Giorni Felici

Del perchè abbandono le sfide di lettura

Giorno felice #914

Oggi ho proprio voglia di levarmi qualche sassolino dalla scarpa, perchè sul web dire la propria è gratis e quindi posso farlo anche io.

Con la mia “recensione” di Splendi più che puoi ho scatenato l’ira di qualcuno.

Il virgolettato è d’obbligo, perchè non credo di essere nella posizione di scrivere recensioni. Quello che faccio, più che altro, è raccontare se un libro mi è piaciuto oppure no. Parlavo dei libri che leggevo anche prima di iniziare a partecipare alle sfide di lettura organizzate annualmente dalle book blogger, solo che lo facevo in maniera marginale, dopo aver raccontato il mio quotidiano, e solo se mi andava di far sapere cosa avevo letto. Partecipando alle sfide, invece, devi inviare il link alla”recensione” ed eccomi qui a scrivere post su post relativi alle mie letture.

Le frasi che hanno scatenato il putiferio sono queste:

Quello che mi lascia perplessa è come si possa dare più di una stella ad un libro simile. Mi correggo: come si fanno a pubblicare libri come questi? Come si fa a premiarlo, addirittura? Siamo messi davvero così male in Italia? Probabilmente risulterò impopolare e cattiva a quei pochi che si prenderanno il disturbo di leggere tutto questo post, ma non sono io a dovermi vergognare di dire come la penso.

Ci tengo anche a precisare che io non sono una book blogger, che nessuna casa editrice mi regala libri affinchè io ne parli sul mio inutile blog, che decido io cosa leggere e come raccontare dei libri che leggo. E racconto sempre il mio punto di vista, mio e solo mio, personalissimo e ignorantissimo, ma mio al 100%. Sono una lettrice con i miei gusti e le mie debolezze, ma non per questo costretta a tacere.

Chiaramente ho offeso qualcuno dicendo che le mie “recensioni” sono libere e incondizionate, qualcuno che pensa di doversi giustificare perchè riceve libri omaggio da case editrici.

Chiariamo una questione.

Ci sono tanti blog e tanti modi di fare blogging. Elenchiamo quelli che interessano il caso in questione:

  1. Blog personali – questi blog  non hanno nessuna velleità di diventare famosi. Sono blog scritti come diario personale, di solito seguiti da pochissime persone, capitate per caso su qualche post più o meno interessante. Blog che non si pubblicizzano, non organizzano nulla per coinvolgere altre persone, blog che non aspirano alla notorietà o a diventare lavoro retribuito. In questa categoria inserirei il mio blog.
  2. Blog che aspirano – per lo più parliamo di blogger che aspirano a trasformare la propria passione (sia che si tratti di libri, di film o di cucina o di moda o altro ancora) in lavoro. Questi blog cercano in ogni modo di aumentare il numero di followers, perchè più persone riesci a raggiungere, più possibilità hai di attirare l’attenzione di aziende del settore, che di solito sono interessate a mandare piccoli campioni gratuiti allo scopo di ottenere una recensione, altrettanto gratuita. Non c’è niente di male ad avere uno di questi blog, l’importante è esserne consapevoli e non vergognarsene.
  3. Blog di influencer – questi sono i blog che ce l’hanno fatta. Si tratta di quei pochi eletti che hanno saputo distinguersi nel mare magnum di blog esistenti online. Sono persone che hanno una voce originale, un punto di vista particolare di un dato settore, o un modo originale e personalissimo di affrontare un argomento qualsiasi. Persone che negli anni si sono costruite una reputazione, scegliendo a quali collaborazioni dire si e a quali dire no e che non accettano campioni gratuiti da chicchessia, ma lavorano su progetti in linea con il proprio stile e il proprio pubblico e poi vanno a proporre questi progetti ad aziende in espansione che hanno bisogno che si parli di loro e che ne parlino le persone giuste. Questi blog non si accontentano di ricevere un campione omaggio, ma chiedono un determinato compenso, sul quale emettono regolare fattura. Pagano le tasse e sulla carta di identità alla voce professione possono scrivere “blogger” perchè con i soldi che guadagnano ci possono pagare le bollette. Una blogger che seguo da anni e che secondo me ce l’ha fatta è Chiara di Machedavvero, che ha iniziato parlando in maniera disincantata, simpatica e originale della maternità e che ora gira il mondo per le collaborazioni che sceglie di portare avanti.

