Frankenstein di Mary Shelley

Giorno felice #906

Incredibile ma vero, fino a ieri non avevo idea di cosa parlasse il celeberrimo Frankenstein di Mary Shelley. Non avevo ancora letto il libro nè mai visto un adattamento cinematografico, neanche Frankenstein Junior.

Poi per una sfida bisognava leggere un libro con la copertina nera e tra i 341 libri di Rory Gilmore ho trovato Frankenstein, che mi aspettava da anni.

frankensteincopertina

Probabilmente ero rimasta l’unica sul pianeta Terra a non conoscerne la storia, ma nel dubbio, ecco un breve riassunto, con tanto di SPOILER: il dottor Frankenstein (è suo il nome, non del mostro), preso dal fuoco del sapere e dal desiderio di gloria eterna, decide di comporre una creatura e infonderle il fuoco della vita. Quando ci riesce, scopre di provare orrore per quella creatura e fugge via. Solo che la creatura esiste ed è sola e non sa nulla di nulla.

Quando la creatura si ripresenta al suo creatore, dopo aver sperimentato sulla propria pelle il disprezzo che provoca negli esseri umani a causa del suo aspetto fisico, è per vendicarsi. Vendicarsi per essere stato creato così disgustoso, vendicarsi perchè il suo essere diverso gli impedisce di avere rapporti con altri e soprattutto vendicarsi per essere stato abbandonato solo e ignaro da colui che gli ha dato la Vita.

Così la creatura inizia a rovinare la felicità del dottore, uccidendo gli affetti a lui più cari. Per fermare i suoi omicidi, chiede al dottore di dar vita ad una creatura femmina simile a lui, per poter avere una compagna e vivere in isolamento, ma almeno in due. Il dottore dapprima accetta, ma poi giunto quasi al termine del lavoro, ci ripensa, immaginando questi esseri mostruosamente malvagi seminare distruzione nel Mondo.

A quel punto il mostro si arrabbia, uccide ancora, porta alla follia il medico il quale inizia ad inseguirlo fino alla fine del Mondo e quando il dottore muore, allora la creatura ammette di aver sbagliato e decide di togliersi la vita a sua volta.

Ora…. non ho letto mai nessuna recensione di questo libro, ma la prima cosa che devo dire è che io ho provato empatia e compassione solo ed esclusivamente per la creatura. Non so… ma mi sono proprio immedesimata in lui, non nel medico.

Il medico ha sofferto, per carità, pene indicibili ed era animato dalle migliori intenzioni, dalla voglia di progresso, di sapere, di gloria. Però ha avuto un grave limite: ha giudicato dall’apparenza la sua stessa creatura.

Solo perchè uno è brutto a vedersi non è detto che sia necessariamente cattivo.

Mary Shelley's Frankenstein (1994)

Questo poverino non ha chiesto di essere animato, non ha chiesto un corpo realizzato assemblando pezzi di cadaveri diversi, non ha chiesto di essere creato più grande di un uomo normale. Aperti gli occhi e respirato il primo respiro, era simile ad un neonato: ignaro di tutto e senza una mamma a guidarlo nei suoi primi passi nel Mondo.

Il dottor Frankenstin non ha mai preso in considerazione i suoi doveri di “creatore“. Si è spaventato ed è fuggito via senza chiedersi cosa ne sarebbe stato della creatura. Ma soprattutto dando per scontato che un essere di aspetto tanto orribile sarebbe stato animato solo dai peggiori sentimenti.

Invece il mostro era buono, provava dei sentimenti umani e aveva bisogno di compagnia. E quando ha trovato il coraggio di raccontare le sue pene al suo creatore, neanche allora è stato creduto o riconosciuto come essere buono.

Quante persone giudicano dall’apparenza? Quanti di noi allontanano il diverso reputandolo cattivo e pericoloso? Quanti invece riescono ad andare oltre?

Ma, soprattutto, perchè mi sono sentita così vicina al mostro e così lontana dal dottore, che pure era un uomo intelligente, sensibile, buono e amante del sapere?

Perchè ero obesa fino a poco tempo fa e notavo, soffrendone, lo sguardo di disprezzo di molte persone, quando i loro occhi si posavano su di me. Mi guardavano e vedevano una persona orribile, una persona pigra e golosa, una persona brutta esteriormente e, di conseguenza, brutta anche interiormente. Ovviamente se sei brutto non hai sentimenti. Non soffri. Non hai bisogno di compagnia, di amicizia, di affetto.

Sei brutto, quindi meriti il peggio.

Il libro mi è molto piaciuto, mi ha trasportata in una epoca diversa, una epoca in cui il sapere era appannaggio di pochi e la scienza non sapeva ancora spiegarsi cose che noi oggi diamo per scontate. Mi ha fatto riflettere profondamente e mi ha emozionata. Ottima lettura.

La magia dei classici!

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5 commenti

  1. Carissima!! Io ho visto adattamenti cinematografici e teatrali…e mi sono piaciuti molto!! Però anch’io non ho mai letto l’opera!! Con questa tua recensione mi hai sicuramente invogliata a leggerlo!!
    Grazie!!

  2. ho visto solo svariate volte Frankenstein Junior, e mi piace sempre tantissimo!
    il libro mi manca, ma c’è sempre tempo per rimediare!

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