Trilogia dei pirati

Giorno felice #935

Eccomi di ritorno dalla vacanza, di cui però vi racconterò in seguito, con più calma.

Oggi approfitto del pomeriggio lavorativo per raccontarvi, invece, della Trilogia dei pirati di Valerio Evangelista, che ho terminato ieri sera.

Io ho comprato la trilogia completa, anche se in realtà è una raccolta di tre libri ben distinti tra loro: Tortuga, Veracruz e Cartagena.

trilogia

I libri raccontavo storie diverse, i personaggi sono bene o male sempre quelli, ma cambia la vicenda narrata e il protagonista.

Evangelisti è prima di tutto uno storico, quindi ha fatto delle ricerche approfondite sull’argomento Pirati e per questo è molto scrupoloso nelle descrizioni. Si è concentrato soprattutto su quelli che appoggiavano la Francia nella seconda metà del 600, i Fratelli della Costa.

Rimangono comunque tre romanzi, non tre saggi sulla pirateria, e per questo sono rimasta molto delusa, perchè un romanzo presuppone un diverso tipo di narrazione.

Innanzitutto bisogna che l’autore abbia la capacità di caratterizzare i personaggi, di spiegarne la complessità, di aiutarci ad amarli o odiarli. Qui i pirati sono descritti freddamente, così come gli indios, come i nobili, o gli schiavi, o gli animali. Tutti descritti in maniera piatta, superficiale. Nessun personaggio ha spessore o dei sentimenti, tranne il protagonista, e anche questo ha sentimenti superficiali, mai esplorati a fondo, mai i sentimenti, i pensieri, diventano coinvolgenti per il lettore. Più che sentimenti, sembrano capricci infantili.

Sempre secondo me, un romanziere deve saper raccontare una storia dandole ritmo, cosa che manca completamente in questi libri, ahimè. Evangelisti racconta la storia, capitolo dopo capitolo, con una monotonia imbarazzante. Sia che si tratti di capitoli descrittivi, che di capitoli di battaglia, la noia è mortale. E infatti ho avuto non pochi problemi a terminarne la lettura. Però pensavo sempre che qualcosa sarebbe successo, prima o poi, e così andavo avanti, capitolo dopo capitolo.

C’è poi da dire che i tre libri hanno la stessa identica struttura, nonostante raccontino storie diverse. E questo mi sembra un altro grande limite della Trilogia.

In ogni libro il protagonista è uno esterno alla filibusta, che si trova in qualche modo a farne parte e che con occhio distaccato ed esterno ne descrive usi e costumi.

In ogni libro il protagonista spiega il modo di fare dei pirati, descrivendo ad esempio gli atti di brutalità con freddezza e distacco, esprimendo un minimo di disgusto, appena accennato, senza però disgustare davvero il lettore, tanto le descrizioni sono superficiali.

In ogni libro compare una donna fatale, una sola, per la quale il protagonista impazzisce d’amore, nonostante si tratti sempre di amore proibito. Che poi amore non è, ma solo bisogno di possesso.

In ogni libro la donna viene descritta dal protagonista come bellissima, enigmatica, e innamorata a sua volta del protagonista stesso, nonostante al lettore tutto questo appaia dubbio, perchè nessun gesto delle donne risulti davvero chiaro, anzi, mancando quasi di azione. In effetti le donne subiscono le azioni. I protagonisti le incontrano, parlano loro, le donne non rispondono o dicono mezze frasi e i maschi capiscono da quelle il grande amore…. bà….

In ogni libro il protagonista sottovaluta la capacità della donna di pensare e di volere altre cose diverse da quelle che vuole lui. Questo è comprensibile: probabilmente nessun pirata del 600 pensava che le donne fossero capaci di pensare a loro volta, figuriamoci se le potevano ritenere in grado di complottare o ingannare l’uomo! Però insomma… sono romanzi e ne sono tre, in teoria diversi tra loro…. cambiare la trama sarebbe il minimo….

In ogni libro alla fine la donna delude il protagonista innamorato, facendo una brutta fine o facendola fare a lui.

