Perle di saggezza – day 9

Giorno felice #881

Oggi è interessante: Condividi qualche perla di saggezza che parla di te.

day9

La prima a cui ho pensato è di Socrate.

Costui crede di sapere mentre non sa; io almeno non so, ma non credo di sapere.

Ed è proprio per questa piccola differenza che io sembro essere più sapiente, perchè non credo di sapere quello che non so.

Sono certa di essere ignorante in tantissimi campi, anche in quelli che conosco un po’ di più sono consapevole di avere profondissime lacune. Credo che sia impossibile sapere tutto di tutto, ma anche tutto di una sola cosa al mondo. Per questo mi sento una grandissima ignorante, ma questo non mi abbatte nè mi fa sentire una persona inferiore. Questa mia ignoranza è anzi uno sprono ad informarmi, a cercare di comprendere almeno una piccola parte della questione, per farmi una mia idea, per quanto superficiale.

Questa mia innata curiosità ha il vantaggio di farmi sembrare molto brava nei quiz televisivi, i miei figli mi chiedono spesso “Mamma, perchè non ci vai, tu le sai sempre tutte le risposte“, ma io so di non saperle tutte. E quando mi trovo a parlare con altre persone, sembro davvero più sapiente di loro, ma io so che è solo apparenza. Io non so molto, ma a volte so più di loro, perchè io ho questa curiosità che mi spinge ad informarmi.

E veniamo alla seconda citazione, le sagge parole del mio professore di Disegno al Liceo, che diceva sempre:

In un paese di ciechi, chi ha un occhio solo fa il Re.

Ed è proprio così. Quando ero alle scuole medie, in una classe di bambini che parlavano a stento l’italiano (nelle loro case si parlava solo il dialetto) la mia media era altissima, ed ero “il re” della classe, la più brava in senso assoluto. Arrivata al primo liceo ho scoperto di “avere un occhio solo” in un paese in cui molti ne avevano due funzionanti. All’improvviso non ero più la più brava e arrivavo alla sufficienza con fatica. Per me fu un trauma, ma mi insegnò che non bisogna mai misurare il proprio valore rispetto ad un singolo ambiente. In mezzo ad un gregge di pecore, anche un cagnolino può sembrare feroce, ma lo stesso cagnolino risulterebbe una pecora in mezzo ad un branco di lupi. Alcuni amano sentirsi forti tra i deboli, io no. Preferisco sentirmi ignorante, ma parlare con persone più intelligenti e colte di me, persone dalle quali posso imparare qualcosa di nuovo, piuttosto che fare la “professoressa” in mezzo ad un branco di ignoranti.

La terza citazione è di Paulo Cohelo:

Se pensi che l’avventura sia pericolosa prova la routine. E’ letale.

Se c’è una cosa che mi distrugge, è la routine. Questa è una verità che ho appreso da giovanissima. Già quando avevo 8 anni uno dei mie passatempi preferiti era cambiare la disposizione dei mobili in cameretta. C’erano dei pomeriggi in cui le solite 4 cose mi sembravano di una noia mortale, allora mi chiudevo in camera e iniziavo a spostare letti, scrivanie, comodini, librerie. Facevo una fatica immane, ma poi ero sempre molto soddisfatta della nuova sistemazione, perchè dava un tocco diverso a quei 4 mobili di recupero di cui si componeva la nostra cameretta.

Ero alle scuole medie quando ho capito di non essere fatta per un lavoro di routine, seduta ad una scrivania a far sempre le stesse operazioni o, peggio, inserita in una catena di montaggio in fabbrica. Il lavoro ripetitivo è una forma di alienazione disumana, per me deleteria ai massimi livelli. Quindi, appurata questa mia convinzione, ho iniziato a cercare una professione che mi permettesse di fare sempre qualcosa di diverso. Ecco, l’Architettura mi sembrava adattissima, perchè ogni progetto è una nuova sfida. Perfetto. Poi le cose sono andate diversamente, ma questa è un’altra storia.

La mia insofferenza alla routine si manifesta anche in palestra e il coach lo ha capito subito, che farmi fare lo stesso allenamento per troppe settimane di seguito è non solo inutile, ma addirittura dannoso per me. Alcune persone seguono lo stesso allenamento per 6 o 8 settimane. Il coach all’inizio mi cambiava allenamento ogni 3 settimane, ora ogni 2. Lo ha deciso lui, ma lo ha deciso in base a come sono io, adattando gli allenamenti alla mia personalità.

E a casa… anche ora cerco sempre di cambiare qualcosa, spostando un divano, ruotando il tavolo o andando da Ikea e comprando una lampada nuova, una applique, un mobile contenitore che mi fa sembrare tutto diverso.

Mi chiedo come sia riuscita a restare sposata per 11 anni… ahahahaha.

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