Giorni Felici

Splendi più che puoi

Giorno felice #913

Lo ammetto: non avrei mai acquistato nè letto questo libro, se non fosse stato per la sfida La ruota delle letture organizzata da La libridinosa e La biblioteca di Eliza.

Però valeva 10 punti ed era lungo solo 188 pagine, quindi una cosa veloce, infatti l’ho iniziato ieri dopo cena e l’ho già finito.

E non sarò buona…. proprio per niente.

splendi

Partiamo dalla storia, che è una storia vera, raccontata dalla protagonista all’autrice direttamente. E’ una storia toccante e dura e sicuramente non facile da raccontare. Si parla di violenza sulle donne, la violenza domestica, quella inferta da un marito disturbato ad una donna fragile, o in un periodo fragile della sua vita.

Argomento che non può non toccarmi, in quanto donna e mamma di una figlia.

Però….

Però c’è modo e modo di raccontare una storia simile e, mi dispiace, ma Sara Rattaro per quanto mi riguarda non è stata assolutamente all’altezza del compito.

Più che un romanzo, il suo mi è sembrato un elenco di fatti, narrati con freddezza e senza phatos alcuno. Le cose vengono raccontate superficialmente, sbrigativamente e senza neanche il giusto rapporto temporale.

Per dire, una donna che vive una vicenda simile, annientata emotivamente, fisicamente e psicologicamente da un uomo violento, una donna che vive quotidianamente nella paura più nera, paura per se stessa e per la propria figlia, per riuscire ad elaborare un piano di fuga, un piano coerente ed efficace, che metta lei al sicuro e lui in cura psicologica, coinvolgendo la famiglia di lui e medici e psichiatri, per elaborare un piano simile hai bisogno non solo di tempo e di mille sotterfugi, ma anche di tanta forza di volontà e di tantissimo coraggio. Nel libro invece tutto viene descritto con facilità, come quando lei dice di essere andata a prendere un caffè al bar.

I personaggi non sono per niente definiti, sono semplici comparse senza spessore. Non sappiamo niente del background di questo marito, dei suoi trascorsi, della sua famiglia, tranne che è algida e anaffettiva. Ma perchè? Come sono diventati così? Cosa ha portato questo uomo a sviluppare questa patologia violenta e paranoica? Sarebbe stato interessante e avrebbe reso il libro più completo. Forse, ho pensato, la protagonista non ha raccontato queste cose alla scrittrice, ma questa, proprio in quanto scrittrice, poteva INVENTARE, no?

Ci sono personaggi che compaiono e scompaiono come meteore. Utili? Inutili? Chi può dirlo?

I genitori di lei… così brava gente… ma cosa avranno provato negli anni di prigionia della figlia? Bò! Quante ipotesi avranno fatto e disfatto? Quante idee su come liberare la figlia avranno elaborato e accantonato? Quanta paura avranno provato? Chi lo sa!

Anche la protagonista, si comporta come una cazzutissima, una capace di prendere il toro per le corna, affrontare il mostro, fronteggiarlo e sconfiggerlo. Però poi mentre leggi rifletti: se fosse stata così tosta non sarebbe stata facile preda di un uomo simile, perchè la verità è che quegli uomini vanno a cercarsele deboli, insicure, fragili, perchè sanno di avere più possibilità con donne così. Lei probabilmente stava attraversando un periodo di fragilità emotiva quando lo ha conosciuto, ma a noi questa cosa viene descritta superficialmente e quindi ci troviamo di fronte a questa incongruenza: donna fragile o donna forte?

Ripeto: la storia è toccante, ma è stata raccontata superficialmente e sbrigativamente.

Quello che mi lascia perplessa è come si possa dare più di una stella ad un libro simile. Mi correggo: come si fanno a pubblicare libri come questi? Come si fa a premiarlo, addirittura? Siamo messi davvero così male in Italia? Probabilmente risulterò impopolare e cattiva a quei pochi che si prenderanno il disturbo di leggere tutto questo post, ma non sono io a dovermi vergognare di dire come la penso.

Ci tengo anche a precisare che io non sono una book blogger, che nessuna casa editrice mi regala libri affinchè io ne parli sul mio inutile blog, che decido io cosa leggere e come raccontare dei libri che leggo. E racconto sempre il mio punto di vista, mio e solo mio, personalissimo e ignorantissimo, ma mio al 100%. Sono una lettrice con i miei gusti e le mie debolezze, ma non per questo costretta a tacere.

Il contrasto infelice è tanto maggiore perchè ho letto questo dopo aver letto un libro come Una vita come tante, dove un tema altrettanto duro ed importante come la violenza su minori, viene trattata con profondità e sensibilità magistrali.

Non c’è paragone e invito chiunque abbia messo più di 3 stelle a questo libro della Rattaro di andarsi a leggere Una vita come tante e poi di farmi sapere cosa ne pensa.

Vabè… diciamo che mi sono presa una pausa dalla lettura e facciamo finta di niente, passando a qualcosa di meglio il più in fretta possibile.

