Giorni Felici

Giorno felice #707

Riflettevo su quanto sono cambiata e su quanto sto ancora cambiando, come persona.

Sono meno socievole, mi pare di notare. In realtà ho molta molta difficoltà a parlare con la gente, e per parlare intendo di cose non strettamente frivole.

who I am

Se si tratta di chiacchierare del Tempo sono prontissima e molto molto competente, ho tutta una serie di frasi fatte che mi sollevano da ogni approfondimento e che, a quanto pare, sono esattamente le cose che le altre persone si aspettano che io dica.

Se bisogna parlare della Crisi ancora meglio, butti li due frasi sul governo ladro ed è successo assicurato.

Se dobbiamo parlare dei Figli, li mi mantengo sul vago. Con le altre mamme devi stare attenta a mantenere un perfetto equilibrio tra lamentele e complimenti. Se non ti lamenti a sufficienza dei tuoi figli rischi di passare per una mamma con le fette di salame sugli occhi, di quelle che pensano di avere figli perfetti. Senza mortificare troppo i tuoi figli, devi sempre cercare di trovare aspetti da elogiare nei figli degli altri, in modo che le altre mamme si sentano gratificate. Bisogna rassicurare le mamme ansiose e mostrarsi comprensive, perchè “si, è normale che sei in ansia da un mese per il prossimo richiamo del vaccino, con quello che si legge su Facebook!” La regola d’oro è comunque sempre la stessa: non bisogna MAI fare confronti con i tuoi figli, MAI.

Di Lavoro è meglio non parlare. Se parli con chi non ce l’ha, rischi di sembrare una ingrata perchè tu ce l’hai e ti stai anche a lamentare che non va come dovrebbe e che alla fine ti resta in tasca molto meno di quanto vorresti. Se parli con chi ha un lavoro dipendente rischi di passare per capitalista ingorda, perchè lo sappiamo tutti che voi commercianti vi arricchite evadendo il fisco e vaglielo a spiegare che noi stentiamo a sopravvivere, asfissiati dalle imposte. Nel dubbio, virare sul discorso “crisi” aiuta. Butti li un “Speriamo passi in fretta, questa crisi!” e risolvi il 99% delle impasse.think different

Poi c’è la storia che sono dimagrita quasi 40kg e la gente lo inizia a notare (e vorrei anche vedere). E anche questo è un argomento spinoso, perchè c’è chi dice “Adesso si che stai bene” che io capisco che mi vuoi fare un complimento, perchè sicuramente sto meglio di prima, ma mi viene anche da fanculizzarti, perchè peso 100kg e sono ancora una obesa e tu ne pesi 60 e se ne pesassi 80 ti sentiresti una balena, quindi perchè io a 100kg sto bene e tu saresti una donna finita?

Poi c’è chi ti chiede come fai, “Dimmi qual’è il tuo segreto” e tu dici che fai tanta palestra e loro “Eh, a me la palestra annoia” e tu dici che non mangi carboidrati e loro “Eh, io senza pasta non so vivere” o peggio “Ma tu devi fare una dieta equilibrata, non puoi escludere i carboidrati che sono importanti, poi non dimagrisci nel modo giusto e stai male” ed è inutile che tu spieghi che la plicometria ha dimostrato che ho perso 38kg di grasso corporeo e non di organi vitali. E poi ti offrono qualcosa da mangiare, perchè vogliono essere certi che tu sappia dire di No.

Nel dubbio, io sorrido e dico solo che faccio molta palestra e che ho ancora una lunga strada davanti a me, ma un kg alla volta, piano piano e loro rispondono “Eh si, piano piano, non devi ammalarti, bisogna anche che te la godi, la vita!

