Giorni Felici

Il figlio di Philipp Meyer

Giorno felice #922

Il figlio di Philipp Meyer è un libro che ho letto su consiglio di Anifares e se non fosse stato per lei non avrei mai scoperto questo autore nè questo gran libro.

copertina libro

Il libro contiene in se tantissimi elementi che amo trovare nei libri: la storia che si intreccia alla realtà, una saga famigliare che si dipana nell’arco di oltre un secolo, le passioni umane e i pionieri. E gli indiani e le donne che devono lottare per affermarsi in un mondo maschile.

La cosa interessante di questo libro è che tre sono le voci narranti, come tre sono i protagonisti: il capostipite Eli McCullough, rapito da giovane dagli indiani e poi tornato tra i bianchi per fondare la sua dinastia, il figlio reietto di Eli, Peter McCullough, che ha disonorato la famiglia, e la pronipote di Eli, Jeanne McCullough, l’unica donna a portare avanti il lascito familiare.

Eli è vissuto nell’800, al tempo degli indiani e della guerra civile americana. Peter è vissuto a cavallo della Prima Guerra Mondiale mentre Jeanne ha assistito sia alla Seconda Guerra Mondiale che al boom dell’industria petrolifera texana e mondiale.

Le loro storie si intrecciano e siccome sono dura a memorizzare i nomi e ho letto sul Kindle, mi sono stampata l’albero genealogico della famiglia McCullough, che consultavo più volte durante la lettura, in modo da capire chi era chi e quando era vissuto.

La cosa bella del libro è che tu sai che Eli fonda una dinastia di proprietari terrieri, allevatori e poi petrolieri, molto influente e molto benestante, ma non sai come. Sai che Peter è il disonore di famiglia tanto che suo padre da vecchio si rifiutava anche di nominarlo, ma non sai cosa ha fatto di tanto grave fino alla fine. Sai che Jeanne sta per morire tragicamente, ma non sai perchè nè percome fino alle ultimissime pagine. Devi scoprirla piano piano, la storia, e questo è stato molto interessante.

Ho trovato affascinante il periodo in cui Eli era con gli indiani, anche se a tratti ho trovato noiose certe descrizioni minuziose di come si costruisce una freccia indiana, oppure di come si lavora la pelle di un animale, ecc.

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Cercavo comunque di immaginarmi il territorio selvaggio, la libertà sconfinata di questi uomini, che però rischiavano la vita ogni giorno. E pensavo che alla fine dell’800 mentre in Italia si combattevano le guerre per fare l’Italia, in Texas stavano ancora combattendo contro gli indiani. Incredibile.

A tratti ho immaginato scene come nel film Il gigante, con Liz Taylor, James Dean e Rock Hudson, film che viene anche nominato da Jeanne nel libro.

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Ho pensato che quando è stata inventata l’automobile in America c’erano intere città ancora da costruire e si capisce perchè abbiano costruito città pensandole già popolate di automobili, con strade ampie, zone residenziali e centri funzionali. Mentre in Italia o comunque nel vecchio continente ci sono città che sono nate secoli prima dell’avvento delle auto e che, per questo, presentano strade insufficienti al traffico moderno e di difficile adeguamento.

Ho pensato a quanto è giovane l’America e quanto è vecchia l’Europa.

E poi ho pensato a Dallas, il telefilm preferito da mia madre negli anni 80, con JR come cattivissimo petroliere texano.

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Ho letto molto lentamente questo bel libro e non so se era proprio lento di suo o se sono stata troppo distratta da dedicare troppo poco tempo alla lettura in questo periodo.

Ho comunque scoperto che mi piacciono molto i libri ambientati nel passato, non proprio storici, ma diciamo ambientati negli ultimi due secoli. E’ un periodo che ho studiato pochissimo a scuola e che invece trovo molto interessante. Per questo penso che continuerò su questo filone per le prossime letture.

Ora ho iniziato Belgravia di Julian Fellowes, l’autore di Downton Abbey, perchè ho bisogno di un libro più leggero e veloce. Vi confesso che non mi sono ancora ripresa dalla lettura di La valle dell’EdenLa valle dell’Eden e voglio/non voglio leggere Furore, sempre di Steinbeck.

Insomma… sono un po’ in crisi, ma continuo a leggere.

