvi cosa bisognerebbe PRETENDERE da un VERO Personal Trainer.

1. Che qualifica hai?

Senza dubbio per potersi chiamare Personal Trainer bisogna avere la qualifica. In Italia in realtà basterebbe  frequentare un qualsiasi corso. Online se ne trovano da 200€ per 16 ore a 600€ per 60 ore. Stiamo parlando di corsi riconosciuti da enti riconosciuti a loro volta dal CONI. Non bisogna avere particolari titoli di studio per accedere ad uno di questi corsi, quindi non è necessario conoscere nulla di anatomia o di scienze motorie. Sei un appassionato e decidi di diventare personal trainer. Personalmente penso che COME MINIMO sia necessaria ANCHE la laurea in Scienze Motorie per essere un VERO Personal Trainer. Altrimenti sei solo un ciarlatano palestrato. Il mio coach ha studiato anche all’estero con un VERO Coach, ma capisco che non sia un percorso che possono seguire tutti. Almeno la laurea, però… eccheccavolo!

2. Che fisico hai?

Sembra assurdo, ma ci sono personal trainer che non sono in forma. In teoria un VERO Personal Trainer prima di allenare voi dovrebbe essere in grado di allenare se stesso. Se sfoggia un fisico palestrato, tonico, sodo e muscoloso, allora un minimo dovrebbe sapere come fare (ma questa non è garanzia che sappia anche spiegare come si fa). Rimane il fatto che mi sento di dubitare della preparazione di un PT che abbia meno massa muscolare di me. Voi vi fidereste di un dietologo obeso? Di un medico che fuma? Ecco… un VERO Personal Trainer dovrebbe avere il fisico a prescindere. Un minimo di physique du role, o no?

chris-powell-squat

3. Misurami

Un VERO Personal Trainer come prima cosa ti misura. Ti pesa, ti prende le misure con un metro da sarto, meglio ancora se sa farti una vera plicometria per capire la tua composizione corporea, quanto grasso hai, quanta massa magra. Misurandoti capisce chi sei e di cosa hai bisogno, ma riesce anche a monitorare i tuoi progressi. Se non ti misura, come fa a capire se stai facendo progressi? Forse non gli importa che tu faccia progressi, quindi stai buttando soldi e tempo inutilmente. Un VERO Personal Trainer vuole che tu faccia progressi e vuole poterteli dimostrare. Numeri alla mano.

plicometria

4. Mostrami l’esercizio

Un VERO Personal Trainer ti mostra l’esercizio corretto prima di pretendere che tu lo esegua. Se non ti mostra come fare può vuol dire molte cose, secondo me. Innanzitutto potrebbe significare che non gliene frega niente che tu esegua correttamente un esercizio oppure no e sappiate che un esercizio se eseguito in maniera errata potrebbe farvi male, se eseguito in maniera incompleta potrebbe essere completamente inutile e, ripeto, se vuoi risultati, allora devi eseguire correttamente i movimenti, in modo da stimolare nel modo corretto il muscolo cui è dedicato l’esercizio. Se il PT non ti mostra come eseguire l’esercizio potrebbe anche significare che non sa come spiegarlo, e se non sa come spiegarlo allora non è un VERO Personal Trainer, è un ciarlatano, e stai spendendo soldi inutilmente. Infine se il PT non ti mostra come eseguire l’esercizio, potrebbe significare che non gli piace il suo lavoro, e allora stai spendendo soldi inutilmente. Ricapitolando: un VERO Personal Trainer ti mostra sempre come si esegue un esercizio, anche se ad un attrezzo. SEMPRE. Si mette li, esegue il movimento corretto lentamente, spiegandoti passo passo come fare. Poi, solo dopo, ti permette di lavorare a tua volta.