Personalmente non giudico nessun modo di fare il blogger, basta che lo si faccia con onestà. Se ti regalano un libro, o un rossetto, o un mattarello da recensire, sarebbe sempre bene specificarlo nel post in questione. Sempre. Si scrive all’inizio o alla fine del post “post scritto in collaborazione con…” se hai ricevuto il prodotto in omaggio, oppure “post sponsorizzato” se prendi proprio un compenso per averlo scritto. Non è obbligatorio rendere nota questa “collaborazione“, ma sarebbe onesto farlo. Perchè anche se ogni blogger pensa di essere incorruttibile, siamo esseri umani e se qualcuno ti regala un prodotto, anche se non ti è piaciuto molto, istintivamente potresti essere portato a mettere l’accento sugli aspetti positivi, pur sussurrando a mezza voce che qualcosa non ti ha convinto. Non prendiamoci in giro: se la Kiko mi regala un rossetto lo fa perchè vuole che se ne parli bene, e se io dico che mi ha fatto schifo, la Kiko la prossima volta mi regalerà altro? Non credo. E se io ho aperto un mio blog sui trucchi nella speranza di poter testare gratuitamente le ultimissime novità, probabilmente so benissimo che mi conviene parlare in maniera edificante delle aziende che decidono di avvalersi della mia opinione.

Con questo non voglio dire che chi recensisce un prodotto ricevuto in omaggio non sarà sincero. Dico solo che se avessi ricevuto in omaggio Splendi più che puoi mi sarei fatta molti più scrupoli a dire quello che ne penso, avrei cercato invece un modo per indorare la pillola, con tatto e sottolineando un punto di forza del libro per ogni punto negativo elencato.

Per questo alla fine della mia “recensione” ci ho tenuto a specificare che la mia è solo una personalissima opinione, non condizionata in alcun modo da collaborazioni o altro. E con questo voglio dire che non sono stata condizionata nè a parlarne bene nè a parlarne male.

Qualcuno si è offeso per questa mia specifica. Qualcuno che evidentemente riceve libri in omaggio (e specifico anche che non ne sono invidiosa, perchè non aspiro a ricevere nulla in omaggio, proprio perchè ho aperto questo blog personale per scopi diversi… ) e che sente di doversi giustificare per questa ragione. Ovviamente non ho fatto nomi nello scorso post e non ne faccio neanche ora, ma tendiamo tutte ad offenderci quando non ci sentiamo completamente a posto con la coscienza, no?

Quello che mi ha dato molto, ma proprio MOLTO fastidio è stato il comportamento di questa persona, che prima di rispondermi a tono, personalmente, ha pubblicato sulla pagina facebook del proprio blog la classica “frecciatina” anonima.

E che male c’è? Non è stata anche la mia una frecciatina velenosa?

Si, certo. Ma con due differenze sostanziali:

  1. io non mi riferivo solo a lei, ma anche a tutti quelli che su Amazon hanno assegnato 4 o 5 stelle a quel libro. Che, per la cronaca, ha una media di 4 stelle e 1/2 contro le 4 stelle de Il grande Gatsby o de Il signore degli anelli. Lei però ha letto la mia recensione e gli altri no.
  2. io non mi sono messa a scrivere messaggini ironici e a contattare privatamente altre persone per parlar male di lei (che pubblicamente fare nomi e cognomi è diffamazione, privatamente è pettegolezzo) allo scopo di farmi dar ragione.

Mi sono divertita a screenshottare la loro pubblica conversazione e, oscurando nomi e immagini, eccola qui:

1

Eh si…. i libri non sempre portano cultura ed educazione…. mi pare evidente.

2

Ma si, te lo dico in privato di chi si tratta.

3

Sono io quella che ha sempre detto di odiare i libri romantici e tutti rosa…. quindi anche se non hanno fatto il mio nome, hanno tutti capito di chi si parlava.

Per non parlare di chi incita alla violenza, consigliando scherzosamente libri pesanti o con copertina rigida.

L’avanguardia del cyberbullismo della casalinga che legge libri di professione.

