Guida galattica per gli autostoppisti

Giorno felice #804

Ho iniziato a leggere Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams con un certo entusiasmo. Tutti ne parlavano come di un capolavoro, una pietra miliare, un libro ironico, divertentissimo, illuminante.

Io l’ho trovato assurdo e anche piuttosto noioso.

guidagalattica

Probabilmente non capisco l’umorismo british di Adams. Anzi, questo è un dato certo.

Probabilmente il genere fantascientifico non fa per me. E anche qui avevo un sospetto, visto che non avevo MAI letto un libro di fantascienza prima di questo.

O forse l’ho letto nel momento sbagliato della mia vita.

Fatto sta che ho scelto di finirlo solo per “dovere di sfide” e non perchè realmente interessata a sapere come sarebbe andata a finire.

Ci tengo a specificare che non ho letto il ciclo completo (nè ho intenzione di farlo), ma solo il primo libro. Quindi forse il senso di alcuni personaggi si scoprirà in seguito (e io non lo scoprirò mai). E’ comunque irritante, secondo me, scrivere un libro così pieno di spunti e poi non portarne a compimento neanche uno.

Ad esempio il Presidente Zaphod Beeblebrox che si è auto-censurato il cervello in modo da non far scoprire i suoi veri scopi (che non capiamo neanche noi lettori umani), sarebbe interessante, da approfondire. Ma no, il libro finisce a tarallucci e vino e quindi non sapremo mai nè come, nè perchè Beeblebrox sia riuscito a chiudersi una porzione di cervello.

E Arthur Dent, l’umano salvato per un pelo dalla distruzione del Pianeta Terra, è un personaggio tanto insulso quanto inutile. Tu scopri, all’improvviso, che la Terra è stata distrutta da parte di alieni che devono fare spazio ad una autostrada intergalattica, scopri che esistono gli alieni e che sono forme di vita più intelligenti della tua razza, scopri che non esiste un solo Universo, un solo sole, ecc., e la sera vai a dormire in una navicella spaziale, tra l’altro guidata da un alieno con due teste che si proclama Presidente Intergalattico di non so che, come se niente fosse. E la mattina ti svegli fresco e riposato e chiedi del tè???

Se era da ridere, non l’ho trovato divertente.

E me ne assumo tutta la colpa, per carità. Non è un umorismo che capisco o che apprezzo, tutto qui.

Alla fine ce l’ho fatta e l’ho finito e questo è importante, perchè mi vale per due sfide di lettura. Superevviva!!!

Ora ho bisogno di leggere un Bel Libro, più sulle mie corde, anche a costo di fregarmene delle sfide, giusto per non perdere la voglia di leggere.

Sono indecisa tra Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie (che ho su Kindle) o Longbourn House di Jo Baker (che ho in versione cartacea sul comodino da diverso tempo).

Comunque li leggerò tutti e due a breve, si tratta solo di decidere con quale dei due iniziare.

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3 commenti

  1. Io impazzisco per la fantascienza!! Ma ti piacciono i film di fantascienza?? Tipo Star Wars o qualche telefilm? Insomma impazzivi per Spazio 1999 o ti faceva realmente schifo? Per esempio, io e mia sorella siamo cresciute a pane e fantascienza ma lei non le piace 🙂 poi i gusti sono gusti!

    • Non mi piace la fantascienza, non ho mai visto Star Wars e non so cos’è Spazio 1999…. questo avrebbe dovuto mettermi sull’avviso, credo. Ma non avevo mai letto nulla di questo genere e prima di dire “Non mi piace” mi hanno insegnato ad “assaggiare”.

      • Giustissimo!!! Per esempio ho assaggiato Thomas Mann con i suoi libri e posso dire che non mi piace o meglio è un bravo scrittore ma io preferisco altri gusti! Buon letture

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