Giorno felice #726

Ho sgarrato e la bilancia lo sa. E’ inutile negarlo.

Dopo 20 giorni, questa mattina il coach mi ha pesato, su mia richiesta. Sapevo che il risultato non sarebbe stato soddisfacente e volevo prenderne piena consapevolezza. Mi sembra onesto aggiornarvi anche sui piccoli fallimenti di questo mio percorso, che non è semplice nè scontato, quindi eccomi qui, col capo cosparso di cenere, ad annunciarvi che in 20 giorni ho perso solo mezzo chilo.

LilySlim Weight loss tickers

Si, lo so, comunque ho perso qualcosa, ma la verità è che soprattutto ho perso tempo. Tempo che avrei potuto sfruttare per scendere di più e per pesare almeno 95kg tondi, invece del deludente 96.3kg di questa mattina.

Cosa è successo?

E’ successo che sono andata in vacanza di testa e che ho spizzicato più del dovuto.

C’è stata la cena di compleanno del marito, a base di pizza settimanale, ma non ho resistito e ho assaggiato la torta gelato.

C’è stato il pranzo di Ferragosto, niente di abbondante, ma ho mangiato carboidrati a pranzo, il gelato e anche carboidrati a cena.

C’è stato un battesimo con aperitivo prima di cena e a seguire cena a base di pesce, ma di pesce ce n’era poco, quindi per lo più a base di carboidrati.

Ma soprattutto ci sono stati i Pan di Stelle, i malefici biscotti al cioccolato che ho continuato a rubacchiare un po’ ogni giorno.

pan_di_stelle_biscotto

So che sono li, nella biscottiera, e in questi giorni non ce l’ho fatta ad essere forte, ecco tutto. Alla fine continuo a cercare conforto nel cibo, anche se mi limito a rubare qualche biscotto evitando le abbuffate e mantenendo comunque la mia alimentazione. La tensione è una cosa brutta da gestire, soprattutto quando senti di non poterne parlare troppo liberamente.

A volte mi sento così sola.

Cosa mi preoccupa? Due cose, fondamentalmente.

La prima è il mio peso e quanto mi costa perderlo. Il PT costa molto e ho la pressione addosso da parte della famiglia: “Prima scendi e prima finiamo di buttare soldi” è una frase che capisco, ma che mi mette addosso ansia da prestazione. Il personal tranier mi serve e mi costa meno che se dovessi pagare un dietologo e uno psicologo. Col personal tranier ho modo di lavorare bene sul mio corpo, ma anche di scaricarmi. Col PT riesco a ridere dei miei limiti e a spingermi sempre un po’ più in la. Da quando ho il PT non ho più pensieri negativi su me stessa, inizio a sentirmi consapevole di essere una bella persona e anche questa cosa che ho sgarrato e perso poco peso mi dispiace, ma non mi abbatte, perchè so che posso fare meglio e lo farò. Avere però la scadenza, avere la consapevolezza dei soldi spesi, soldi che cerco di non spendere altrove, in vestiti (per quanto bene mi stiano) o in parrucchiera (mi taglio i capelli da sola) o in trucchi (il mascara ha i grumi, ma funziona ancora), ecc, mi mette ansia. E io l’ansia la gestisco male. Se poi sommi l’ansia a due settimane senza PT, ecco che ne vengo sopraffatta.

La seconda cosa che mi preoccupa è l’homeschooling. In realtà io sono molto contenta di fare questa esperienza e proprio oggi spediremo la comunicazione al dirigente scolastico, ma ho anche dei timori, dovuti al fatto che è comunque una decisione importante, che non sarà ben vista da tutti, che potrebbe crearci problemi con le istituzioni, ma soprattutto che potrebbe non andare benissimo. Insomma, nessuno mi assicura che mio figlio abbia capito davvero di cosa si tratta. Io cerco di parlare con lui, ma è sfuggente, scappa subito al mare, taglia corto il discorso, mi dice “Mamma, te l’ho detto, io sono sicuro, voglio fare homeschooling, quante volte devo ripetertelo?” ma poi vedo che a volte è un po’ timoroso.

