Giorni Felici

Una cosa divertente che non farò mai più

Giorno felice #858

Ho da poco finito di leggere Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace e per tutto il tempo non ho fatto che sorridere ripensando alla prima ed ultima crociera della mia vita.

A David Foster Wallace la crociera extra lusso è stata pagata da una rivista che voleva in cambio un articolo sulla esperienza stessa della crociera, io me la sono scelta come viaggio di nozze.

Ma non è tutta colpa mia. Mi sono sposata che ero al quarto mese di gravidanza e tutti si sono prodigati nel consigliarmi un viaggio di nozze soft, soprattutto per evitare un volo. E io, stupida ignorante, mi sono fidata, invece di andare  fare delle ricerche e informarmi per bene, perchè la verità è che si può volare fino al settimo mese di gravidanza. Per la cronaca, io volevo andare alle Seychelles.

Invece crociera fu. Imbarco da Savona e seguente giro: Barcellona, Casablanca, Tenerife, Lanzarote, Madeira e Malaga. Undici giorni, mica sei come per David Foster Wallace! UNDICI. Una eternità.

partenza

Torniamo al libro. Non avevo mai letto DFW in vita mia, ma da subito ho capito che non era proprio il prototipo del crocerista, anzi. Era un tipo abbastanza schivo, con mille fobie e paranoie, con una attenzione maniacale per il dettaglio, seppur insignificante. L’ho sentito subito come uno spirito affine. Anche io, come lui, non ho grande capacità nella socializzazione forzata, cui si è sottoposti in crociera. Anche io preferivo restare in cabina, delle volte, soprattutto per la colazione. Anche io mi sentivo membro di un gregge di stolti, quando si trattava di sbarcare per visitare i paesi toccati. Il libro è una critica feroce alla società, non solo a chi va in crociera, e per questo l’ho adorato, perchè quel suo modo di vedere la società nella quale viviamo è molto simile alla mia, ahimè.

Comunque, mi è piaciuto e voglio leggere altro di DFW, e il prossimo sarà Questa è l’acqua, come consigliato da Anifares.

Ma veniamo alla mia crociera, che so che siete curiosi.

Siamo partiti dal porto di Savona, sentendoci già dall’imbarco dei capi di bestiame, con la differenza che noi avevamo scelto di essere li. La descrizione di quel che accade prima di imbarcarsi è strabiliante, sul libro, perchè è identica all’esperienza vissuta da noi. Chiusi in questa specie di grande aeroporto, dal quale era impossibile vedere la nave o il mare, stipati insieme a persone che sembravano tutte più a loro agio rispetto a noi. Moltissime comitive di anziani, diverse coppie in viaggio di nozze, come noi (ma non so perchè non mi sentivo come loro), pochissimi bambini. Molti veterani, già in tenuta da crociera, nonostante fosse novembre e non andassimo ai Caraibi. Tutti li stipati in attesa del nostro turno, senza sapere bene cosa fare, dove guardare, di cosa parlare. Imbarazzo, ecco.

Poi sali e inizi a sentirti catapultato in un mondo a parte, dove tutti ti sorridono fin troppo. e iniziano subito a farti delle foto, poi ti dicono dove potrai vederle esposte ed, eventualmente, acquistarle. All’epoca lavoravo in una agenzia di viaggi e sapevo come funzionava sulle navi da crociera, dove non si usano i contanti, ma tutti gli extra vengono caricati su una card magnetica. Il saldo si fa la sera prima di sbarcare e mi hanno raccontato scene imbarazzanti di gente che si è trovata a dover pagare 2000€ di caffè, cocktail e massaggi al centro benessere, cadendo dal pero, come se quegli extra non se li fossero concessi volontariamente.

crociera

La descrizione della cabina di DFW è esattamente identica a quella toccata a noi, lui descriveva e io sapevo esattamente di cosa stava parlando, anche se abbiamo viaggiato in epoche diverse e con compagnie diverse. Soprattutto la descrizione del gabinetto con tiraggio forzato…. spaventoso. Quando tiravi l’acqua avevi davvero paura di poter essere risucchiato e poi sputato in mare aperto, dopo essere passato attraverso tubi bui alla velocità della luce. Eravamo così spaventati dallo scarico del gabinetto da evitare di tirare l’acqua per ogni minimo bisogno.

E così è successo un guaio.

