Giorni Felici

Homeschooling: gioie e dolori

Giorno felice #777

Dopo le vacanze di Natale abbiamo ripreso la nostra routine scolastica, sia con Emma che con Massimo. Mentre per la prima le cose vanno benissimo, con Massimo, come al solito, è tutto molto faticoso.

Ora, ammetto di essere piuttosto melodrammatica e a volte l’ormone mi fa sbarellare. Rimane il fatto che mio figlio è una sfida enorme per me e a volte semplicemente avrei voglia di arrendermi.

Il problema è che lui sembra non essere interessato a nulla. Sembra annoiarsi sempre, indipendentemente dalla materia o dall’argomento. Cerco sempre di far scegliere a lui cosa studiare, ma se la giornata è No lui sceglie svogliatamente, quasi a casaccio, e alla prima richiesta di impegno di chiude a riccio.

geoboard aree poligoni

Questa è stata la mia routine di una giornata particolarmente difficile:

 – ore 6.30 sveglia (e già qui stendiamo un velo pietoso, perchè quando suona la sveglia fuori è ancora buio e io avrei semplicemente bisogno di altre due ore per finire il mio sonno naturale)

– ore 7.20 esco di casa per recarmi in palestra

– ore 8.00 inizio l’allenamento in una palestra vuota e a volte anche fredda

– ore 9.30 finisco l’allenamento, perchè con questa nuova scheda l’allenamento dura 90 minuti invece dei soliti 60

– ore 10.00 sono a casa, sfinita, e devo nutrirmi, quindi metto una bistecca sulla piastra e preparo l’insalata

– ore 10.10 sono pronta per iniziare l’homeschooling, anche se avrei bisogno di fare la doccia e indossare qualcosa di più caldo

– ore 10.15 Massimo, che si è svegliato alle 8.30, è ancora in pigiama e ha letto una trentina di pagine del suo romanzo di turno, giocando con il gatto per tutto il resto del tempo, decide che è ora di fare ricreazione, perfettamente in orario, come a scuola (solo che lui non ha fatto due ore di lezione, come i suoi ex compagni di classe)

– ore 10.30 iniziamo a discutere di cosa studiare. Italiano? No. Matematica? No. Geometria? No. Geografia? Forse. Storia? Forse. Scienze? Forse.

natale nel mondo

– ore 10.45 abbiamo deciso di iniziare dalla Geografia e iniziamo a studiare la regione Lombardia.

– ore 11.40 dalla regione Lombardia passiamo a parlare di Milano e nominiamo Piazza Affari, così Massimo chiede come funziona la Borsa e iniziamo a cercare una spiegazione semplice e comprensibile. Mi chiede la differenza tra Acquisto e Investimento e decido di fare l’esempio della casa. Compro una casa per abitarci, compro una casa come investimento. Penso che possiamo approfittare dell’argomento per fare un problema matematico: quanti anni impiego a pagare una casa, se la compro ad un determinato prezzo, ho un tot di spese annue e la affitto ad un tot al mese?

– ore 11.45 Massimo decide che non vuole scrivere e quindi il problema non lo vuole fare. Inizia a fare il cretino e a perdere tempo pur di non scrivere.

cartografia

– ore 11.55 Mi innervosisco. Lui sbuffa. Incrocia le braccia. Inizia lo sciopero del cervello. Non risponde alle mie domande. Sbrocco. Lui mi fissa e non favella. Mi arrabbio, inizio ad urlare. Mi alzo e me ne vado a fare la doccia. Lui ne approfitta per caricare un gioco al pc e iniziare a sparare agli alieni.

– ore 11.56 Urlo di spegnere il pc. Lui lo spegne. Sbuffa.

– ore 12.20 Sono vestita, profumo di Borotalco, ma mi esce fumo dal naso. Mentre preparo la tavola e il pranzo inizio il predicozzo, parlo col marito, mi sfogo. Massimo ascolta, ma non dice niente. Braccia conserte, sguardo fisso nel vuoto, aria offesa.