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12 thoughts on “Splendi più che puoi

  1. mica ci può sempre piacere tutto, e mica ci deve piacere per forza perchè è piaciuto ad altri!
    e poi direi che non sei stata offensiva (cosa che invece ultimamente pare essere molto di moda anche a scatola chiusa), hai solo espresso il tuo parere…
    almeno la lettura ed il gusto di apprezzare o meno un libro è ancora una questione libera (forse 😀 )!

    1. No infatti, niente può piacere a tutti, e per fortuna.
      Rimane però la perplessità di fronte all’idea che alcuni vengano chiamati libri.
      Non so come dire…. a volte sembra più una questione di “vendere” che di “scrivere”.
      E continuo a trovare gli scrittori italiani un pochino imbarazzanti se paragonati ai loro colleghi coetanei stranieri.
      Neanche a farlo apposta Sara Rattaro è del 1975 come Hanya Yanagihara…..

  2. ciao, non ho letto questo libro ma vorrei capire una cosa: quindi se una ce mi manda un libro e disgraziatamente mi piace sono venduta? E solo nel caso in cui lo stesso non piaccia a te immagino. Non sto a sindacare il tuo gusto sul libro, hai pienamente diritto a non apprezzarlo, mi turba però sapere che se per caso io l’ho apprezzato e ne faccio una recensione positiva sono una venduta. Ti assicuro che nel mio caso non funziona così, giusto ieri ho recensito negativamente un libro che proprio questa CE mi ha inviato. E come me molte altre.
    Per quanto riguarda il libro è in WL da molto spero che a me faccia un’impressione diversa

    1. No, non ho detto mai che chi fa una recensione positiva a questo libro è venduto, ci mancherebbe altro. Dove l’avrei detto?
      Mi dispiace se è passato questo messaggio, perchè non era mia intenzione.
      Quello che volevo dire, piuttosto, è che se questo libro piace e ha vinto addirittura un premio SECONDO ME c’è qualche problema.
      Nell’editoria italiana, ma anche tra i lettori italiani.
      Io non sono una appassionata di musica, ma non è che se Rovazzi è primo in classifica con Andiamo a comandare, allora lui è un grande della musica al pari dei Beatles o di chi vuoi tu.
      Queste scrittrici italiane scrivono in maniera dilettantistica, sempre SECONDO ME, e il contrasto con le loro coetanee straniere è lampante.
      Altra precisazione: non tutti gli stranieri scrivono bene, forse noi siamo fortunati perchè vengono tradotti solo i libri migliori e magari sono fortunati anche gli americani perchè a loro verrà risparmiata la letteratura minore italiana.
      Ho solo espresso un mio giudizio personale e lo ripeto senza vergogna: questo non è un libro ma carta stampata, questa non è una scrittrice ma una scribacchina. Che cavolo! Aveva in mano una storia perfetta, d’oro, poteva svilupparla in mille modi favolosi, invece si è limitata ad elencare i fatti in maniera sbrigativa e sommaria. Ha trasformato una storia difficile in una barzelletta dando l’impressione che uscire da una situazione di violenza domestica sia facile e immediato.
      Non trovo strano che ne parli bene la sua casa editrice. Trovo strano che ne dia un buon voto qualcuno che si definisce book blogger, che quindi legge per passione e legge anche tanto. Se vai su Amazon il voto è di 4 stelle e mezzo…. un capolavoro praticamente.
      Chiara, leggilo e poi dimmi se vale davvero 4 stelle e mezzo secondo te.

      1. Io ho dato 4 stelle a questo libro. E l’ho fatto perché anche io, come te, avevo delle perplessità su come la storia fosse stata sviluppata. Ma ho contattato l’autrice, che, per inciso, è una persona disponibile ed educata (e darle della scribacchina mi pare offensivo) e le ho chiesto una spiegazione, cosa che mi ha dato immediatamente e che mi ha fatto rivalutare un libro a cui avrei comunque dato 3.5 (mica tanto in mano!). E scusami se te lo dico, ma sì, leggendo la tua recensione traspare che chi riceve i libri dalle Case Editrici dia solo giudizi positivi e, quindi, sia un “venduto”. Ci saranno sicuramente blogger che lo fanno, penso di aver dimostrato più volte che non è il mio caso, ma mi sono anch’io, come Chiara, sentita irritata da ciò che hai scritto,
        Infine, trovo davvero patetica questa tua presa di posizione contro gli autori italiani. Ti assicuro che il peggio dell’editoria risiede in ambito straniero e siamo fortunati noi a leggere certi libri dopo che vengono tradotti. Forse dovresti allargare un po’ più i tuoi orizzonti.

