Giorni Felici

Risorta a Pasqua

Giorno felice #928

Ricordate la nostra gita a Roma prevista per il mese di Aprile? Ecco, siamo stati li a Pasqua, per la precisione da sabato a domenica. Abbiamo preferito evitare di rientrare il lunedì di pasquetta proprio per non incappare nel giorno da bollino nero e a quanto pare abbiamo fatto bene.

Come sapete, avevo organizzato tutto nei minimi particolari e questo ci ha permesso di evitare code chilometriche per entrare ai Musei Vaticani e di consumare pasti decenti a prezzi onesti.

Abbiamo comunque pagato lo scotto di visitare una capitale europea nei giorni di Pasqua, soprattutto la capitale che contiene al suo interno Città del Vaticano, con tutti i suoi riti pasquali, con pellegrini annessi.

C’era talmente tanta gente da farmi quasi venir voglia di mettermi ad urlare e scappare a gambe levate! Ma questo forse è lo shock che può provare solo una persona che abita in un paese di 10.000 abitanti e se li ritrova tutti e 10.000 ammassati in una unica stanza chiamata “Cappella Sistina”.

Ora, io sono una ignorante dell’arte, non so capirla, non l’ho mai studiata correttamente e, di conseguenza, non sono capace di apprezzarla. Ho voluto fortemente visitare i Musei Vaticani per vedere la Cappella Sistina, con la tenacia con cui si fanno quelle cose che vanno fatte una volta nella vita. E nonostante la mia profondissima ignoranza, sono rimasta a bocca aperta alla fine del nostro percorso obbligato all’interno dei musei, quando siamo finalmente entrati in questa stanza enorme, eppure piccolissima per il gran numero di visitatori pressati al suo interno. Lo capisce anche una ignorante come me quando sei di fronte ad un Capolavoro.

Peccato per la gente, troppa e troppo chiassosa.

La Cappella Sistina è piaciuta tantissimo anche a Emma, che nel suo libro di viaggio le ha dato voto 10 con la seguente motivazione: “A me piacciono tanto i disegni e la Cappella Sistina era piena di disegni colorati.

Vaticano

Piccola nota acida: non ero mica l’unica ignorante a piede libero nei Musei Vaticani! Solo che io ho avuto il buonsenso di evitare di fotografare tutto “a cazzo”. Ho visto uomini di neanderthal fotografare quadri, volte affrescate, statue e bassorilievi rapidamente, en passant, senza sapere di cosa si trattasse, senza sapere chi avesse fatto cosa e perchè o quando e soprattutto senza la benchè minima curiosità di saperne qualcosa di più leggendo le note a lato. Immagino le loro memory card una volta scaricate sul pc di casa…. o le loro gallerie fotografiche sui cellulari, piene di capolavori presi di sbieco e privi di significato…. la scimmia nuda balla!

Il primo giorno ci siamo stancati tantissimo, forse proprio a causa delle due ore passate nei musei vaticani, a procedere di stanza in stanza a passo di lumaca. I bambini erano stravolti e forse un po’ intimoriti dal gran numero di persone, quindi non hanno apprezzato molto Piazza Navona o il Pantheon (nel quale siamo riusciti ad entrare solo il giorno dopo, per quanta fila c’era).

La fontana di Trevi invece è stata accolta con entusiasmo, nonostante la folla oceanica di turisti. L’idea di gettare la monetina e l’atto di farlo sono stati vincenti.

Trevi

L’appartamento, prenotato tramite l’ormai collaudatissimo Airbnb, era nel quartiere di San Lorenzo, in un complesso ricavato da vecchi laboratori artigianali, composto da piccoli appartamentini su due piani, con accesso diretto nel cortile interno accessibile solo ai residenti. Sembrava di stare in un piccolo borgo, non al centro di Roma.

apparta

L’appartamentino era carino, piccolo e ben organizzato, disposto su due livelli, con immensa gioia dei bambini, che hanno preteso di dormire nel piano superiore.

Appartamento

Domenica invece siamo partiti presto e dal Colosseo, che affascina come sempre grandi e bambini. La passeggiata lungo i Fori Imperiali è stata bella, divertente e istruttiva. I bambini avevano mille domande e volevano sapere ogni cosa, così a me è toccato rispolverare le vecchie nozioni imparate all’università, quando mi costringevano a disegnare a memoria il Foro di Cesare, quello di Augusta e come tutti e due si incastrano con quelli di Nerva e Traiano. I bambini, a bocca aperta, hanno colto immediatamente la grandiosità di quello che stavano visitando e finalmente Emma è riuscita a capire la differenza tra Fori Imperiali e Fiori Imperiali.

