Negozi da magre vs. Negozi da ciccione

Giorno felice #578

Dopo aver perso 48 kg, oltre agli indiscutibili vantaggi sul piano della salute, inizio a riscontrarne alcuni a livello estetico.

Mi vedo più carina, mi va di curare maggiormente il mio aspetto e mi è tornata anche la voglia di fare shopping reale, quello per negozi e non solo online.

In questi tanti, troppi anni da obesa, mi sono vestita quasi esclusivamente grazie a Bonprix, oppure da Kiabi, OVS e H&M, che hanno tutti dei reparti “Curvy” o “Taglie comode“, chiamateli come volete. Io li ho sempre chiamati i “reparti ciccione“, dove non trovi mai vestiti alla moda, ma solo roba informe, demodèe e dai colori mortificanti.

Questa mattina al centro commerciale avevo tanta voglia di provare e comprare qualcosa di nuovo e mi sono lasciata attrarre da un negozio per magre, un negozio di quelli normali, di abbigliamento senza reparti ciccione, per capirci. In vetrina c’erano dei cardigan aperti molto interessanti e ho pensato che qualcosa mi sarebbe potuta anche entrare.

Sono entrata con mio figlio e ho iniziato a cercare, ma a sguardo basso.

Ho trovato un cardigan carino, tipo mantella, con una chiusura asimmetrica molto originale, grigio, da mettere sopra una maglietta nera. Avevano solo la Taglia Unica, che è il modo gentile che hanno i magri per dire “abbondante” e mi sono un po’ preoccupata, perchè di solito le taglie uniche dei magri sono strette per me. Invece il cardigan mi stava bene e mi piaceva e non costava moltissimo.

L’ho tolto e rimesso a posto. Ho fatto un giro e poi sono andata via, perchè non ho avuto il coraggio di comprare nulla in quel negozio per magri.

Ci ho riflettuto su per tutta la mattina, perchè dentro quel negozio mi sono sentita come una ladra, assolutamente la persona sbagliata nel posto sbagliato. Solo dopo, una volta uscita da li, mi sono accorta di aver tenuto sempre lo sguardo basso, come se incrociando lo sguardo di altre persone avessi corso il rischio di leggervi disapprovazione, i pensieri di disprezzo di chi vede una persona fuori luogo in un ambiente che non gli appartiene.

Che ci fai tu qui? Questo non è posto per te. Qui non abbiamo niente per gente come te.” questo avrebbero pensato tutti. E ora che ci penso, queste frasi mi sono state rivolte davvero, anni fa, da una commessa di un negozio per magre nel quale avevo avuto l’ardire di entrare e chiedere.

Lo so che non devo sentirmi così.

So che dovrei invece essere orgogliosa di me stessa e andare per il Mondo a testa alta, ma la verità è che l’immagine che ho di me stessa non è molto diversa da quella che avevo 48 kg fa.

Continuo a pensare da obesa.

Continuo a scegliere vestiti da obesa, ampi e coprenti. Continuo a sentirmi insicura esteticamente.

Alla fine ho comprato cose nuove da OVS, che ha un reparto ciccione e dove quindi mi sento “autorizzata” ad entrare e fare acquisti. Ho comprato un paio di pantaloni e una maglia, tutti del reparto magre, una taglia 48 che è un grande traguardo per me, ma l’ho fatto in un negozio che è per me una specie di “comfort zone“, familiare e rassicurante.

taglia 48

Sto bene vestita così, ma non mi sento bella. Sento di aver comprato la stessa tipologia di vestiti che compravo anche l’anno scorso e quindi di non aver fatto poi chissà quali progressi.

Ne ho parlato col marito e mi ha detto una frase incoraggiante, che ho molto apprezzato. Mi ha detto: “Non preoccuparti, oggi sei solo entrata, la prossima volta comprerai.

Intanto rifletto sui miei limiti mentali e cerco di trovare il modo di superarli.

Ci tenevo a condividere con voi questo mio “blocco”, perchè la verità è che non basta stare a dieta e allenarsi molto e perdere peso per sentirsi delle persone normali, quando si è stati obesi per tanti anni.

Bisogna lavorare anche a livello mentale, correggere le proprie abitudini sbagliate, ma anche cambiare l’idea che si ha di se stessi. E questa è forse per me la fase più difficile di questo lungo percorso, ma non per questo impossibile.

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13 commenti

  1. Perche’ non porti un famigliare o un amica con te quando decidi di comprarti qualcosa,a volte un consiglio in questi casi puo’ significare parecchio,tanto si sa’ nessuno e’ mai contento del proprio aspetto.La prossima volta che entri in un negozio ricordati di una pubblicita’:perche’ io valgo

  2. L’esperienza con le commesse sgradevoli e maleducate (per essere diplomatica) è capitata anche a me, addirittura quando ero più magra (ero sulla 48, più o meno), ed è stata piuttosto mortificante, anche se a pensarci bene ora mi viene in mente solo qualche insulto da indirizzare alle suddette non portatrici di cervello. Per fortuna ci sono anche negozi che -esternamente- sembrano da magre, poi sono gestiti da commesse carinissime e gentili, che ti fanno provare tante cose, conoscendo la fisicità delle persone, spiegandoti cosa ti può stare meglio, facendoti vedere tanti accostamenti…insomma per me l’acquisto di abbigliamento (a parte maglioni e jeans, diciamo, cioè quando cerco qualcosa di particolare) deve essere una esperienza piacevole, non un calvario….
    In questa zona c’è Karen Derek, che è un negozio “curvy” dove però ci sono anche taglie più piccole, e dove le commesse sono normali, formose, ma soprattutto “preparate”, purtroppo non è economicissimo ma una gratificazione ogni tanto ci vuole!
    Comunque tuo marito ha ragione!

  3. Io trovo che i vestiti “informi” donino a tutte. Una bella collana vistosa al punto giusto fa la differenza. Perché non trasformare il limite in uno stile? Seguire i propri tempi è la base … Quando avrai veramente voglia di cambiare abbigliamento lo farai senza accorgertene. Brava in ogni caso. Buonanotte. Simo

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