Di Libri non ne parlo mai con nessuno, c’è solo una mamma di una amica del mare di Emma che a volte sembra quasi prendermi in giro, perchè mi vede leggere, mi interrompe e mi dice “Ah, beata te che leggi, io non ne ho proprio il tempo” e io la capisco, perchè lei deve spolverare ogni giorno tutti i 100 peluche di Hello Kitty della figlia. Dove potrebbe mai trovare il tempo per leggere? Beata me che non ho un cavolo da fare tutto il giorno! Oppure quelle che ti dicono “Amavo leggere anche io, finchè non ho avuto i figli. Sai com’è, con loro non riesco proprio” e io penso a quando i miei figli erano piccoli e dormivano dopo pranzo due ore e io ero accanto a loro sul lettone che divoravo libri su libri.

Quindi niente, mi isolo con il mio Kindle e a volte colgo stralci di conversazioni inutili sulla lunghezza giusta dei capelli delle bambine, sul grande interrogativo delle mamme: “Che dici, oggi ha fatto colazione con brioche e latte e Nesquik, poi i TUC prima del bagno, poi un gelato, due biscotti, un lecca lecca, a pranzo un piatto di pasta col sugo di salsicce, poi 16 polpette, non ha voluto la frutta, ma l’ho costretta a mangiarsi un Fruttolo con gli Smarties, che dici, gliela prendo una pizzonda (pizza fritta, tipica delle spiagge abruzzesi)? Avrà mangiato abbastanza?” e penso che no, non mi sto perdendo niente e posso tornare a perdermi nel mio libro.

overthinking

E della cosa che più mi preme in questo periodo, della decisione di fare homeschooling, ne parlo solo con il marito e neanche sempre, perchè non c’è nessuna persona che conosco che ne vuole parlare o che potrebbe essere interessata a capire. Non temo il confronto, anzi lo bramo, perchè parlarne con chi non ne sa niente o ha dei preconcetti o ne è spaventata o contraria al 100% mi aiuterebbe a capire le mie argomentazioni, le mie ragioni, a capire quanto è forte questa idea e se è pronta all’attuazione, ad uscire allo scoperto. Invece non trovo nessuno con cui parlarne, neanche qualcuno disposto a mettermi in difficoltà. Forse devo solo dare tempo al tempo, appena avrò spedito la comunicazione alla dirigente scolastica verranno a cercarmi con torce e forconi sotto casa, però ora mi sento un po’ sola.

Ho anche scoperto di non essere più disposta a dire subito come la penso in ogni occasione, lo faccio solo se sento di avere di fronte persone che desiderano parlare davvero, non solo fare banali conversazioni sul più e sul meno. La maggior parte delle persone preferisce sentirsi dire quello che fa loro comodo, qualcosa che rafforzi le proprie convinzioni, non una opinione divergente. Non vogliono da te la verità, ma la conferma che sono nel giusto e a me non costa fatica accontentarli. Però questo mi porta a chiudermi, a sentirmi lontana da tutto e da tutti, perchè chi sono io, quello che mi passa per la testa, lo sappiamo solo io, mio marito… e adesso anche voi.

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17 thoughts on “Giorno felice #707

  1. Ma quanto hai scritto cose giuste? La gente che fa chiacchiericcio non vuole conversare veramente, ma solo continuare nel proprio mantra di idee radicate. E qualora tu volessi dire la tua, non solo non ti ascoltano attentamente, ma pure ti insultano perché non la pensi come loro. Io mi guardo bene dalle conversazioni con molta gente, e come te se c’è da fare per forza la butto sul tempo o sulla crisi ahah.
    Però, posso dirti che anche io non leggo più libri da quando ho due figli? Ne ho letto uno in otto giorni qualche mese fa, per me è sempre stato normale così. Eppure ne ho preso un altro, e non l’ho letto. No, non ho il tempo. Oppure ho cambiato le priorità, mettiamola così 😊

    1. Per quanto riguarda la lettura, è normale che con i bambini piccoli si abbiano priorità diverse, l’importante è ammetterlo ed evitare di far sentire sbagliate le persone che hanno altre priorità. Ma probabilmente questo ragionamento, ammettere come fai tu che sono semplicemente cambiate le tue priorità, richiede troppa intelligenza e al momento le persone che mi circondano non ne brillano.
      E comunque anche io non è che leggo sempre tantissimo, ad esempio sono due mesi che non riesco a finire un libro, ma anche qui, la mia priorità ora è informarmi per l’homeschooling e in tutto questo ragionare non riesco a concentrarmi su IT di Stephen King, che pure mi ero ripromessa di leggere questa estate. Pazienza.