5. Correggimi se sbaglio

Un VERO Personal Trainer ti corregge mentre esegui un esercizio, sempre. Con gli anni ho scoperto che ci sono tantissime cose da tenere sotto controllo per eseguire correttamente un esercizio qualsiasi. La presa, la postura, la schiena, il collo, le spalle, persino la forza esercitata con i mignoli va controllata in ogni esercizio. Eseguire correttamente un esercizio è come imparare a guidare. Quando ho imparato a guidare riuscivo a pensare solo a bilanciare frizione e acceleratore, non riuscivo ad immaginare di dover pensare anche alle altre macchine, nè ai pedoni, figuriamoci i segnali stradali! Poi ho acquisito come automatici certi movimenti e sono riuscita ad interessarmi anche alla segnaletica. Ora riesco a chiacchierare con mia figlia, cambiare stazione radio e contemporaneamente arrivare a destinazione senza uccidere nessuno. Per imparare a guidare mi affido ad un istruttore, allo stesso modo per imparare ad allenarmi correttamente mi devo affidare ad un VERO Personal Trainer. In palestra bisogna acquisire i movimenti uno alla volta e un VERO Personal Trainer ti guida affinchè impari a gestire tutto nel modo corretto. E impari solo se lui è li a correggerti, sempre, in continuazione. Ora che mi alleno da sola sento ancora la voce del mio coach che mi ricorda “Spalle basse, polsi dritti, gomiti avanti, petto in fuori, sguardo alto, inspira, trattieni, espira“. Se il tuo PT non ti corregge mai, allora non gli interessa che tu esegua correttamente i movimenti, quindi siamo sempre li: stai buttando tempo e soldi.

6. Prendi appunti mentre mi alleno

Un VERO Personal Trainer prende nota di quello che fai. Innanzitutto ti scrive una scheda, a mano, su un post it, su excel, su un software specializzato, su pc, basta che ha il tuo allenamento scritto da qualche parte. Perchè se non scrive quali esercizi ti fa fare oggi, allora in base a cosa deciderà cosa farti fare domani o la settimana prossima? Un buon allenamento è ripetuto uguale a se stesso per 2 o 3 o 4 settimane, sempre uguale. Se ogni volta ti cambia allenamento, stai lavorando “a cazzo” e quindi è tutto inutile. L’unica cosa che dovrebbe cambiare in ogni allenamento sono i carichi, che andrebbero aumentati ogni volta del 2%, in modo che i muscoli siano sempre sottoposti a tensione maggiore. Ma se non si segna il peso che stai sollevando, spingendo o spostando, come fa a sapere di quanto caricarti al prossimo allenamento? Se non prende appunti mentre ti alleni, allora non sa fare bene il suo lavoro, quindi stai buttando tempo e denaro.

appunti.jpg

7. Prendi il tempo mentre mi alleno

Contare contano tutti. Sono bravissimi anche i ciarlatani a ricordarti quante ripetizioni devi fare: “Unoooo, dueeee, treeee, daiiii, quattroooo, ancora dueeeee, ecc.” anche se ho visto PT che ti lasciano li, poi tornano e ti chiedono “Quanti ne hai fatti? Ci sei arrivato a 12?” che può succedere sporadicamente, ma non può essere un modus operandi. Comunque, oltre a contare le ripetizioni, un VERO Personal Trainer ha al polso un cronometro con il quale tiene anche i tempi di recupero. Perchè un VERO Personal Trainer sa che i tempi di recupero sono tanto importanti quanto il numero di ripetizioni e il tempo di esecuzione di un esercizio. Ho visto PT cronometrare con il cellulare invece che con un cronometro. Non è professionale. E’ come se il bar vi facesse il caffè con la moka, è come se un dottore non portasse il camice, è come se un vigile facesse le multe su un post it. Non è professionale. E se non è un PT professionale, allora stai buttando tempo e denaro.

cronometro

8. Non ti pago per chiacchierare

Questo è un tasto dolente, perchè a volte sono proprio i clienti dare chiacchiera al proprio PT. Penso ci siano persone che pagano un PT più per avere qualcuno con cui chiacchierare in palestra, che per migliorare fisicamente. Sorvolando su chi paga il PT perchè è un bel figo palestrato con cui attaccar bottone a scopo sentimentale, parliamo invece di chi paga un PT per avere risultati veri in palestra. Se sta li a darti chiacchiera, a farsi i fatti tuoi, a fare pettegolezzi, oppure a raccontarti i fatti suoi tutto il tempo, semplicemente non è un VERO Personal Trainer, ma un chiacchierone. Perchè non è un atteggiamento professionale. Punto. Ad un amico racconti i fatti tuoi, ma allora non lo devi pagare per il suo tempo. Se devi pagare, allora non è un amico, ma un professionista al tuo soldo e, in quanto tale, deve farti lavorare per ottenere risultati. Se poi si mette a chiacchierare con altre persone mentre tu sei li ad eseguire un esercizio, allora ancora peggio, perchè se sta chiacchierando non può correggerti, seguirti, contare per te tener nota dei tuoi progressi. Se non fa tutte queste cose mentre ti stai allenando, allora non è un VERO Personal Trainer e stai buttando il tuo denaro e il tuo tempo.

