Nuovo anno, nuovi buoni propositi

Giorno felice #773

Ed eccoci qui, nel nuovo e sfavillante 2016, un anno nuovo che porta sempre con se, almeno nei primi giorni, quella ventata di ottimismo, come se tutto potesse diventare possibile solo perchè sfogliamo un nuovo calendario.

A me piace molto fare buoni propositi, che poi quasi mai riesco a portare a termine.

Quest’anno, oltre ai buoni propositi, ho scelto di guardarmi indietro e fare un piccolo bilancio del 2015 appena trascorso.

Devo dire che il 2015 non è stato malaccio. Sicuramente meno brillante rispetto al 2014, però ho compiuto notevoli passi in avanti su diversi fronti.

capodanno 2016

Per prima cosa il mio cambiamento fisico, ma anche mentale. Nel 2015 ho perso 28 kg che, sommati ai 20 persi negli ultimi mesi del 2014, mi portano ad un totale di -48 kg. Le feste hanno leggermente rallentato la mia discesa, ma sono più determinata che mai a scendere sotto la soglia dei 90 kg al più presto.

Ho ancora dei cedimenti, delle difficoltà a separare l’aspetto emotivo da quello alimentare, ma per lo più sono stata brava. Ho cambiato ancora più le mie abitudini alimentari. Se all’inizio fu uno shock eliminare il latte e il dolce (fette biscottate con marmellata) dalla mia colazione, ora mangio volentieri una fettina di carne e un bel caffè amaro con olio di cocco.

Il 2016 mi ha trovata determinata più che mai, tanto che al pranzo di Capodanno dai miei genitori ho evitato di sgarrare, limitandomi a mangiare carne alla brace e insalata. A Natale ho mangiato lasagna e tutto il resto e mi sono sentita male fisicamente, ho avuto i disturbi da reflusso che non avevo da moltissimo tempo e mi sono sentita uno straccio per tutto il giorno, quindi ho deciso di non “avvelenarmi” inutilmente anche a Capodanno. In compenso questa sera mangerò la mia amata pizza, che la settimana scorsa ho saltato per via del Natale. Insomma, mangiare bene non è solo una questione di bilancia, ma di benessere a 360 gradi.

E anche in palestra sto migliorando moltissimo, quindi sono ancora più determinata ad andare avanti per la mia strada.

Nel 2015 abbiamo poi fatto questa grande scelta che è l’homeschooling. Massimo non ancora apprezza appieno l’idea che ha convinto me verso questa scelta, a volte sospetto che ami l’homeschooling perchè gli da la libertà di fare poco e niente, mentre io spero che capisca che è una grande opportunità che gli stiamo regalando, l’opportunità di personalizzare il suo percorso educativo, di essere libero, di dispiegare le sue ali per volare ovunque vorrà. Forse è troppo piccolo per capire le potenzialità della scelta fatta, ma anche in questo caso sono determinata ad aiutarlo a capire e a dare il massimo, a seconda delle sue inclinazioni naturali.

 

Oggi è solo il secondo giorno del 2016 e ho già finito il primo libro dell’anno. Ho letto Jayber Crow di Wendell Berry, di cui avevo sentito parlare molto molto bene.

Personalmente…. non so… mi resta un po’ difficile parlarne. E’ un libro molto intenso, affronta temi molto delicati con una sensibilità immensa. Se dovessi scegliere una sola parola per descrivere il libro, questa sarebbe “Delicato“. Perchè tutto è stato delicato, dal carattere di Jayber, il protagonista, alle descrizioni del piccolo paese di Port William, dove si svolge la storia. A volte, però, troppo delicato. Il libro racconta la vita di Jayber, dalla sua nascita agli inizi del 1900, fino alla vecchiaia, però a ben vedere non è che si sia trattato di una vita entusiasmante. Più che altro gli sono successe delle cose che lui ha in qualche modo subito abbastanza passivamente.

portwilliam

Va bene, il libro è l’elogio alla vita semplice, a quel “chi si accontenta gode” che a volte penso anche io, come contrasto ad una società in cui sei quello che hai, anche se devi coprirti di debiti fino al collo per avere cose che non solo non puoi permetterti, ma che infondo neanche vorresti davvero. Però questo spirito di accettazione passiva accompagna il protagonista anche negli affetti e alla fine la sua, per me, è un po’ una non-vita, una vita talmente al margine da non essere mai davvero toccata da qualcosa di significativo, a parte i lutti iniziali.

