Giorni Felici

Ritagli di tempo

Giorno felice #929

Riflettevo oggi sul modo assurdo in cui continuo a leggere nonostante l’universo cospiri contro di me, costantemente.

Ultimamente ho letto La fiera delle vanità di William M. Trackeray, un bel mattone di quasi 1000 pagine, ricco di spietata satira verso la società inglese dell’800, quella che spesso ho letto nei romanzi di Jane Austen con altri occhi. Bello, ma a tratti noioso e lungo.

Ho poi letto Cell, il primo libro di Stephen King del mio 2017. Una delusione. La scrittura è sempre la solita, molto scorrevole, ma sembrava una brutta copia di L’ombra dello scorpione e a tratti mi ha fatto pensare anche a The fireman del figlio Joe Hill.

Ora sto leggendo Pian della tortilla di John Steinbeck perchè sentivo la mancanza di Steinbeck. E’ un libro strano, buffo e irritante… almeno per ora.

copertina

Leggo, ma non quanto vorrei.

Alla fine mi riduco a leggere dopo la palestra, dopo essermi fatta la doccia, dopo aver sistemato la sala per la festa del pomeriggio, dopo aver messo sul fuoco un paio di contorni per pranzo e cena contemporaneamente. E sempre se non ho dovuto fare prima una scappata da qualche parte a ritirare qualcosa, comprare qualcosa, consegnare qualcosa. A conti fatti inizio a leggere non prima di mezzogiorno e lo faccio al massimo fino all’una e mezza, quando tornano i bambini. Oppure dopo pranzo, tra le 14 e le 15.30.

Leggo, ma non come vorrei.

Non pensiate che leggo comoda sul divano per un’ora e mezza ininterrottamente prima e dopo pranzo. MAGARI!

Prima di pranzo leggo, ma ogni 5 minuti mi alzo per girare i contorni, per apparecchiare, per pesare la pasta per i bambini, per rispondere al telefono, per scendere se passa qualcuno per la sala fuori orario, per stendere i panni, per piegarli o riporli, ecc. Nel pomeriggio leggo e ogni 30 secondi vengo interrotta da uno dei figli, che ha bisogno di qualcosa per la scuola, una nuova ricarica per la penna, aiuto per impaginare delle immagini in un file word per una ricerca, un aiuto per ripassare storia, o scienze, o goegrafia, i ricambi per la pallavolo o la pallamano, un sostegno nella redazione di un testo descrittivo, un sollecito a lavarsi i denti, a non disturbarsi l’un l’altro, un urlo per ricordare a mio figlio, che non c’è bisogno di sbattere le cose contro i muri, tanto i compiti li deve fare lo stesso, ecc.

E poi, ottimista, mi porto il Kindle a lavoro, pensando che magari invece di annoiarmi su Facebook potrei continuare con le mie letture. E ogni attimo mi tocca interrompere la lettura per dare il benvenuto a qualcuno, per cambiare monete ai bambini, per fare un caffè o regalare uno zucchero filato al festeggiato di turno.

Così finisce che impiego ore per leggere una pagina, ma imperterrita vado avanti, senza perdere il filo del discorso.

Credo di aver sviluppato una capacità incredibile di rimanere all’interno della storia nonostante le continue interruzioni. Quando torno alla mia pagina l’occhio ritrova sempre, esattamente, il punto da cui ripartire. Sono più presente nella storia che nel mio quotidiano. Quello che accade attorno a me è quasi sfocato, anche se interagisco, rispondo, mi alzo ed eseguo tutta una serie di azioni. Se sono presa dal libro, continuo ad esservi immersa anche quando vengo costretta a staccare gli occhi dalle pagine.

Sarà sano?

Non perderà un pochino, la lettura fatta in questo modo, la sua capacità di rilassarmi?

E, soprattutto, cosa mi sto perdendo? Perchè sono certa che sto tralasciando qualcosa. Probabilmente leggo a metà e vivo a metà. E soprattutto arrivo a fine serata stremata mentalmente, come se avessi combattuto per tutto il giorno contro qualcosa.

Cerco di ricavarmi ritagli di tempo da dedicare alla mia passione per la lettura, perchè è praticamente impensabile che io abbia un’ora tutta da dedicare SOLO ad una cosa, a parte la palestra, dove non ho davvero distrazioni.

Poi però mi rendo conto che, così facendo, vivo una vita di ritagli, estenuante e poco soddisfacente.

Vado a fare la spesa nei ritagli di tempo.

Lavoro nei ritagli di tempo.

Mi dedico ai figli nei ritagli di tempo.

Sistemo casa nei ritagli di tempo.

Leggo nei ritagli di tempo.

Lavoro nei ritagli di tempo.

Faccio spese nei ritagli di tempo.

Ecc.

vita di corsa

Che fatica!

E soprattutto: che senso ha?