Durante una notte di navigazione siamo passati attraverso lo stretto di Gibilterra e all’improvviso eravamo nell’Oceano e la nave ha iniziato a ballare. Mi sono svegliata scossa da questi violenti movimenti oscillatori e ho scoperto di soffrire di mal di mare, cosa che non ho in comune con DFW. Non riuscivo a stare a letto perchè mi veniva da vomitare, e non riuscivo a stare in piedi perchè mantenere l’equilibrio era molto difficile. Ad un certo punto ho dato di matto, ho avuto una specie di attacco di claustrofobia, di cui non avevo mai sofferto, e me ne sono andata in pigiama a spasso per i corridoi bui, col marito che mi correva dietro senza riuscire a fermarmi. Noi avevamo una cabina interna ad un ponte alto e nessuno mi aveva detto che più in alto stai e più senti oscillare la nave in caso di mare grosso. Ricordo di essere arrivata alle porte a vetro che davano sul ponte scoperto con le piscine e fuori era buio e diluviava.

Comunque, quella notte siamo andati in bagno e abbiamo fatto i bisogni grossi e, scusate lo schifo, il tiraggio forzato non ha funzionato. Il gabinetto si è tappato e l’acqua sporca arrivava fin quasi al bordo. E noi non sapevamo che fare, perchè la paura del brutto tempo ci portava ad andare in bagno più spesso del solito e in gabinetto continuava a riempirsi e a puzzare. Quando eravamo a letto sentivamo il rumore dei liquidi del gabinetto sciabordare e avevamo paura che straripasse. Che schifo. E più pensavamo allo schifo, più ci veniva da ridere. Pensavamo di essere stati forse i primi a mettere K.O. il sistema di tiraggio micidiale di quei gabinetti e pensavamo al povero filippino/cingalese (perchè la bassa manovalanza è tutta del terzo e quarto mondo, come nel libro di Wallace) che la mattina dopo avrebbe dovuto risolvere il problema. E più ridevamo, più dovevamo andare in bagno. Che nottata.

Alla fine abbiamo beccato il filippino/cingalese sulla porta della cabina, gli abbiamo detto “We have a problem… BRUTTO BRUTTO” e siamo scappati via. La sera il bagno era come nuovo e noi ci aspettavamo ritorsioni dal filippino/cingalese incazzato. Alla fine gli abbiamo dato una mancia extra, per farci perdonare.

pigrizia

Questa è la mia faccia stravolta dalla nottataccia. Chiedo venia.

La mattina dopo eravamo a Casablanca e c’è mancato poco che io non scendessi con le valigie per tornarmene a casa con il primo volo disponibile. Mi ha frenata solo il timore di sbarcare definitivamente in un paese così ostile e straniero come il Marocco, dove avevamo la sensazione che saremmo stati rapiti e derubati tutti da un momento all’altro.

turisti-fai-da-te

Una cosa che DFW non ha detto è che le escursioni a terra costano l’ira di Dio. Ogni sera sul giornale di bordo potevi scegliere il tour preferito tra quelli consigliati per lo sbarco del giorno dopo. Prezzo minimo: 170€ a persona, comprensivo di bus navetta da e per il porto e di visita guidata ad una o più attrazioni locali. Potevi scegliere tour da 2/4 ore o da 7/8 ore, a seconda di quanto volevi spendere, cosa volevi vedere e quanto tempo si restava al porto.
Funzionava così: la notte si navigava verso il porto successivo, la giornata si stava attraccati al porto. Potevi scegliere di partecipare ad un tour guidato, oppure di sbarcare e girare autonomamente. Noi abbiamo scelto il tour fai da te a Barcellona, dove ero già stata e dove abbiamo speso 50€ in totale per un bus turistico di quelli che ti fanno girare la città e puoi scendere e salire dove e quando vuoi, invece di 340€. A Barcellona abbiamo avuto solo 4 ore di tempo per visitare la città e questo mi ha fatto girare le scatole, perchè come si fa a vedere una città come quella in sole 4 ore? Ho subito realizzato che la Crociera non è un Viaggio che sceglie chi vuole conoscere nuovi paesi, ma solo chi vuole spostarsi, anzi, farsi spostare da un luogo all’altro, senza alcuna pretesa di arricchimento personale e culturale. L’itinerario conta solo nella misura in cui puoi fartene vanto con amici e parenti. E puoi dire “Sono stato a Barcellona” anche se non hai idea di come sia fatta la Sagrada Familia.