Ecco, quando ho letto queste conversazioni ho realizzato di dover scrivere questo post, perchè sia che si parli di me, sia che si parli di qualcun altro, mi sembra vergognoso questo modo di fare.

Si deve vergognare chi ha scritto il post senza riportare il discorso completo da cui è scaturita l’offesa, solo per ottenere reazioni di solidarietà e pacche sulle spalle dalle followers fedelissime.

Ma soprattutto si deve vergognare chi si è messo a crocifiggere una perfetta sconosciuta senza conoscere l’origine della disputa.

35 persone hanno messo “mi piace” per solidarietà (e il numero aumenta col passare del tempo), qualcuna ha mostrato di avere un morboso interesse a sapere “chi” fosse la stronza colpevole, nessuna ha chiesto di sapere a cosa ci si riferisse, poche hanno suggerito di infierire fisicamente usando libri più voluminosi e pesanti.

Ripeto: questo è cyberbullismo bello e buono e a me fa SCHIFO e mi sono salvata tutta la conversazione con i nomi non oscurati, perchè magari poi a qualcuna potrebbe venire in mente di eliminare la conversazione incriminata.

Detto questo, ovviamente lascerò la sfida in questione e il gruppo collegato alla stessa.

Pensavo di poter trovare delle persone con le quali condividere la mia passione per i libri, anche se abbiamo gusti diversi e leggiamo libri diversi.

Pensavo, erroneamente, che questa fosse una sfida che avesse come fine quello di stimolarci a vicenda a leggere di più e a cimentarci anche in generi diversi da quelli cui siamo abituate, invece a quanto pare lo scopo è quello di leggere SOLO i libri consigliati dalle blogger organizzatrici, perchè per aver letto il libro consigliato da loro, seppur pessimo, ho ottenuto ben 10 punti, mentre per aver letto Grandi Speranze di Charles Dickens ho meritato solo 1 punto.

Mi sono presa la briga di andare a controllare la provenienza dei titoli richiesti per ottenere 10 punti e sono quasi tutti omaggi di case editrici, anche se non tutti hanno ottenuto un buon punteggio. Il quasi è d’obbligo, perchè non tutte le recensioni sponsorizzate sono dichiarate tali in maniera esplicita. A pensar male si commette peccato…ma si indovina!?!?

Pensavo di incontrare persone stimolanti e interessanti, non collezionisti di pagine stampate. Anche mio figlio di 10 anni sa che c’è una grande differenza tra un bel libro e un libro che si legge rapidamente. A scuola hanno organizzato una biblioteca di classe, ognuno ha portato dei libri da casa e a turno li prendono per leggerli e raccontarne a scuola. Lui stava leggendo Harry Potter, ma la maestra non glieli considerava validi solo perchè non li aveva presi dalla “biblioteca di classe” ma dalla mia libreria, così mio figlio mi ha detto: “Mamma, io dalla biblioteca di classe mi prendo i Geronimo Stilton, così li finisco in mezza giornata e poi posso tornare a leggere Harry Potter“. Con lo stesso spirito ho letto Splendi più che puoi (188 pagine), per sbrigarmi a prendere sti 10 punti e poi tornare liberamente a leggere quello che piace a me.

Ne consegue che questa non è una sfida che mi sta stimolando o entusiasmando, quindi non fa per me e me ne tiro fuori senza problemi.

Detto questo, dopo essermi anche presa della patetica per i miei gusti letterari, me ne vado per la mia strada a testa alta.

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23 thoughts on “Del perchè abbandono le sfide di lettura

