Giorni Felici

Capitain Fantastic

Giorno felice #918

Ieri pomeriggio, approfittando del giorno di pausa dal lavoro, abbiamo visto Capitain Fantastic, un film con Viggo Mortensen che avrei voluto vedere al cinema.

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Non è stato molto pubblicizzato, quindi vi racconto di cosa parla.

Ben Cash (cioè Viggo) è il padre di 6 bambini e ha deciso di vivere in maniera anti convenzionale. Per questo ha passato gli ultimi 10 anni nei boschi, educando personalmente i figli e allenandoli alla vita vera. I bambini sanno cacciare, accendere un fuoco, cucinare, scalare una montagna, scuoiare gli animali uccisi per lavorarne la pelle, ma sanno anche 6 lingue, sanno di politica, storia, geografia, filosofia e altro ancora. Sono talmente tanto preparati che il figlio maggiore, fatte le dovute domande, ha ricevuto le lettere di ammissione da TUTTE le università della Ivy League, le più prestigiose d’America.

Loro vivono in armonia con la natura, usandola e non consumandola. Vanno a caccia per mangiare, raccolgono bacche commestibili, si lavano sotto una cascata e ogni mattina si sottopongono ad un duro allenamento fisico… cose estreme, insomma.

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La madre dei bambini non è presente. Lei era malata e poi muore. Era malata mentalmente e i genitori di lei si erano offerti di pagarle le cure, ma alla fine lei si è tolta la vita. Ovviamente i genitori di lei disapprovano lui e i suoi modi estremi di vivere fuori dalla società, accusandolo di aver spinto la figlia alla pazzia e di maltrattare i bambini, finchè lo minacciano di denunciarlo alla polizia se solo avesse osato farsi vedere al funerale di lei.

Solo che lei aveva lasciato un testamento in cui chiedeva di essere cremata, in quanto buddista, e chiedeva che le sue ceneri fossero buttate nel cesso di un locale pubblico, mentre i genitori di lei, cattolici, hanno organizzato il perfetto funerale cristiano.

I bambini vogliono andare al funerale della madre e “salvarla“, obbedendo alle sue ultime volontà, anche a rischio di venire allontanati dal padre.

Il viaggio per recarsi al funerale è l’occasione per avere contatti con la società, che ai loro occhi appare assurda e senza senso.

I ragazzi chiedono cosa sia la Coca Cola e il padre risponde “Acqua avvelenata“. Vedono per la prima volta persone obese e pensano che siano malate. Conoscono i cugini, figli della sorella di lui, e li guardano come se fossero alieni, tutti presi dall’odio reciproco e dalla fissa per i videogiochi.

Non vi dico come va a finire, però è un film molto toccante e molto educativo.

Dopo un anno di homeschooling fatto con Massimo apprezzo ancora di più questo stile educativo e mi sento un po’ in colpa per non aver avuto il coraggio di seguire fino in fondo la strada che avevamo scelto, con coerenza e sicurezza.

Ora, io non dico che bisogna vivere nei boschi, andare a caccia per mangiare e rubare nei supermercati al grido di “Si fotta il sistema, potere al popolo!” ma di certo penso sia possibile vivere fuori dal sistema, allevando animali da mangiare e coltivando le verdure necessarie. E’ possibile educare i figli anche senza la scuola, è possibile che fuori dalla scuola imparino di più e meglio, perchè spinti da reale interesse e non per un voto dato da una insegnante annoiata. E’ possibile essere felici anche senza cellulare o senza vestiti alla moda. E’ possibile essere felici anche senza avere una professione tanto più socialmente accettabile quanto maggiore è il guadagno che produce.

E’ possibile e sarebbe una tale liberazione….

Solo che io non ho sposato Ben Cash (alias Viggo), ma un marito che mi guarda come se fossi pazza quando parlo in questo modo, un marito che non sa come si coltiva una pianta di pomodori, ma che sa come sistemare un pc ad occhi chiusi. E io non so neanche ricucire un bottone, figuriamoci se so spennare un pollo! Potrei imparare, però.

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La cosa più bella del film, e che secondo me è possibile mettere in atto anche senza isolarsi dalla società, è l’onestà intellettuale di questo padre nei confronti dei figli.

Lui dice loro la verità, i fatti così come sono, e rispetta le reazioni dei figli, qualunque esse siano.

