Giorni Felici

Il solito weekend a schifio

Giorno felice #854

Oggi vi racconto del perchè odio i weekend, semplicemente descrivendovene uno dei miei tipici, nella convinzione che alla fine mi darete ragione.

Funziona che la settimana è tutta una eterna corsa. Così ti ritrovi a bramare il weekend per rallentare un po’ i ritmi, per fare le cose con calma, per leggere un pochino di più, per rilassarti e godertela un po’.

Invece ti alzi il sabato mattina e devi pulire casa (perchè in mezzo alla settimana è praticamente impossibile).

sabato

Ma prima di pulire devi cambiare le lenzuola a tutti i letti, e caricare la lavatrice per stenderle in mattinata. Ma prima devi svuotare la lavatrice e stendere i colorati (con tutto l’abbigliamento di una settimana di palestra) caricata il venerdì sera. Ma prima di stendere la lavatrice di colorati devi raccogliere la lavatrice di bianchi stesa qualche giorno prima.

Poi devi iniziare a mettere in ordine. Tutti gli elastici per fare le codine ad Emma, sparpagliati a casaccio durante la settimana, vanno raccolti e messi dentro il loro contenitore a pois. Tutti i calzini di Massimo vanno raccolti e messi nei panni sporchi (inutile chiedersi se sono puliti o sporchi). Tutti i giocattoli vanno rimessi nel cesto. Tutti i libri sui rispettivi scaffali. Tutte le scarpe nelle scarpiere. Tutti i vestiti nell’armadio, se puliti, o nei panni sporchi, se sporchi. E così via.

Poi bisogna spolverare, anche se ammetto di non farlo sempre e di coinvolgere, a volte, uno dei bambini, il più volenteroso del giorno.

Poi posso iniziare a lavare la cucina, per poi passare ai bagni.

E alla fine si passa lo straccio che è già ora di mettersi a cucinare e sporcare la cucina che per 30 minuti ha brillato di luce propria.

Cucina, apparecchia, sparecchia, lava i piatti, lava, di nuovo, la cucina ed è finalmente ora di leggere.

No, perchè il letto è sommerso dai panni raccolti, ma ancora da piegare. E, ora che ci penso, anche la lavatrice delle lenzuola è pronta per essere stesa. Quindi stendi, poi piega, poi riponi e il tempo per leggere è dimezzato.

Poi arrivano i suoceri che, cascasse il mondo, il sabato pomeriggio sono da noi.

Allora bisogna smettere di leggere, bisogna mettersi addosso qualcosa di decente e, visto che l’estate è finita, si lavora. Pomeriggio a lavorare, se ti va male hai anche una festa serale, il che significa che devi strozzarti un hamburger e un contorno alternandoti col marito per la cena, per non lasciare la festa sguarnita. E significa anche fare tardi la sera, anche mezzanotte. Il che è tragico, per me, perchè sono abituata ad andare a dormire alle 22 e svegliarmi alle 7, perchè dormire è parte del mio allenamento e mi aiuta a dimagrire meglio. E non ho più l’età per fare le ore piccole, non le reggo proprio.

Un pensiero mi rincuora il sabato sera: domani è domenica e ho la casa pulita. Quindi potrò rilassarmi e recuperare il tempo perso, leggendo anche la mattina.

Poi la domenica mattina ti svegli alle 8, stonata perchè hai dormito meno. E hai da raccogliere immediatamente le lenzuola stese, prima che inizi a piovere. E devi piegarle e riporle negli armadi. Ma devi anche preparare una piccola lasagna per il pranzo e mettere a cuocere il rollè di tacchino. Così inizi a riempire il lavandino della cucina (ancora relativamente pulito dal giorno prima) di ciotole e piatti e posate e senti il bisogno di svuotare la lavastoviglie e iniziare a caricarla con le cose della colazione che giacciono sul tavolo.

Prepari il sugo, gratti il formaggio, tagli la mozzarella, per fortuna la besciamella la compro bella e pronta, quindi assembla la lasagna, mentre il tacchino cuoce e lo sfumo col vino bianco. Sporco tutto e pulisco tutto. Mi siedo sul divano col Kindle e mi ricordo che devo preparare un contorno caldo, perchè ho finito i pomodori. Quindi taglio le zucchine, le metto in padella e pulisco il robot da cucina.

Finalmente mi stendo sul divano, riaccendo il Kindle andato in stand by nell’attesa e arriva mia figlia che mi fa gli occhioni da gatto con gli stivali e mi dice “Mamma, giochiamo insieme? Tu con me non ci giochi mai!” e mi fa sentire una merda egoista e ok, giochiamo. Che poi non è vero che non giochiamo mai, ma lei sa che se dice così io mi sento una mamma cattiva e la accontento.

gatto-con-gli-stivali-occhi-dolci

Giochiamo mentre giro le zucchine e il tacchino.