liberta

E non posso parlarne con nessuno, neanche col marito, perchè lui mi ha dato carta bianca, ma in qualche modo se ne lava le mani. Sento quindi di dover nascondere i miei timori, per paura di sentirmi dire che allora non se ne fa niente, quando invece io avrei solo bisogno di confrontarmi, di essere rassicurata, perchè anche sbagliare è imparare, ma soprattutto vorrei sentirmi sollevata dalla responsabilità del fallimento, che invece sembra quasi che in molti attendano.

Sembra quasi che mio marito, mia madre, mio padre, i miei suoceri mi dicano “A noi sembra una cosa assurda, ma sei adulta e puoi prendere le tue decisioni autonomamente. Poi però non venire a lamentarti se le cose non dovessero andare bene” e poi sono tutti convinti che il problema sia Massimo, che lui “pensa solo a giocare” che “non ha mai voglia di fare niente” che “ha un brutto carattere, ti esaurirai a stargli dietro e darai ragione alle maestre“.

E questo è esattamente l’atteggiamento che non voglio avere nei confronti del bambino, perchè l’idea alla base dell’homeschooling è che il bambino abbia in se, naturalmente, la voglia di imparare e che sia addirittura capace di farlo da solo. Io credo che ce la faremo, ma a volte ho dei dubbi e delle paure, anche nei riguardi delle istituzioni. Perchè non posso parlarne senza sentire sempre la neanche tanto velata disapprovazione?

Poi mi dico: FREGATENE. Loro fanno così perchè non sono convinti dell’idea di tenerlo a casa e non sono convinti neanche dell’idea di mandarlo a scuola e allora decidono di non prendere una posizione, riservandosi il diritto di criticare in qualunque caso, in modo da poter sempre dire di essere nel giusto. Prendere una strada diversa non è semplice, la nuova strada è una incognita e nessuno ha certezze. Se però in cuor mio sento che questa è la strada giusta, in questo momento, per me e per mio figlio, allora non posso lasciarmi frenare da persone che non sanno cosa pensare, persone che sono figlie proprio di quel sistema dal quale voglio tirar fuori mio figlio.

decisioni

Però che fatica.

E i biscotti, loro mi capiscono, loro mi ascoltano e mi rincuorano. NO, non è vero. I biscotti non aiutano. I biscotti peggiorano le cose, perchè mi fanno sentire in colpa, non mi aiutano a migliorare e mi fanno perdere tempo e soldi. Quindi ora basta con i biscotti, basta con la consolazione a base di “qualcosa da mangiare”. Ora mi metto ad urlare e a mordere persone, non cibo. Perchè poi ti vogliono tutti bene, a chiacchiere, ma quando c’è da fare qualcosa per dimostrartelo, questo bene, è più comodo continuare a fare come si fa sempre.

Ah, questa è un’altra cosa che mi fa innervosire: tutti mi dicono che devo lavorare per migliorarmi e per cambiare e poi quando sono io a chiedere loro di fare un piccolo cambiamento, di sforzarsi di migliorarsi per me, per la famiglia, scrollano le spalle e dicono “Eh, che vuoi farci, io sono fatto così!

Eccheccavolo. Se lo dicessi io, che sono fatta così, ora peserei ancora 140kg invece di 96!!! Porca miseria, che nervoso.

Vabè, vado a fare la doccia, prima che mangio il mouse dal nervoso.

Aggiungiamo, al mio percorso, il capitolo “Rabbia e pan di stelle – come farsi del male per non fare del male agli altri

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25 commenti

  1. Come ti capisco …io e te abbiamo veramente tantissime cose in comune …oltre al peso!…ma come faccio a parlatne con te ?è possibile avere una tua risposta??? Io inizierò un percorso con il pt mma ormai sono una veterana di palesyre diete e addirittura di bypass….