      2. Capisco che sentiate il bisogno di rivendicare la vostra posizione, e di prendere le distanze dalle accuse di chi pensa che siccome te lo regalano, allora non puoi che parlarne bene.
        Io non l’ho detto. Ma capisco che la lingua batte dove il dente duole.
        Ho letto la tua recensione e non so se questo libro ti sia stato regalato o se tu te lo sia comprato, perchè non leggo mai la prima parte delle recensioni, quella che voi chiamate sinossi (perchè se ho letto già il libro so di cosa parla e se non l’ho letto allora è probabile che abbia letto la sinossi su amazon e mi basta quella). In questo caso sono scesa subito per leggere le tue opinioni sul libro, quindi se lo hai scritto prima, che lo hai ricevuto omaggio, io non lo sapevo.
        Ho apprezzato il fatto che anche a te fosse apparso sbrigativo e semplicistico e forse per questo mi è sembrato strano quel voto così alto.
        Per quanto riguarda l’autrice, io non la giudico come persona, ma come scrittrice e lo ripeto, per me non vale molto. Così come non apprezzavo Michael Jackson come uomo, ma ne apprezzavo la musica.
        Ma è solo la mia opinione personale, quindi lei può stare tranquilla e continuare la sua carriera indisturbata, ci mancherebbe.
        Allo stesso tempo non siamo tutti noi lettori tenuti a telefonare ad una scrittrice perchè non abbiamo capito qualcosa o perchè non ci quadrava qualcosa nella storia. Loro scrivono, noi leggiamo. Punto.
        Bisogna secondo me un pochino rilassarsi.
        Se a te il libro è piaciuto e a me no che problema c’è? Se pensi che la storia sia stata narrata al meglio, con completezza e trasporto, benissimo. Per me non è così.
        Siamo tutte e due lettrici e tutte e due abbiamo la nostra opinione, rispettabilissime tutte e due, credo.

        Per quanto riguarda gli autori italiani, anche qui la mia è una voce personalissima, che attende sempre di essere smentita. Infatti, pur se sporadicamente, torno sempre a leggere qualcosa di qualche italiano, magari qualche libro valutato 4 stelle e mezzo su Amazon o da una blogger che seguo e che trovo intelligente, e puntualmente resto delusa.
        Sarò stata sfortunata io, oppure a me piace un modo di scrivere più americano, così come c’è gente che legge solo letteratura scandinava, in entrambe i casi non credo di essere patetica.
        Ma ovviamente patetica non è offensivo, scribacchina si.
        Pazienza.

  3. Parlare di violenza sulle donne non è mai facile, crea delle aspettative in chi legge e non sempre si può riscontrare il favore del pubblico.
    Ogni lettore percepisce un libro in modo diverso, in base alla propria sensibilità, esperienza, vissuto.
    A te non è piaciuto e hai fatto bene a scriverlo. Recensisci anche in Amazon?

    1. Su Amazon ho recensito solo una volta, non è che mi interessi dire la mia a tutti i costi, tranne sul mio blog (è nato per questo, dopotutto). Però forse vale la pena iniziare a scrivere recensioni anche li. Per fortuna oltre a tante stelle “regalate” ci sono anche due persone che hanno recensito questo libro e la pensano esattamente come me.
      Sono certa che ogni libro lascia a ciascuno qualcosa di diverso, a seconda delle proprie sensibilità, ma anche del momento in cui il libro viene letto. Però ti assicuro che in questo caso non si tratta di sensibilità, ma di come è stato scritto. Cioè poco e male.
      Forse dipende anche da che tipo di lettore si è, forse semplicemente non è il mio genere, ma poi penso che di libri che parlano di situazioni difficili ne ho letti e ne leggo volentieri e quindi torniamo a monte: non è il genere, ma il modo in cui viene scritto.
      Questo è un po’ il finto buonismo italiano: se scrivo un libro sull’olocausto merito un premio, anche se è scritto con i piedi, per il solo fatto che vado a toccare un argomento difficile. Ecco, per me non è così, perchè allora qualcuno potrebbe marciarci, scrivere in modo da “approfittarsi” del dramma umano, da avvoltoio, non da scrittore.
      Non so se ho reso bene la mia idea.
      Per me uno scrittore è una persona che sa narrare una storia e sa farlo bene.
      La storia di Romeo e Giulietta è insignificante: un amore contrastato che finisce male. E’ diventato un capolavoro per come è stato scritto, per le emozioni che ha saputo trasmettere, per il coinvolgimento che ha saputo suscitare non solo tra i contemporanei di Shakespeare, ma fino ai giorni nostri.

      1. Prima di acquistare un libro leggo sempre le recensioni e quindi ne scrivo anch’io. Brevi, nulla di troppo articolato.
        Guarda, c’è un libro che in tanti hanno osannato che parlava del dopo olocausto, l’ho letto e l’ho trovato insipido, falso, poco profondo, molto superficiale, mi ha infastidito che un argomento così toccante fosse stato trattato così e l’ho scritto. Il libro in questione era Il profumo delle foglie di limone.

      2. Ma infatti devo imparare a metterle anche io le recensioni, perchè altrimenti diventa tutto falsato. Per dire, questo libro su Amazon ha 4 stelle e mezzo, Il grande Gatsby ne ha 4….

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