– ore 12.45 Penso che l’homeschooling sia stata una pessima scelta. Penso che se mio figlio ha deciso di voler fare l’Asino, tanto vale che vada a scuola, così almeno io ho le mattinate libere, riesco a dormire di più e ad andare in palestra più tardi. Penso “Chi me lo ha fatto fare?” e sono negativa al massimo. Continuo a chiedere a Massimo “Tu cosa vuoi fare?” ma non ricevo risposte.

mq

– ore 12.55 Inizio con le minacce. “Se non parli e non ci dici cosa stai pensando, cosa vuoi fare, perchè fai così, oggi non vai a pallamano“. Questo pare scuoterlo dal torpore, gli occhi si riempiono di lacrime, urla “Noooo” e inizia a parlare. Per prima cosa dice di essere offeso perchè noi diciamo che lui non vuole fare nulla e questo non è vero. Dice che non vuole tornare a scuola, che gli piace studiare a casa. Io rispondo che gli piace solo perchè così è libero di non fare niente dalla mattina alla sera. Lui risponde che non è vero.

– ore 13.10 Promette di impegnarsi di più, a partire da dopo pranzo.

– ore 13.30 Torna Emma e si pranza in un clima di tensione. Emma non capisce perchè siamo tutti così silenziosi. Massimo mangia a testa bassa. Io non sento i sapori.

– ore 14.00 Emma inizia a fare i compiti, io dico a Massimo che se vuole andare a pallamano deve ripassare i Fenici e scrivere un testo. Lui si chiude nello studio.

– ore 14.30 Massimo esce dallo studio, mi fa leggere un testo sbrigativo lungo una pagina e mezza che non parla di ogni aspetto studiato, ma solo di quelli che ha avuto voglia di leggere in quei miseri 30 minuti. Apprezzo lo sforzo. Lui va in camera sua a vedere la tv, io cerco di concentrarmi nella lettura de Il cartello di Don Winslow, ma Emma continua a chiedermi attenzioni mentre svolge i suoi compiti.

Poi vanno a fare sport, tutti e due, e resto sola a casa col marito e ne parliamo.

power point egizi

Non posso arrendermi.

Devo insistere.

O devo alzare bandiera bianca?

Come devo fare per fargli capire che questa è una opportunità e che lui la sta sprecando?

Dopo quanto tempo posso dire che non ha funzionato?

Oppure è normale così e sta funzionando anche se a me non sembra?

Cerco di ricordare le cose positive che abbiamo fatto in questi mesi, i 16 romanzi che ha letto da solo, il programma di matematica già terminato, il suo entusiasmo per alcune materie, che prima dichiarava di odiare.

scheletri

Penso positivo.

Decido di dargli il beneficio del dubbio.

Mi trasformo in Rossella O’Hara e dichiaro “Domani è un altro giorno“.

Il giorno dopo non ho palestra e iniziamo a lavorare presto. Lui sembra un altro bambino, contento, entusiasta. Scrive, fa esercizi, si impegna, fa domande, ritaglia, incolla, ride, ripete, cerca, studia, impara. E in un attimo arriva l’ora di pranzo, lui sorride e mi dice “Mi sono divertito“.

E io penso “Vaffanculo” e invece gli dico “Sei stato bravissimo. Vedi? Se ti poni in un atteggiamento positivo ti diverti e impari tante cose belle, senza soffrire.” e lui dice “Dobbiamo fare sempre così come oggi

Così penso che non devo arrendermi, che devo solo continuare ad insistere, anche a costo di programmare una giornata di “lavata di capa” a settimana, in cui gli ricordo le cose importanti, in modo che non perda mordente e mantenga alta l’attenzione.

Infondo in lui è nascosto un bambino intelligente, che ha voglia di imparare tante cose nuove, solo che spesso prevale il bambino svogliato, quello che a scuola tirava fuori 5 ore al giorno.

linea del tempo egizi

Devo ripetergli ogni giorno che imparare è bello e divertente, senza mai stancarmi di farlo, perchè prima o poi lo capirà da solo, divertirsi diventerà una abitudine, imparare diventerà per lui fondamentale, naturale, come respirare.

E allora avrò vinto.

Avrà vinto.

Avremo vinto.

Però che fatica, gente!

fionda

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9 thoughts on “Homeschooling: gioie e dolori

  1. Sai che hai tutta la mia stima. La tua tenacia è fondamentale per portare avanti i tuoi piani, sia quello dell’homeschooling, sia quello della palestra.
    Non puoi arrenderti, non oggi e nemmeno domani. 🙂
    Solo a fine anno scolastico potrai tirare le somme e fare bilanci.
    Io tifo x te.