Augusto

Massimo ha da poco studiato i sette re di Roma, i sette colli e la leggenda di Romolo e Remo, quindi era tutto esaltato e voleva salire su ognuno dei sette colli. Emma invece ha voluto che le raccontassi di Romolo e Remo più volte, come quando voleva che le raccontassi di nuovo Cappuccetto Rosso. “Mamma, mi racconti ancora la storia di Romolo e Remo” e io iniziavo “C’era una volta Numitore, che era Re e aveva un fratello cattivo….” e lei incantata ad ascoltare. Esiste un modo migliore per imparare cose nuove?

noi

Abbiamo camminato moltissimo, mangiato benissimo, riso e scherzato, salito ogni scalinata incontrata, rigorosamente contando i gradini (e senza affanno), dalla cordonata del Campidoglio alla scalinata di Trinità dei Monti, passando per scale del Museo dei Conservatori.

Scale

E abbiamo goduto di ogni scorcio di Roma dall’alto, dal belvedere del Campidoglio, dalla sommità di Trinità dei Monti, dalla Balconata del Pincio.

Roma2

Folle oceaniche di turisti parlavano tutte le lingue del mondo attorno a noi e il sole splendeva caldo e avvolgente, regalandoci una giornata da incorniciare.

Roma1

E alla fine, nonostante la stanchezza, nonostante la sporcizia, nonostante i mezzi di trasporto fossero obsoleti, insufficienti, sporchi e popolati di barboni puzzolenti, Roma ha saputo farci innamorare di lei, per la prima volta o di nuovo, poco importa.

Roma3

Piccola considerazione finale: fuggire dai pranzi pasquali è una scelta vincente. Niente tradizioni, niente parenti, niente menù da 10 portate e pranzi eterni, niente abiti eleganti e scarpe scomode, niente regali di circostanza, niente chiacchiere fritte e rifritte, niente tv e tg catastrofici, niente guerre e attentati, niente cioccolato.

La nostra Pasqua è stata bella, serena, rilassante e di famiglia.

Noi quattro, seduti al tavolo di una osteria tipica a due passi dal Pantheon, a mangiare chi carbonara, chi abbacchio, chi saltimbocca e chi la pizza, una portata ciascuno, chiacchierando di quant’è bella Roma e di cosa avevamo apprezzato fino ad allora, è stato forse il pranzo di Pasqua più bello e sereno che io abbia mai passato.

Voi come avete passato le vacanze di Pasqua?

 

PS: Anifares aveva ragione, sono risorta anche io, approfittando della Pasqua 🙂

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6 thoughts on “Risorta a Pasqua

    1. Eh… lasciamo perdere! Sono risorta solo nel senso che sono tornata a scrivere sul blog, ma andare a Roma due giorni, gli unici due in cui avrei potuto dormire e prendermela comoda… è stato folle e stancante. Però dai… ne è valsa la pena!

  1. Io e Tati abbiamo visto Roma due volte e in seguito ho preso un libro guida scritto in inglese di come ci vedono e come ci visitano alla maniera degli americani, spesso spiegando anche quanti passi dista un museo da un altro, mi piacerebbe rileggerlo rivisitando Roma, o la costiera.
    La nostra pasqua o festa del solstizio di primavera va, è stata annegare nei casatielli fatti da Tati, e abbiamo partecipato al rito ortodosso degli ucraini nei giardini della basilica di Pompei, io speravo anche nel mare, ma ha diluviato, se ho capito bene a Roma no, evviva.

    1. Deve essere bello il libro di cui parli, come si chiama?
      Si, a Roma ha pioviccicato appena appena intorno alle 11, ma con il sole e per breve tempo. Per il resto, sole e 24°C, in giro a mezze maniche.

  2. Buondi, il libro l ho lasciato nella casa in irpinia, ci sono stata ieri e questo la dice lunga sulla mia voglia di viaggiare. Appena lo recupero ti faccio sapere titolo e autori. Ha pagine sottili come la bibbia e pur essendo un tomo tascabile ci hanno fatto entrare tutta italia visitata palmo a palmo.
    Degli autori non viene citata ne università ne studi ma solo quanto abbiano viaggiato e visto.
    È una guida jewish quindi porta anche trattorie e ostelli seguendo l itinerario ideologico religioso.
    Mi ha colpito anche questo che gli americani sopra le nostre mappe sovrappongono quelli che noi non notiamo, per noi una pizzeria è una pizzeria, per loro no scelgono in base alla loro cultura. Fa cmq venire voglia di mettere le scarpette ai piedi e andare, a Napoli ad esempio tutti i vicoli passo dopo passo, mi sono detta non è possibile hanno visto tutto.

  3. Pranzi a casa dei parenti saltati a pie pari. A pasqua passeggiata nei dintorni di casa tra boschi e sentieri, pasquetta a Chioggia, tra campanili, calle, ponti e chiese antiche.
    Dovresti scrivere il tuo itinerario così che possa essere da spunto a chi va due giorni a Roma

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