      1. Bè, ti sei scelta un librettino mica da ridere da leggere tra una cosa e l’altra! Comunque ti capisco e condivido al 100%… Sto diventando asociale e me ne accorgo, per i tuoi stessi motivi.. Il mio compagno anche lui così, facciamo fatica anche a fare le uscite a 4! Saremo quelli strani ma preferisco essere strana che nella “massa”!

      2. Per entrambe la parola ‘fiducia’ è sicuramente il perno su cui incentrare ogni riflessione. Nessuno di noi è in grado di sapere a chi poterne dare più o meno, si hanno grandi smentite e sorprese.
        Personalmente penso che il mondo sia fatto semplicemente di insicuri, e vogliono far credere a noi che lo siamo più di loro e che loro non lo sono.
        A entrambe: non abbiate mai paura di confrontarvi. Per ogni risposta, anche banale, c’è una conferma. Anche che quella persona con cui interloquiamo è tremendamente stupida.

      3. Hai ragione e forse è proprio questa la cosa che sta cambiando in me, la fiducia inizia a scemare. Sono sempre stata una persona aperta verso il prossimo, ho sempre concesso a chiunque il beneficio del dubbio, anzi, all’inizio di solito vedo nel prossimo solo i lati positivi, solo il meglio e solo dopo una conoscenza approfondita riesco ad individuare anche gli aspetti negativi. Non sono mai stata brava a giudicare le persone a primo colpo e per questo ho preso molte, moltissime delusioni. Perchè quando ti apri e ricevi solo delusioni, alla fine inizi a chiuderti, ecco.
        Mi dispiace moltissimo, ma ad oggi sono circondata da molte persone con le quali sento (e so, perchè ci ho provato, eh, ad imbastire ragionamenti un po’ meno frivoli) di non avere nulla in comune.
        Mi sento un pochino sola, ma alla fine preferisco essere sola, ma me stessa, piuttosto che circondata ipocritamente da “amicizie” che non hanno nulla in comune con me.
        Forse sto diventando un po’ selettiva, con l’età? 🙂

      4. Non è essere selettivi, ne penso sia l’età o almeno spero 😄. In ogni caso, scherzi a parte, sarà semplicemente il limite raggiunto nel dare senza mai ricevere. O meglio nel dare e ricevere come se non dessi

      5. Probabilmente hai ragione, dare senza ricevere è frustrante, a lungo andare. E’ un po’ come diceva mia nonna: “Giochi a Spade e rispondono a Bastoni!” e alla fine smetti di insistere e ti concentri su te stesso.

      6. Non è paura, ma noia di confrontarsi con altri, che magari usano frasi fatte per risponderti.. E dopo una giornata passata al pubblico ( per lavoro) quando torno a casa ne ho fatto il pieno!

      7. Ehehehe… si, Delitto e Castigo intimorisce un pochino, ma lo leggo sul Kindle con la cover di Orgoglio e pregiudizio e per quello che ne sa la gente, potrei star leggendo tranquillamente 50 sfumature di qualcosa 😛

      8. È un peccato, in fondo, cercare scuse alle quali aggrapparsi tipo non ho tempo…
        Per quanto riguarda l’homeschooling fai bene ad informarti e metterlo come priorità, pazienza se non hai nessuno con cui confrontarti, il cuor di mamma trova sempre la soluzione migliore.
        Ti auguro una felice giornata.

