Giorni Felici

Vulnerabilità

Giorno felice #900

900 post nel blog, 900 giorni felici (più o meno), 900 volte in cui ho provato a raccontare le cose belle che mi capitavano, ma anche le difficoltà, le sfide, le idee, le paure.

In poche parole, me stessa.

Ma la verità è che raramente sono me stessa, raramente mi lascio andare e oggi voglio provarci, a lasciarmi andare.

Vi racconto due episodi.

Il primo riguarda il mio rapporto con i social network. Sono su Facebook sia come Progettofelice che con il mio profilo personale e su quest ultimo ho effettuato una bella scrematura di amici, perchè dopo i primi entusiasmi da “Oh, guarda chi c’è su Facebook, gli chiedo l’amicizia!” sono passata ad un più cinico “Ma questo che ci fa nella mia bacheca?” e così mi sono resa conto che se rarissimi sono i veri amici, la maggior parte dei miei contatti su Facebook era composta da conoscenti più interessati a fare numero e a farsi i fatti miei, che a coltivare la mia amicizia. E ne ho cancellati a migliaia. Alcuni neanche se ne sono accorti, secondo me.

Da quando ho Progettofelice ho evitato in ogni modo di mischiare il mio profilo personale con quello del blog, non tanto per proteggere me stessa dagli sconosciuti del blog, quanto, al contrario, per evitare che chi mi conosce di persona venga in contatto con i pensieri personali, che cerco di esprimere con una certa libertà qui sul blog. E già questo è il contrario di quello che fanno gli altri blogger normali.

Insomma… chi mi conosce di persona, chi nel paese sa chi sono, di chi sono figlia, di chi sono moglie e madre e che lavoro faccio, probabilmente ignora la mia passione per la lettura, pensa che io mi sia fatta fare un bendaggio gastrico per dimagrire ed è convinta che io sia una persona con la puzza sotto il naso.

E a me sta anche bene cosi.

Ieri ho visto questa vignetta di Antipatia Gratuita e mi andava di condividerla su Facebook.

magra

Mi ha fatto ridere, è stupida e divertente. Voi che leggete il mio blog sapete benissimo che il percorso che sto facendo per perdere peso è finalizzato ad un mio benessere come persona, non alla mia competizione con altre persone, quindi condividerla sulla pagina di Progettofelice aveva per me senso, perchè ero certa che chi l’ avesse letta ne avrebbe colto l’ironia, come me. Ho invece evitato volontariamente di condividerla sul mio profilo personale, perchè ho pensato che qualcuno si sarebbe risentito, qualcun altro avrebbe pensato che me la tiro perchè ho perso 60kg, qualcuno ancora avrebbe pensato che la mia fosse una frecciatina indirizzata a loro personalmente, ecc.

Di base penso di non essere considerata una persona ironica e per questo temo di essere fraintesa o di offendere qualcuno involontariamente. Chi mi conosce bene sa invece che sono molto ironica e che mi piace scherzare sulle mie debolezze in primis.

carbs

Ora, la domanda sarebbe: “Ma a te che te ne frega di quello che pensano gli altri?

Niente, in teoria. Ma in realtà tendo a rimanerci male per alcune cose e quindi evito di rendermi vulnerabile pubblicando cose che dicano di me più di quello che vorrei si sapesse.

Sottoesempio: l’altro giorno mia sorella ha pubblicato in bacheca questa immagine e io ho commentato dicendo che le proteine delle uova sono meglio degli zuccheri della frutta.

pesche-e-uova

Lei si è risentita, rispondendo, piccata, che ha sostenuto con il massimo dei voti l’esame di Scienza dell’alimentazione all’università. A quel punto ho lasciato perdere. Ecco… io ho osato rispondere di getto ad una cosa che in questo periodo mi sta a cuore, perchè vedo e leggo molta disinformazione a livello nutrizionale e mi dispiace perchè c’è davvero gente che pensa che diventa obesa se mangia un uovo al tegamino, e che al contrario diventa magra se mangia Yogurt e frutta. La sua era una battuta, io non l’ho capita e lei si è sentita in dovere di farmi notare che ne sa più di me in campo alimentare.

Certo… trovo di cattivo gusto mettersi a scherzare sugli obesi quando hai una sorella ex obesa. E’ come se io avessi una sorella disabile e mi mettessi a prendere in giro i mongoloidi. Ma questa è una mia eccessiva sensibilità in materia, quindi problema mio.

