…e anche Natale ce lo siamo tolti dalle scatole!

Giorno felice #770

E anche Natale ce lo siamo levati di torno.

Quest’anno è un bel sollievo, per me. Mi dispiace ammetterlo, perchè io ho sempre amato il Natale, le atmosfere, i regali, le famiglie riunite, ecc. Quest’anno è stato diverso. Quest’anno è stato tutto come piace a me solo per alcuni giorni, tipo dal 22 al 24 dicembre e basta.

Il problema è che manca lo spirito natalizio attorno a me e non importa quanto mi impegni per cambiare le cose, c’è sempre molto gelo in giro.

Non abbiamo famiglie numerose e chiassose che amano riunirsi per stare tutti insieme, in allegria. Non abbiamo comitive di amici con cui festeggiare. I miei figli hanno solo due algide cugine che vedono per un paio di ore il giorno della Vigilia di Natale e stop. La solitudine, a Natale, si fa sentire più che in altri periodi dell’anno e so che non è così solo per noi.

Poi io odio le ipocrisie, quindi non vedo il motivo di inondare Facebook di Auguri di Natale per persone che durante tutto il resto dell’anno non hanno un singolo minuto per me. Non sono una persona di quelle che mandano un sms di auguri a tutti i propri contatti telefonici solo perchè hanno 500 sms gratuiti. Ho chiamato e sentito solo quelle due persone che avevo voglia di sentire e che durante l’anno ci sono più delle altre. Stop.

E sapete una cosa? Se io non cerco nessuno, nessuno cerca me.

Ieri ho ricevuto solo 3 messaggi di auguri: una da parte del mister di pallamano di Massimo, una da parte di un nostro fornitore e una da parte di una mia carissima amica, che vive lontano e con la quale ci sentiamo solo nelle occasioni importanti. Sono soddisfazioni.

Ogni anno, da quando siamo sposati (quindi da 10 anni) sotto il periodo natalizio organizzo una riunione con gli amici del marito, per giocare a carte o a Risiko e passare una serata insieme. All’inizio pensavo fosse un cosa carina per il marito, perchè lui si è trasferito a 30 km dai suoi amici sposando me e mi dispiaceva che perdesse i contatti con loro. Dieci anni fa erano tutti scapoli. Poi negli anni si sono aggiunte le fidanzate, ora mogli. All’inizio si organizzava a casa nostra perchè gli altri vivevano ancora a casa dei genitori, ora tutti hanno la propria casa in cui vivono tutto l’anno e dove invitano amici a cena. Tranne noi.

Ogni anno li invitavo ed erano salti mortali per trovare una data che andasse comoda a tutti. Poi ho iniziato a notare che questa rimpatriata era per loro l’ultima scelta, dicevano di si solo se non avevano un altro impegno più interessante, come la cena di Natale di quelli del calcetto. Ho fatto finta di niente pensando che comunque valeva la pena vederci, anche solo una volta l’anno. Poi ho iniziato a notare che durante l’anno loro si riunivano, ora a casa di uno, ora a casa di un altro e a noi non ci invitavano mai.

Quest’anno ho fatto la “cattiva“: non li ho invitati. E la cosa bella è che nessuno ne ha sentito la mancanza, nessuno ha chiamato per dire “Oh, quest’anno quando ci vediamo?“. Forse erroneamente ne deduco che era una serata carina solo per me e il marito. Fatto sta che non vale la pena, per me, costringere delle persone a stare con noi se queste non ne hanno voglia e, soprattutto, se durante l’arco di un anno intero, non sentono mai il bisogno di sentirci, di sapere come stiamo.

Forse, semplicemente, io e il marito non sappiamo come funzionano i meccanismi delle amicizie, per questo non ne abbiamo.

Non fa niente, Natale è passato, ora possiamo riprendere a fare gli orsi asociali senza sentirci strani, ma solo alternativi.

 

Vi racconto la nostra Vigilia e il giorno di Natale?

palestra

La mattina della vigilia sono stata in palestra, perchè il giovedì mi alleno. E non sapete che soddisfazione allenarsi la mattina della vigilia.