Diverso è il discorso se mentre ti alleni ti spiega il movimento, lo scopo dell’esercizio, i muscoli che devi sentire coinvolti, le motivazioni dietro le sue scelte di farti eseguire proprio quell’esercizio in combinazione con gli altri. Infine se il PT deve dirti qualcosa, se deve discutere del tuo percorso, anche per sapere come sta procedendo, allora deve parlarti subito dopo l’allenamento, possibilmente in una stanza separata, dove siete solo voi, perchè si presume che dobbiate parlare di cose personali.

9. Motivami

Un VERO Personal Trainer deve saperti motivare, deve sapere come trovare il modo di tirare fuori da te il meglio e il massimo. Questa è una dote innata, che non tutti hanno e che forse non si può pretendere che abbiano tutti, ma solo auspicarlo.

Vi faccio un esempio.

Una volta sono arrivata in palestra con un certo anticipo e il coach stava finendo di allenare un’altra persona. E la trattava malissimo. La prendeva a parolacce, le urlava contro, alzava la voce. Non ha mai usato quei toni con me e quando ha finito, poco prima di iniziare il mio allenamento, gli ho detto “Se mi trattassi come tratti lei, mi metterei a piangere e non smetterei più.” e lui ha risposto “Lo so, per questo non ti tratto così.” Quello che ha sempre funzionato con me, invece, è la sua aria di sufficienza “Prova. Non so se ce la fai, ma se non ce la fai ti fermi.” e quando diceva così io pensavo “NON CE LA FAI A CHI???” e tiravo fuori una forza inaspettata. Anche quando ho capito il suo trucco, mi veniva da sorridere, come se avessi capito il suo gioco, ma niente, la mia testa partiva orgogliosa a prescindere. Quando lui dubitava di me, io dovevo stupirlo. E lui non si stupiva affatto, perchè sapeva che ce l’avrei fatta, lo sapeva prima che lo sapessi io. In effetti non mi ha mai chiesto di fare qualcosa che io non fossi in grado di fare.

Rimane il fatto che un VERO Personal Trainer deve mantenere alta la tua motivazione, perchè vuole che tu ottenga risultati. Questo significa che deve cazziarti quando non ti comporti bene, quando sgarri, quando non fai progressi, quando ti abbatti e non ti ricordi perchè stai facendo tanti sacrifici, quando senti che stai cedendo, quando ti senti stanca e ti viene voglia di mollare tutto. Il VERO Personal Trainer in questi momenti è li a dirti la cosa giusta, a ricordarti da dove sei partita e dove devi arrivare, a ricordarti che sei forte e che devi solo continuare a lavorarci su. E’ a questo scopo che lo paghiamo. Perchè tiri fuori da noi il meglio.

 

Ora, mi rendo conto che non è facile trovare PT di questo genere, proprio perchè la maggior parte di loro non ha una adeguata preparazione nè una vera predisposizione. La maggior parte dei PT in circolazione non sono professionali e non sono neanche interessati a diventarlo. In palestra ho visto PT che non sanno neanche il peso dei bilancieri che stanno usando, PT che non sanno cosa sia un cronometro, PT che improvvisano l’allenamento esercizio dopo esercizio, PT che chiacchierano di calcio con altre persone, PT che flirtano con le loro clienti, clienti che flirtano con i loro PT,  PT che non correggono esecuzioni potenzialmente dannose, PT che si distraggono, PT che non sono VERI Personal Trainer.

E penso che io sono stata fortunatissima ad incontrare il mio coach, che è un VERO Personal Trainer e che, tra le tante cose, mi ha anche insegnato la differenza tra un professionista e un ciarlatano.

Con lui non ho mai sprecato un soldo o un allenamento.

E i risultati si vedono.

Spero di essere stata di aiuto per chi è alla ricerca di un VERO Personal Trainer e non sa come capire se lo è davvero oppure no.

Cercate sempre un VERO Personal Trainer e non regalate tempo e soldi ai ciarlatani.

 

 

PS: Mi scuso per l’immagine di copertina: non è chiaramente rappresentato un VERO Personal Trainer, perchè la posizione del polso della sua cliente è ERRATO e lui non la sta correggendo.