Piccola nota: mia sorella è laureata ISEF e appena può mi sbatte in faccia il fatto che lei sia laureata e io no. Pensa di essere super esperta in alimentazione e sport, ma ora è andata in crisi perchè per la prima volta nella sua vita io mi alleno di più e sembro più magra di lei. Così si è messa in testa di dimagrire facendo spinning e comprando i bibitoni sostitutivi di cui ho già parlato in un vecchio post di denuncia. Quindi ora c’è il suo metodo contrapposto al mio. Il mio mi ha fatto perdere 60kg e lei vuole vendermi il suo metodo, come se io avessi commesso un errore prendendo la strada più lunga, mentre lei, che ne sa perchè ha studiato, ha trovato la strada migliore.

Solo che a me non interessa.

Non interessa in primis trovare altre strade, perchè mi trovo molto bene con la mia. Ma soprattutto non mi interessa fare una gara a chi fa la dieta migliore, con lei o con chicchessia. Io fuggo le competizioni da quando ero piccola, non mi piace gareggiare con nessuno, se non con me stessa, ma a quanto pare la gente è di parere opposto al mio. Qualunque cosa io faccia, sembra che lo faccia per dimostrare di essere migliore di altri. E non è così. Perchè in realtà io non mi sento migliore rispetto a nessuno, in realtà il problema è proprio il contrario: io mi sento inferiore alla maggior parte della gente e questo mi fa sentire a disagio, sbagliata, non accettata. Per questo me ne sto per i fatti miei ed evito di espormi troppo. E la gente interpreta il mio defilarmi come presunzione di superiorità, come se fossi una snob del cavolo.

 

Secondo episodio.

Alla fine dell’allenamento di gambe il coach mi fa fare gli addominali. Quando riesco a gestire un esercizio con troppa facilità, mi fa passare all’esercizio successivo, leggermente più impegnativo del precedente. E’ come superare un livello e passare a quello successivo: quando diventi bravo ottieni una promozione.

Fino a lunedì ho fatto questi plank laterali, tenendoli per 60 secondi per lato. Con una certa soddisfazione, lasciatemelo dire, perchè la prima volta che li ho fatti sono riuscita a tenerli solo per 10 secondi. E 60 secondi sono una eternità, in quella posizione, ve lo assicuro. Provate e fatemi sapere.

plank-laterale

Allora il coach ha pensato di farmi provare questa variante su panca.

addominali

Solo che la panca che abbiamo in palestra non è inclinata a 45° ma è parallela al pavimento, come questa:

panca

Quindi è molto più difficile tenersi in equilibrio.

Comunque, il coach ha deciso di farmi provare lo stesso, anche solo a tenere la posizione. E non è facile. Per niente. Perchè devi tenerti in sospeso ad un metro da terra, in equilibrio sulla cellulite, che fa male. Lui mi ha fatto vedere come salire, come mettere il gluteo, come tenere le mani “momentaneamente” sugli appoggi, come mettere le gambe e i piedi e io ci ho provato, ma non riuscivo a lasciare le mani, avevo troppa paura di precipitare. Allo stesso tempo non riuscivo a mettere i piedi nella giusta posizione, perchè significava sporgermi di più e avevo l’impressione di cadere di testa e sentivo di non avere il controllo.

Allora lui ha detto “Ti reggo io. Tu leva le mani, lasciati.” e mi teneva il busto.

Ma io non sono riuscita assolutamente a staccare le mani, a lasciarmi andare.

Ora, voi lo sapete quanta stima ho del coach, quanto mi fidi di lui. Faccio come dice lui, qualsiasi cosa. Respiro come dice lui, mangio come dice lui, dormo come dice lui. Gli affiderei i miei figli ad occhi chiusi. Eppure non sono riuscita a staccare le mani e a lasciare che fosse lui a reggermi.

Perchè?

Perchè non è la fiducia in lui a vacillare, ma quella in me stessa. Io peso troppo e non importa quanti muscoli abbia lui, quanto sia abituato a sollevare pesi ben maggiori, quanto sia forte e solido.

Io peserò sempre troppo per chiunque. Anche se peso 60kg in meno. Peserò sempre troppo.

La buona notizia è che cerco di lottare contro questi miei pensieri, non mi arrendo e cerco di superare i miei limiti. Accadde la stessa cosa quando mi appese per la prima volta per farmi fare le eccentriche alla sbarra, cioè le discese delle trazioni.