Voi state leggendo? Cosa di bello?

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16 thoughts on “Il figlio di Philipp Meyer

  1. Come mi piacerebbe affiggere qui i miei successi nella dieta, qui lì ovunque.
    Niente oggi siamo stati a Sorrento e pizza è venuta giù a go go, domani ritorno per cambiare una collana e prendere una camicia che non mi sta bene ora ma fino in estate potrebbe andare.
    Vorrei avere la tua tenacia a leggere, con il primo manuale di questo anno dovrei lavorare fino a dicembre ad affinare la tecnica, ma metto via domani parto con stuoia e secondo manualino che mi ha aperto una determinazione unica, come l ho chiuso PAF sparita, è come se anche i libri mi dicessero insistito.
    Riguardo queste letture americane e i film non so perche tutta l America mi ha lasciato un retrogusto un po amaro,

  2. Io sto leggendo La valle dell’Eden, ormai sono in dirittura d’arrivo.
    Mi piacciono le saghe familiari che attraversano e vivono in differenti periodi storici, quelle americane poi mi incuriosiscono ancor di più.

  3. Io sto leggendo Forte movimento di Franzen e con questo ho letto tutto quello scritto da lui …Sono contenta che ti sia piaciuto Il figlio e quindi non puoi non leggere Ruggine americana 😉 e visto che ti piacciono le storie potrebbe anche piacerti La giungla di Sinclair ma solo se non sei depressa ahahahaha

    1. Segnati tutti e due.
      Potrebbero piacermi.
      Non so se sono depressa… penso di no… ma non si sa mai… chi può dirlo?
      Intanto riposo il cervello con Belgravia, che scivola via senza colpo ferire.

  4. anche a me i romanzi ambientati nel passato piacciono molto.
    Sto leggendo Paradise Sky di Joe R. Lansdale, un romanzo western ambientato nell’Ameica dell’800 dopo la Guerra Civile e con un protagonista afro-americano, sto leggendo anche Il leone d’oro di Wilbur Smith ambientato a Zanzibar nel ‘600 tra pirati, tesori nascosti e mille avventure, Crocevia di Mario Vargas Llosa una storia di sesso e ricatti nel perù di fine anni ’90 sottoil regime di Alberto Fujiimori e I Pilastri della Terra di Ken Follett: passioni e intrighi nell’ Inghilterra medievale

    1. Urca, e riesci a leggere tutti questi libri contemporaneamente???
      Paradise sky potrebbe piacermi e anche quello di Wilbur Smith, che anni fa amavo alla follia, ma che ora ho smesso di leggere. Però le storie dei pirati mi attirano taaaanto 🙂

  5. Grazie (grazie!!!!!) al tuo consiglio sto leggendo “Una vita come tante” e lo trovo davvero meraviglioso, delicato, intrigante, starei sempre lì a leggerlo! Purtroppo però devo lasciarlo in casa perchè è davvero pesante e pure un po’ delicato (essendo della biblioteca, dovrà reggere – spero – numerosi lettori, ed ha una copertina piuttosto fragile) e i viaggi fra bus e treno non gli giovano, per cui devo ritagliarmi più tempo possibile appena posso, perchè lo adoro!
    Per i tragitti casa/lavoro invece sto leggendo “Caos” di Patricia Cornwell, l’ultima storia di Kay Scarpetta….beh…non so, forse mi sto un po’ stancando….sta diventando trooooooppo descrittiva e pomposa e sta riducendo l’azione e la suspence a poche pagine risicate…..
    E’ proprio vero che negli anni i gusti cambiano!
    E per finire sto leggendo e “applicando” due libri di Lucia Cuffaro sull’autoproduzione casalinga, attenti se sentite qualche esplosione da lontano perchè sono io che spignatto e preparo deodoranti e saponi 😀 !

    1. Sono troppo contenta che Una vita come tante ti stia piacendo, io l’ho adorato 🙂
      Ahahaha… io non sono proprio adatta a questi manuali su come fare le cose… speriamo non salti in aria niente 🙂

  6. Ah dimenticavo… C’è un certo Theodor Dreiaer 😉 che vale la pena leggerlo. Leggi prima Sister Carrie e poi Una tragedia americana e poi Sinclair e credimi il tuo cervello esulterá 😂

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