  1. Ciao 🙂 mi dispiace che tu sia stata attaccata anche in modo celato per una cosa che, sinceramente non ha senso! Partecipare alla sfida di lettura in questione, per me, è sfidare me stessa indipendentemente dalle scelte o dai suggerimenti che mi vengono dati dalle organizzatrici, nel senso che se un libro non mi interessa non lo leggo e basta non importa se sono libri che hanno ricevuto dalle case editrici oppure no. Credo che scrivere il proprio pensiero liberamente sul proprio spazio significhi mettersi in discussione e farlo sapendo di poter ricevere delle critiche negative, ma l’importante è avere la propria opinione, indipendentemente da quello che dicono gli altri. Tu pensa che io ogni volta che leggo un libro che ha avuto mille miliardi di premi o riconoscimenti, alla fine non lo apprezzo quasi mai e sinceramente CHISSENE FREGA se ad altri è piaciuto (Ti assicuro che non mi censuro quando poi lo recensisco sul mi blog!). Meglio rimanere pecore nere che adeguarsi a quello che dicono tutti solo per ottenere consensi!
    Se non ti senti più di partecipare alla sfida fai bene a ritirarti, ma non dare peso alle cose che peso non ne hanno e continua a leggere per il piacere di farlo 🙂
    Non ti conosco personalmente ma sinceramente quella in cui ti sei trovata è una stupidaggine, che può ferire ma, come ti ho detto, non darle peso perché non ne ha 😉

    1. Ciao, ti ringrazio moltissimo per il tuo commento.
      Hai ragione, potevo anche non leggerlo quel libro, perchè così come chi ama quel genere di libri li riconosce dalla copertina così li riconosce anche chi non li ama. E io sapevo che ne sarei rimasta delusa, ma l’ho letto lo stesso perchè ho scelto liberamente di partecipare a questa sfida e mi sono detta: se non sei disposta a metterti in gioco che partecipi a fare?
      Hai ragione anche nel dire che sono cose di poca importanza, aggiungerei che sono cose davvero infantili. Ma siccome sono una donna di quasi 42 anni con una maturità ed un equilibrio propri, ho deciso che non li voglio tollerare questi atteggiamenti da bulli, dove ci si mette a sghignazzare in gruppo di qualcuno senza dargli neanche il beneficio del dubbio.
      Dobbiamo tutti andare a dormire serenamente la notte e con la coscienza a posto e io non ci sarei riuscita facendo semplicemente finta di niente.
      Tutto qui.

      1. Non dico di far finta di niente, la tua reazione l’hai avuta, che sono cose infantili è più che ovvio per quello ti ho detto di non dare tanto peso alla cosa e rimanere delle tue idee. Per quanto riguarda le scelte di determinati libri è, ovviamente, come dici, partecipare significa anche leggere cose diverse da quelle che leggiamo di solito ma se proprio non ti attirano non farlo, quantomeno io faccio così, soprattutto se sono libri che devo comprare e le mie tasche non me lo permettono al momento. Ognuno poi ha le sue motivazioni per fare o meno le cose. Anche io a 32 anni trovo che parlare e sghignazzare in questi contesti sia stupido ma c’è chi la pensa diversamente e vabbè… 🙂

  2. Avevo letto ieri dello scambio di commenti sotto la tua recensione e non sono intervenuta perché non ho letto il libro e mi sembrava di essere fuori luogo.
    Io le tue recensioni le leggo da molto e le ho trovato sempre molto interessanti, prive di parti inutili come trame e prezzi e nozioni irrilevanti sull’autore e chiare dal punto di vista delle motivazioni: mi è piaciuto perché, non lo consiglio perché. Per cui secondo me fai bene come fai.
    Per quanto riguarda le collaborazioni con le casi editrici sono d’accordo con te: in molti ricevono libri e ne fanno recensioni e di questi moltissimi(non tutti,ovvio!) danno valutazioni più che positive a tutto ciò che leggono. Insomma, io diffido sempre da certe recensioni, sicuramente il libro può anche piacere per davvero, ma è possibile che tutto ciò che leggi è da top ten, 5 stelle, bello bellissimo? Sono io sfigata che incappo in libri da poco conto o pessime storie un po’ banali? Io ho un profilo goodreads dove lascio le mie recensioni, spesso spietate altre volte esagerate, ma sono sempre mie opinioni liberissime, scrivo ciò che penso e spesso do’ 4 stelle ad autori emergenti che mi hanno fatto passare ore piacevolissime in loro compagnia e le stesse 4 stelle le ho date ad un capolavoro come Henry James e il suo Ritratto di Signora. Potrebbe sembrare assurdo ma secondo la mia idea di lettura piacevole va così e mi rendo conto quindi che non possiamo essere sempre tutti d’accordo 😀 Ognuno deve essere libero di dire la propria ma passare a insultare o mandare frecciatine online è abbastanza infantile oltre che inutile. Fai bene a tirarti indietro dalla challenge, certi comportamenti scorretti andrebbero evitati, la lettura deve rimanere un piacere e il confronto di idee deve essere libero e spontaneo oltre che educato.
    Io avrò la coscienza pulita ma la tua precisazione riguardo le collaborazioni non mi ha minimamente colpita, anzi per me ci stava bene 😛 Non era offensiva, tira in ballo solo i diretti interessati che fanno recensioni a convenienza. Non c’è da prendersela a mio avviso.
    Il web è fuori controllo, da delle sciocchezze si finisce per creare delle vere e proprie guerre online. Che orrore.