Abbiamo scelto il tour organizzato per Casablanca, Tenerife e Lanzarote, perchè non avremmo saputo come muoverci da soli. E poi da soli a Madeira (ma è stato stancante anche solo uscire dal porto a piedi, soprattutto perchè durante il viaggio di nozze Massimo ha deciso di spostarsi in una posizione che mi comprimeva il nervo sciatico ed ho iniziato a zoppicare da li e fino al giorno del parto). A Malaga invece, ultima tappa del viaggio, semplicemente ce ne siamo restati sulla nave, a guardare dall’alto le greggi di vacanzieri all’assalto.

relax

Ho scoperto che la crociera è l’occasione per molti di sentirsi ricchi, perchè si viene serviti e riveriti 24 ore su 24, perchè ad ogni ora c’è un buffet aperto dove è possibile mang…abbuffarsi di ogni ben di dio. A noi questa cosa del cibo gratis e sempre disponibile in abbondanza all’inizio prese male. Abbiamo iniziato a voler assaggiare tutto e abbiamo finito, com’era ovvio, per sentirci nauseati.

Dal punto di vista di quella che sono oggi, che quando vuole fare una eccezione alla regola si prepara un piatto di patate al forno con poco olio, la crociera è un girone dell’inferno dantesco.

cibo-cibo-ciboIl buffet della colazione era una tentazione irresistibile. Dolci di ogni forma, colore, sapore e dimensione, cascate di frutta, cereali di ogni genere, fiumi di jogurt, uova, salsicce, pancetta, fagioli, insalate varie…. non mancava nulla. Tranne il cappuccino, che potevi farti GRATIS mischiando caffè annacquato all’americana con latte tiepido. Oppure potevi fartene fare uno al bar, vero, ma al costo di almeno 3€ l’uno. Abbiamo però scoperto che chiedendo la colazione in cabina, il cappuccino era VERO e GRATIS. Da quel giorno abbiamo fatto colazione quasi sempre in camera.

E poi i buffet per la merenda di metà mattina, dove trovavi la pizza, ma anche la pasta e la carne, e dopo poco quello del pranzo, dove non avevi che l’imbarazzo della scelta. C’era un ponte sul quale il buffet era suddiviso in aree geografiche e ogni giorno erano rappresentati alcuni paesi: oggi Giappone, Argentina e Italia, domani Inghilterra, Cina e Messico, e così via. E assaggiare piatti tipici è una delle cose che ho adorato di più.

La sera, poi, andavamo al ristorante cui eravamo stati assegnati. Per assonanza, siamo stati messi insieme ad altre 4 coppie in viaggio di nozze, con le quali la recente decisione di contrarre vincolo matrimoniale era l’unica cosa che avevamo in comune, oltre ad essere tutti di nazionalità italiana.

serata-di-gala

E al ristorante bisognava andare vestiti bene, meglio ancora se erano serate di gala. Eccoci al massimo della nostra giovane eleganza, impacciati nel ruolo di adulti.

C’erano poi i divertimenti organizzati. Pomeriggi danzanti, il tè delle 5 con biscottini, il cabaret, il mago, la palestra (all’epoca VADE RETRO, non ebbi neanche la curiosità di vederla). La piscina era off limit per noi italiani, visto il tempo brutto, ma i tedeschi, quelli se la sono goduta ogni giorno. C’era anche la piscina coperta, ma noi non sapevamo come fare poi ritorno in modo decoroso, tutti gocciolanti, alla nostra cabina, quindi abbiamo lasciato perdere. Avevamo ogni giorno il programma delle attività, ma alla fine sceglievamo sempre di andare a guardare gli anziani scatenarsi sulle note del liscio, chissà perchè ci piaceva starcene li, tra valzer e mazurke.

Una volta ho partecipato a un quiz a squadre a tema Cinema e ho anche vinto… un portachiavi della Costa Crociere!!!

las-vegasE poi c’era il teatro la sera. E che fai? Non te li fai altri chilometri su e giù lungo la nave, tra scale e ascensori, per andare ad assistere ad uno spettacolo degno di Las Vegas? E poi sei li e ti annoi a morte e passa la tizia del bar e prenditelo un cocktail…. ma analcolico, che ero incinta!!! Neanche il sollievo alcolico ho avuto, povera me.

Ci sarebbero molte altre cose da dire sulla nostra crociera, ma mi fermo qui. Per fortuna che con mio marito non abbiamo perso occasione per farci due risate, perchè altrimenti ci sarebbe venuta voglia di buttarci in mare alla prima occasione.

Non fa per me, non fa per noi.

Per me viaggiare è altro. In crociera non mi rilasso, non mi riposo, non riesco a visitare adeguatamente i paesi toccati, spendo più di quanto vorrei e mi sento continuamente una mucca da mungere, ma trattata con i guanti, come una gran signora.

che-divertimento

Piccola nota a margine.

Rivedere queste foto dopo tanto tempo fa una certa impressione.

Avevo 11 anni in meno, ma anche 35 kg in più.