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20 thoughts on “Ritagli di tempo

  1. Non è che fai tutto nei ritagli di tempo, fai le cose quando è possibile farle. Noi donne abbiamo la capacità di farci delle paturnie su tutto.
    Io lavoro a giorni alterni. Quando sono al lavoro ho provato a leggere ma vengo continuamente interrotta dai clienti che entrano e quindi non riesco a concentrarmi, anche perché oltre al brusio continuo c’è anche la musica continua.
    Leggo soprattutto la mattina, dopo cappuccio e biscotti, mi ritaglio il tempo che voglio, poi faccio i mestieri. Dopo mangiato mi ritaglio dell’altro tempo ma c’è tv accesa uno che mi parla l’altro pure. Vengo continuamente interrotta, ma come dici tu, riesco comunque a seguire il tutto senza perdere il filo del discorso.
    Non è facile conciliare il tutto e sentirsi in pace

    1. Si, probabilmente sono in pre ciclo, quindi nel pieno delle paturnie indotte…. si tratta di sopravvivere un paio di giorni e poi tornerò di certo a sentirmi in pace con me stessa e con la vita che mi sono scelta.

  2. Io in pochi giorni ho letto:
    Pane cose e cappuccino
    Il sapore dei semi di mela
    Il rifugio dei cuori solitari
    Dopo tre libri leggeri, ho letto:
    La notte delle falene
    Il sono leggenda
    Ora sto leggendo E le stelle stanno a guardare.

  3. Mi spiace mentre leggevo mi dispiaceva un sacco di tutto.
    Io quando porto a casa un libro vuol dire che sono andata nel Megastore di un centro commerciale ho rivoltato bacheche e scaffali, sfogliato e letto prefazione , descrizione biografia, in genere mi siedo su una delle poche sedie che danno o faccio sedere mio figlio, insomma porto a casa un trofeo, difficile che mi delusa.
    Mi spiaceva che i libri che leggi alla fine non ti piacciono, scegli dandoti più tempo. Bho forse sbaglio

    1. Non è possibile leggere SOLO libri bellissimi. Prendi Steinbeck. Ho ADORATO La valle dell’Eden e anche Furore e per questo sto cercando, piano piano, di leggere anche gli altri suoi libri. Ho letto Uomini e topi e non l’ho trovato all’altezza degli altri due. Ho appena terminato Pian della Tortilla che è stato interessante, ma comunque non bellissimo e toccante come La valle dell’Eden o Furore. Valeva comunque la pena leggerli, questi altri due, e di certo leggerò anche altri libri di Steinback. Non ho paura di essere delusa dai libri. E’ la stessa cosa quando vai al ristorante: se prendi sempre la stessa cosa non resti mai delusa, ma se provi ad assaggiare qualcosa di nuovo corri il rischio di rimanere delusa, ma potresti scoprire anche sapori nuovi e strepitosi.
      Tutto questo per dire che non mi aspetto che tutti i libri che leggo siano da 5 stelle.

  4. Fai un errore … se posso dirtelo sinceramente. Fissarsi per un autore va bene ma bisogna alternare sennò non cogli l’autore e diventa una corsa inutile. Le Letture devono essere un cerchio che si chiude, dopo che avevi letto quel bel mattone di Trackeray dovevi leggere contemporaneo. Scegliere le letture non è facile ma è fondamentale e poi non tutti i libri del tuo autore preferito sono dei capolavori per esempio capire cosa leggeva Steinbeck potrebbe servirti ad allargare le tue letture e poi dopo un libro che ti esalta devi leggere una cosa leggera sennò rischi di annoiare il cervello non so se è chiaro quello che voglio dire? Per esempio dopo Steinbeck ci vuole un Meyer oppure un Capote … E se qualche volta rimani delusa embè ci può stare quel gran figo di Franzen non ha sempre scritto capolavori 😉 ma lo perdono lo stesso in fondo è un essere umano!!! Ahahahaha

    1. Si, la penso esattamente come te, ma a volte prendo un libro nel momento sbagliato. Per questo mi sto prendendo una “pausa” con Stephen King, dal quale a sua volta mi ero presa una lunga pausa.
      Ora ho appena finito di terrorizzarmi con La tempesta del secolo e passerò un noioso pomeriggio lavorativo a capire quale libro mi ispira in questo momento.
      Ma Franzen… è figo? Ora vado a googlarlo perchè non l’ho mai visto… però mi annoia parecchio!
      Di Capote non ho mai letto Colazione da Tiffany… non mi ispira… non riesco neanche a vedere il film… sarò un caso umano!!!
      Per Meyer bisogna che faccia il giro più largo, ma ci tornerò.
      Ho David Copperfield sul Kindle che mi attende da un po’…. ma non sono sicura sia giunto ancora il suo momento….

      1. Madonna ma quel libro fa venire l’ansia 🙂 alcune parti sono un po’ ovvie ma nel complesso è un bel libro e poi ora hanno fatto anche il film che io non andrò a vedere!

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