  3. Ossignur che casotto è uscito solo perchè sei stata sincera. Io apprezzo le tue RECENSIONI spassionate e sincere, mi hanno fatto conoscere libri di cui ignoravo l’esistenza e sono ora nella mia lista dei desideri di Amazon.
    Hai ragione sul dire che quello è cyberbullismo, era meglio un confronto diretto.
    Concordo anche sul fatto che se ricevi un libro in omaggio sei più propensa a fare una recensione positiva o ad essere meno spietata se il libro non ti ha convinto.
    Mi dispiace per ciò che è accaduto e hai fatto bene ad uscire dalla challenge.

    1. Grazie cara, sono felice che le mie “recensioni” siano ritenute utili e sincere da qualcuno. Non mi aspetto certo che tutti siano d’accordo con me, d’altra parte se così fosse non solo non esisterebbero certi libri, ma neanche certi generi e va benissimo che ci sia varietà.
      Io non sono e non voglio fare la book blogger (se avessi voluto avrei aperto un altro blog o avrei chiamato questo in modo diverso), ma mi aspetto un minimo di serietà da chi invece ha di queste aspirazioni.
      Pazienza.
      Il mondo è bello perchè è vario.
      Per il cyberbullismo, la vera tristezza è che molte persone neanche si rendono conto di quanto sono cattive quando lasciano certi commenti. E finchè lo fanno i ragazzini è una cosa, ma quando accade anche alla nostra età… è patetico!

  4. negli ultimi mesi le querele tra blogger sembrano essere all’ordine del giorno, purtroppo c.c
    io cerco sempre di tirarmi fuori – anche se a volte anche a me sono girate le balle e ho lanciato qualche frecciatina – perché in generale sono una persona pacifica e non mi piace discutere.
    Esistono le blogger che recensiscono sempre positivamente i libri ricevuti dalle case editrici? Certo che esistono, io stessa ne ho “incontrate” un paio nella mia “vita da blogger”, ma di solito non le seguo molto. Credo di aver capito perfettamente di quali blogger parli, ma non le seguo molto principalmente perché abbiamo gusti differenti riguardo le letture. Prendersela per ciò che hai scritto in un certo senso è normale. Anch’io un po’ ci rimango male quando leggo cose del genere (cose che tra l’altro anche io penso) , perché anch’io collaboro con case editrici e il solo pensiero che qualcuno possa pensare che le mie recensioni non siano sincere mi intristisce. Certo, se un blogger nell’ultimo anno ha pubblicato solo recensioni positive per altro di libri ricevuti in omaggio quattro domande me le farei anche io.
    Per quanto riguarda la challenge io l’ho abbandonata perché due libri in due settimane sono troppi per me. Considera che io ne leggo uno a settimana, quindi leggendo due libri specifici il tempo da dedicare ai libri che voglio veramente leggere è poco.

    1. Io so che questa blogger non scrive solo recensioni positive, per carità. Nel caso di Splendi più che puoi anche lei aveva sottolineato una certa superficialità nella narrazione, ma la sua recensione è stata comunque positiva (4 stelle e più se non ricordo male) e questo libro è stato scelto per essere “affibbiato” a qualcuno in una sfida, assegnandogli ben 10 punti.

