Giorni Felici

La la land & co.

Giorno felice #915

Post multi-tematico, oggi, che è un po’ di tempo che non ne scrivo uno.

Iniziamo dal cinema: ieri sono stata a vedere La la land, il film con Ryan Gosling e Emma Stone, film che ha già vinto 7 Golden Globe e ricevuto 14 candidature per i prossimo Oscar.

Una bella storia d’amore tra il pianista Jazz Sebastian e l’aspirante attrice Mia, ambientata in una Hollywood che sa di nostalgia. Ho trovato il film molto delicato, poetico, tanto tanto romantico, di un romanticismo retrò, mai volgare e molto profondo.

La musica è la vera protagonista del film e sono stata in grado di apprezzarla nonostante non sia una amante del Jazz, anzi… sono proprio una ignorante in materia. Però alla fine ti entra dentro e sembra quasi di non poter vivere senza.

A tratti il film si trasforma in musical e sono forse le scene più belle, quelle più divertenti o più toccanti.

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Gli attori sono proprio bravi, intensi e preparatissimi. Recitano. cantano e ballano come se tutto fosse estremamente naturale per loro e, che dire, tanto di cappello.

Ho molto apprezzato la Los Angeles che viene rappresentata, una città a tratti disabitata: strade vuote, niente macchine, tramonti mozzafiato, strade incantevoli… vera poesia. Ho sempre amato Los Angeles, nonostante sia un tipo di città molto diverso da quelle cui siamo abituati noi europei, una città diffusa dove le distanze sembrano dilatarsi a dismisura e in questo film ho ritrovato quell’atmosfera magica che ho avuto modo di vivere quando ci sono stata, tanti anni fa. Certo è improbabile trovare una persona qualsiasi che, rimasta senza macchina, semplicemente decida di farsela a piedi, la strada verso casa, perchè appunto le distanze sono così esagerate da renderlo impossibile.

Però è un film, no?

E proprio perchè è un film, avrei voluto un finale diverso, ma tant’è.

Tutto sommato il mio è un giudizio positivo, anche se non al 100%. Vale la pena comunque vederlo, perchè esci dalla sala con la voglia di buttare tutto al vento e tornare ad inseguire i tuoi sogni.

Voi lo avete visto? Vi è piaciuto?

 

Passiamo alle mie Letture. Il mio primo libro dopo aver abbandonato le sfide di lettura delle bookbloggers è stato Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey.

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Questo libro era nella lista del Road Trip Readind Challenge, la sfida che auto rinnovo di anno in anno con l’intento di leggere almeno un libro per ognuno degli stati americani. Qualcuno volò sul nido del cuculo era valevole per l’Oregon, dove è appunto ambientato.

Non avevo mai visto il film con Jack Nicholson, ma quando leggevo di McMurphy non potevo non immaginarlo con quel viso, quegli atteggiamenti che sono tipici del grande attore. Sicuramente vedrò a breve il film, perchè sono curiosa di visualizzare quello che ho potuto solo immaginare attraverso la lettura.

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Il libro è strano, a tratti noiossissimo e a tratti interessantissimo. Era noiosa la parte raccontata dal narratore, il pellerossa altissimo che si finge sordo e muto. Quando si metteva a raccontare i suoi sogni visionari o la “nebbia” che arrivava e avvolgeva e lo scombussolava tutto, io mi perdevo e annoiavo a morte.

Quando invece raccontava di McMurphy e delle sue trovate per dare fastidio alla Grande Infermiera, allora tutto diventava più interessante.

Pa’ dice che, se non si sta attenti, la gente finisce, in un modo o nell’altro, con il costringerti a fare quello che ritiene dovresti fare, oppure ti costringe a essere cocciuto come un mulo e a fare proprio l’opposto, per dispetto.

Il libro fa riflettere sui vecchi manicomi e sui metodi disumani che venivano utilizzati per curare gente che a volte non era neanche davvero matta, ma solo spaventata o ribelle.

