Giorni Felici

Cujo di Stephen King

Giorno felice #862

La lettura di Cujo è stata veloce e avvincente. Non pensavo.

Ho visto questo libro buttato sul mobile dell’ingresso di casa dei miei per tutta l’estate. Probabilmente il libro era mio, di quando ero ragazza, ma non lo avevo mai letto e non ricordo di averlo mai comprato, ma sono certa che fosse un mio libro… tutti i libri in casa dei miei genitori sono miei…. sono sempre stata l’unica che li comprava.

cujo

Quindi c’era questo libro nero, con la scritta rosa, due occhi feroci, dal sapore antico. Edizione Oscar Mondadori del 1986… avevo 11 anni…

Cujo era il romanzo di King da leggere, andando in ordine cronologico, così ho deciso di prenderlo e affrontarlo, anche se non me ne sentivo attratta.

Bellissimo.

A parte la storia di questo San Bernardo che, colpito da rabbia, fa una strage, mi sono piaciuti moltissimo i personaggi, i loro problemi di vita, di lavoro, di famiglia, di emancipazione e povertà.

Perchè tutti parlano di Stephen King come del maestro del brivido e nessuno parla di lui come un maestro di vita, bravissimo a raccontare le condizioni umane più intime e difficili? E’ stato tutto un gran parlare di Eccomi di Foer come di un romanzo in grado di sviscerare le difficoltà di una famiglia apparentemente perfetta, ma in Cujo c’è l’ammissione di tradimento da parte di Donna a Vic che la dice lunghissima sulla vita perfetta di una casalinga americana degli anni 80, schiacciata tra quello che ci si aspetta da lei e quelli che erano i suoi sogni di ragazza. E che dire del dilemma esistenziale di Charity Cumbers, incapace di sottrarsi alla miserabile vita cui è costretta con lo zotico del marito, ma che sogna segretamente che il figlio si emancipi e rinneghi i modi gretti del padre, traendo esempio dalla famiglia della zia, che ha avuto la fortuna (o l’ambizione) di sposare un avvocato)?

Il vero brivido King lo trasmette nel descrivere le insoddisfazioni umane, non nel sangue che sprizza fuori da un collo tranciato da un cane rabbioso.

 

Sto leggendo libri scritti nei primissimi anni 80 ed è come fare un tuffo nel passato, un passato che ricordo abbastanza, perchè ero già una bimbetta all’epoca. Quello che mi manca da morire, in questi libri, e che mi fa capire che indietro non si torna, è la tecnologia. Nessuno ha il computer per fare ricerche, ma soprattutto nessuno ha il cellulare, un oggetto del quale non possiamo più fare a meno. Leggevo di Donna e Tad intrappolati nella macchina guasta e braccati da Cujo e pensavo “Come sarebbe più semplice se avesse avuto con se uno smartphone“. Questo libro non sarebbe esistito se fosse stato scritto oggi, perchè una telefonata avrebbe risolto tutto prima ancora dell’inizio.

 

Ultima nota… ho provato una pena profondissima per Cujo, che era un bravo cane, anche da rabbioso. Trovo geniale l’idea di King di scrivere alcuni paragrafi dal punto di vista del cane, l’ho trovato straziante, perchè è riuscito a rendere la malattia del cane quasi umana. O forse sono io che sono così legata ai miei amici a quattro zampe da trovarli spesso migliori di tanti esseri umani.

Comunque, bellissimo libro.

Ora non so cosa leggere…. vi farò sapere.

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6 thoughts on “Cujo di Stephen King

    1. Eh si, le sfaccettature dell’animo umano sono così ampie che quello che è sbagliato non lo è mai al 100%.
      La grandezza di uno scrittore sta proprio in questo, nel farti vedere le cose da punti di vista differenti.

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