Giorni Felici

Giorno felice #739

Mamma che stanchezza, signori!

Svegliarsi alle 6.30 la mattina non è uno scherzo, almeno per me, che avrei sonno anche svegliandomi alle 8.30. Però per i figli si fa questo ed altro. Mi alzo all’alba per allenarmi prima e tornare a casa presto, in modo da avere tutta la mattinata da dedicare a Massimo.

Ovviamente l’allenamento non è una passeggiata, poi c’è l’homeschooling, la cucina, il pranzo, i compiti con Emma e poi le attività extra scolastiche: pallamano e tiro con l’arco per Massimo e le prove di ginnastica ritmica e di chitarra per Emma. Oggi abbiamo anche una festa, quindi si lavora e non si torna a casa prima delle 20.30, ecco quindi la mia faccia subito dopo cena.

tired

Domani andrà meglio, potrò dormire fino alle 7.30, muscoli permettendo. Si, perché se l’allenamento è particolarmente intenso, i dolori muscolari tendono a rovinarmi un po’ il sonno.

Aggiornamento figli:

Emma – lei è brava, a scuola ha delle maestre che la tengono impegnata, lei è abbastanza responsabile da non fuggire la fatica e a casa dopo pranzo fa in modo di fare subito i compiti per avere poi più tempo per giocare. E’ abbastanza pignola da fare tutto per bene, l’unico problema è che è un po’ lenta e tende a perdersi in chiacchiere, o forse sono solo io troppo stanca dopo pranzo per stare li a dirle “brava” ad ogni lettera scritta. Però lei ha bisogno di essere elogiata, quindi è tutto un: “Mamma, ti piace come ho fatto questa i?” e subito dopo “E quest’altra i?” e poi ancora “Secondo te qual è la i più bella che ho fatto?” e così per un’ora di seguito.

Ora sta cercando di scegliere la sua attività extra scolastica. Le piace molto la ginnastica, ma oggi ha provato una lezione di chitarra e ne è rimasta conquistata. Personalmente preferirei la ginnastica, perchè la aiuta a staccare dall’impegno scolastico e la fa sfogare. Imparare a suonare la chitarra è come imparare a leggere e scrivere, deve stare comunque seduta e si stanca le mani, già provate dal tanto scrivere e colorare. E poi penso che i bambini hanno bisogno di sfogarsi e correre e muoversi e la ginnastica è sicuramente positiva, anche fisicamente. Vedremo.

Massimo – lui è impegnativo, ecco. L’homeschooling è una bella avventura per lui ma anche per me, è un po’ come andare sulle montagne russe, per ora, e penso che sia normale. Ci sono dei momenti bellissimi, in cui lui è carico, curioso, volenteroso e si applica molto. Altri momenti, invece, sono terribili. Momenti in cui invece si chiude a riccio, spegne il cervello, si innervosisce e si rifiuta di fare anche cose semplicissime, che di solito fa ad occhi chiusi. Da parte mia tento di non innervosirmi, tento di variare il lavoro, alternando momenti in cui deve scrivere o comunque Fare ad altri in cui deve immagazzinare nozioni.

homeschooling stati acqua

Dopo due settimane ho cambiato prospettiva. Mi rendo conto che mio figlio non è un bambino semplice da prendere e penso che quella delle maestre non poteva che essere una sconfitta annunciata. Massimo ha un carattere ostico, ha bisogno di attenzioni ma al tempo stesso ha difficoltà di concentrazione. Penso che per un carattere come il suo essere lasciato troppo libero di gestirsi ed organizzarsi sia un male, perchè è completamente privo di metodo. Bisogna che, prima delle nozioni, gli insegni un metodo che gli faciliti l’apprendimento. Che poi le cose le capisce subito, ma salta talmente rapidamente di palo in frasca che si perde nei suoi pensieri e dimentica ogni cosa, anche la più semplice.

Lavorare sul metodo, sulla concentrazione, sull’impegno non è semplice, ma neanche impossibile. Abbiamo avuto modo di parlare molto di questa cosa, cerco di renderlo responsabile, spiegandogli che il suo atteggiamento lo penalizza e non valorizza i suoi talenti. Lui mi ascolta, parla poco, poi dice che ho ragione e che vuole impegnarsi di più. Poi però alla prima occasione fugge via, mentalmente.

homeschooling sumeri scrittura

Ho anche pensato se non fosse il caso di assecondarlo, di lasciarlo libero di essere se stesso, ma temo che a lui questo faccia più male che bene. Lasciarlo libero di decidere cosa fare e non fare significa, per lui, non fare niente e giocare all’iPad tutto il tempo. So che alcune persone che fanno homeschooling farebbero proprio così, lo lascerebbero libero di essere se stesso, nella profonda convinzione che il bambino avrà, prima o poi, un impulso all’apprendimento, ma io sono troppo scolarizzata per lasciarmi andare fino a questo punto. Di contro, ho anche letto di molte mamme homeschoolers americane che invece, come me, tendono ad imporre un minimo di routine quotidiana, in modo da abituare i bambini all’impegno.