Ma soprattutto fa riflettere sui criteri per i quali il pellerossa gigante è considerato matto, quando invece aveva solo subito traumi in guerra, e la Grande Infermiera invece viene considerata sana di mente, una donna arida, che gode nel manipolare le persone più deboli, anche a costo di indurle al suicidio, decidendo elettroshock o lobotomie come noi decidiamo cosa mangiare a pranzo o a cena.

E ad un certo punto scopri quello che sai già: che i matti sono quelli che hanno capito tutto e ai quali, proprio per questo, stanno strette le regole imposte dalla società, mentre le persone cosiddette “sane” sono tutti quei folli, che sanno sfruttare le regole a proprio uso e consumo, non senza crudeltà.

 

Passiamo all’ultimo argomento, la scuola.

In questi giorni siamo stati impegnati con la scelta relativa all’iscrizione in prima media di Massimo.

L’istituto in paese è uno solo, ma offre delle opzioni diverse. E l’anno prossimo, per la prima volta, verrà istituita una sezione “senza zaino“.

Non so se conoscete il progetto Scuola Senza Zaino. E’ un nuovo modo di fare scuola e a noi piace moltissimo. Come prima cosa, ovviamente, c’è da dire che i bambini non avranno necessità di uno zaino, perchè troveranno a scuola il materiale didattico su cui lavorare. Niente diario, niente astuccio, niente penne e colori. Avranno del materiale in comune con tutti gli altri, materiale che dovranno prendere, usare, trattare con cura e poi rimettere al giusto posto, in modo che anche altri possano poi usarlo.

scuola-senza-zaino

Le aule saranno arredate e sistemate in maniera diversa rispetto alle aule tradizionali. Non più banchi tutti orientati verso l’insegnante, ma isole dove, a gruppi, i bambini lavoreranno per progetti e obiettivi. Ai bambini verranno assegnati dei compiti da svolgere e dovranno farlo insieme, collaborando e organizzandosi da soli.

Ora… io non so spiegarlo benissimo e non ho ancora una esperienza diretta a tal proposito, però sono convinta che sia una esperienza molto interessante e, soprattutto, molto adatta a mio figlio. Una scuola diversa, dove il Fare è più importante del ripetere, dove responsabilizzare i ragazzi è prioritario rispetto al voto o al programma da svolgere. Una scuola secondo me più moderna, che vale la pena sperimentare.

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Quando abbiamo saputo dell’esistenza di questa possibilità anche per le scuole medie (finora sono state istituite classi senza zaino solo per asilo ed elementari), abbiamo immediatamente modificato la nostra iscrizione, inserendo questa opzione come prioritaria. Sono stata anche a parlare con la Preside, che ci conosce bene per via dell’anno di Homeschooling, e lei è stata molto contenta di sapere che vogliamo partecipare al nuovo progetto, perchè nel paese la gente vede questa cosa con molto scetticismo e la partecipazione è scarsa.

La Preside però è giovane e vuole rinnovare e non la ferma nessuno, così farà la sezione a tutti i costi e noi dovremmo farne parte a settembre.

Quando ne abbiamo parlato con Massimo, lui si è mostrato molto interessato al progetto, ma preoccupato perchè non sa quali amici capiteranno in classe con lui. Il suo amico del cuore ha scelto una sezione tradizionale con seconda lingua tedesco, che era anche la nostra scelta, prima di sapere della Scuola Senza Zaino. Poi però ci ha riflettuto su e ha deciso che preferisce la Senza Zaino, anche se non dovesse capitare insieme al suo amico e sono molto orgogliosa di questa sua indipendenza psicologica, perchè invece sento di mamme disperate per i figli che scelgono solo in funzione degli amici.

Ci sarebbe da parlare per ore di mamme che allacciano ancora le scarpe ai figli di 10 anni reputandoli incapaci di farlo da soli, ma che allo stesso tempo si aspettano che questi stessi figli prendano una decisione ponderata e responsabile sul proprio percorso di studi.

Comunque, noi abbiamo preso la nostra decisione e, ancora una volta, il paese ci guarda come se fossimo pazzi, perchè abbiamo il coraggio di fare scelte fuori dagli schemi, scelte sperimentali, di cui non si conoscono ancora i risultati e gli effetti futuri.

Ma io dico: la scuola tradizionale produce capre da decenni, quindi non sceglierla per me è l’unica scelta possibile, se me ne danno la possibilità.