    • Hai fatto il bypass? E com’è andata? Ce l’hai ancora? Io ho sempre avuto troppa paura di sottopormi ad operazioni e alla fine sono contenta di non averlo fatto, visto che ce la sto facendo a scendere anche senza. Se vuoi, possiamo scriverci via email. Mandami un messaggio in privato sulla pagina facebook di Progetto Felice e ti mando la mia email, ok?

      • Sai, io sono un po’ stronza, nel senso che in generale me ne frega “poco” delle persone… (Ok detto così sembro una cinica strega e non è vero XD )
        Ma provo “affetto” per te, la tua storia, la tua lotta 🙂
        Quindi, quando ti senti così a terra, pensa che non sei sola, hai qui una schiera di fan pronte a prendere i pon pon ^_^

      • Così mi fai commuovere!!! 🙂
        Riesco anche a sentire il coretto:
        Datemi una “S”, datemi una “A”, datemi una “N”, datemi una “D”, datemi una “R”, datemi una “A”. S-A-N-D-R -A!!!
        Ahahahahah

  2. Ho una domanda da farti, perdona la mia curiosità: ma a chi ti riferisci quando dici famiglia? Quale componente della famiglia ti ha detto “Prima scendi e prima FINIAMO di buttare soldi”? Finiamo chi?? Qualcuno (che non sia tuo marito) ti dà i soldi per pagare il PT?
    Questa cosa fa incazzare anche me!!! C’è chi spende 1000, MILLE euro per un telefonino e chi li spende per la propria salute… ed i soldi spesi per la salute non sono mai buttati. Preferivano che li spendevi in medicine per non morire?
    (Scusa, se il mio tono ti sembra troppo aggressivo, sei libera di cancellare il mio commento).
    Il mio consiglio è di guardare indietro, di vedere fino a dove sei arrivata con le tue gambe, col tuo sudore, col fiatone, con le lacrime e come i denti. Guarda da dove sei partita e guarda dove stai andando. Il PT è un grande aiuto, non permettere che te mettano ansia sulla tua salute. Se fosse facile perdere peso, non ci sarebbero così tanti obesi. Perchè è così difficile farlo capire alla gente che non è così semplice come si possa pensare?? E soprattutto non è un processo “schedulabile”, non so come dirlo in italiano 😛
    Non posso dire: ok allora adesso perdo mezzo kg al mese e tra tot mesi sarò in forma, sana, guarita. NO. NON FUNZIONA COSI’!

    Adesso stop. Fermati. Respira. Ti sei concessa qualcosa in più e secondo me hai fatto anche bene, anche se adesso sarà ancora dura eliminare gli alimenti che per tanto tempo hai escluso dalla tua alimentazione. Anch’io dopo qualche settimana di sgarretti, adesso SENTO il bisogno di zucchero. La mattina mi devo prendere a sberle per farmi passare la voglia di brioche! E’ dura, è durissima, ma non possiamo permetterci di mollare. Succede di cadere, ma siamo forti e possiamo, anzi dobbiamo rialzarci, per noi stesse e per il percorso che abbiamo fatto fino a qui.