Una cosa che mi ha dato un po’ fastidio nel libro è stata l’aspetto teologico dei suoi ragionamenti, perchè un po’ ok, interroghiamoci, ma capitoli interi a disquisire sul significato del “sia fatta la tua volontà” dopo un po’ diventano pesanti. E anche le eccessive descrizioni di un boschetto… noia, ecco.

Mi ha ricordato un po’ Stoner, un libro passivo, con un protagonista altrettanto passivo. Forse il problema sono io, che preferisco personaggi forti, intraprendenti. Forse la vita contemplativa non fa davvero per me. Sono due bei libri, Jayber Crow ti fa anche riflettere sul materialismo, sul consumismo e su come l’uomo moderno ha rovinato l’equilibrio secolare tra uomo e natura che c’era in passato. Però… che due palle.

Ora posso passare a Il cartello di Don Winslow e mi prudono già le mani dalla voglia di aprirlo e iniziarlo questa sera stessa, dopo il lavoro. Probabilmente non ce la farò, se dovessi aver tempo per leggere un po’, dovrei andare avanti con Harry Potter e la Pietra Filosofale, che sto leggendo ad Emma un capitolo al giorno, approfittando della bellissima versione illustrata che le ha portato Babbo Natale.

harry potter illustrato

A me piace moltissimo leggere Harry Potter e vedere la contentezza di mia figlia, che si accoccola vicino a me sul lettone, tutta concentrata sul libro, non può che rendermi felice.

Voi cosa state leggendo di bello? Come avete passato queste feste?

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10 commenti

  1. Mamma mia, Sandra, sei veramente splendida! Che caratterino devi avere per aver portato avanti con tanta ostinazione il tuo progetto!! 😉
    Scommetto che se applicherai la stessa ostinazione all’homeschooling riuscirai a spalancare davanti a Massimo un orizzonte sconfinato. Per il momento la sua reazione è assolutamente normale e altrettanto normali sono i “patemi” che vengono a noi genitori: scegliere una via alternativa come l’homeschooling non significa che ci siamo liberati in un attimo dei nostri condizionamenti scolastici e quindi è facile cadere preda dell’ansia o del dubbio. Cerca di rimanere serena e di conservare piena fiducia in tuo figlio: l’homeschooling è una grande, grandissima opportunità, ma è soprattutto una via di libertà e responsabilità. Non è facile e non è immediato. E il condizionamento scolastico colpisce anche Massimo…

    Quanto alle tue domande finali, queste feste sono più che mai un “avvento”: siamo tutti in attesa del parto che dovrebbe ormai avvenire a giorni ma che ha cominciato ad annunciarsi con falsi travagli fin dalla vigilia di Natale! Come puoi immaginare, a questo punto il livello di attesa è alto 😉
    A Natale noi ci regaliamo solo libri, quindi io mi sono già letta “Il gigante sepolto” di Kazuo Ishiguro e sto attualmente gustandomi con piena soddisfazione l’ennesimo libro di Ivan Illich, “Nello specchio del passato”. Dopo mi attendono l’ultimo libro di Matilde Asensi, “Il ritorno di Catone” e “Le ali della vita” di Vanessa Diffenbaugh. Poi, ovviamente, passerò ad alcuni di quelli che sono stati regalati alla mia dolce metà o ai miei figli! Sicuramente voglio leggere “Il cavaliere, la strega, la Morte e il diavolo” di Silvana De Mari (autrice che mi piace tantissimo), “Antistasis” di Gustavo Esteva, “The ocean at the end of the lane” e “Good omens” di Neil Gaiman (quest’anno è stato il Natale dei libri in lingua originale!) e probabilmente “Nick and the Glimmung” di P.K.Dick e “La pedagogia della lumaca” di Gianfranco Zavalloni (che mi sento di consigliarti prima ancora di averlo letto!).
    Quanto ad Harry Potter, pensa che David ha ricevuto il secondo, il terzo e il quarto in lingua originale (il primo lo aveva già) e se li è divorati. Nota per homeschooler (e non solo): David ha accelerato in maniera impressionante il suo apprendimento della lingua inglese tramite i manuali di Dungeons & Dragons (che subdolamente gli abbiamo regalato in inglese), l’utilizzo di Game Maker (un programma per la creazione di videogiochi) e la lettura di libri che gli piacciono molto come Harry Potter. Questo è l’unico e vero apprendimento ludico: quando un bambino/ragazzo trova il suo interesse, impara a velocità impressionante. Il vero compito (spesso difficile) dell’educatore è metterlo in contatto con stimoli diversi e fornirgli gli strumenti che potrà poi utilizzare per guidare il suo stesso apprendimento. 🙂

    Ti auguro uno splendido 2016, ricco di progetti e di gioia!

