Giorni Felici

L’incontro con la preside

Giorno felice #779

Questa mattina siamo andati all’incontro con la Preside per parlare di Massimo. Ho chiamato per chiedere un appuntamento per avere informazioni in merito all’esame di idoneità alla classe V, che vorremmo sostenere a giugno, ma il giorno dopo aver telefonato, abbiamo ricevuto una lettera dalla scuola in cui ci veniva chiesto di perfezionare la nostra richiesta.

In pratica la Preside ci ha solo comunicato che in base ad una nuova circolare ministeriale noi homeschoolers saremmo tenuti a sostenere un esame di idoneità alla classe successiva. Ora, l’obbligo non esiste, se non per gli esami che segnano il passaggio da un ciclo all’altro, e infatti la Preside ci ha detto che volendo potremmo decidere di non sostenere l’esame quest’anno ma direttamente un altr’anno, per la IV e la V insieme. Noi preferiamo farne uno ogni anno, in modo da non dover presentare troppe cose tutte insieme e anche per stare più sereni.

Ovviamente, non avendo noi opposto resistenza all’idea dell’esame, l’atmosfera è stata da subito distesa e serena.

Abbiamo fatto le nostre richieste e lei ci ha risposto aiutandoci non poco. Ci ha dato il link per il progetto formativo della scuola il quale, sulla base dei programmi ministeriali, definisce le competenze anno per anno. Sulla base di questo link possiamo elaborare il nostro programma da presentare per l’esame.

La preside ci ha anche detto che possiamo scegliere se fare l’esame con le vecchie maestre di Massimo o con altre e, se vogliamo, possiamo non solo studiare il programma insieme a loro, ma anche incontrarle con il bambino prima dell’esame per decidere insieme gli argomenti che verranno chiesti.

Insomma, massima disponibilità da tutte le parti e questo è un bel sollievo.

lettura

Ora, leggendo questo programma messo a disposizione della scuola, ho scovato delle chicche interessanti.

Ad esempio, per Arte e Immagine il bambino deve dimostrare di conoscere “i principali beni artistico-culturali presenti nel proprio territorio e manifestare sensibilità e rispetto per la loro salvaguardia“.

Per Educazione Motoria deve “Rispettare le regole nella competizione sportiva; accettare la sconfitta con equilibrio e vivere la vittoria esprimendo il rispetto nei confronti dei perdenti, rispettando le diversità e manifestando senso di responsabilità  e Sapersi controllare sul piano affettivo-emotivo

Per Matematica deve “Eseguire le quattro operazioni con sicurezza, valutando l’ opportunità di ricorrere al calcolo mentale, scritto o con la calcolatrice a seconda delle situazioni.” ma anche “Sviluppare un atteggiamento positivo rispetto alla matematica, attraverso esperienze significative che gli hanno fatto intuire come gli strumenti matematici che ha imparato ad utilizzare siano utili per operare nella realtà “.

Per Tecnologia deve “Utilizzare semplici procedure per la selezione, la preparazione e la presentazione degli alimenti

E così via.

Decisamente una lettura interessante. Ogni mamma dovrebbe leggere questi programmi di competenze, anno per anno, per verificare se questi obiettivi vengono raggiunti, o anche solo per verificare se e quando le maestre si dedicano al raggiungimento degli stessi. Perchè la sensazione è che si tratti di “chiacchiere” fini a loro stesse, belle parole che servono a riempire carte in burocratese, ma che ai fini pratici dicano ben poco.

homeschooling lavoretto

Da una parte sono richieste competenze che con la scuola hanno poco a che fare, dall’altra si accenna solo vagamente a cose importanti sulle quali la scuola dovrebbe lavorare e invece non succede avvero.

Comunque, ho deciso di organizzarmi nel mio solito modo: costruendo delle tabelle, divise per materia, dove alle competenze assocerò gli argomenti di studio e/o le esperienze da far fare a Massimo e poi spunterò quelle fatte, in modo da capire a che punto siamo e quanto manca.

Molte cose che abbiamo fatto non compariranno nel programma di esame, perchè farebbero parte del programma di quinta elementare e, allo stesso tempo, dobbiamo fare cose che nel programma ci sono ma che noi abbiamo saltato, come i Babilonesi.

