Manituana di Wu Ming

Giorno felice #908

Leggere un libro dei Wu Ming è stato uno dei miei buoni propositi degli ultimi anni, ma passavo sempre oltre, in favore di altre letture.

Poi è capitata una sfida in cui bisognava leggere un libro storico e ho pensato “Ora o mai più” e così ho scelto Manituana, preferendo la storia degli indiani d’America durante la guerra di Indipendenza Americana ad altri periodi storici affrontati dai Wu Ming.

manituana

La storia è drammatica. I nativi americani che vengono sterminati dagli indipendentisti. Il tutto letto da diversi punti di vista, quasi tutti indiani.

Ora, noi siamo abituati a conoscere la storia dal punto di vista dei bianchi, a considerare George Washington il padre dell’America come noi la conosciamo, ritenendolo un grande eroe e un uomo illuminato. E comunque conosciamo pochissimo di come sono andate le cose in realtà, perchè a stento conosciamo la nostra, di storia, fuguriamoci quella di altri stati. Sappiamo comunque chi ha vinto e leggere la storia dal punto di vista di indiani leali al Re d’Inghilterra e schierati contro la parte che avrà la meglio fa male. Sai che non finirà bene, ma sai anche di stare osservando le cose da un punto di vista diverso, quindi ti fai forza e vai avanti.

joseph-brant

Ho trovato il libro all’inizio molto difficile. I nomi erano tanti, non capivo chi fosse chi, chi era bianco, chi indiano, chi buono, chi cattivo. E soprattutto non capivo i gradi di parentela. Leggere il primo 30% del libro è stato davvero difficile. Poi le cose sono decollate, ho iniziato a riconoscere i personaggi e a capirli meglio, mi sono appassionata.

Rimane comunque una lettura non semplice e non sempre scorrevole.

I Wu Ming sono un gruppo di autori che scrivono libri a più mani e molti dicono che l’armonia è perfetta. Io invece ho colto i diversi stili di scrittura e alcuni li ho trovati più scorrevoli di altri.

Ci sono anche cose che non ho capito, ad esempio i capitoli dedicati agli “indiani di Londra“, scritti in uno slang difficile da leggere. Non ho capito il ruolo di questi folli ai fini della storia, ma forse è un limite tutto mio.

Alla fine il libro è stato bello e toccante e commovente, anche se a volte avrei voluto saperne di più e altre di meno.

Mi piacerebbe leggere altro di Wu Ming, L’armata dei sonnambuli deve essere molto bello, ambientato subito dopo la Rivoluzione Francese, oppure Q, dalla voce di un eretico del 1955.

Ma soprattutto mi piacerebbe leggere altri libri sulla storia degli indiani d’America, questi “selvaggi” che avrebbero potuto insegnarci come essere davvero civili.

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2 commenti

  1. Gli Indiani d’America mi hanno sempre affascinato, tant’è che quest’anno quando siamo stati in USA, abbiamo alloggiato in un motel all’interno di una riserva indiana. L’atmosfera, l’aria, ciò che si respirava era inspiegabile. Vorrei ritornarci.

    • Ecco, a me manca questa esperienza diretta e provo molto rispetto per questa popolazione quindi mi sentirei parecchio in soggezione in loro presenza. Però sarebbe bellissimo. La segno nella lista di esperienze da fare una volta nella vita.

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