La tristezza ha il sonno leggero

Giorno felice #798

Non volevo iniziarlo, non volevo divorarlo, non volevo finirlo, ma dovevo.

E così ho letto La tristezza ha il sonno leggero, l’ultimo romanzo di Lorenzo Marone.

la tristezza ha il sonno leggero

Pubblicato il 7, comprato l’8 e terminato il 12 marzo. Bel record, no?

Non sto qui a raccontarvi di Erri Gargiulo e le sue due famiglie e mezzo, perchè se lo avete letto sapete di cosa si parla e se non lo avete ancora letto non voglio rovinarvi la sorpresa nè annoiarvi.

Inizio con il dire che il libro mi è piaciuto molto, Lorenzo Marone è assolutamente un autore che ammiro, che continuerò a seguire e che ha la rarissima capacità di dire delle cose, nei suoi libri, capaci di rovesciarmi l’Anima, di toccare corde che altrimenti dormirebbero, seppur scomode, in me.

Chissà perché nella vita, più si va avanti, più si tende a eliminare qualcosa: prima i baci, poi le carezze, gli abbracci e, infine, le parole. Invece, bisognerebbe aggiungere. Sempre.

Il libro parla di cose che capisco, che vivo, anche se in maniera diversa. Ma non abbiamo bisogno di vivere tutti le stesse esperienze per provare le stesse cose, no?

Il libro è bello e vale la pena comprarlo, leggerlo e sottolinearlo, perchè certe frasi bisognerebbe rileggerle ogni giorno, per non dimenticarle mai.

La verità è che tra la speranza e il rimpianto passa un soffio. E in quel soffio trascorriamo gran parte della nostra vita.

Ci sono state però delle cose che mi hanno lasciata un po’ perplessa, mentre leggevo il libro. I personaggi sono tanti, ma nonostante questo non ho mai perso il conto, nè mai avuto difficoltà a ricordare chi fosse chi. Questo è un merito di Marone, perchè significa che è stato bravo a tratteggiare i suoi personaggi, che diventano immediatamente indimenticabili.

Tutto ciò che non fai quando è il momento di farlo, te lo porti dietro come una zavorra per il resto dei tuoi giorni.

L’unico personaggio che non mi ha convinta al 100% paradossalmente è proprio Erri, il protagonista. Erri è bruttino, insignificante, indeciso, incapace di prendere posizione, non dice mai la cosa giusta, evita anche di fare domande, se scomode. Eppure tutti lo amano. La moglie lo ha scelto nonostante lui non abbia detto nè fatto nulla di particolare (e nonostante non potesse contare sull’avvenenza). Arianna lo ha amato sempre, nonostante lui non abbia mai capito la sua sofferenza nè gli sia mai stata vicina nei momenti bui. Il patrigno gli vuole bene. La madre, a modo suo, gli vuole bene, anche se non sa dimostrarlo. Anche il padre ha una certa stima per lui, nonostante non abbiano mai avuto un vero rapporto padre-figlio.

Perchè?

Mi sarei aspettata una spiegazione.

Dice La libridinosa che Erri è un buono e per questo tutti lo amano.

Per me non è una spiegazione sufficiente.

Anche io penso di essere una persona buona, ma la gente non mi ama solo per questo. La gente si aspetta da me delle cose e, se le ottiene, mi concede quel minimo di riconoscenza. E se non ottiene la parola giusta, il conforto giusto al momento giusto, la gente mi ignora, mi allontana, e di certo non mi ama.

Amore no, io non ne vedo in giro, così, aggratis. Per questo mi resta difficile credere che Erri sia stato tanto benvoluto da tutti i membri della sua famiglia pur essendo sempre assente, sempre e solo concentrato sulle proprie disgrazie, sui propri problemi, sulle proprie crisi.

Forse la mia è solo gelosia.

Perchè vorrei anche io, come Erri, essere circondata da persone che mi amano per quella che sono, senza aspettarsi da me aiuto, comprensione, disponibilità, miracoli, a seconda dei casi.

Amata anche quando faccio la vittima, come ora.

Come Erri.

Penso comunque che quando un libro ti porta a farti delle domande, allora vuol dire che è un buon libro, che non ti ha fatto perdere tempo e che vale la pena leggerlo e, perchè no, anche rileggerlo.

C’è una cosa senza la quale famiglia, figli e casa diventano solo un guscio vuoto. La più importante di tutte, quella cui devi il massimo rispetto: la tua felicità.

Cinque Stelle.

Bravo Lorenzo.

Aspettiamo il prossimo romanzo.

 

Piccola nota sulle sfide di lettura: ho deciso di cancellarne alcune e per questo troverete alleggerita la pagina relativa alle mie sfide per il 2016.

Ho eliminato Bookopoly, perchè penso sia una bella sfida, ma di quelle che devi seguire solo lei. Ogni obiettivo nuovo mi distrae dalle letture che mi interessano e allora ciao, non ne vale la pena. Non posso mettermi a leggere un libro di un autore francese se in questo momento ho bisogno di leggere Marone o un libro dei Wu Ming.

Ho eliminato anche una sfida generica di un sito americano, perchè se non ho l’obiettivo di aggiornare qualcuno sull’avanzamento della sfida, allora non vale la pena seguirla. Anche perchè molti obiettivi erano simili ad altre sfide.

Restano le LGS, perchè sono troppo simpatiche.

Non mi piacciono un paio di cose della sfida, come il fatto che un solo libro bonus equivalga alla lettura di 6 libri scelti da noi, o il fatto che finiamo per leggere tutti gli stessi libri e invece a me piace che leggiamo cose diverse, sulla base di un obiettivo comune, per scoprire altri libri da aggiungere alla wishlist. Però il gruppo è bello, è divertente e mi piace avere la pagina facebook intasata da persone che, come me, amano leggere.

Detto questo, non mi resta che proseguire con il prossimo libro.

Voi cosa leggete di bello?

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4 commenti

  1. Vorrei essere anch’io come Erri, ma mi sa che è utopico. Le persone si aspettano sempre qualcosa da qualcuno, se non la ricevono iniziano i malcontenti, le ripicche.
    Le aspettative rovinano tutto, ma non si riesce a non averne. Avevo scritto un post in merito.

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