Che palle! Letto uno, letti tutti.

Infine, in ogni libro si narra la presa di una città inespugnabile… fino ad allora. Nel primo era Campeche, nel secondo Veracruz e nel terzo Cartagena. E le modalità di presa della città sono identiche, quindi descritta una, descritte tutte.

pirati

Detto questo, per me è no.

Però le copertine sono bellissime!!!!

Sono passata alla saga dei Cazalet, iniziando a leggere il primo libro, Gli anni della leggerezza, che è tutto un altro genere.

Voi che leggete di bello?

Annunci

13 commenti

  1. Arghhhhhh aspettavo un nuovo post, non so quando aggiorni e son passata tremila volte al giorno.
    Mi sei mancata, desideravo il tuo ritorno per ringraziarti per quella foto dei piedi.
    È stato quello il momento, ero di ritorno da vari giorni in giro con mio figlio e avevo piedi ginocchia e anche a pezzi.
    Non cicrederai ma ho iniziato una dieta extra detox, e mi sta dando grandi soddisfazioni mi asciuga da dentro.
    Non mi sono più pesata ma a occhio vedo risultati.
    Non te ne andare più ti prego,resta che grazie a te e a Stardust credo di aver imbranato la marcia giusta. Grazieeeee

    • Eccomi 🙂
      Sono felice di sapere che ti senti bene e che stai facendo qualcosa di bello per te stessa. Continua così. Io d’estate ho qualche difficoltà a stare al pc perchè a casa è nella stanza più calda (infernale) e lavoro meno. Ma appena posso prometto di aggiornarvi un pochino.
      A presto

      • Fai come me usa il telefono, io salterello in tutti i blog ma aggiornare il mio è difficile con la mini tastiera.
        Quando eri in Provenza mettesti una foto blu cobalto e io pensai ecco oggi è al mare allargai la foto ed era un mare di lavanda, che emozione……anche il sentiero…..giallo…..l azienda di soggiorno provenzale ringrazia.

      • Non credo ci andro mai ma grazie a te almeno ho visto il percorso giallo.
        Seconda cosa una volta ti scrissi che leggo solo manuali, ora ho due romanzi, chissà chi o cosa mi ha convinta………… fai conto che da quando sei partita sono a pag 50 tutto in inglese ma bello evocativo, ne ho visto i film prima.

      • Ahahahah scritto mentre sono seria, niente forse te l ho già scritto ho visto assassinio sul nilo e anni fa la guerra dei roses e ho preso entrambi i libri il secondo a un euro e il primo in inglese, ogni volta che leggo succede qualcosa che mi frena. Al mare record una pagina e mezza sottolineando e cercando su google, ma fatica ma sapendo la trama gliela faro……per natale.
        Tu con la trilogia mi sei piaciuta, spesso gli autori hanno aiutanti che mettono su carta ciò che loro registrano a voce, e gli editori chiedono remake di successi che non si distanzino dalle linee guida, ti consiglio i Figli del capitano Grant scritto senza muoversi dalla scrivania.

  2. Ho letto L’ombra del sicomoro che ho trovato bellissimo. Ho abbandonato L’incubo del babau che affronta un problema così grave in maniera errata.
    Sto leggendo Gli istanti si spezzano a metà che per ora trovo interessante.

  3. però questi romanzi sono tutto tranne che maschilisti: le donne anche se parlano poco e in apparenza non agiscono (in realtà agiscono ma i protagonisti maschi sottovalutano la loro intelligenza o sono intimoriti dal loro fascino) ma sono importanti rappresentando oltre a rappresentare sopratutto nei primi due romanzi la sola alternativa al mondo brutale e violento dei pirati. Poi che Evangelisti sia più interessato alla ricostruzione storica che alla psicologia dei personaggi è vero

    • No, infatti non ho trovato i libri maschilisti, era maschilista il modo di pensare dell’epoca, lo è anche oggi, se vogliamo. Ancora oggi gli uomini tendono a sottovalutare l’intelligenza femminile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...