Ieri parlavo con la mamma di due gemelli, coetanei di Massimo, che frequentano due sezioni diverse (uno era in classe con mio figlio) e questa mamma era disperata. La ex classe di mio figlio procede poco e male, a scatti, senza continuità, lentamente e in modo da confondere i bambini. L’altra classe sembra lavorare un po’ meglio, ma questa mamma riconosceva i limiti della preparazione del figlio, che pure è uno dei migliori della classe. Quello che mi chiedo, sulla base del programma previsto dalla scuola e su quello che effettivamente stanno facendo le quarte elementari della stessa scuola, è come possano pensare di fare tutto. In realtà sembra che le maestre stiano per lo più perdendo tempo, evitando di andare avanti anche se i bambini sono stremati dalla ripetitività. Ad esempio, nella classe di Massimo stanno insistendo sui problemi con una sola operazione (una divisione ad una sola cifra, tipo 10:2) quando dovrebbero non solo fare divisioni a due cifre, ma anche divisioni con i numeri decimali. Alla fine dell’anno, comunque, verranno tutti promossi d’ufficio e in quinta faranno le cose non fatte in quarta. E in prima media avranno grosse lacune.

E le mamme sono serene, perchè i figli prendono bei voti e pensano che questo sia sufficiente per garantire loro la migliore delle istruzioni possibili. Mamme serene e felici, che tra un paio di anni saranno costrette a svenarsi a suon di ripetizioni per essere sicure che i figli anche alle medie continuino ad essere promossi.

foglie autunno 3

Contemporaneamente noi, che studiamo a casa, a giugno dovremo dimostrare di essere capaci di fare cose che i coetanei di mio figlio non sanno fare, perchè le maestre non sono riuscite a finire il programma.

Non importa, noi ci prepariamo per noi stessi, studiamo perchè studiare è importante per la vita e per il futuro. Sono certa che Massimo non avrà alcuna difficoltà all’esame, perchè sta lavorando molto più rispetto ai suoi ex compagni di scuola. A meno che le maestre non la prendano sul personale e decidano di metterci i bastoni tra le ruote. Spero di no.

Abbiamo scelto la strada più difficile, per certi versi, ma anche più semplice, per altri. Possiamo decidere noi il ritmo dei nostri progressi, possiamo decidere se e quando soffermarci su un argomento piuttosto che su un altro e alla fine dobbiamo solo dimostrare di aver lavorato.

Molte mamme pensano che quello che stiamo facendo a casa abbia meno valore rispetto a quello che i loro figli fanno a scuola. Compatiscono mio figlio, privato del piacere di socializzare e condurre una vita normale. Pensano che studiare a casa equivalga a non studiare e anche per questo superare l’esame di idoneità sarà una bella rivincita per noi.

Noi le lasciamo parlare e procediamo per la nostra strada. Ascoltati i racconti della mamma dei gemelli, i miei dubbi sul rimandarlo a scuola sono svaniti. Ora come ora non potrei mai farlo tornare a scuola, significherebbe rassegnarsi alla mediocrità e all’ignoranza. Non tutte le classi sono così, Emma ad esempio sta lavorando molto e anche bene, ma non è accettabile che l’istruzione dei nostri figli sia solo questione di “fortuna” e a discrezione delle insegnanti che capitano.

 

Rileggendo questo post mi rendo conto di non essere riuscita ad esporre i miei confusi pensieri di oggi e per questo penso di essere saltata di palo in frasca apparentemente in maniera ingiustificata. Se vi sfugge qualche passaggio, chiedete pure.

Intanto continuo a rimuginare sui massimi sistemi….

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13 thoughts on “L’incontro con la preside

  1. Sinceramente non so il programma scolastico di mio figlio.
    A scuola è ovvio che vanno a rilento, devono farsì che tutti raggiungano lo stesso livello prima di avanzare, o almeno così dovrebbe essere. Alcune maestre invece, per rispettare il programma vanno veloci e se ne fregano se alcuni non capiscono e hanno tempi più lunghi per memorizzare e apprendere le cose, li lasciano indietro. Questo non è giusto. Cosa è giusto allora?
    Il tuo insegnamento è più mirato, si base sulle capacità di tuo figlio, quindi procedi secondo i suoi tempi, vai avanti col programma quando lui ha capito e questo può avvenire in tempi brevi o in tempi lunghi, o in tempi giusti, a a seconda dell’argomento trattato.
    Mio figlio ad esempio è lento nello scrivere, altri sono molto veloci e per non lasciare che questi abbiano tempi morti le maestre lasciano indietro mio figlio, la conseguenza è che lui a casa deve recuperare ciò che loro hanno svolto in classe molto spesso e mi ritrovo a chiedere i quaderni per completare il programma fatto in classe. Ti sembra giusto?

    1. Mi dispiace per tuo figlio e penso che il problema della scuola italiana non sia solo per chi viene frenato, ma anche per chi viene costretto a sostenere ritmi esagerati. Capisco che ci debba essere una mezza misura, perchè in una classe di 20 o 30 bambini sono tutti diversi, con diverse esigenze, ma non capisco perchè in Italia resti così indigesta l’idea di fare classi diverse, per caratteristiche di bambini. Perchè francamente mi sembra disumano costringere i bambini a passi diversi dai propri, sia in più che in meno. Un bambino che ha ritmi più lenti perchè deve sentirsi sempre sbagliato e in ritardo? E uno che sarebbe pronto a correre di più perchè deve essere costretto ad andare a rilento?