La nostra famiglia preferisce fare il pranzo della Vigilia, piuttosto che il cenone, perchè la cena ci resta più indigesta e dal pranzo del 24 a quello del 25 abbiamo tutto il tempo di digerire. Di solito mia madre prepara un pranzo a base di pesce ed è anche il giorno in cui ci scambiamo i regali con loro e con mia sorella.

pranzo vigilia pesce

Mia sorella è separata e quindi il giorno di Natale preferisce stare nè con noi nè con la famiglia del marito, ma stare a casa loro, con le bambine e anche l’ex marito, per far passare alle bambine il Natale con tutti e due i genitori.

La Vigilia ho ricevuto questi regali: da parte di mia sorella una palla a carillon di Natale, di quelle con la neve. Da parte di mia madre un cuscino bianco, con i ricci di pizzo, realizzato da lei.

Ora, vogliamo parlare dei regali che riceviamo?

Io a Natale ricevo regali solo da: il marito, la sorella, la mamma. La suocera regala soldi.

Il marito quest’anno l’ho convinto a regalarmi il libro che desideravo, l’ultimo di Don Winslow. Ma la mamma e la sorella… checcavolo! Loro lo sanno che amo leggere, ma niente, neanche un segnalibro si sforzano di comprarmi. Non so perchè. Vedono questa passione per la lettura come un mio vezzo, come se lo facessi solo per sentirmi superiore, oppure per mia madre leggo perchè ho tempo da perdere.

Per me leggere è necessario, come respirare. Leggere mi ossigena il cervello, mi amplia gli orizzonti, mi fa compagnia, mi fa sentire meno sola, ma anche più ottimista. Leggere mi da la carica per affrontare le difficoltà.

Ora, io capisco che non è semplice regalare un libro a chi ama leggere. Se mi avessero regalato l’ultimo di Fabio Volo mi sarei sentita morire. Però avrei apprezzato lo sforzo. Rimane il fatto che ci sono molti modi per regalare un libro a chi ama leggere. Si può prendere un buono in una libreria, oppure chiedere una lista dei desideri tra i quali scegliere un libro. Oppure si può prendere uno stupido segnalibro, che non se ne hanno mai abbastanza. Invece mia madre e mia sorella preferiscono ignorare questa mia passione. Mia madre mi regala quello che LEI ha voglia di regalare. Mia sorella mi regala la prima cazzata che trova al minor prezzo possibile. Punto.

regali di natale

Così mentre su Facebook vedo foto di lettrici che hanno ricevuto anche 9 libri, tutti desideratissimi, questo è il mio misero bottino, considerato che Jayber Crow me lo sono comprata da sola. Quindi ringrazio il marito per Il cartello e la mia amica Paola per Cuori in Atlantide.

La parte più bella della Vigilia di Natale (e di tutto il periodo natalizio, se vogliamo) è il pomeriggio, quando prendiamo il treno per andare a passeggiare in centro a Pescara. Pescara è la città più grande della zona e in soli 10 minuti di treno siamo in centro, illuminato a festa e pieno di gente. E’ stato bellissimo. Tante vetrine da vedere, tanta gente che passeggiava o che prendeva un aperitivo nei tanti locali presenti. L’albero di natale in piazza Salotto, la pista di pattinaggio su ghiaccio, la musica di un vagabondo che riproponeva tutte le canzoni di film celebri e risuonava per tutto il corso, le luminarie e i mercatini di Natale, è stato un pomeriggio pieno, bellissimo e divertente, nonostante i bambini fossero interessati solo ai trampolini per saltare e alla merenda.

vigilia a pescara

cugini a pescara

Passeggiare tutto il pomeriggio ci ha anche aiutati a smaltire il pranzo a base di pesce. Una cena leggera e siamo subito passati a giocare a tombola e a sette e mezzo con i nonni fino a tardi.

Natale, invece, è tutta un’altra storia.