  2. Ho letto parecchi post a tag Homeschooling e più leggevo più ne avrei letti. Sono – no, ero – una psicologa scolastica e conosco bene certi meccanismi relazionali. Non conosco invece il contesto in cui vivi, né sono arrivata a leggere precisamente l’esordio delle difficoltà di tuo figlio con le maestre.
    Deduco che tu viva in un centro relativamente piccolo, se l’opzione di cambiare istituto o classe non è percorribile. Mi sembri però una mamma molto attenta ai bisogni di tuo figlio, e credo che grazie alla tua personalità tu possa aiutarlo a sviluppare quel senso critico così necessario per poter crescere e differenziarsi da voi genitori. L’adolescenza è quello che più mi rende perplessa rispetto all’homeschooling, proprio per quello che ho appena scritto (un ragazzo ha bisogno del gruppo dei pari a cui confrontarsi e omologare per staccarsi dai genitori) ma magari Massimo fa sport, o scout, o forse è un discorso ancora prematuro. Ad ogni modo, mantieni salde le occasioni di incontro con gli amici anche se non frequentera’ più la scuola.
    Mi hanno anche incuriosita il giochino dei cubi per le favole, l’ho visto anche qui in negozio ma mia figlia è troppo piccola. E sul post di Fabiana, si, anche qui in Usa è così, gli insegnanti non sono mai diretti né offensivi, ho scritto qualche post a riguardo. Volevo farti vedere un link che ho raccolto su pinterest e che ho inserito in un post ma ora il marito mi ha rubato il pc, magari torno a commentare 😀 sule strategie che si usano qui quando i ragazzi più intelligenti e veloci finiscono i compiti in classe prima degli altri.

    Il motivo per cui sono tornata a commentare questo post dopo aver letto gli altri è che qui ho capito qualcosa di più di te, in particolare su una certa distanza percepita nelle risposte ai miei commenti 🙂 Mi piace il tuo blog, mi piace il modo in cui ti racconti, e questo post è davvero molto generoso. Quindi grazie 🙂 e scusa la lunghezza.

    1. Innanzitutto ti ringrazio moltissimo per il tuo commento, soprattutto visto il lavoro che fai mi è molto utile.
      Si, viviamo in un piccolo paese, abbiamo solo 4 sezioni tra cui scegliere e a due a due hanno le stesse insegnanti. Inoltre la preside non ti permette di cambiare sezione neanche in casi davvero gravi, quindi è inutile anche andare a chiedere. Rimane il fatto che, anche cambiando, non hai garanzie che andrà meglio, che le insegnanti sapranno stimolare il bambino, ma soprattutto che il bambino la viva meglio.
      Non so se faremo homeschooling fino all’adolescenza, procederemo di anno in anno e vedremo. Certo è che mio figlio è molto socievole e cerca la compagnia dei suoi coetanei. Fa sport 2 volte a settimana e vorrei iscriverlo anche ad un circolo di scacchi (la sua ultima passione) in modo che anche li conosca altre persone. E poi c’è sempre il vicino di casa con cui va a scuola, con il quale si vede tutti i giorni. Inoltre noi per lavoro abbiamo una sala per feste di compleanni e ogni pomeriggio, d’inverno, Massimo trova qualche bambino con il quale giocare a palla. Forse l’aspetto della socializzazione è quello che mi spaventa meno.
      Spero, invece, di essere alla sua altezza, lui è molto diverso da me, molto curioso e intelligente, ha bisogno di essere stimolato. HA anche un caratteraccio e si innervosisce facilmente, ma io ho capito che quando si arrabbia in realtà è dispiaciuto, perchè sbuffa, ma gli si riempiono gli occhi di lacrime, quindi invece di rimproverarlo, cerco di aiutarlo a ragionare, di spiegargli le cose e anche di abbracciarlo, per calmarlo.
      Il giochino dei cubi per le favole piace più a mia figlia piccola, lei è molto fantasiosa e passerebbe intere serate ad inventare storie brevi. Per ora Massimo ne è disinteressato, ma non si sa mai.
      Grazie per il tuo link, lo leggerò con molta attenzione e ti farò sapere.
      Spero che continuerai a seguire questa nostra avventura.
      Davvero grazie per questo bel commento.
      Un abbraccio.

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