Giorni Felici

Benedizione di Kent Haruf

Giorno felice #840

L’ho iniziato e l’ho finito in tre giorni, Benedizione di Kent Haruf.

Benedizione_Kent-HarufMi piaceva il titolo, mi piaceva la copertina, mi piaceva il fatto che facesse parte della Trilogia della Pianura (ma come suona bene???) e mi piaceva anche il nome dell’autore, paceallanimasua, Kent Haruf.

Mi è piaciuta anche l’ambientazione, nella provincia americana, in un piccolo paesino dove tutti si conoscono e dove avere un negozio sulla Main Street è sinonimo di successo.

Poi stop, non mi è piaciuto altro.

Ho trovato il libro lento, seppur di facilissima lettura. I capitoli sono brevi e composti esclusivamente da una lunga e dettagliatissima descrizione di fatti e dialoghi (senza punteggiatura alcuna). Mancano completamente le emozioni, che cerchi di intuire, manca l’introspezione dei personaggi, che puoi solo immaginare. E’ come vedere un quadro attraverso un velo. Capisci che dietro c’è un mondo da scoprire, ma riesci a coglierne solo alcuni tratti vaghi ed essenziali.

La storia ruota attorno agli ultimi giorni di vita di Dad Lewis, anziano storico proprietario dell’unico negozio di ferramenta del paesino. Lui è anziano e vive da solo con l’anziana e fedelissima moglie. La figlia ormai ultra 50enne torna a casa per assistere il padre morente (E lascia un lavoro in un’altra città? Che lavoro? Lo lascia a tempo determinato o per sempre? E che rapporti ha con questo Richard che va a trovarla due volte, di cui una il giorno della morte del padre? Sappiamo che aveva una figlia, morta in un incidente d’auto anni prima. Aveva anche un marito? Hanno divorziato? E’ vedova? E’ Richard il marito? Chi può dirlo?).

C’è anche un figlio, di tre anni più giovane della sorella, probabilmente gay e per questo andato via dal paese da ragazzino, per scappare soprattutto dal padre, freddo e dedito solo al lavoro, disgustato al pensiero dell’omosessualità del figlio. Il figlio non torna per la morte del padre perchè nessuno sa dove lui viva e quindi nessuno può avvisarlo della morte imminente. Però il padre immagina di parlare con questo figlio sul letto di morte e ha con lui un dialogo duro e inconcludente.

Poi ci sono altri personaggi problematici che ruotano attorno, come il reverendo ritenuto spostato perchè prende alla lettera il Vangelo, sposato ad una donna che lo ha tradito (o era lui ad aver tradito lei in passato?) e con un figlio adolescente che non vuole vivere in quel paesino, che non ha amici, che ha una storia di sesso con una del posto, che viene picchiato da suoi coetanei, che è sempre e solo arrabbiato, che tenta il suicidio e che poi bò… scompare nel nulla. Non era importante? E allora che senso aveva dedicargli capitoli interi?

Non lo so, forse sono limitata io, ma il libro non l’ho capito mica.

Mi ha ricordato le ultime settimane di vita di mia nonna, morta anche lei per un tumore, ma mi ha ricordato gli aspetti pratici dei suoi ultimi giorni, il doverla cambiare, lavare, pulire, il doverle dare medicine per il dolore, il vederla avvizzire, perdere la ragione, assentarsi e poi spegnersi lentamente e dolorosamente. Non mi ha ricordato il piacere di passare con lei ogni nostro minuto libero, per farla sentire amata e apprezzata. Mi ha ricordato che portava pannoloni e se la faceva addosso, mi ha ricordato la vita umiliante di un essere umano quando sta lentamente volgendo al termine.

La morte nel libro di Kent Haruf è molto diversa dalla morte nei libri di Stephen King. E io sono più per il secondo.

Quindi no, non terminerò la letture della Trilogia della Pianura (ma come suona bene questo nome!) anzi…. il marito oggi mi ha acquistato l’ebook in inglese di Harry Potter and the cursed child di J.K. Rowling, uscito proprio oggi in occasione del compleanno di Harry e della Rowling, nati lo stesso giorno.

Harry-Potter-and-the-Cursed-Child

Sono una fan accanita di Harry, che ho letto più volte, anche in inglese e non ho molte aspettative riguardo a questa pièce teatrale, scritta in dialoghi, senza il pathos di un vero romanzo. Però ho sentito il bisogno di leggerlo immediatamente, senza aspettare la versione tradotta in italiano prevista in uscita per ottobre.

Ritrovare i tanto cari e noti personaggi, le atmosfere del mondo magico di Harry, il binario 9 e 3/4, l’Hogwarts Express e anche la signora che vende dolciumi sul treno per Hogwarts è una emozione impareggiabile.

Ora lo leggo e poi vi dico com’è, senza spoiler, promesso.

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8 thoughts on “Benedizione di Kent Haruf

  1. Che delusione questo libro. Che tristezza.
    Io non sono una patita di Harry, non ho letto i libri, ma ho visto i film. Mi propongo sempre di leggerli, credo che mi piacerebbero, la lettura è sempre migliore, ma non è ancora giunto il suo momento.

    1. Devi assolutamente leggere Harry Potter, è… MAGICO! Quando sento di persone che non l’hanno ancora letto, mi emoziono, perchè la prima volta è davvero indimenticabile. Poi puoi rileggerli, ma non sarà mai la stessa cosa. Fammi sapere se e quando deciderai di leggerli ❤

  2. sarà che ci vivo in Pianura (proprio con la P maiuscola, quindi = paesaggio piatto, afa, zanzare)….una trilogia proprio non l’avrei affrontata! grazie per avercelo sconsigliato, così evito di farmi fregare!

    1. Immagino che si tratti di una pianura diversa, comunque molto calda d’estate (che è il tempo in cui si svolgono i fatti narrati).
      Guarda, a me non ha detto nulla, ma so che c’è gente che ama lo stile di Kent Haruf, lo trova poetico e non metto in dubbio le sue qualità di narratore. Solo che non è proprio il mio genere, almeno in questo periodo della mia vita.

  3. Com’è la versione inglese? Di facile lettura?
    Mi piacerebbe ricominciare dal primo…

    Io invece sto leggendo “Il richiamo del cuculo”, ma per ora non mi ha preso… (sono a circa un quarto del libro)

    1. La versione in inglese di Harry Potter and the Cursed Child è semplice, sono solo dialoghi, al massimo c’è la descrizione della scena (teatrale) all’inizio di un “capitolo” (non è numerato per capitoli, ma Atto primo scena sesta, ecc.)
      Il richiamo del cuculo è il primo della serie di Cormoran? Penso sia quello che mi è piaciuto di meno. Il baco da seta è tutta un’altra storia. Non mollare, dagli una possibilità.

      1. Si il primo della serie di Cormoran.
        Raramente mollo un libro… ti dico solo che sono arrivata alla fine delle sfumature, mi sanguinavano gli occhi!

      2. Bè, io anche odio mollare i libri senza finirli, ma se deve essere una sofferenza CIAO! Ci sono così tanti libri belli che non vale la pena perdere tempo con quelli che non ci piacciono. E i gusti sono talmente personali, che quello che per me è un capolavoro potrebbe essere una delusione per te.
        Se non ti scende, non farti scrupoli, anche se si tratta di zia Rowling 🙂

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