I bambini si sono svegliati presto, per via di Babbo Natale. Emma ha ricevuto la bacchetta magica di Hermione, ma è rimasta delusa perchè non funziona. Al posto del libro di incantesimi, che aveva chiesto, ha ricevuto Harry Potter e la Pietra Filosofale, nella nuova e bellissima edizione illustrata, che leggeremo insieme. Massimo ha ricevuto l’edizione 2016 del libro dei Guinness dei primati, che ora sta studiando per imparare le novità rispetto all’edizione del 2014, che sa a memoria. Ha ricevuto anche la serra della Clementoni, che desiderava tantissimo, ma odia leggere le istruzioni, quindi combina solo pasticci, per ora. E per tutti e due è arrivato Il gioco della vita, un gioco in scatola molto bello, che avevo anche io da bambina. Ci abbiamo giocato ben due volte ieri. Sono contenta, perchè è un gioco che non annoia e mette d’accordo tutta la famiglia.

gioco della vita

Emma ha ricevuto anche l’aerografo della Crayola e un set con le perline per fare collanine. Massimo ha ricevuto attrezzi per il tiro con l’arco (porta faretra, para dito e para braccio) di cui è particolarmente entusiasta e un bellissimo puzzle 3d dell’antico Egitto della National Geographic, che ha snobbato alla grande.

Tutti e due sono rimasti delusi per non aver ricevuto un vero telefono cellulare, ciascuno, e neanche l’ombra di una Playstation. Probabilmente non sono stati abbastanza buoni. E comunque a loro è andata meglio che a me.

A pranzo ho mangiato tutto e mi dispiace ammettere che si sta meglio quando ci si limita a tavola a cose semplici e salutari. Sono stata male tutto il giorno, ho avuto difficoltà a digerire, ho dovuto prendere un gastroprotettore e l’antiacido per il reflusso che non prendevo da quasi un anno. Non sono più abituata a mangiare cose così condite, a mischiare alimenti tanto pesanti tra di loro e ne ho risentito. Non importa, era Natale anche per me ed era brutto mangiare solo una bistecchina, anche se mi sarei sentita infinitamente meglio rispetto a tutti gli altri. Da oggi torno a stare attenta, niente avanzi del giorno prima per me, ma bistecca e insalata.

Il coach mi ha pesata martedì 22 dicembre, ad una settimana dalla mia defaillance e sono orgogliosa di dirvi che la bilancia segnava 1.4kg in meno.
LilySlim Weight loss tickers

Questo significa che se sto attenta e non lascio che siano le mie emozioni negative ad avere il sopravvento, posso farcela. Non so cosa è successo con i due pranzi della Vigilia e di Natale, ma so che non è nulla di irrecuperabile.

L’obiettivo è li, a portata di mano, devo solo continuare ad impegnarmi, ad essere forte e ad allenarmi.

 

Tutto qui. Feste un po’ deludenti per me. Da oggi si torna a lavorare il pomeriggio, ma è quasi un sollievo tornare alla solita routine.

Voi come avete passato le feste? Spero siano andate meglio delle mie.

Annunci

6 commenti

  1. Sandra cara, sai cosa ti dico? Che io ho iniziato ad apprezzare il Natale da quando ci siamo trasferiti in Lombardia, quindi da cinque anni a questa parte! Nonostante (o forse per fortuna!) le famiglie siano lontane, i nostri giorni di festa passati in tranquillità sono quasi diventati il momento migliore dell’anno. Non c’è stress per le ore trascorse in cucina, per la casa che non è mai a posto come vorresti, per i bambini che sono sempre pochi e non si divertono, per i suoceri o gli zii che non sono mai contenti. Siamo noi tre, la Famiglia, e facciamo ciò che vogliamo, coi nostri tempi e i nostri spazi. Cuciniamo per il semplice piacere di farlo, sperimentiamo nuove ricette abbinandole a quelle tradizionali; se uno di noi ha voglia di rintanarsi a leggere, nessuno degli altri si lamenta. Insomma, libertà e pace che, vivendo nella città natia, avevano reso i nostri Natali solo fonte di grande stress.
    Per quanto riguarda gli amici, forse io e Davide siamo come te e tuo marito, perché non ne abbiamo. Se togli le LGS che, essendo sparpagliate, non riusciamo a frequentare quanto vorremmo, siamo tipi che se ne stanno tranquilli per i fatti loro. E anche quando eravamo in Sicilia, mi ero resa conto di come crescere porti anche gli amici di una vita ad allontanarsi. Cambiano le abitudini, le situazioni, quindi forse è anche normale.
    Sui libri io dico sempre di essere fortunata. Le amiche sono lettrici come me, quindi è quasi scontato scambiarsi dei libri. Marito e figlio sanno bene che incorrerebbero nella mia “ira funesta” se si presentassero con altri regali 😉
    Ti abbraccio forte e, se ti può far sollevare un po’, sappi che da questa parte del pc hai un’amica!