    1. Grazie.
      Nei miei momenti positivi penso che sarebbe fantastico andare avanti così per sempre, infondo mio figlio tra 10 anni sarà un adulto e andrà per la sua strada, sai come passano in fretta, 10 anni?
      Nei miei momenti no penso che voglio dormire e tornare a casa dopo la palestra ed essere libera di lasciarmi morire fino all’ora di pranzo. E penso che altri 10 anni così mica sopravvivo.

      Insomma… sono una psicopatica!!!!

      Grazie per il tifo, c’è sempre bisogno di incoraggiamento. 🙂

  2. Naturalmente non mi intendo affatto di queste cose, ma non esistono modi per far rigare dritto un bambino anche a casa? D’altronde a scuola i bambini prendono note, brutti voti, o vengono messi in punizione, cose così. Anche a casa si potrebbe pensare a un sistema di “punizioni e premi” in base al comportamento e all’impegno. Mi viene in mente quella volta in cui hai raccontato delle parolacce, che per ognuna detta c’era una piccola punizione. A me era sembrata una cosa molto formativa. Se crei qualcosa del genere (tipo, non lo so, per ogni giornata che non ti impegni o fai storie ti viene tolto questo o questo), magari l’impegno viene fuori in modo naturale. Mi sembra una cosa più educativa del semplice ricatto. Però non sono esperta, è solo una mia idea. E spero non ti dispiaccia se mi permetto di darti dei consigli (magari fuori luogo) 😊

    1. Sai che hai ragione?
      Potrei intraprendere una specie di “raccolta punti”, sommare le ore produttive e sottrarre quelle improduttive e al raggiungimento di un tot di punteggio potrebbe ricevere un premio.
      Penso ad un sistema che premi l’impegno piuttosto ad uno che imponga punizioni, perchè preferisco che si impegni per conquistare un obiettivo piuttosto che si impegni per la paura di perdere un privilegio (anche se poi quando lo ricatto è proprio il contrario di quello che vorrei fare).
      Ti ringrazio per lo spunto di riflessione, ho davvero bisogno di consigli su come spronarlo ad impegnarsi e a volte sono troppo spossata per farmi camminare la testa nella giusta direzione.

      1. Sono d’accordo anche io che puntare a un premio se le cose vanno bene, piuttosto che a una punizione se le cose vanno male, sia la scelta più giusta. Però credo anche che ogni tanto una piccola privazione possa far bene, secondo me aiuta a far capire meglio il valore delle cose. Sono contenta se sono riuscita a darti qualche spunto! Poi ci racconterai sul blog come hai risolto 🙂

    1. Hai ragione, una giornata No capita a tutti, ma a lui capita un po’ troppo spesso.
      Comunque una cosa è certa: non voglio arrendermi.
      Credo in lui e credo nel percorso che stiamo seguendo, per questo c’è solo una cosa da fare: insistere.

  3. Tieni duro, è importante! e soprattutto non cedere ai tuoi diritti, alla palestra, al tuo allenamento, ai tuoi orari, dopotutto ognuno di noi si deve in qualche modo adattare ad una organizzazione giornaliera, per cui fra l’altro Massimo è fortunato a non doversi preparare tutte le mattine ad un determinato orario, è bene che ogni tanto gli venga ricordato (ma senza fargliene una colpa, perchè è stata una scelta ponderata!). Poi esistono per tutti le giornate veramente no, quelle nì, quelle perfette (ahimè assai rare…), sarebbe bello sentire anche la sua opinione, magari fargli ripensare ogni mattina alla giornata precedente e fargli attribuire un giudizio, un voto, in modo da farlo partecipe del proseguimento dello studio e da fargli rendere conto che non sempre ci si annoia e non sempre si lavora tanto…non so se mi sono spiegata…..
    Comunque bravi davvero, è un’esperienza molto faticosa!

    1. Grazie per l’incoraggiamento.
      Con lui sto cercando di parlare sempre, ogni giorno, in modo da renderlo sempre più consapevole dell’importanza e delle difficoltà della scelta fatta. Questa cosa serve a me, ma anche a lui. Stiamo maturando e crescendo insieme, ogni giorno.

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