    • In realtà è mio marito a mettermi addosso questa pressione economica, e in parte lo capisco, perchè sta facendo sacrifici insieme a me per tirar fuori questi soldi da destinare alla mia salute. Lui lo fa volentieri, ma non può nascondermi, soprattutto in estate quando non lavoriamo e le entrate sono nulle, che il PT costa e anche tanto. Lui sa benissimo che perdere peso non è semplice, vede quanto mi impegno e quanto sono migliorata, ma a volte è preoccupato per la nostra condizione economica. Non essendo stipendiati, capitano mesi interi in cui non si incassa nulla, ma si paga solo, perchè le spese, quelle ci sono sempre.
      Insomma, vorrei in parte giustificarlo, perchè lui mi sostiene sempre, è il pilastro della mia vita e senza di lui non sarei stata neanche capaci di andarci, dal coach, perchè è stato proprio mio marito a dirmi “Torna da lui, lui sa come aiutarti, lui è bravo, con lui funzionerà” (una volta, anni fa, anche il marito si allenava con il mio coach, lo facevamo insieme e anche a lui piaceva molto).
      Ripeto, sono stati mesi pesanti, questi estivi, con tante uscite ed entrate ridotte a zero, ma sta finendo e l’inverno va tutto meglio.
      Grazie comunque per il sostegno, Progettofelice è la mia valvola di sfogo, ma anche la possibilità di avere persone con le quali confrontarsi. Una pacca sulla spalla fa sempre bene, anche se virtuale.
      Un abbraccio.

      • Allora secondo me è stato uno sfogo “estivo”, vedrai che con l’arrivo dell’inverno e delle entrate andrà tutto meglio ed anche lui sarà più tranquillo 🙂
        Ricambio l’abbraccio, scusa se sono stata dura, ma sono discussioni che toccano nervi esposti 🙂

  3. Posso solo dirti che ho perfettamente presente quella sensazione lì che prende la testa e lo stomaco…come condivido il nervoso per quelli che non muovono un dito, salvo poi criticare. Forza e coraggio! Sei stata e sei grandiosa!

  4. Sii molto fiera di te e di tutto il tuo percorso. È’ giusto che qualche volta anche la dieta vada un po’ in vacanza, anche perché dovrai un’altro anno impegnativo. Da quando ho trovato il tuo blog ti sento molto vicina. Un pacca sulla spalla anche da parte mia

  5. Ti capisco perfettamente, soprattutto questa frase “Alla fine continuo a cercare conforto nel cibo, anche se mi limito a rubare qualche biscotto evitando le abbuffate e mantenendo comunque la mia alimentazione. La tensione è una cosa brutta da gestire, soprattutto quando senti di non poterne parlare troppo liberamente”
    E’ anche un mio problema, io a volte non ho nemmeno davvero fame quando pasticcio.

    • Ed è proprio questo mio modo sbagliato di gestire l’ansia e lo stress e il nervosismo che devo sforzarmi di cambiare. Ormai l’alimentazione è diventata routine, quello che mangio mi piace e mi sazia e mi fa stare bene. Anche l’allenamento è diventato parte integrante della mia vita e se non vado ne sento la mancanza.
      Ma evidentemente ho ancora qualche problema a gestire gli stati emotivi e non è stato ancora reciso il cordone ombelicale che mi lega al cibo “non autorizzato” quando mi sento nervosa. Vuol dire che in questo secondo anno di percorso lavorerò di più su questo.

  6. Empatia a mille all’ora!
    A volte ho il sospetto che l’unità di misura dell’ANSIA, supposto che esista, sia il Kg. ma non sono ancora riuscita a dimostrarlo matematicamente… 🙂
    E comunque è tutt’altro che astratta: si deposita un po’ ovunque sotto forma di densi e morbidi pannicoli adiposi, una sorta di materiale avvolgente e isolante (sarà per questo che ci si sente soli?) che se vuoi mai tirarlo via devi sudare sette camicie! 🙂
    E’ bello vedere quanto, nonostante le difficoltà della Vita e a prescindere dal risultato che ottieni sulla bilancia, tu sia così determinata ad andare avanti. Mi stai facendo venire voglia di cercarmi un bravo PT da affiancare alla nutrizionista che vedrò per la prima volta il prossimo 2 settembre…
    Grazie!