    • Cara Laura, ti ringrazio moltissimo per l’attestato di amicizia, di cui ultimamente sono molto bisognosa.
      Hai ragione, le famiglie allargate nei periodi di festa diventano delle pentole a pressione sempre pronte a farci esplodere. A me tocca passare tutti i natali dai miei genitori che invitano sempre anche i miei suoceri, poichè mio marito è figlio unico. Il livello di conversazione a tavola è anestetico, nel senso che mi fanno proprio venire sonno. Speravo di fare cosa gradita ai figli, che così passano i Natali con i nonni, ma anche loro si rompono le scatole da morire e finiscono per diventare molesti.
      Insomma, sereno Natale un corno!

      Per i libri, ho deciso: dall’anno prossimo consegnerò delle liste almeno a mia madre e a mia sorella e poi vediamo. E per recuperare, mi concederò il lusso di un po’ di shopping in libreria, che cavolo, in fondo la suocera mi ha regalato dei soldi, no?

      E poi, altro proposito per l’anno nuovo: coltivare amicizie online, possibilmente lettrici 🙂

  2. Pensavo di essere l’ unica ad aver avuto certi pensieri sotto le feste ma vedo di no, e devo dire che mi hai fatto sentire un po meglio. E’ vero che durante le festivita’ ti accorgi di chi davvero tiene un minimo a te come persona (e di conseguenza due minuti per cercarti lo trova), e a chi invece non importa una beata cippa. Pero’ da una parte meglio cosi’ direi, certa gente meglio eliminarla dalla propria vita se non ci tengono ad esserci. Anche io quest’ anno ho regalato solo libri, ritengo siano uno dei regali migliori, e per non sbagliare ho chiesto prima cosa preferissero ricevere 🙂 per i regali ricordati, meglio pochi ma buoni. Tanti auguri anche se in ritardo 🙂

    • Grazie Ludovica, hai ragione: certe “amicizie” non servono a nulla ed è meglio stare da soli. Durante tutto l’anno non ci faccio caso, non ne sento quasi la mancanza, ma durante le feste un pochino si.
      Spero sempre di riuscire, prima o poi, a trovare amicizie nuove, diverse, con le quali essere libera di essere me stessa, dalle quali sentirmi apprezzata, e con le quali avere il piacere di condividere il tempo. Mi accorgo però che con l’avanzare dell’età è sempre più difficile trovare persone così, soprattutto nei piccoli paesi dove ad ognuno viene affibbiata una etichetta difficile da scrollarsi di dosso.
      Fortuna che esiste internet, dove riesco ancora a confrontarmi serenamente con persone interessanti come voi.

      Un abbraccio

  3. Per l’amicizia virtuale, presente! 😀
    E se poi capitasse di incontrarci, ne sarei ben felice! Anche se, ovviamente, la distanza non aiuta, ma “mai dire mai”!
    Ho varie amiche virtuali, con le quali si è instaurato un bel feeling, abbiamo gli stessi interessi e gli stessi hobbies, per cui ben vengano le sintonie anche se di mezzo c’è un video,
    molto meglio che incontrarsi con persone che ti fanno chiaramente capire che nello stesso momento vorrebbero essere da tutt’altra parte (fra l’altro è un comportamento veramente da cafoni…non presentarti proprio e risolviamo il problema! le scuse siamo capaci tutti di inventarle, no?).
    Per i regali…..guarda, riuscire a convincere gli altri è sempre difficile, i suggerimenti “velati” non arrivano in genere mai….(però quello a tuo marito è riuscito benissimo!), forse è meglio chiedere direttamente un bonus monetario, così lo utilizziamo al meglio quando ci servirà!
    Ti auguro una serena fine d’anno, sempre a sfogliare pagine o a cliccare 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...