      In merito alle book blogger che ricevono libri dalle case editrici sai cosa penso? Che se lo scrivessero chiaro e tondo senza vergognarsene, noi lettori sapremmo anche come comportarci. Se tu dici, senza vergogna, che te l’hanno regalato e scrivi tra le righe che ok, bella storia, ma poteva essere sviluppata meglio, e poi metti 5 stelle, io lettrice intelligente lo capisco che le hai messe perchè non potevi fare altrimenti e mi regolo di conseguenza. Prendo la tua recensione, do il giusto peso alle stelle e poi scelgo se leggerlo oppure no. Se invece quel libro te lo sei scelto e comprato e lo hai apprezzato, allora so che probabilmente vale la pena leggerlo, sempre ammesso che i nostri gusti coincidano.
      E’ una questione di onestà.
      Se sei onesta, non ti offendi se qualcuno sospetta, perchè tu hai messo le mani avanti preventivamente.
      Guarda, io parlo per esperienza, perchè anni fa aprii un sito internet dedicato al mondo dei matrimoni, lo aprii da zero perchè avevo in mente una idea ben precisa e nel giro di qualche anno ho avuto un discreto successo, tanto che le aziende mi pagavano per avere spazi pubblicitari sul mio sito, collaboravo con testate di settore, la BUR Rizzoli mi mise sotto contratto per scrivere un libro dedicato ai matrimoni low cost e alla fine una azienda mi ha pagato per comprarsi il sito (che ho venduto serenamente perchè avevo avviato un’altra attività commerciale insieme a mio marito). So come ci si sente quando ti propongono di recensire un prodotto dandoti un campione omaggio. E so che se lo fai per lavoro è sacrosanto. Ma ai lettori devi dirlo, se vuoi essere preso sul serio. E se lo dici, poi non ti offendi se qualcuno mette in discussione la tua integrità. Tutto qui.
      Comunque… che mondo triste!!!

  5. Io valuto attentamente ogni libro che voglio iniziare, lo scelgo nei megastore o sulle bancarelle e ci sto ore a capire se mi piace.
    Li tocco con molta cura, solo una volta mi capitò che dissero a un mio amico che non erano per la consultazione, ma perché erano in vendita in una vineria e lui aveva un bicchiere in mano.
    In genere i commessi mi tollerano anche se mio figlio si fa due arabesque a passo adelante tutto intorno,perché sanno che compro, o almeno lo sperano.
    Ma ho smesso i romanzi leggo per lo più manuali, o libri per infanzia e viaggi, storici.
    Il mondo dei blogger mi ha spaventata tanto perché non chiede mai scusa nessuno.
    Io espressi un parere positivo su trump e Berlusconi e sono dovuta passare da blogger a wordpress, anche perché mi sembrò che i blog per qualcuno fossero lo sversatoio del malcontento, una sorta di cloaca indigesta, lamentosa. Magari lo facciamo tutti ma è meglio ognuno nel suo spazio.
    All apperenza sembrano tutte persone dalla vita semplice e calma. Per quanto riguarda la dieta mi diede un fastidio cane non imbucare la mia strada, e che un tuo commentatore sputasse veleno non richiesto.
    Con le parole si può far male.
    Ti auguro di leggere felice e serena come lo auguro anche a me, sono al terzo giorno di dieta hi hi.

    1. “Il mondo dei blogger mi ha spaventata tanto perché non chiede mai scusa nessuno.”
      Ecco, questo spaventa anche me. Pensa che ho condiviso il link a questo post sulla pagina della sfida che seguivo e per tutta risposta sono stata cacciata fuori, così non posso neanche leggere se commentano quello che ho scritto. Ma non fa niente. E’ internet. E’ così.
      Il problema del web è che siamo tutti comodi dietro una tastiera, liberi di fare e disfare, di crearci la nostra combriccola di fedelissimi e di organizzare la banda armata virtuale per ferire qualcuno. E non vediamo mai la reazione di chi dall’altra parte legge.
      Anche io probabilmente ho ferito senza volerlo e mi dispiace, ma non possiamo sempre evitare di dire come la pensiamo per paura di ferire anche chi non si comporta correttamente.
      Qualche giorno fa, ad esempio, lessi di una bookblogger che si lamentava perchè la categoria è inflazionata per colpa di qualcuna che si comporta in modo scorretto, gente che apre il blog solo per ricevere libri in omaggio e che organizza giveaway solo per ottenere followers e di followers che non commentano mai nulla. E io ho pensato che c’è poco da commentare, se leggono tutte gli stessi libri, che il problema è quello, che nessuna fornisce una voce diversa, fuori dal coro, sono tutte uguali e si fanno la guerra tra di loro, oppure di coalizzano in fila per sei col resto di due. Ma come posso dire quello che penso senza offendere nessuna?