      E’ chiaro che con la scelta dell’homeschooling ho trovato la mia soluzione personale, perchè mi adatto solo ai ritmi di mio figlio e questo è molto più semplice per tutti e due, ma il problema nella scuola rimane ed è diverso.
      La realtà dei fatti è quella che ha descritto Claudia in un altro commento. I bambini alle elementari e alle medie vengono portati avanti inconsapevolmente. Le lacune che vengono create alle elementari si spera verranno colmate alle medie, ma anche li si creano disagi e le lacune restano. Alle superiori è ancora peggio. La mamma di una mia amica, che insegna alle superiori, mi ha parlato di ragazzi svuotati, incapaci anche di leggere un orologio con le lancette, ragazzi che non solo hanno gravi lacune in italiano e matematica, ma che non hanno idea di cosa fare della propria vita.
      Se la scuola va bene così com’è, se le mamme continuano ad essere contente nella misura in cui i figli vengono promossi senza problemi (anche a costo di pagare ripetizioni private), perchè poi ci lamentiamo di questio “giovani” che escono laureati e sbagliano le A con l’acca? Perchè ci lamentiamo dell’ignoranza di una generazione che non sa che Chieti è in Abruzzo e Brescia in Lombardia?

      E comunque la mia critica va soprattutto alle mamme della classe di mio figlio, che mandano i figli a ripetizioni di italiano, matematica e inglese da quando erano in seconda elementare, ma che ora criticano la mia scelta perchè sto facendo un danno a mio figlio. Ovviamente non mi criticano di persona, ma alle spalle, perchè sono persone cazzute!

  2. Mio figlio ha 15 anni e mezzo e sta frequentando la seconda superiore all’ITIS. Ha frequentato nello stesso paese sia le primarie che le secondarie (elementari e medie per intenderci), e adesso anche le superiori. Credo che nell’arco di questi ormai 10 anni di scuola sia riuscito a cambiare, fra maestre prima e professori poi, almeno 50 docenti, ma credo di aver calcolato per difetto…..non sto esagerando! Alla primaria le maestre sono cambiate tutte (italiano, matematica, inglese, religione) nei primi tre anni, ti lascio immaginare come sono arrivati in fondo alla quinta….soprattutto in italiano preparazione quasi assente….
    Alla secondaria stessa storia, per fortuna mio figlio se la cava molto bene in matematica e con italiano diciamo che … si impegna, ecco (giusto per fare riferimento alle materie principali). Sono arrivati all’esame di terza totalmente abbandonati a se stessi, ma nella garanzia comunque di arrivarci senza tanti intoppi e di essere promossi, perchè (per lo meno in Emilia funziona così) vieni bocciato solo se fai troppe assenze o se sei talmente insufficiente (o ingestibile) che, dopo una consultazione con la famiglia, si decide che puoi ripetere l’anno. Questo comporta che alle superiori arrivino ragazzi totalmente senza le basi di studio e si ritrovino ad affrontare una scuola un po’ più impegnativa che già dal primo quadrimestre li lascia, quando va bene, basiti, e quando va purtroppo come di solito, completamente indifferenti o peggio. Questa non è istruzione. Ma non mi stupisce, per come è stata ridotta purtroppo la scuola. Secondo me avete scelto un percorso
    difficoltoso, che credo incontrerà ostacoli unicamente nel confronto con “gli altri”, cioè le persone che non vogliono capire che l’insegnamento è trasmettere conoscenza, non spuntare su un elenco le cose fatte e non capire chi si ha di fronte; ma avete scelto di avere un figlio consapevole! E’ bello anche sapere che per Emma è diverso, perchè comunque e per fortuna la scuola non è solo come scritto sopra, ma non si può contare solo sul fatto di avere “kiulo” nell’assegnazione delle maestre….
    Dopo questo popo’ di tema (si vede che invece a me italiano piaceva? ecco perchè il mio diploma dice maestra, anche se faccio la ferroviera ah ah ah), volevo concludere dicendo che mi sono fatta una bella risata di prima mattina leggendo gli obiettivi del programma, soprattutto quello di motoria, se pensi che in alcune scuole le maestre non portano nemmeno i ragazzi all’aperto perchè hanno paura di prendere freddo (?), perchè sono stanche (?) o soprattutto perchè non ne hanno voglia!