Schiena-Trazioni-sbarra-presa-inversa

Ovviamente non sono in grado di salire da sola fin lassù e quindi lui deve reggermi per i fianchi e sollevarmi e poi tenermi mentre io cerco di scendere il più lentamente possibile. Ecco, la prima volta che me lo ha fatto fare ero spaventatissima, temevo di non farcela, pensavo di pesare troppo per essere sollevata da qualcuno, pensavo di precipitare e mi sudavano le mani così abbondantemente da scivolare giù in mezzo secondo. Poi ho preso fiducia in me stessa e ora riesco a fare le eccentriche alla sbarra senza problemi, scendendo in 10 secondi, sempre con il sostegno del coach nella salita e nella discesa. So di lavorare correttamente, perchè il giorno dopo sento i muscoli croccanti, quindi so di non gravo completamente su di lui per eseguire l’esercizio. E questo è importante per me.

Ecco… ci tengo ad essere autosufficiente, a non dover dipendere da nessuno, mai.

Onestamente, ho una profonda, profondissima paura di espormi, di mostrare un punto debole, di mostrarmi vulnerabile. Perchè quando qualcuno nota la tua vulnerabilità può attaccarti e ferirti e io non voglio sentirmi ferita, ho troppa paura di soffrire.

Capita quindi a fagiolo questo video, condiviso da Francesca Sanzo, che parla di vulnerabilità e di come questa ci spaventi e impedisca di provare emozioni, sia quelle negative che quelle positive.

https://embed.ted.com/talks/brene_brown_on_vulnerability

Vi consiglio di vederlo tutto, perchè fa bene al cuore sapere di non essere soli ad aver paura di essere vulnerabili.

Secondo Brenè Brown, della quale comprerò subito il libro La forza della fragilità, bisogna avere il coraggio di essere imperfetti, bisogna essere gentili per primi con se stessi e abbandonare il sè ideale per accettare il sè imperfetto. Secondo la Brown la Vulnerabilità è il cuore della vergogna e della paura e della lotta per la nostra dignità, ma è anche la culla della gioia, della creatività, del senso di appartenenza e dell’Amore.

In realtà sentirsi vulnerabili significa sentirsi vivi e ha paura della propria vulnerabilità soprattutto chi crede di non essere abbastanza.

Eccomi: sono io!

Ammettere la propria vulnerabilità sarà un primo passo per imparare ad averne meno paura? Non lo so, ma ho deciso di provarci, perchè forse non riuscirò mai a sconfiggere davvero l’obesità se continuerò a non sentirmi mai abbastanza. Abbastanza brava, abbastanza in gamba, abbastanza magra, abbastanza tutto.

Quindi per prima cosa inizierò ad essere gentile con me stessa e piano piano proverò a mostrarmi per quella che sono, senza paura di diventare vulnerabile e attaccabile.

Non sono una brutta persona, non ho da vergognarmi di essere me stessa. Non sarò un animale sociale, avrò delle idee diverse dagli altri, ma non sono cattiva e non ho mai fatto del male a nessuno, almeno non volontariamente.

Voi cosa ne pensate?

C’è qualcosa che vi fa sentire vulnerabili?

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5 thoughts on “Vulnerabilità

  1. tutto può farmi sentire inferiore. dipende dai momenti. in un primo mometo percepisco un fastidio allo stomaco ma poi dopo un giorno o due comincio a ragionare. inizio a dirmi che si lei ha un bel lavoro e io no, lei ha raggiunto i suoi obbiettivi e io no. poi però proseguo considerando che io ho due figlie grandi e splendide un marito magnifico. aggiusto il tiro e poi penso ” non era questo che volevo dalla mia vita?”

  2. Il libro mi ispira, ma sono pigra (e come sempre in bolletta) e quindi aspetto la tua recensione 😀 !
    La cosa che mi fa sentire più vulnerabile e di cui non parlo mai volentieri è la gelosia, è un sentimento cattivo che quando prende il sopravvento è difficilissimo da controllare…a mente fredda ti rendi conto di quanto siano assurdi i pensieri che ti scatena, ma quando ti trovi “catturata” è come venire sommersi da un’onda gigante….
    A me la vignetta di Antipatia gratuita è piaciuta molto 😉

    1. Conosco molto bene la gelosia, perchè mio padre lo è sempre stato in maniera morbosa nei confronti di mia madre (ma non di noi figlie) e per questo quando ero ragazzina l’unico requisito che sapevo di non volere nell’uomo della mia vita era appunto la gelosia. E’ una cosa istintiva e quindi difficile da controllare, e ugualmente difficile sia per chi la prova che per chi ne è vittima. Ti capisco. ❤
      Ti farò sapere per il libro.

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