Giorni Felici

Giorno felice #733

Ieri ho finito di leggere Hotel New Hampshire di John Irving.

copertina

La storia di una famiglia strana, eccentrica, complessa e attraversata dal dolore, che procede, nonostante tutto, guidata dai sogni.

Il libro è strano, all’inizio mi ha presa moltissimo, procedeva rapidamente e non riuscivo quasi a staccarmene. C’è poi la parte centrale che sembra rallentare, sembra raccontare solo l’apparenza, sottintendendo che sullo sfondo si agita qualcosa di minaccioso, che però il protagonista non riesce o non vuole mettere a fuoco. E poi, alla fine, le cose tornano ad accelerare e a catturarti inevitabilmente.

Ho scoperto che nel 1984 ne è stato tratto un film in cui Jodie Foster interpreta la sorella Frannie, Rob Lowe è il protagonista narrante John Berry e Nastassja Kinski interpreta addirittura l’orsa Susie.

hotel_new_hampshire

Mi sembra alquanto sbagliato. Frannie dovrebbe essere bellissima, tanto che alla fine diventa una famosissima e ammiratissima attrice hollywoodiana, mentre Susie nel libro è una brutta ragazza, butterata dall’acne giovanile, così fatta male che per anni si nasconde sotto un ingombrante costume da orsa e invece Nastassja Kinski è bellissima.

Susie l'orsa

Il libro rimane comunque toccante, perchè nonostante tutto i protagonisti applicano una filosofia che in qualche modo condivido, e cioè che le cose brutte succedono, ma bisogna sempre trovare la forza per andare avanti e seguire i propri sogni, per quanto strambi possano essere.

Ma questo è quanto: noi continuiamo a sognare, e i nostri sogni ci sfuggono con quasi altrettanta vivezza e nitidezza quant’è quella con cui li immaginiamo. Questo è quello che accade, piaccia o no.

Il padre di famiglia, il signor Win Berry, è il sognatore, quello che ha le idee strambe e la forza di trascinare la famiglia in mirabolanti imprese, portandole al limite del fallimento e della distruzione. Nonostante sia una figura piuttosto marginale, rimane il motore della famiglia ed è grazie a lui (o per colpa sua) che tutto succede. I figli si adattano, pur mantenendo forti le loro personalità, perchè nella famiglia Berry ognuno è sempre libero di essere se stesso, nel bene e nel male.

earl l'orso

Forse questa è la cosa che ho apprezzato di più nel libro, l’accettazione del diverso senza giudizio. Perchè non importa se sei omosessuale, nano, prostituta, stuprata, rivoluzionario, nero o sognatore folle. Nella famiglia Berry sei trattato normalmente e accettato con tutto il tuo bagaglio di stranezze, che fanno di te la persona che sei. Forse perchè invece nella mia famiglia il diverso è sempre stato visto come minaccia, l’uniformità delle apparenze preservata con ostinazione, anche a costo di soffocare il tuo vero io. Ho sempre sofferto di questo modo bigotto e ignorante di valutare il Mondo da parte dei miei genitori e ho sempre lottato per preservare in me la convinzione che il diverso non è un errore, ma una opportunità di arricchimento.

Forse la verità è che le persone che non temono il diverso sono le persone lasciate libere di essere se stesse. Se sei libero di essere te stesso, e sei amato a prescindere da quello che sei o pensi o fai, allora non ti senti minacciato da chi vive in modo diverso dal tuo. Se invece sei costretto ad uniformarti ad un qualche standard deciso da qualcun altro al posto tuo, appena scorgi qualcuno che vive fuori da quello standard che a te sta stretto ti spaventi o innervosisci, perchè riconosci in quel qualcuno la libertà che a te è stata negata e per la quale non hai il coraggio di lottare.

Non so se è chiaro quello che voglio dire.

Rimane il fatto che il libro mi è molto piaciuto. Non avevo letto mai niente di John Irving, ma non escludo di leggere anche altri suoi libri.

E ora?

C’è chi mi ha consigliato 102 chili sull’anima di Francesca Sanzo, ma sul Kindle mi attende già Libertà di Jonathan Franzen e ne sono molto attratta, così come I ragazzi Burgess di Elisabeth Strout e noto che tutti e due i libri parlano di famiglie americane, un po’ la mia fissa da sempre.

jonathan-franzen-libertà

i ragazzi burgess

Ma forse per un po’ non avrò molto tempo per leggere, tra l’homeschooling di Massimo e Emma che va in prima elementare e avrà dei compiti da fare a casa. Vi terrò comunque aggiornati sulle mie letture, come sempre.

Buona domenica.

 

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3 thoughts on “Giorno felice #733

  1. Interessante questo libro. Grazie del consiglio.
    Una cosa bella del vivere in un paese in cui non mi conosce nessuno è la libertà di vivere e fare ciò che più mi aggrada senza aver paura dei giudizi.

  2. E’ chiarissimo quello che hai scritto sulla diversità e sulla libertà di essere se stessi!
    Quante cose non facciamo (o ci imponiamo di non fare) per colpa del “non sta bene, non si fa, bisogna fare così” derivato molto spesso dall’educazione che ci hanno dato…..
    Sai che le tue recensioni dei libri finiscono sempre per ispirarmi un mucchio? ormai ho una lista di prenotazioni da fare in biblioteca che l’omino alla reception quando mi vede arrivare tenta la fuga 😀
    Da “suggeritrice” dei 102 kg, ti posso consigliare di cominciare con uno degli altri due (il secondo direi che ha una copertina tratta da un quadro di Hopper, se non sbaglio, ottimo ritrattista di quotidiano americano), perchè quello di Panzallaria è un libricino (senza per questo nulla togliere al forte contenuto), e si può comodamente portare in borsa e leggere anche a piccoli pezzettini, soprattutto se conosci bene il suo blog.
    Io ho appena terminato “Medical Thriller”, 3 racconti giallo/medico scritti da Lucarelli, Rigosi e Baldini, veloce da leggere e piacevole, e stamattina ho iniziato “Mr Mercedes” del re S.King.
    Per il resto, buon inizio scuole, di ogni genere (qui si comincia domani 15/9)!

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