    • Carissima, ti ringrazio moltissimo per le tue parole di incoraggiamento. Hai ragione, a volte mi scoraggio, a volte penso che mio figlio voglia solo fare il furbo e dimentico che è un bambino di 9 anni che vorrebbe solo giocare e che questo non solo è giusto, ma è anche utile per l’apprendimento.
      Massimo al momento studia inglese insieme ad una ragazza che ha il padre di lingua inglese e che ha studiato un anno in America. Da quando studia con lei è più disinvolto con l’inglese, prima si vergognava a pronunciare anche paroline semplici che conosceva perfettamente, ora ha voluto giocare a tombola in inglese 🙂
      Vorrei avvicinarlo al mondo della programmazione attraverso il gioco, mi consigli Game Maker? Ho letto che in altre parti d’Italia ci sono dei Coderdojo, palestre di programmazione gratuite per i bambini, ma in Abruzzo niente. Io sono completamente digiuna e non so come fare, ma penso che a lui potrebbe interessare.
      Poi però penso alla Serra, che ha chiesto a Babbo Natale e che è arrivata, ma che ora è parcheggiata in un angolo della loro camera, perchè ha scoperto che per farla funzionare deve prima leggere le istruzioni e si rifiuta di farlo!
      Bella l’idea di regalarvi solo libri, io ne pretendo sempre almeno uno dal marito e ne regalo sempre uno ad ogni figlio, ma mio marito non è un lettore e quindi per lui dobbiamo fare una eccezione.
      Devo prendere spunto dalle tue letture, grazie anche per il consiglio su “La pedagogia della lumaca” che vado subito a mettere nel carrello di Amazon.
      Ho letto della 42 in Francia sul tuo blog…. molto molto interessante.
      Felice Anno e a presto.
      Un abbraccio

      • Game Maker è un programma scaricabile gratuitamente per imparare la programmazione visuale di videogiochi, però è in inglese e all’inizio può non essere facile. David ha cominciato a usarlo quando aveva 10/11 anni, ma Alessandro lo ha inizialmente affiancato e aiutato. Le mie conoscenze di programmazione non vanno più in là del decidere cosa fare da mangiare oggi (e già detesto farlo), ma per mia fortuna Alessandro è ingegnere informatico e quindi non abbiamo problemi in quel senso. Se anche tu non mastichi granché di programmazione c’è bisogno che Massimo abbia davvero voglia di provarci. Sicuramente dal punto di vista dell’inglese può aiutarlo la stessa ragazza con cui lo studia, ma se anche lei non ha alcuna esperienza di programmazione visuale…
        Se tu e Massimo siete interessati, comunque, possiamo chiedere a David (che ormai è un vero esperto): magari loro due potrebbero sentirsi via skype e David potrebbe spiegargli i primi passi, dargli qualche suggerimento, ecc. Tra l’altro, il fatto che ad aiutarlo sia un altro homeschooler poco più grande di lui potrebbe portare Massimo a non vivere l’esperienza come una cosa “scolastica”.
        Non so, fammi sapere che ne pensi e quando David torna glielo chiedo e ti faccio sapere a mia volta: per il momento lui e Simone sono da un amico HS di Cesena ma dovrebbero tornare in un paio di giorni.
        Ancora tanti auguri per un anno ricco di gioia e a presto!

      • Che bella idea quella di farli sentire via Skype, Massimo ha bisogno, secondo me, di interagire con altri ragazzi homeschoolers come lui.
        Intanto scarico il programma e gli propongo questa idea, poi ci risentiamo.
        Grazie e a presto.

  2. Buon 2016 Sandra!!!! mi piacciono le tue recensioni e bellissimo il commento …”Però…che due palle”, molto sentito!
    Al momento non sto leggendo nulla, le vacanze sono servite per vedere un paio di mostre e per riposarmi proprio dedicandomi al “farniente” selvaggio, fino alla Befana continuo così, ma ho già pronta una lista di titoli da ordinare in libreria, addirittura tre li vorrei in francese, voglio ripassare un po’!

    • Che bello leggere libri in lingua originale. Anni fa ho letto tutti gli Harry Potter in inglese ed è stata una esperienza entusiasmante. Aiuta moltissimo ad arricchire il vocabolario e a tenere il cervello in allenamento 🙂

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