Giorni Felici

Giorno felice #702

La seconda parte della nostra vacanza aveva come destinazione Legoland Germania. Dopo l’esperienza a Disneyland Parigi dell’anno scorso, confesso di aver temuto fortemente i due giorni da passare nel parco divertimenti dedicato ai mattoncini più famosi del Mondo.

Invece è stato tutto fantastico.

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Innanzitutto non c’era ressa. La gente c’era, ma poca, probabilmente abbiamo fatto bene a scegliere due giorni infrasettimanali, nello specifico un martedì e un mercoledì. Abbiamo parcheggiato praticamente di fronte all’ingresso e poi subito ai tornelli. Noi avevamo acquistato i biglietti online grazie ad una promozione del sito di Legoland Germania, che accoppiava hotel e ingressi al parco a prezzi molto convenienti. Pensavo fosse complesso entrare, cambiare i voucher ecc., invece semplicemente c’erano i tornelli dedicati a chi acquista online e bastava passare il codice a barre sotto il lettore per accedere comodamente.

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L’indiscusso vantaggio di andare in giorni con poca folla è che praticamente non abbiamo mai fatto file per i giochi. Eravamo sempre i primi o i secondi della fila, i giochi viaggiavano quasi vuoti e appena finito un gioco potevamo scegliere semplicemente di ripeterlo, subito.

A Disneyland non era così. Bisognava fare code anche di 45 minuti per fare un gioco che ne durava 2 e i bambini si stancavano e diventavano irritanti. Invece a Legoland era il contrario, durava più il gioco della coda e loro uscivano saltellando e urlando “Ancora, ancora!

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Ora farò una confessione: io ho paura delle montagne russe. Da bambina feci fermare anche il Brucomela, tanto ero spaventata. Siccome questi parchi divertimento sono tutti a base di montagne russe, è stato il marito a sobbarcarsi l’onere di accompagnare i bambini e menomale che a lui piacciono questi giochi, altrimenti sarebbe stato un bel guaio.

Dei due figli, Massimo è quello più timoroso, mentre Emma è completamente spericolata. Così è stata lei la prima ad avventurarsi con il padre e mentre aspettavamo Massimo si è deciso a vincere la sua paura e a lanciarsi. Questa la foto della sua prima volta su una montagna russa.

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Non sembra la faccia di un bambino felice, quanto di uno completamente terrorizzato. Eppure appena sceso era entusiasta e ha voluto subito provarne un’altra e poi ancora un’altra e dopo che le aveva fatte tutte ha voluto rifare di nuovo le prime e così via. Alla fine hanno fatto tutti i giochi almeno 4 volte in due giorni, si sono presi qualche minuto di pausa solo quando al marito iniziava a far male lo stomaco.

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Un’altra cosa bella di Legoland è stata scoprire che i clienti non vengono trattati come mucche da mungere. C’erano chioschi e ristoranti, ma i prezzi erano abbordabili, non esagerati come a Disneyland. E’ possibile introdurre cibo e bevande da fuori, e infatti noi ci siamo portati i panini e lo speck, acquistati in un discount vicino l’hotel, e abbiamo pranzato con meno di 10€. Ci sono i negozi di gadget, ma sono pochi e aprono un’ora dopo l’apertura del parco.

E’ stato bello perchè i bambini si sono divertiti senza dover spendere altri soldi.legoland3

Personalmente credo che l’atmosfera di magia e di favola di Disneyland sia impareggiabile. Legoland sembra un pochino la copia in piccolo dei parchi Disney, i giochi sono molto simili, ci sono le aree tematiche, ma manca quella cura dei dettagli e quell’attenzione anche ai minimi particolari che invece c’è a Disneyland. Ad esempio, gli inservienti a Disneyland sono vestiti a tema con l’area in cui si trovano e hanno la divisa ricca e dettagliata, veri e propri costumi teatrali. Vedi un pirata e pensi “Aiutoun pirata!” A Legoland vedi un pirata e pensi “Uh, guarda, un tedesco vestito da pirata!” e il vestito è anche un po’ scolorito e della taglia sbagliata.

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Poi a Disneyland c’è molta attenzione a nascondere i retroscena. Le porte di accesso del personale sono nascoste, non si vedono le casse, non si vedono cavi, non si vedono gli aspetti tecnici della scenografia, per questo hai davvero l’impressione di trovarti in un mondo fatato. A Legoland vedi le uscite di sicurezza, anche i tetti con gli impianti di condizionamento, i cavi e le casse. Questo fa perdere un po’ di magia, ma probabilmente l’ho notato solo io, i bambini erano presi a divertirsi.

A Legoland poi c’è un’area in cui i bambini possono giocare appunto con i mattoncini. Ci sono quelli giganti e morbidi per i bambini piccoli, ma anche quelli classici per i più grandi. C’è una città intera costruita con i Lego e poi delle basi rimovibili sulle quali ognuno può costruire la propria abitazione, per completare la città.

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I figli e il marito si sono invece appassionati alla parete da riempire. C’erano disegnati un poliziotto e un ladro e bisognava attaccare i mattoncini del giusto colore per avere le immagini in terza dimensione. Non so come spiegarlo meglio, forse con la foto si capisce di più.

legoland5La cosa più divertente ci è successa quasi per caso il primo giorno. C’era questo gioco a tema “pirati”, si navigava su delle barche che scorrevano in acqua su dei binari sommersi. Le barche erano dotate di cannoni spara acqua azionabili con delle manovelle. Il tempo era grigio, 14° la temperatura e minacciava pioggia. Non c’era nessuno e le barche viaggiavano vuote.

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C’era scritto che ci si poteva bagnare, ma abbiamo pensato che non sarebbe successo, visto che non c’era nessuno per spararci. Sbagliato! Appena saliti in barca è arrivato un gruppo di ragazzi che hanno iniziato a spararci dalle postazioni a terra. E’ stato un attimo, non sapevamo neanche da dove ci arrivasse tutta quell’acqua che ci ha inzuppati in pochi secondi. La cosa bella è che per tutto il tempo ridevamo a crepapelle, tutti e quattro, increduli e zuppi d’acqua. Io ero un pochino preoccupata, come avremmo fatto ad asciugarci con quel tempaccio? Non ho fatto in tempo a formulare questo pensiero che ha iniziato anche a piovere. Perfetto. Eppure, bagnati e infreddoliti, non potevamo smettere di ridere.

Per fortuna che appena scesi abbiamo trovato una specie di stanza a forma ottagonale, aperta solo su un lato, in cui inserendo due euro ci si poteva asciugare. Era una specie di asciuga capelli grande abbastanza da contenerci tutti e quattro. Li ho scoperto che ero io quella messa peggio, perchè la mia era l’unica giacca non impermeabile. Per questo ho dovuto levarla e spendere altri due euro solo per lei. Pazienza. E’ stato divertentissimo, quando i ragazzi che ci hanno bagnato sono scesi e ci hanno visti dentro l’asciugatore, ci hanno salutati e io ho detto “Grazie” in italiano e abbiamo riso tutti.  Per i miei figli è stata l’avventura più divertente di tutta la vacanza.

Insomma, Legoland promossa a pieni voti. All’uscita del secondo giorno Emma mi ha detto “Qui a Legoland ci tornerò quando sarò mamma, per portarci anche i miei figli!” ed è stato davvero carino come pensiero.

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