      Ehi… BUONA DIETA!!! Tienimi aggiornata e forza, non mollare, i primi giorni sono i più duri, ma poi va meglio!!!

  6. Mi sa tanto di quella esperienza che raccontasti di ….erbavita…mai commentare, mai un arabesque personale e sentito, uniformarsi innanzitutto. Altrimenti fuori, che brutta cosa ti hanno fatto.
    Ma insisto sulle scelte personali, un libro ti deve vibrare dentro, deve sciogliere e creare, deve turbarti quanto basta, ma farti stare a mille.
    Stai in campana che sto scrivendo il mio per ora ho una raccolta di racconti, quando avrò un editor sentire i botti a miglia di distanza, ti auguro le cose più belle, il tuo blog mi dona sorrisi, senza la forzatura del leggere per i punti diventerà molto più bello.

  7. Ciao Sandra. Io non ho seguito la vicenda e nemmeno voglio entrare nel merito ma ahimè non sono completamente d’accordo con le tue parole.

    Innanzitutto dobbiamo renderci conto che sul web niente è davvero privato. Qualsiasi cosa tu scriva, nel bene e nel male, è commentabile/criticabile da chiunque possa avere l’accesso a farlo. Prendi me, sto commentando questo post e non ci conosciamo tutto sommato. Io potrei venire qua, insultarti o ricoprirti di elogi, ma il mio pensiero quanto varrebbe? Quello di una sconosciuta che condivide il suo pensiero con te. E’ impensabile che se una persona commenta un tuo post non possa dire esattamente quello che pensa. Se non sei pronta a ricevere critiche, forse il web non fa per te.

    Mi ricollego per un attimo alla tua recensione della Rattaro. Non ho letto il libro nè lo farò mai, forse. La tua opinione resta tua ma devi essere pronta ad accettare che magari a qualcuno è piaciuto tanto da dare il massimo dei voti. Puoi non essere d’accordo ma non puoi pretendere che tutti siano d’accordo con il tuo giudizio.

    Infine, il caso delle CE. Io a dicembre ho iniziato a collaborare con una casa editrice. MI sento emozionata come al primo giorno di scuola ma sono coerente con me stessa tant’è che proprio un paio di giorni fa ho mandato all’addetta stampa una recensione da una stella. Avrà venduto un sacco, non lo metto in dubbio, ma io l’ho trovato terribile. Ho specificato che si parlava di un omaggio, ho ringraziato anche la CE ma è rimasto terribile lo stesso!

    Non sono d’accordo con te quando dici che chi riceve i libri in omaggio è, di fatto, un venduto. Soprattutto perchè la blogger in questione non risparmia nessuno, autori o blogger che siano.

    Per quel che mi riguarda il non saper accettare una critica, che sia ovviamente costruttiva e non volta a massacrare una persona per il gusto di farlo, è segno di immaturità. Ma questo in ogni ambito, nella vita come negli hobbies.

    E ora ti lascio perchè ho dei libri da leggere, non vengo pagata per farlo e il mio bloggino non lo conosce nessuno. E va bene così.

    1. Ciao Rosaria, hai ragione, se non sai accettare una critica il web non fa per te.
      Ma vedi, qui non sono io quella che non ha saputo accettare una critica.
      Io ho detto la mia su un libro inutile, ho detto la mia sul fatto che molte persone lo hanno valutato da 5 stelle quando per me ne vale meno di una, e ho detto la mia su chi riceve libri omaggio.
      NON HO MAI DETTO CHE CHI RICEVE LIBRI IN OMAGGIO E’ UN VENDUTO, ma se qualcuno ha colto questa cosa me ne dispiace. Non rimane comunque un problema mio.
      Qualche anno fa un ministro diete dei “bamboccioni” ai miei coetanei, ma io non me ne sentii offesa, perchè non mi ritenevo tale, in quanto lavoravo e aveno una casa e una famiglia mie. Si offesero invece quelli colti in fallo, evidentemente. Non tutte le book bloggers che ricevono libri omaggio si sono sentite offese dal mio pensiero, qualcuna si.
      Siccome noi siamo lettori e, di conseguenza, lettori di blog che parlano di libri e il dubbio che certe recensioni possano essere un pochino abbellite ai fini di continuare a collaborare con le case editrici non ce l’ho solo io, non sarebbe meglio premurarvi di dichiarare le vostre collaborazioni volta per volta, ad ogni recensione? Così… giusto per chiarezza.