Quando ha dovuto dire ai figli che la madre era morta suicida, lui lo ha fatto. Non ha indorato la pillola dicendo “La mamma era malata e ora è morta“. Ha detto che si è tolta la vita e i figli lo hanno accettato.

E poi c’è la spiegazione del sesso… da manuale.

La figlia grande legge Lolita di Vladimir Nabokov e ne discute con il padre. La figlia piccola domande:

Che significa violentare” e il padre risponde: “A volte succede che una persona, di solito un uomo, costringa un’altra persona, di solito una donna, ad avere rapporti sessuali senza il suo consenso e con la forza” e la bambina chiede: “Cos’è un rapporto sessuale?” e il padre “Quando un uomo inserisce il suo pene nella vagina della donna“.

E la bambina chiede ancora “E perchè dovrebbe farlo?” e il padre risponde “Per diverse ragioni. Innanzitutto l’atto può dare piacere a tutti e due, e poi  perchè l’unione tra lo sperma maschile e l’ovulo femminile crea un bambino e continua la specie umana.” e la bambina “Ma da li lei fa la pipì” e lui “No, la pipì la produce la vescica ed esce attraverso l’uretra, situata tra le grandi labbra, non dalla vagina, ma è comunque da quelle parti” e la bambina “Ok“.

Punto.

Discorso concluso.

E la naturalezza con la quale viene affrontato questo tema, che per molti di noi è tabù anche da grandi, riduce l’argomento a pura scienza, spogliandola di ogni malizia e volgarità, come invece succede quando se ne parla per sottintesi. E i bambini così capiscono che è una cosa naturale, che è una cosa intima, che bisogna rispettare l’altra persona qualora si voglia fare del sesso, e che è un processo riproduttivo, quindi vale la pena usare delle precauzioni nel caso non si sia in cerca di una gravidanza.

Questo modo di fare mi piace moltissimo. E cerco sempre di comportarmi così con i miei figli, anche se non mi viene molto spontaneo perchè sono invece cresciuta in una famiglia con mille tabù.

Per capirci, quando ho avuto il primo ciclo non ne sapevo niente e ho chiamato mia madre allarmatissima perchè ero convinta di avere una qualche malattia mortale allo stadio terminale, visto che sanguinavo senza essere ferita.

Ecco, i miei figli sanno del ciclo da anni. Sanno quando ho il ciclo, sanno perchè viene e quanto dura e non ne sono nè intimoriti nè scandalizzati, a riprova che l’onestà verso i figli è sempre la strada migliore.

I bambini in questo modo non si sentono stupidi, ma persone ritenute degne di discorso da adulti. Non crescono nell’ignoranza, rischiando di andare poi a cercare le risposte, che i genitori non sanno o non vogliono fornire, su internet. E lo sappiamo tutti cosa si trova su internet e quanto siano devianti e pericolose le informazioni reperibili in rete.

Ovviamente sono lontana anni luce dalla onestà di Ben Cash, ma dopo aver visto questo film ho deciso di lavorarci su ancora di più e anche il marito, che è uno che liquida le domande scomode con un “Quando sarai grande lo capirai“, è rimasto favorevolmente colpito da questo modo di fare aperto e limpido.

Se vi interessa l’argomento, vi consiglio il film, divertente e toccante al tempo stesso.

Se non vi interessa…. sappiate che Viggo Mortensen si mostra nudo integralmente!!!

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13 thoughts on “Capitain Fantastic

  1. Non possono dire educazione tra i boschi e poi le università fanno a cazzotti per avere queste perle di genio, mio cugino vive in America i figli hanno studiato in scuole pubbliche ma per accedere all università hanno pagato corsi privati e rette da paura tipo con trecento mila dollari non arrivi alla laurea il master poi è out. Facoltà pubbliche gratuite non esistono serve comunque alloggio spese, mica si paga con scoiattoli squoiati. Saper fare tutto tornerebbe utile ma il problema è che passiamo il tempo in centri commerciali al massimo si pranza in uno chalet o si accende un barbecue,…. Noi abbiamo il manuale della perfetta sopravvivenza scout, servirebbe un camper per trasportare l occorrente….. Quanto sono critica….deve essere un bel film fai.

    1. Le università americane si litigano questi ragazzi cresciuti in homeschooling perchè hanno un modo di ragionare più libero e anticonvenzionale e spesso sono più preparati rispetto ai loro coetanei scolarizzati. So che le università americane costano tantissimo, ma mettono anche a disposizione delle borse di studio per i veramente meritevoli.

