Lettera al Sindaco

Giorno felice #806

Questa mattina ho aiutato Massimo a scrivere la sua prima lettera per far valere un suo Diritto.

sindaco

Per capire bene, vi racconto un antefatto.

Viviamo in un piccolo paese di mare e la nostra casa è nel centro. Il paese è stretto e lungo, sviluppato tra la costa e la ferrovia. Noi abbiamo la fortuna di vivere accanto alle scuole medie, che hanno un campetto asfaltato con spalti. Tutti i bambini della zona sono cresciuti giocando a palla nel campetto della scuola, l’unica area in cui poter giocare a palla liberamente e che non sia la spiaggia, nella quale si gioca d’estate.

E’ un’area recintata, ma in modo insufficiente, quindi le pallonate vanno spesso o sulla Ferrovia che corre dietro il campo, o nel recinto della palazzina di fronte, dove abitano delle signore che tendono a requisire i palloni o a tagliarli, come da tradizione. Signore cui da fastidio il rumore della palla. Signore che sono nostre vicine di casa e che conosciamo molto bene.

Quindi, Massimo va a giocare li con altri bambini della sua età, ma spesso deve dividere l’area con ragazzini anche più grandi, che si riuniscono in questo campetto il sabato e la domenica pomeriggio, proprio perchè nel paese non ci sono altre aree dove è possibile giocare liberamente a palla.

Le signore della palazzina di fronte si sono lamentate per l’ennesima volta, in maniera abbastanza maleducata, domenica mattina alle 10.30 contro Massimo e un suo amico, colpevoli di aver svegliato, con il rumore della palla, i figli di una delle signore i quali, ormai ventenni, avevano fatto tardi la notte del sabato. Una di queste signore, amica di mia madre, si è lamentata anche con lei ieri pomeriggio e quindi mia madre mi ha chiesto di non mandare più Massimo a giocare al campetto, come se lui fosse l’unico bambino ad andare a giocare li.

Quando ho provato a dire a Massimo che era meglio non andare al campetto, lui mi ha risposto, serio: “Mamma, lo abbiamo studiato questa mattina, il DIRITTO AL GIOCO!” ed è andato a giocare con i suoi amici fino all’ora di cena.

La sua risposta puntuale, pertinente, sicura, mi ha fatto pensare che infondo lui ha ragione: ha diritto a giocare liberamente, ma non ha un’area in cui possa farlo senza dare fastidio o fare danni, perchè il Comune non ha pensato di organizzare spazi simili. E poichè il nostro Sindaco è un tipo sportivo, che corre maratone e ci tiene molto allo sport e ai giovani, organizzando ogni anno una Festa dello Sport che dura tre giorni, abbiamo pensato di scrivere una lettera direttamente a lui per illustrare il problema a nome di Massimo, per lui e tutti gli altri bambini del paese.

Le scrivo questa lettera per dire che c’è un problema: non ci sono abbastanza campetti per giocare a palla.

Lui è stato molto felice di scrivere questa lettera e lo ha fatto in maniera molto sentita.

Al campetto delle scuole medie (vicino a casa mia) ci vanno molti bambini anche più grandi di me ma dobbiamo scavalcare perché è sempre chiuso rischiando di farci molto male, le reti sono basse e con una pallonata rischiamo o di mandare la palla alla ferrovia o di rompere una finestra del palazzo di fronte, inoltre le signore del condominio di fronte ci sgridano dicendo che facciamo rumore con la palla.

Ovviamente l’ho aiutato correggendo e impaginando correttamente la lettera scritta al Word di suo pugno. Siamo andati anche a prendere il riferimento normativo esatto e lo abbiamo copiato e incollato correttamente (imparando anche ad usare CTRL+C e CTRL+V).

Proprio quest’ anno  per cittadinanza e costituzione ho studiato la convenzione per i diritti dell’infanzia approvata dall’ONU il 20 novembre 1989 il cui art. 31 dice:

  1. Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. 
  2. Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.  

Gli adulti si lamentano sempre che noi siamo capaci solo di stare davanti alla TV e giocare ai video giochi e parlano dell’ obesità infantile e raccontano sempre che loro da piccoli giocavano all’aria aperta, ma quando ci andiamo noi loro si lamentano che facciamo rumore.

Il comune organizza le giornate dello sport per promuovere l’attività fisica, ma noi bambini di *****, per fare sport, dobbiamo rinchiuderci in una palestra due volte a settimana e basta.

Noi vorremmo giocare all’aperto ma non abbiamo posti per farlo.

Massimo ha concluso con la sua richiesta:

Chiedo che il mio diritto al gioco sia rispettato e che il comune provveda a sistemare delle aree per attività all’ aperto che siano sicure per noi e che non siano pericolose per altri.

Lo so che non ci si potrebbe entrare a giocare al campetto delle medie, ma se il comune lo aprisse liberamente anche solo in certi orari e se mettesse delle reti più alte, noi ci potremmo giocare senza dare fastidio o mandare la palla alla ferrovia.

Stampato in duplice copia, allegata copia di suo documento di identità, firmato dal bambino e protocollato in Comune questa mattina stessa.

Massimo è molto contento di aver scritto questa lettera, è orgoglioso e molto fiducioso che le sue richieste verranno ascoltate. Anche io sono contenta, perchè è stata una bella occasione per parlare dei Diritti e dei Doveri di un Cittadino, per insegnargli che si può e si deve lottare per far valere i propri diritti e che anche i bambini hanno la possibilità di far sentire la propria voce.

A livello scolastico credo che abbia imparato moltissimo, non solo Diritto e Costituzione, ma anche come si scrive una lettera correttamente, come si presenta una comunicazione in un ufficio pubblico, e come si scrive con un programma di videoscrittura come il Word.

Rivendicare un proprio diritto presuppone la conoscenza dello stesso, quindi uno studio. Ora lui sa che se vuole far valere i propri diritti deve prima conoscerli e quindi studiarli.

Ma la cosa più importante è la presa di coscienza di un bambino, che si è sentito supportato da tutta la famiglia, compresi i nonni. E so che questa cosa lo ha reso molto felice.

Se anche questa fosse l’unica cosa che avesse appreso in questo primo anno di homeschooling, mi posso sentire più che soddisfatta.

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7 commenti

  1. Che bravo. Chissà cosa risponderà il sindaco.
    Da noi c’è il campetto all’oratorio, l’hanno munito di rete altissima, ma nonostante tutto a volte finisce nel giardino delle case accanto. La fine è la solita, non viene restituito ma tagliato a pezzi. Capisco che sia una vera rottura, ma se vai a vivere vicino ad un campetto è ovvio che ti arrivino palloni e senti i bimbi urlare, altrimenti che facciano come noi, che abitiamo in mezzo al nulla.

    • Bravissima. Non si può pretendere di abitare in centro e dormire fino a mezzogiorno. Noi abitiamo di fronte ad un hotel (e d’estate dormiamo a finestre chiuse, perchè altrimenti non si dorme) e attaccati ad una scuola (e d’inverno alle 7.30 c’è già casino), quindi capiamo il disagio, ma abbiamo anche i nostri vantaggi ad abitare a due passi dal mare e da tutti i servizi.
      E poi i bambini cosa dovrebbero fare? Stare chiusi in casa a guardare la tv tutto il tempo? E poi ci lamentiamo se crescono disadattati? O obesi? O cyberbulli?

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