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7 thoughts on “C’è Personal Trainer e personal trainer

  1. Parole sante,
    Ma purtroppo qui le palestre sono tutte frequentate da delinquenti sia maschi che femmine e mi fa troppo schifo andarci.
    Anni fa quando ero appena sedicenne mi iscrissi a body building …..altrimenti c era solo ginnastica artistica e judo.
    Il mio istruttore era un fisicato e anche la sua donna, la domenica andavamo tutti a correre e in settimana avevamo la scheda personalizzata, la palestra in genere è seminterrato di un palazzo per cui si respira smog.
    I modi sbrucidi vanno per la maggiore, ma ci sono anche persone a modo.
    Bho sto meglio sulla mia stuoia yoga. Tempo fa mi rispondesti che tu i manuali mai, ma in effetti se prendersi schede di allenamento e dettami di alimentazione che hai seguito finora, si potrebbe dire che sei anche tu una manuale….addict.

    1. Io direi che, pur essendo contraria alle religioni, ne ho trovata una che fa al caso mio.
      A parte gli scherzi, credo che sia una questione di feeling. Alcuni trovano la pace dei sensi sotto un bilanciere, altri su un tappetino da yoga. Io mi ammazzo di noia a fare yoga o pilates (ho provato, ma niente) così come c’è gente che si ammazza di noia a fare bodybuilding.
      Poi è vero che ci sono fissati truci e anche abbastanza superbi, gente che si allena pesantemente che guarda gli altri dall’alto in basso e non facilitano la vita a chi si sta avvicinando alla sala pesi per la prima volta. Lo sono anche io, un pochino snob, e in palestra ho iniziato a scambiare cenni di saluto con chi si allena seriamente… è come se ci riconoscessimo tra di noi e io non mi sento mai parte di un gruppo, quindi un pochino mi emoziono.
      Comunque il post non era un incitamento tipo “andate in palestra e fatevi seguire da uno bravo.”
      Era più qualche consiglio per chi vorrebbe, ma non sa come valutare un personal trainer e ha paura di buttare via soldi e tempo.

      1. Sto cercando un nome alla tua religione tipo Seguaci del fitness, o sciencegym, diciamo che se abitassimo vicine un giretto nella tua palestra lo farei, perché è un po che ti seguo e non faccio più grossi sgarri, ho preso dei vestitini nuovi, se rullo di tamburi sono tre giorni di dieta senza uno sgarrino piccolo niente, e il merito è un po tanto tuo, mica ti lascio perdere peso senza di me. A volte sembra così facile, ma mi ha aiutata a valutare quante incaxxature mi tengo dentro ….
        La dieta aiuta psicologicamente.

      2. Bravissima. Io non sempre sono ligia, a volte sgarro, a volte mi prendono i raptus, ma sono in grado di rimettermi in pista subito, quindi non faccio danni, rallento solo il percorso.
        La palestra dove vado ora non è niente di che, io vado li perchè mi sta comoda e ha una attrezzatura decente.
        Non socializzo, non interagisco, al massimo Buongiorno e Arrivederci e qualche cenno di saluto a pochi eletti.
        Vado in palestra per la ghisa, non per la gente.

  2. Sono d’accordo con te su tutto anche se purtroppo ormai nemmeno la laurea è una garanzia. Conosco gente che pur laureata ha il solo scopo di arrotondare e fanno training svogliati e demotivanti (ma son belli, quello è indiscutibile, quindi hanno stuoli di donne che pagano comunque).
    Fortunatamente ce ne sono altri bravissimi e con tutti i certificati in regola, ma lavorando nelle palestre ho visto che l’estetica è la cosa che tira di più.
    Servirebbero volantini di questo tuo post!

    1. Il mio coach è laureato in Scienze Motorie, ma dice che quello che ha imparato all’Università spesso non era corretto, oppure era superato e che quando ha iniziato a formarsi DOPO la Laurea, ha dovuto disimparare le cose per impararle nuovamente e nel modo corretto. Purtroppo la laurea non è garanzia, anche perchè conosco gente che ha preso la laurea con i punti delle merendine.
      La questione dell’aspetto fisico è indegna, ma naturale in un mondo che bada più all’apparenza che alla sostanza.
      Se si mettessero i volantini del mio post affissi alle palestre, il 90% dei PT smetterebbero di lavorare…. oppure strapperebbero il volantino 😉

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