      E comunque alla fine non è detto che questi scelgano di andarci, nelle università….

  2. No forse non mi sono espressa bene le università non hanno lo sportello di accesso cervelli liberi, hanno la burocrazia come l Italia, portaci un titolo di studio cartaceo con su scritto che hai un cervello e puoi entrare, carta canta, non esiste la selezione di ragazzi cavernicoli svernati col cervello che fuma, ma senza pezzotto di carta, che entrano si laureano e insegnano, è un mito da sfatare. Ci fu un Indiano che fece dei conteggi oltre misura e si raccontò la favola che vivesse nella giungla e tutto d un tratto prese l aereo andò a Londra a far vedere i suoi calcoli a un luminare della scienza. Ma bho, miti.

    1. Io so che invece questi homeschoolers riescono ad accedere alle facoltà, hanno anche dei posti riservati per loro. Devono fare dei test e dimostrare di esserne all’altezza, ma entrano. Non parlo di quelli che vivono nei boschi, ma di quelli regolarmente educati a casa, cosa legale e riconosciuta negli Stati Uniti.

  3. Deve essere proprio un bel film.
    Mia nonna mi ha insegnato ad uccidere polli e conigli, o meglio, ha cercato di farlo ma io non ho mai voluto farlo e credo che mi ciberei unicamente di vegetali se dipendesse dal mio coraggio.
    Non mi piacciono gli estremismi , credo che una via di mezzo sia la giusta strada.

    1. Si infatti, anche io penso che la giusta misura sia sempre la strada migliore. Per questo ho molto apprezzato il finale del film.
      Ecco… anche io non so se avrei il coraggio di uccidere un animale, anche se non provo il minimo scrupolo a mangiarlo, una volta morto! Evviva la coerenza!!!!

  4. Anch’io dico sempre la verità a mio figlio e non rendo la pillola più facile da ingoiare … alle sue domande sul sesso rispondo sempre scientificamente! Alla sua domanda (dopo aver visto il telegiornale) Mamma ma il mondo è cattivo? Fondamentalmente sì ma poi c’è anche tanto bene e amore e per questo si va avanti… non ho visto il film quindi le mie considerazioni sono su quello che ho letto. Un po’ come dici tu deve esserci la via di mezzo… mio figlio gioca ai videogames ma poco tempo perchè sono lì a fargli capire che i videogames rincoglioniscono 🙂 (sono cattivissima) gioca un po’ e poi legge Salgari … insomma bisogna educarli non toglierli fuori dal mondo cosa difficile mooolto difficile! Anche sulla scuola, io e mio marito cerchiamo sempre d’integrare quello che lui studia… esempio Ha studiato gli egizi e si va al museo a Torino ma poi si parla sempre di politica (cazzo siamo due laureati in Scienze Politiche qualcosa sempre passa). Ricordo sempre un film THE VILLAGE dove una comunità vive al di fuori del mondo ma veramente chiusi e anche lì arriva il male insomma i figli bisogna prepararli al meglio per vivere in questa società e devi viverci dentro sennò come si fa… certo è difficile e ci vuole attenzione, tenacia e non devi dimenticarti mai chi sei … è una faticaccia 🙂

    1. Esattamente, bisogna educarli a vivere nel Mondo che abbiamo, con consapevolezza. Non mi va l’idea che siano schiavi non pensanti di quello che passa il convento, preferisco aiutarli a sviluppare un sano spirito critico che li possa aiutare ad orientarsi nell’immondizia che ci propinano. Come dici tu, è una faticaccia, ma sono convinta che ne valga la pena.
      Mio figlio già ha capito che la pubblicità mente per vendere di più, abbellendo le cose e facendole apparire meglio di quello che sono nella realtà e mi fa sorridere quando cerca di spiegarlo alla sorella più piccola.
      Speriamo ne traggano un minimo di beneficio, in futuro, perchè a volte penso “Beata ignoranza!”

  5. L’ultimo punto è decisamente il TOP, l’ho già visto nudo in un altro film (La promessa dell’assassino) 😀

    Questo me lo sono perso, ma conto di recuperare in qualche cinema di seconda visione, e non solo per Viggo (ma soprattutto!)

    1. Ahahahah… si infatti, pare che per questa scena abbiano vietato il film ai minori…. e invece non è volgare per niente.
      A me Viggo non è che piaccia molto, per me resterà sempre Aragorn, ma in questo film mi è piaciuto moltissimo.

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