Fine Turno di Stephen King e day10

Giorno felice #882

Fine turno è il capitolo conclusivo della trilogia di Bill Hodges, iniziato con Mr. Mercedes e proseguito con Chi perde paga. Aspettavo questo terzo capitolo da tanto tempo e in questo caso ho dovuto aspettare un po’ di più perchè è stato il regalo del marito per il nostro anniversario di matrimonio.

fine-turno

Secondo me il libro più bello dei tre è stato il secondo, o almeno io lo ricordo molto intrigante. Fine turno è ugualmente bello, ugualmente intenso e ad alto tasso di adrenalina, ma forse un po’ più cervellotico, quasi surreale a tratti.

La storia del detective Bill Hodges che, una volta in pensione, si dedica all’investigazione privata è molto simile a quella di Cormoran Strike della Rowling, con la differenza che Hodges è vecchio e malato. I protagonisti maschili “buoni” di King sono sempre mossi da nobilissime intenzioni, hanno il senso dell’onore, del rispetto, sanno cos’è il coraggio e sono disposti a sacrificare se stessi per il bene di qualcun altro e Bill Hodges non fa eccezioni. E tutti gli vogliono bene, tranne il matto, Brady Hartsfield, che è matto da legare e odia il Det. Rip. più di ogni altra cosa al Mondo.

Mi è piaciuta la componente tecnologica del romanzo, che dimostra come il Re sia sempre al passo con i tempi e non si chiuda a riccio, come di solito tendono a fare gli uomini della sua età. Ora che sto leggendo tutti i suoi romanzi in ordine cronologico posso apprezzare maggiormente questa sua capacità di adattarsi ai tempi. Leggi un romanzo degli anni 80 e ti senti catapultato indietro nel tempo, leggi Fine Turno e lo senti estremamente contemporaneo.

Mi è dispiaciuto terminare il libro, perchè scorrono sempre troppo velocemente i libri belli. La settimana prossima però sono in uscita in libreria due libri che comprerò assolutamente. Uno è Danse macabre, sempre di Stephen King, una riedizione di un saggio sulla narrativa horror che King scrisse nel 1981. Il secondo è L’isola della salvezza, la seconda ed ultima parte di The fireman di Joe Hill. E la cosa bellissimissima è che ho uno sconto del 15% da spendere alla Giunti entro Novembre e ne approfitterò per comprare anche il regalo di Natale per Massimo, l’edizione 2017 del libro dei Guinnes Word Record, che sta collezionando anno dopo anno.

 

Approfitto del post per scrivere anche della mia challenge di novembre.

Il tema di oggi è: Scrivi di qualcosa per cui ti senti forte.

day10

Dai, questa è facile. Mi sento MOLRO FORTE per il percorso che sto seguendo per sconfiggere l’obesità.

Sono stata obesa per tantissimi anni e con ogni probabilità dentro di me mi sentirò sempre obesa. Però ho deciso di affrontare la cosa una volta per tutte e ci sto riuscendo, un chilo alla volta. Ho preso la strada più difficile per farlo, senza ricorrere ad operazioni o medicine, senza scorciatoie. Solo un cambio drastico di alimentazione e di stile di vita, inserendo la palestra tra le mie nuove priorità.

Aver perso 60 kg mi fa sentire incredibilmente forte. Mi fa sentire come se potessi fare qualsiasi cosa, se solo mi mettessi in testa di farla. Mi fa sentire invincibile.

Nonostante abbia cambiato radicalmente priorità e mentalità, capitano periodi in cui le cose tornano ad essere difficili e le tante cose che non mangio tornano a sembrare incredibilmente buone. Resisto, barcollo, ma non mollo, mai. Anche se mi capita una giornata no, vado a letto pensando: “Non è grave. Domani andrà meglio” e incredibilmente ce la faccio, a tornare sulla retta via in brevissimo.

E poi c’è la palestra, che è diventata il mio luogo felice. In palestra do il 200% con grinta e tanta gioia e mi sento forte, fisicamente e mentalmente, perchè riesco a fare cose che mai avrei immaginato di poter fare.

Ad esempio, in questo nuovo allenamento faccio gli stacchi su un rialzo. In pratica non ho i piedi a terra, ma su un rialzo da circa 20 cm. Questo significa che per far toccare i dischi a terra (se non toccano il coach non mi conta come valida la ripetizione) devo scendere di più, e quando scendi di più è più difficile e doloroso tornare su. Gli stacchi su rialzo sono un esercizio di livello abbastanza avanzato, che non fai se non padroneggi l’esercizio base alla perfezione. Fare esercizi avanzati mi fa sentire forte, una BESTIA.

Un altro esercizio avanzato che faccio è lo squat con i piedi su una tavoletta inclinata a 45°. In pratica sono sulle punte e devo scendere al massimo (mi siedo sui polpacci) e tornare su dritta, spingendo sui talloni. Anche qui, se non sai fare correttamente gli squat semplici, questi non riesci a farli.

Idem per gli addominali, che faccio sulla panca inclinata.

Ma la cosa che mi rende ancora più orgogliosa di me stessa è appendermi alla sbarra per le trazioni. Non sono ancora in grado di fare una trazione da sola, ma sto perfezionando la presa e il movimento del dorso. La prima volta che il coach mi ha appesa sono scivolata in meno di 10 secondi. Ora riesco a stare appesa il tempo necessario a sollevare e abbassare il dorso per 10 ripetizioni e a farlo per 5 serie, per un totale di 50 sollevamenti.

Farlo non è semplice e il giorno dopo sono attraversata da terribili dolori all’addome e al dorso (perchè per farlo bene devi essere rigida e non oscillare), ma…. ragazzi… che soddisfazione.

Sono forte.

Fisicamente, perchè riesco a fare cose molto avanzate, e mentalmente, perchè per cambiare testa devi essere forte.

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4 commenti

  1. Della trilogia di King ho letto solo il primo, devo aspettare che arrivino in biblioteca, ma oggi vado già a prenotare il secondo, non vorrei che poi ci fossero troppi in lista…
    In cosa mi sento forte? Al momento, vergognandomene un po’, dico “nel sommo cazzeggio”, perchè mi sto rendendo conto che accampo mille scuse per combinare pochissimo….
    Ma siccome si sta avvicinando un periodo che, pur nella sua convulsità, mi piace moltissimo, cioè quello prima di Natale, è ora che io schiodi il sederino (ah ah ah parliamo di misure grandi!) dal divano e cominci ad affilare le forbici!

    • Mi piace molto il sommo cazzeggio, forse perchè posso concedermelo così di rado. In realtà penso di essere nata con la predisposizione ad una vita contemplativa, fatta di pochi impegni e molti momenti di vuoto cosmico. Poi le cose sono andate diversamente, non sono riuscita a sposare un uomo ricco e mi tocca lavorà, pazienza!
      Però aspiro al cazzeggio con tutta me stessa.

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