Sapremo con certezza se siamo nella classe Senza Zaino dopo Ferragosto, quindi per ora non resta che aspettare. Vi farò sapere.

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11 thoughts on “La la land & co.

  1. Wow, io non ci avrei pensato due minuti a iscrivere mio figlio in una classe così. Come dici tu, in una scuola ancora improntata a programmi del 1960 se non prima, bisogna avere il coraggio di cambiare e non solo di lamentarsi.
    Faccio un mea culpa…Miciomao non sa allacciarsi le scarpe e ha 9 anni. Io gliel’ho insegnato, ma per non so quale motivo non se le sa allacciare. Ho optato per le scarpe con lo strappo, proprio per non dovere allacciargliele. Vedrai che al bisogno, imparerà, son qui che aspetto.

    1. Sicuramente imparerà…. hai visto mai un 18enne che non sa allacciarsi le scarpe?
      Però sono certa che tuo figlio sa fare molte cose in autonomia, e l’importante è che un genitore stimoli i figli ad acquisire un pezzetto di autonomia ogni giorno, in modo da crescere degli adulti autosufficienti e sicuri di se stessi. Invece vedo molti genitori che sono votati al sacrificio pur di risparmiare ai figli ogni tipo di fatica possibile, anche cose semplicissime e banali e, al contempo, chiedono ai propri figli di prendere decisioni che, autonomamente, non hanno l’età per poter prendere da soli.
      Per quanto riguarda la Scuola Senza Zaino…. non vedo l’ora!!!! Ti farò sapere com’è 🙂

  2. La Scuola Senza Zaino, una meraviglia! Anch’io l’avrei iscritto subito, anzi, memore dei tre anni delle medie con uno zaino di medio peso 10,5kg quando andava bene (mio figlio è magrissimo, all’epoca ne pesava 40…..si può andare in giro con un affare che pesa un quarto di te stesso???) si sarebbe autoiscritto direttamente!
    Finalmente qualcosa di nuovo!
    In bocca al lupo!
    (non ho ancora visto La la land ma ne parlano tutti benissimo….però io ho una certa avversione sia per il jazz che per i musical….staremo a vedere…..)

  3. Io odio i musical per motivi troppo lunghi da spiegare ma credo che il problema sia dovuto alla mia logica (insomma il problema è nel mio cervello… sbuffo anche nei cartoni animati) Quindi non avrai un mio parere 🙂

    1. A me in generale piacciono, ma non tutti. Sono cresciuta con Grease e The Blues Brothers e in quei casi non mi ha mai dato fastidio quando prendono e si mettono a ballare. Diversi sono i casi in cui si mettono a “parlare cantando”, allora li un pochino mi da fastidio. Il La la land mi sono piaciuti i momenti musicali in cui ballavano, un po’ meno quelli in cui “parlavano cantando”. Nei cartoni sono insofferente anche io. Quando andammo a vedere Frozen in famiglia, io e mio figlio ci guardavamo ogni volta che riprendevano a cantare e ci chiedevamo “ANCORA???” mentre mia figlia andava in brodo di giuggiole!

  4. alla fine l’ho visto ieri sera…..beh……
    rimango nella mia avversione per musical e jazz, però il film è ben fatto, le atmosfere bellissime e i costumi davvero wow….
    non lo rivedrei ma è un bel film (oddio mi hai fatto venire in mente le cantate di Frozen, insopportabili! fra i musical direi che salvo Grease, The Blues Brothers e Mammamia….ma solo perchè c’era Pierce con la tutina aderente 😀 )

  5. Claudia e Sandra sappiate che siete appena entrate nel mio libro nero e non vi parlerò maaaaai più!
    Io amo Frozen, potessi lo guarderei tutte le sere XD C’è stato un periodo che ascoltavo la colonna sonora anche in ufficio XD

  6. io ho amato La La Land! anche a me sarebbe piaciuto un finale diverso, ma pensandoci forse il film avrebbe rischiato poi di sembrare banale, spero vinca i quattordici oscar che secondo me merita!
    ho recensito anche io questo film se ti interessa 🙂

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