Poi arriva il fratello e iniziano a giocare tra loro, mentre io ne approfitto per tagliare il tacchino a fette e passare con il frullatore ad immersione le carote e le cipolle di cottura della carne, per farne una cremina con cui ricoprire le fette di tacchino prima di passarle in forno.

I fratelli iniziano a litigare e io li mando a dar fastidio al padre, che sotto sta sistemando la sala per le feste del pomeriggio.

Leggo? NO!

Mi ricordo che ho bisogno di avere un contorno pronto anche per la cena, visto che lavoreremo e torneremo a casa dopo le 20.30, troppo affamati per metterci a cucinare. Di nuovo sporco il robot da cucina per fare altre zucchine. Di nuovo lavo e sistemo tutto. E visto che è passato mezzogiorno, apparecchio.

Alle 12.10 mi siedo e inizio a leggere, certa di aver fatto tutto.

Dopo soli 5 minuti suona il campanello: sono tornati i figli. Abbiamo fame, quando si mangia?

E quando finalmente stai seduta a goderti il pranzo della domenica, preparato con tanta fatica, citofonano perchè qualcuno alle 12.45 ha deciso di portare le bevande da mettere in frigo per una delle feste del pomeriggio. Perchè noi si lavora anche la domenica a pranzo!

Mangiamo, sparecchiamo, carichiamo la lavastoviglie, prepariamo il caffè e a quel punto non sento ragioni e vado a stendermi e a leggere. Ma non troppo. Perchè c’è da farsi una doccia, prepararsi per il lavoro, fare merenda prima di scendere alle 15.30, orario di apertura. Ma alle 15.10 ti citofona una coppia che vuole informazioni per una festa e non può aspettare l’orario di apertura. Così lasci la merenda a metà e scendi di corsa. Poi torni su e finisci di mangiare, per riscendere in tempo per l’arrivo dei festeggiati.

Ora sono qui, a lavoro, a scrivere e segnare le persone che entrano e a pensare a Eccomi di Jonathan Safran Foer e a come lo trovi assurdo, come romanzo.

Ma di questo ne parleremo un’altra volta.

Per ora mi limito a ribadire: odio il weekend.

E non vedo l’ora che sia domani mattina, con i bambini che tornano a scuola e io che allenerò le gambe!

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13 thoughts on “Il solito weekend a schifio

  1. però sei bravissima davvero, come fai a cucinare per gli altri qualcosa che tu non toccherai?
    sì, lo so che la tua è una SCELTA e non una dieta, però avere a che fare con cibo che non ti interessa più e sai che ti fa male non ti pesa?
    te lo chiedo da profana, perchè in casa mia cucina mio marito, ma quando deve preparare qualcosa di diverso (tipo io la pasta la mangio pochissimo, i due maschi di casa ci vivono) brontola continuamente….
    buon lunedì, comunque!

    1. Oddio, ormai non ci faccio più caso, sai?
      I bambini hanno sempre mangiato in modo diverso rispetto a me. Prima assaggiavo la pasta per vedere se era cotta, ora mi fido del campanello. La lasagna…. non mi attira molto, almeno non quella che faccio io. Ma se resisto a quella che fa mia madre, posso resistere anche alla mia, che fa un po’ schifo 🙂

  2. Io invece odio il martedì! Tutti penalizzano il lunedì, ma alla fine si hanno ancora un po’ di “energie” del lunedì… ed il mercoledì è simpatico perchè c’è il giro di boa. Il martedì sei stufo perchè il fine settimana è ancora lontano XD
    Il mio momento preferito è il venerdì sera, quando mi metto a letto col moroso e penso che la mattina dopo non suonerà la sveglia 😀 (in realtà suona perchè mi alzo abbastanza presto per andare a fare la spesa, ma non ho lo stress del resto della settimana)

    1. Ti dirò… a me piace anche il martedì, perchè alleno la parte superiore, quindi braccia e dorso e spalle, che fa meno male rispetto alle gambe. E il martedì so che il giorno dopo non mi devo allenare, quindi riposo. Poi però non mi piace il mercoledì perchè mi tocca mangiare pesce e non mi alleno. Ma sono felice perchè il giovedì alleno di nuovo le gambe. Insomma… la settimana mi piace, il weekend no. 🙂

      1. Si… anche io non conosco nessuno che odi il weekend e non posso neanche dire come la penso perchè mi guardano male 😛
        Solo qui posso concedermi il lusso della sincerità al 100%

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