La zona morta

Giorno felice #853

La zona morta di Stephen King non mi attirava molto. La storia di Johnny Smith, un qualsiasi americano che, in seguito a quasi 5 anni di coma, sviluppa delle capacità di veggenza non mi interessava particolarmente, ma quando ti metti in mente di leggere tutti i romanzi di un autore, significa che ti fidi di quell’autore ad occhi chiusi.

Così mi sono messa e l’ho letto tutto.

E mi è piaciuto.

la zona morta

Come sempre Stephen King ha saputo catturarmi e farmi appassionare anche a questa storia, più interessante di quanto mi fossi aspettata all’inizio.

Si parla molto della politica americana degli anni 70, di cui conosco poco e niente, ma questo non mi ha impedito di apprezzare la storia.

Una cosa mi ha fatto riflettere molto.

Il libro è stato scritto nel 1979 e racconta le vicende di Smith che viene coinvolto in un grave incidente e per questo resta in coma, in ospedale, per cinque anni. King descrive la camera dell’ospedale, una camera di un ospedale della provincia americana di metà degli anni 70. Completa di TV e con letti dotati di telecomando per manovrare lo schienale, utilizzabile dai malati in piena autonomia.

Ecco… io sono stata ricoverata l’anno scorso in un ospedale della provincia italiana, nel 2015 (40 anni dopo Johnny Smith) e non solo non avevamo la tv in camera (ma se volevi potevi fartene portare una dai parenti), ma i letti si azionavano solo con una manovella, meccanica, che faceva alzare e abbassare lo schienale a scatti tanto violenti da provocare delle fitte di dolore a me che giacevo dolorante per i punti. E, ovviamente, si ha bisogno di una persona per farsi azionare il letto, perchè il malato dovrebbe scendere dal letto per azionarla da solo e appena operati non si ha la forza neanche di andare in bagno da soli.

Siamo indietro di 40 anni e non c’è aria di novità all’orizzonte.

Quando riusciremo a colmare questo gap con altri paesi che, come noi, si dichiarano appartenenti al cosiddetto “primo mondo“? A me a volte sembra di vivere nel terzo mondo, piuttosto.

E sono tantissimi gli ambiti in cui siamo altrettanto arretrati, a cominciare dalla scuola.

Che peccato.

Tornando al libro posso dire che mi è piaciuto, ma non è il mio preferito, finora, del grande Stephen King.

Oggi ho saputo che l’11 ottobre esce Fine Turno, il terzo ed ultimo capitolo della trilogia di King iniziata con Mr. Mercedes. E a novembre uscirà in ristampa Danse Macabre, saggio di King sul genere di libri che scrive.

Inoltre martedì 6 è uscito l’ultimo libro di Joe Hill, figlio altrettanto bravo di King, The fireman l’uomo del fuoco, che voglio assolutamente leggere.

Prima, però, leggerò Eccomi di Jonathan Safran Foer. Mi incuriosisce moltissimo, anche se non sono impazzita per l’acclamatissimo Molto forte, incredibilmente vicino.

Vi farò sapere.

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9 commenti

  1. L’ho letto anni fa e mi era piaciuto. Quando leggo libri americani scritti anni fa anch’io noto questa differenza tra noi e loro, erano già avantissimi negli anni 60, figurati te!!!
    Il libro che mi è piaciuto di più di King è stato “Tommyknocker. Le creature del buio”, quando lo leggerai, mi dirai

  2. va detto che in USA la sanità è in buona parte privata e basata sul sistema delle assicurazioni (la sanità è totalmente gratis solo per i nullatenenti, i veterani di guerra e pochi altri) con i pro e i contro del caso. E Obama ne sa qualcosa

    • Eh, ho capito, ma noi anche paghiamo le tasse per avere il nostro sistema sanitario nazionale e paghiamo anche abbastanza. Comunque mi sembra che siamo abituati al minimo del minimo. Nell’ospedale in cui sono stata l’anno scorso c’erano scarafaggi in bagno. Quando l’ho fatto notare ad una infermiera, quella mi ha risposto tranquilla: “Quelli rossi dici? Ah si, lo sappiamo. Ci sono da anni. Stanno negli scarichi delle docce. Hanno provato a fare disinfestazione, ma non sono morti.” STOP.
      Quindi?
      Ce li teniamo, perchè gli scarafaggi nei bagni degli ospedali sono igienici. Paghiamo anche per questi? Non paghiamo abbastanza da poter pretendere una VERA disinfestazione? Oppure si mangiano i soldi che dovrebbero essere destinati alla Salute?

      • Il mio fidanzato ha lavorato per 6 anni come camionista e trasportava rifiuti speciali degli ospedali. Per risparmiare, mettono i rifiuti bagnati (non ti dico di cosa) in scatole di cartone invece che in scatole di plastica create con quello scopo e, puntualmente, si rompono sul camion oppure addosso all’operatore. Lui si è lamentato e lo hanno licenziato con una scusa…

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