    1. Grazie Claudia per il racconto della tua esperienza. Io tendo sempre a guardare al futuro e cerco di immaginare come sarà per mio figlio quando avrà 15 anni e la tua testimonianza mi spinge a darmi da fare per dare a mio figlio qualche opportunità non dico migliore, ma almeno diversa.

  3. A me pare invece molto sensato il tuo ragionamento e lo condivido, pur non avendo figli (forse per questo sarò agevolata?).
    La perte teorica è bellissima, ma purtroppo si va a cozzare con il “fattore umano” di un mestiere che non è di certo facile e che io tendo ad idealizzarlo come una “missione” più che un lavoro.
    Sono certa che stai danto una grande opportunità a Massimo oltre che dimostrazione di impegno sul campo pratico.

    1. Di maestre ispirate ne ho incontrate poche sia come alunna che come mamma, ma per fortuna esistono e per lo più lottano contro un sistema che chiede loro di quantificare a chiacchiere gli obiettivi, ma poi non fornisce loro gli strumenti necessari per raggiungere gli stessi.

      1. Questa è una profonda verità, e ti assicuro che detta da un genitore è ancora più profonda! io non ho deciso di seguire la strada dell’insegnamento, ma le mie migliori amiche sono tutte maestre (se poco sopra ho sparato a zero, è perchè so di cosa parlo, non è generalizzare, ma è riconoscere lo stato di fatto, poi ci sono come sempre le eccezioni, ma….le eccezioni?????? non dovrebbe essere la regola????) e quindi diciamo che mi hanno un po’ aggiornato su varie situazioni a volte al limite del paradossale.

  4. Ciao, ti ho conosciuta su istangram e finalmente ho trovato il tempo per leggerti qua. Che bella cosa che stai facendo con tuo figlio. Questo post mi ha toccato particolarmente, io ho una bimba in seconda elementare e come dici tu l’istruzione ai giorni d’oggi è questione davvero di fortuna. Lei è una delle più brave della classe, sempre 10, ma spesso mi sono chiesta se questi 10 sono dei veri 10, e sono arrivata alla conclusione che non è reale, che lei è brava si, ma rispetto ad altre realtà sono molto indietro, e come dici tu alle medie potrebbero avere problemi. Ma cosa fare? Un compagno suo ha cambiato scuola per esempio, io non me la sento, lei è molto serena, le piace andare a scuola e si trova bene con i compagni. Però mi fa arrabbiare pensare che succedano queste cose per via di insegnanti che non riescono ad organizzarsi, o la scuola in generale perchè potrebbe anche non essere colpa del singolo insegnate.
    Ecco piccolo sfogo…
    Poi homeschooling lo ammiro davvero molto, complimenti!

    1. Ciao e benvenuta.
      Come ti capisco. Odio l’idea che l’istruzione debba essere in Italia questione di “fortuna”. Bisognerebbe controllare l’operato dei singoli insegnanti non solo attraverso i voti messi o il programma svolto.
      Mi sento comunque di spezzare una lancia a favore degli insegnanti. Mia figlia frequenta la prima elementare ed è capitata con maestre bravissime sia a livello didattico che umano. La maestra di matematica è giovane e si è presa la briga di andarsi a studiare un metodo di insegnamento diverso, intuitivo e nuovo, del professor Bortolato, la linea del 20, e mia figlia ha una rapidità di calcolo da fare invidia.
      La maestra di italiano li fa lavorare con metodo e costanza e i miglioramenti in pochi mesi sono strabilianti. Mia figlia in 6 mesi di scuola scrive in corsivo fluentemente e con moltissimo equilibrio. Eppure in classe ci sono mamme che si lamentano. Si lamentano perchè i bambini a casa devono scrivere 5 frasi (e arricchirle, come dice mia figlia). Si lamentano perchè devono disegnare insiemi e fare somme e sottrazioni. Si lamentano perchè devono lavorare, POVERINI. Io invece vedo mia figlia che ha voglia di lavorare, perchè vede i miglioramenti anche da sola e le piace imparare cose nuove. Anche lei prende sempre 10 e io so che i suoi 10 non sono reali (non lo sono mai alle elementari), ma apprezzo l’impegno che mette nelle cose di scuola e per ora sto serena.
      Se tua figlia si impegna e le piace imparare, non devi preoccuparti, secondo me. Se sta acquisendo un buon metodo di studio quando si troverà in scuole più impegnative avrà le risorse per affrontarle.

      Per quanto riguarda l’homeschooling, con mio figlio è stata di certo la scelta migliore. Non so per quanto tempo andremo avanti, sicuramente faremo a casa anche la quinta elementare, poi si vedrà. E’ comunque una delle esperienze più intense che io abbia mai vissuto.

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