      Comunque quello che a me ha dato fastidio non è il commento critico al mio post sulla Rattaro, ma il cyberbullismo che ho colto nel post su Facebook.
      Quello è vile e immaturo, non il fatto che a me piaccia o non piaccia un libro o una book blogger.
      Mi hanno dato della ignorante, patetica, maleducata e anche invidiosa, senza sapere che io quei libri non li vorrei neanche GRATIS.
      Ma va bene così, non sono mica offesa.
      Ho detto la mia nel primo e nel secondo post e ne sono contenta.
      Ti ringrazio comunque per il tuo commento e ti auguro che il tuo “bloggino” cresca ogni giorno di più, con serietà e originalità, che è quello di cui ci sarebbe davvero bisogno sul web… e non solo.

  8. Uffa avevo scritto un post lungo lungo ma mi si è cancellato e ora mi si è impigrita la mente…(!)
    Ma il succo era questo:
    grazie, perchè questa coppia di post mi ha fatto capire che sono fortunata:
    1) a non essere su facebook
    2) a non seguire sfide di lettura
    3) a prendere libri solo dalla biblioteca!
    Per il resto, nei confronti dei comportamenti di chi si trincera davanti a uno schermo ed è convinto che sparlare, spettegolare e lanciare frecciatine (o Follett cartonato), trovo che la tristezza sia l’unico sentimento possibile, ma anche lo schifo non ci sta male…che pochezza di vedute…
    Peccato che questa tastiera non consenta l’immagine del braccio muscoloso, comunque stay strong 🙂

  9. Ah come non potrebbe piacere questo tuo post!!! Anzi lo amo questo post 🙂 e benvenuta nel mio mondo di solitudine ma è meglio essere sola che socializzare con certa gente che mette un punto a Dickens… ma stiamo scherzando?… Un punto a Dickens. Qui altro che braccio muscoloso ci vuole un bel gesto dell’ombrello!!! Si faranno pure tanto followers, soldi ma alla fine utilizzano il cervello al 5% quindi cara mia donna intelligente continua a leggere Dickens con orgoglio e ti consiglio Tempi difficili sempre di Charles. Facebook è una rovina per l’essere umano

    1. Grazie cara, sicuramente leggerò altro di Dickens, perchè mi è tanto piaciuto.
      Come dici tu, meglio soli che male accompagnati. Ma sai che ora sto leggendo con uno spirito diverso? Non ho ansie da prestazione e soprattutto sento di avere davanti a me anni e anni di buone letture libere e felici.

  10. Che belle parole!!! Ma ricorda che non sei sola mai, ci sono mille personaggi nei libri e poi c’è sempre quella “maledetta” famiglia che intralcia… il cammino è duro ma le cose semplici non sono avvincenti e tu lo sai meglio di me!! Le sfide su libri inutili lasciale alle blogger, noi puntiamo in alto!!! Noi andremo sul tetto della letteratura perché cazzo quando dici che hai letto tutta Alla ricerca del tempo perduto queste ti chiederanno se è un fantasy tu puoi tranquillamente guardandole dall’alto al basso con uno sguardo saccente e ti assicuro che so’ soddisfazioni 🙂

    1. Ahahahah…. ma si, hai ragione!
      Il mio problema è che ho poco tempo per leggere, sempre meno di quanto vorrei, e quindi perdere tempo dietro libri, che non avrebbero neanche dovuto essere presi in considerazione dalle case editrici mi da alquanto fastidio.
      Ci sono così tanti VERI LIBRI che voglio leggere, che è uno spreco di tempo, ecco.
      Poi magari incapperò comunque in libri che valgono poco, oppure in libri che troverò noiosi o che non riuscirò ad apprezzare o a finire, ma l’idea è sempre quella di leggere il meglio del meglio. Sempre.

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