    • Ti STRACONSIGLIO un personal trainer o, se non riesci, comunque cerca assolutamente di affiancare alla alimentazione dell’attività fisica intensa, perchè il vero segreto (che nutrizionisti, dietisti, dietologi e compagnia bella stentano a rivelare) è che se non tieni in movimento i muscoli, dimagrendo finisci col perderli e sono loro invece i tuoi migliori alleati per bruciare calorie.
      Meno muscoli hai, più è basso il tuo metabolismo, più devi fare la fame per scendere pochi etti. E, credimi, camminare, fare i famosi 10mila passi al giorno, non impegna molto i muscoli. Camminare aiuta a sciogliersi un po’, soprattutto nei primi tempi, quando il peso è molto, aiuta a non sforzare troppo il corpo. Però camminare non sarà mai sufficiente se devi perdere più di 5 kg, come me.
      In bocca al lupo e teniamoci in contatto.

      • Grazie mille per il consiglio. Diversi anni fa, in accordo con la nutrizionista che seguiva me e mio marito (non ha mai avuto grandi problemi di peso) avevamo affiancato alla dieta che ci era stata assegnata una buona e sana attività fisica. Ogni giorno camminavamo per otto chilometri di buon passo e nei fine settimana facevamo lo stesso percorso sia la mattina che il pomeriggio. I risultati erano tangibili e soddisfacenti ma, come spesso è successo, ci siamo lasciati travolgere dagli eventi della Vita ed abbiamo abbandonato tutto.
        Ora sarò da sola a riprendere in mano la questione attività fisica, lui non è più motivato. Il PT potrà essere quello stimolo a perseverare che prima avevo trovato in mio marito.
        I chili da perdere sono circa 45, di strada da fare ne ho tanta…

      • La strada è sicuramente tanta, ma non concentrarti sul numerone finale, perchè per esperienza so che fa paura e a volte scoraggia anche. Io mi sono sempre concentrata su un chilo alla volta e, nel giro di un anno, ne ho persi 41. Per me quello che importa è portare a casa una giornata positiva, a livello alimentare e fisico. Un giorno positivo dopo l’altro e i risultati non possono non arrivare.

  7. Il fatto che sei comunque dimagrita mezzo kg e non sei ingrassata, vuol dire che non ti sei arenata del tutto, ma hai perso un po’ la presa. Ora la riacquisterai.
    Per l’homeschooling non so che dirti. Io vi auguro che ciò che hai in mente abbia una buon proseguo. Io non lo farei mai con mio figlio, finiremmo per scannarci, aumenterebbero i conflitti che già ci sono solo per svolgere i compiti che le maestre danno e ti giuro che son pochissimi. Ma alla fine dell’anno scolastico tuo figlio deve dare un esame nella scuola pubblica??

    • Grazie per il sostegno, in realtà mi sono già rimessa in riga 🙂

      Per l’homeschooling anche io mi auguro tutto il meglio, per mio figlio, ma anche per la mia sanità mentale.
      La legge dice che sono obbligatori solo gli esami di stato, quindi di terza media e di maturità, ai quali ci si può iscrivere da privatisti. Gli esami di idoneità alla classe successiva sono facoltativi, ma diventano obbligatori solo se vuoi che il bambino torni a scuola. Questo significa che noi dovremo decidere entro aprile se far sostenere a Massimo un piccolo esame di idoneità alla classe quinta. Penso che per Aprile sapremo anche se l’esperienza sta andando bene e se vogliamo proseguirla o interromperla. Comunque, anche in caso di proseguimento dell’homeschooling per la quinta elementare, io vorrei far sostenere a Massimo l’esame di idoneità, giusto per una mia sicurezza, per capire se sto facendo bene o male.
      Ti saprò dire come procederà. 🙂

  8. ti capisco benissimo e sono in un periodo del genere! ma so che riesco a rientrare sulla diritta via, ogni tanto si deve pur abbandonare il controllo perdonandosi!

    ps complimenti ti ho appena scoperta e ti sto leggendo piano piano!!

    • Benvenuta!!!
      Perdersi, a volte, è normale. L’importante è però tornare sulla retta via al più presto, perchè troppe volte ho perso la bussola e sono tornata al punto di partenza, se non oltre.
      Vengo a fare un salto “da te”! 🙂

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