Avevo i capelli lunghi e la coscia abbondante.

Mio marito sembrava un ragazzino primo pelo e provo tenerezza per come eravamo.

Il tempo passa, non ci è tornata voglia di fare una seconda crociera, ma io sto ancora aspettando di poter andare alle Seychelles!!!

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8 thoughts on “Una cosa divertente che non farò mai più

  1. Ommamma che faccine che avevate!!! due bambini!!!!
    Non ho mai fatto crociere, le navi mi spaventano molto (non so nuotare, ma penso che la questione sia marginale….), ho solo fatto una traversata Brindisi-Grecia sul ponte (e sono quasi morta congelata) e il trasferimento in barca Malè (Maldive)-isoletta di destinazione e ti dico solo che ero L’UNICA sulla barca che NON stava male …. sono bei momenti….
    L’unica crociera che un po’ mi attira è quella dei fiordi norvegesi, ma solo perchè altrimenti senza la parte in nave non vedi i panorami più belli!
    Comunque se andrai alle Seychelles adesso, potrai sfoggiare muscoli e bikini!

    Questo DFW mi ispira, prenoto anche quello in biblioteca! E mi ha fatto venire in mente – a proposito di critica alla società e alle mode imperanti, anche se in tono probabilmente minore – un libretto carino di un insospettabile John Grisham, “Fuga dal Natale”, che per una volta abbandona le toghe dei legal-trhiller per abbandonarsi a qualcosa di più frivolo.

    Ieri invece vittoria! in biblioteca sono riuscita a prenotare tutto in una volta il n. 2 e il n. 3 di Galbraith (Il baco da seta e La via del male), così li potrò leggere tutti d’un fiato, e intanto che aspetto giovedì prossimo per il ritiro, ho trovato un altro libro della Rowling che non conoscevo, “Il seggio vacante”, che mi ha già completamente catturata! (e vabbè, ho preso a casa anche 22/11/’63…..ma non so se i 30 giorni mi basteranno!)

    1. Bellissimi tutti i libri che hai preso in biblioteca!!!
      Fuga dal Natale ce l’ho, ma ti confesso che avevo già visto il film e il libro mi è sembrato noioso in confronto. Però vorrei provare a finirlo, magari durante le prossime vacanze natalizie.
      Per la crociera, i miei sono stati a quella sui fiordi norvegesi e l’hanno trovata magnifica, proprio per i paesaggi. I meccanismi della crociera restano gli stessi, ma almeno li, a parte la Natura, c’è poco altro da vedere. Mi hanno raccontato di essere scesi in porti minuscoli, di paesini insignificanti, per quanto caratteristici.

    1. Ma voi siete andati in comitiva? Perchè andare con gli amici penso sia radicalmente diverso rispetto all’andare da soli, anche se in coppia. La sensazione alienante di essere catapultati in un microcosmo in cui tutti si aspettano di socializzare è brutta.
      E comunque a me quel modo di visitare posti nuovi, in poche ore, non piace.

  2. Io la nave sempre presa per spostamenti! Sono arrivata in nave fino a Lampedusa (con sosta di un giorno a Linosa) e poi su e giù da Bari a Durazzo o Montenegro o Croazia ma le crociere no! Quelle non mi sono mai piaciute per due motivi: la socializzazione forzata e lo spazio delimitato. E poi ricordo a Drubovnik lo sbarco di una nave da crociera e veramente sembravano delle pecore. Io seduta sulle mura che mi guardavo la scena. Comunque bel post! Hai visto DFW che ti ha fatto ricordare? Io ricordo ancora quando descrive la partenza come la partenza per Auschwitz e la frase sul bagno è una delle mie preferite oppure Capitan Video insomma io questo uomo lo adoro e sono contenta che ti sia piaciuto… ho scritto un post su chi sono i lettori di Wallace insomma siamo lettori strani… alla prossima!!! 🙂

    1. Ora mi prendo una pausa con King (ma vorrei leggere anche Dickens e con La collina dei conigli) e poi torno da DFW, perchè mi è piaciuto e in qualche modo capisco quello che vuole dire. Non so se sono una sua lettrice tipica, per ora però mi schiererei con quelli a cui piace. Grazie per averne parlato sul tuo blog in maniera tanto entusiastica da farmi venir voglia di leggerlo. Seguo tanti bookblogs ma consigliano tutti dei libricini commerciali che durano il tempo di una recensione, mentre io cerco libri che hanno qualcosa da dire, da insegnare, che mi aiutino a crescere, a migliorarmi, ad aprirmi la testa, a ragionare in modi diversi. Grazie 🙂

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