Giorni Felici

Gomorra

Giorno felice #826

Ho letto Gomorra di Roberto Saviano dopo dieci anni dalla sua pubblicazione, perchè infondo sono una lettrice snob, che non si fida dell’eccessivo entusiasmo da prima pagina. Quindi quando uscì Gomorra, nel 2006, bollai l’eccessiva popolarità come trovata pubblicitaria di bassa lega. Che poi Saviano è proprio antipatico e quando parla sembra sempre volersi dare un tono usando frasi complesse con troppi paroloni ricercati tutti insieme, messi quasi a casaccio, come se volesse fregarci tutti dicendo cose prive di senso, per vedere chi ha poi il coraggio di chiedergli “Che cosa significa quello che hai appena detto?

Comunque, ho pensato: ora che non ne parla più nessuno, posso osare leggerlo.

gomorra

E adesso voglio scappare.

Dal Mondo, non solo dall’Italia.

Leggevo e pensavo: “Poveri noi“.

Non è possibile, è talmente surreale da sembrare una fantasia malata, ma forse è proprio per questo che la macchina della camorra si muove così bene e speditamente nel Mondo. Forse loro hanno capito cose che a noi sfuggono, non lo so. So solo che qualunque cosa io mangi, compri, indossi, pensi o voti sia un modo per dare soldi a loro. E questo mi fa schifo. Mi fa rabbia. Mi deprime. Mi avvilisce. Tutto contemporaneamente.

Forse Saviano quando ha scritto Gomorra lo ha fatto pensando al potere della parola, della quale parla a tratti nel libro. Forse ha pensato che dire a voce alta quello che nessuno ha mai osato dire, quello che molti suppongono, ma mai con certezza, dire che quello che sappiamo o ipotizziamo è solo la punta di un iceberg grande quanto il Mondo intero, dire la verità avrebbe cambiato le cose. Cambiato non tutto, ma forse qualcosa. E invece siamo qui, dopo 10 anni, e sembra che non sia cambiato proprio un bel niente. Perchè la camorra non si vince, è più forte di qualsiasi presunzione di verità e giustizia.

Hanno già vinto loro? Dopo aver letto il libro mi sento di rispondere di si.

Ci sono piccole realtà, gruppi sparuti di persone che si illudono di combattere, che tentano di affermare una realtà diversa, ma non ce la faranno mai. Sono piccole piume che tentano di fare solletico ad un gigante insensibile. La maggior parte delle persone preferisce alzare le spalle e continuare a vivacchiare alla bell’e meglio come fa ogni giorno, pensando “Tanto io cosa posso farci?

Io avrei solo voglia di mettermi a correre e scappare via, lontano dai veleni dei rifiuti tossici che per comodità pensiamo siano relegate solo alla Terra dei Fuochi, e invece sono ovunque intorno a noi, perchè questi delinquenti trasformano i rifiuti tossici in concimi e fertilizzanti e li vendono dappertutto, anche nelle campagne a noi vicine, le campagne di quei contadini che al mercato ci dicono che i loro prodotti sono più buoni di quelli dei supermercati.

Siamo fregati.

Tempo fa mi è capitato di vedere questa foto:

pneumatici

Un cimitero di copertoni nascosto sul fondale marino. E ho pensato a quanto è stupido l’uomo, che inquina in modo così barbaro un bene comune, quando quei copertoni si potrebbero riutilizzare in mille modi, più utili o più creativi. La verità, alla quale non avrei mai pensato prima di leggere il libro, è che tutti questi modi sarebbero stati più costosi e quindi meno vantaggiosi per qualche imprenditore privo di scrupoli.

Sono sconvolta e non so cosa fare. Fare finta di niente mi risulta insopportabile. Sembro essermi svegliata da un sogno ad occhi aperti. Sapevo che certe cose succedevano, ma non pensavo che la cosa avesse delle dimensioni così enormi. Pensavo che tutto fosse circoscritto in una determinata area del mondo, lontana anni luce dalla mia e per questo meno vera. Pensare a bambini che all’età di mio figlio iniziano ad imparare a sparare, non a Kabul, ma a 300 km da casa mia…. mi fa rabbia e paura. Egoisticamente pensavo di essere al sicuro, pensavo di non far parte della stessa ruota da criceti, pensavo di avere un libero arbitrio e di esercitarlo quotidianamente. Invece no. Ci danno solo l’illusione di essere diversi, lontani, non toccati da queste cose, quando invece ci siamo tutti dentro, fino al collo.

So che non c’è niente di felice in questo post, ma questo libro ha aperto una crepa in me e non so cosa farmene, di questa cruda Verità.

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6 thoughts on “Gomorra

  1. Il libro non l’ho mai letto perché mi fa paura e forse si, non sono altro che una codarda. Solo a leggere questo tuo post (scritto benissimo, per inciso) mi prende malissimo.
    Forse proprio perché sono codarda, io vorrei scappare e basta.

    1. Si, anche io penso di essere una codarda, incapace di lottare o di cambiare stile di vita (ci sarebbe da ritirarsi in un eremo e vivere di quel che si produce e basta) e mentre leggevo il libro pensavo “Chi me lo ha fatto fare” e non vedevo l’ora di finirlo per poter passare ad altro. Eppure non sono stata capace di lasciarlo a metà, dovevo sapere se alla fine c’era un barlume di speranza. E invece l’ultimo capitolo riguardava la terra dei fuochi….
      Consapevolezza o ignoranza? Non so cosa è peggio.

  2. Seppur non nei dettagli sapevo parecchio di questo libro. Mia madre si tiene informata con letture di questo tipo e me lo ha consigliato più volte. Mi ha anche racconato dei dettagli piuttosto forti per convincermi a leggere questo libro. E’ nella sua libreria, pronto per essere letto da me… ma non credo di essere pronta io!

    1. Si, anche secondo me bisogna essere pronti per leggere libri di questo tipo. Io lo ero, ma non al 100% perchè sono rimasta parecchio turbata. Sapevo che certe cose succedevano, ma non a questi livelli. E’ assolutamente deprimente.

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