Così ho pensato di fare un po’ e un po’.

Mi ammorbidisco sul programma e sugli orari e, da questa settimana, le uniche cose che chiedo di fare un po’ ogni giorno sono le seguenti:

  1. LETTURA: Massimo legge un libro, qualche capitolo, fino a quando non sono tornata dalla palestra. 40 min.
  2. MATEMATICA: questa è la sua materia preferita e ogni giorno ci esercitiamo un pochino, ma volentieri. 30 min.
  3. ITALIANO: vorrei che scrivesse ogni giorno un po’, ma anche la grammatica non deve essere troppo trascurata. 20-30 min.

Queste tre cose ci tengono impegnati fino alle 10.30/11.00. Poi è lui a scegliere cosa fare. Può scegliere un’altra materia, oppure continuare con una delle tre già fatte, a seconda di quello di cui ha voglia. Possiamo vedere un film o anche non fare niente, ma deve essere lui a decidere.

Devo dire che questa cosa sta funzionando meglio. Sta leggendo L’isola del tesoro da solo, anche se fino alla settimana scorsa si rifiutava di leggerlo da solo, perchè difficile. Con Matematica siamo andati avanti e abbiamo già finito il ripasso, studiamo le frazioni e ci esercitiamo volentieri e noto in lui dei ragionamenti molto interessanti, riesce a fare interi passaggi mentalmente e a volte sono io a non stare dietro a lui. Con Italiano le cose non vanno altrettanto bene, un po’ si annoia, un po’ si scoccia a scrivere, lo fa lo stesso, ma lamentandosi di continuo.

Ora devo provare a fargli costruire dei lapbook per ripassare argomenti già studiati, come i Sumeri o le zone climatiche, ho preparato delle cose da ritagliare, incollare e colorare e spero che questo lo motivi un pochino e interrompa la routine di studio.

Comunque sono contenta, stiamo vivendo una esperienza intensa, ci stiamo conoscendo meglio e lui sembra felice ed è questa la cosa importante.

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4 thoughts on “Giorno felice #739

  1. Io sono molto inquadrata e non riuscirei a far decidere al bambino come gestirsi, aspettando l’impulso del bambino e la sua richiesta di imparare. Credo che Miciomao non me lo chiederebbe affatto e vivrebbe bene la sua infanzia da ignorante. Secondo me, abituarsi a degli orari, ad una routine, non troppo rigida, s’intende, è importante per imparare a gestire i tempi a disposizione e sappiamo tutti come poi il lavoro lo richiede.
    La strada che hai scelto tu è la più difficile. Chi pensa che l’homeschooling sia una scelta facile o per facilitarsi la vita, secondo me, si sbaglia. E’ più semplice delegare qualcuno che si prende la responsabilità dell’insegnamento e dare a lui/lei/loro la colpa delle lacune e carenze nel metodo o delle cose apprese.
    Per fortuna che tutto ciò è positivo per te, per voi e che sta rafforzando il vostro rapporto.

    1. La penso esattamente come te, va bene l’elasticità, ma all’impegno ci si abitua impegnandosi. A me va bene che impari seguendo i suoi ritmi, ma anche i ritmi vanno regolati, senza traumi nè violenze.
      Sicuramente la mia non è una scelta facile, ma l’alternativa era lasciare che mio figlio si perdesse per strada e non solo non sviluppasse le sue potenzialità, ma soprattutto che si caricasse di rabbia e risentimento.
      Speriamo bene.

  2. Direi che state andando bene, e anche secondo me un minimo di inquadramento e di routine vanno insegnati, sono amica di molte maestre (pure io lo sarei, ma ho preferito fare la ferroviera) e mi raccontano spesso di come molti genitori “abdicano” dal ruolo di genitori, diventando praticamente degli amiconi, lasciando ad altri (le insegnanti, i nonni, boh?) la responsabilità di far capire ai bambini un pochino le regole della vita, diciamo, ma in questo modo molte volte i ragazzi si sentono persi, non hanno alcun tipo di riferimento, e la troppa libertà è controproducente ed è poi difficile recuperare nei loro confronti e ritornare ad essere una figura di riferimento, un punto saldo su cui contare.
    E vedo che comunque tu stai seguendo un percorso che tu stessa decidi di variare al bisogno, per cui ti rendi già conto benissimo delle necessità di tuo figlio e stai sicuramente cercando il meglio per lui, vedrai che la cosa darà buoni frutti, anche se a volte purtroppo sono cose che si riscontrano solo con il tempo e non sono soddisfazioni immediate.
    E complimenti alla produttrice di “i”!!!!
    Vi sostengo!

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