Giorno felice #687

Sono un po’ indietro con la pubblicazione delle foto della mia personale sfida di #40fotoper40anni, quindi eccomi qui per un rapido aggiornamento.

Foto 30 – Bianco e nero

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Questo è un mosaico di foto del mio primo anno di vita, fatte da un papà che amava fotografarmi e divertirsi a comporre le sue creazioni. Ero una bimba tutta tonda, simpatica e allegra…. come ora, no?

Foto 31 – Un angolo della mia casa

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L’angolo che al momento preferisco di casa mia è il mio comò che uso come comodino. Ci sono su i libri in attesa di essere letti, una foto del nostro matrimonio, i fiori finti di Ikea e gli ultimi smalti messi. Spesso ci sono sopra anche bicchieri, tazzine sporche di caffè, fazzoletti puliti e sporchi dei bambini, l’iPad e l’iPhone, ma va bene così.

Foto 32 – Una cosa divertente

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Ieri sono uscita con Emma, che aveva bisogno di un paio di sandali aperti per la bella stagione (e subito dopo è arrivato il brutto tempo, con temporali e fresco fuori stagione). Uscire con Emma a provare scarpe è sempre divertente. Lei le proverebbe tutte e a me piace assecondarla, anche perchè, al contrario di me, lei ha la pianta stretta e quindi le scarpe le stanno molto meglio che a me. Infatti io questo modello che ha deciso di comprare non potrei mai indossarlo. Beata lei!

Foto 33 – Un sorriso

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Va bene lo stesso se il sorriso è di Woody di Toy Story? Oggi l’ho trovato sistemato così tra i miei libri e mi ha fatto sorridere, perchè una casa con dei bambini è così, piena di cose loro anche li dove non te le aspetti.

 

Parliamo di scuola?

La maestra, per chi fosse interessato, non mi ha ancora chiamata per dirmi quando sarebbe disponibile per incontrarci. Sono passati solo 7 giorni, infondo. Ma va bene così, questo comportamento la dice lunga su quanto gliene freghi, io vivrò lo stesso.

L’idea di fare homeschooling ha trovato oggi una ragione valida in più. Abbiamo dovuto prepararci per la verifica di inglese, che dovrebbe esserci domani (anche se Massimo insiste nel dire che “la maestra lo dice sempre e non lo fa mai“). Abbiamo avuto parecchie difficoltà a ripassare, perchè non sappiamo quali sono gli argomenti sui quali verterà la verifica. Nel dubbio, sono andata in fondo al libro e abbiamo ripassato TUTTA la grammatica del programma di terza elementare, che consta di dieci pagine dieci.

Per farvi capire, ogni pagina di “grammatica” del libro di testo è così composta:

  • 50% disegnini
  • 40% frasi da scrivere o riscrivere
  • 10% regola grammaticale

Il problema, secondo la mia modestissima opinione, è che la regola grammaticale è abbastanza “oscura” e striminzita. Ecco, ad esempio, come è stato “spiegato” il Present Continuous.

foto 1

Ora, forse, mi sono detta, bisogna semplificare le cose ai bambini di terza, affinchè capiscano. Però mio figlio non aveva capito. Così ho fatto la mamma stronza, quella che mette in discussione tutto e ricomincia da capo.

Gli ho scritto il Simple Present del verbo essere (e già li ho visto mio figlio in difficoltà, mica aveva capito la successione delle persone io, tu, lui, lei, esso, noi, voi, loro, cosa che dovrebbe essere già stata acquisita), poi ho spiegato QUANDO si usa il Simple Present e quindi la necessità di un tempo verbale come il Present Continuous. A quel punto ho scritto un esempio di declinazione e poi ho scritto dei verbi all’infinito (cosa che non conosceva) e gli chiedevo di tradurmi frasi semplici, tipo “Io sto mangiando pizza” o “Lui sta dormendo“. Capito il meccanismo, ha iniziato a comporre le semplici frasi correttamente, senza alcun problema.

Insomma, è semplice, ma se tratti i bambini da deficienti e non gli spieghi le cose per bene, è difficile che imparino qualcosa. Sempre secondo me.

Così cercavo di colmare le lacune di mio figlio e pensavo a quante cose più semplici, dirette e divertenti potremmo fare per imparare meglio l’inglese, se e quando lui resterà a casa. Pensavo al fatto che mio figlio è stato stressato dalle insegnanti, senza che questo abbia poi prodotto un reale apprendimento. Mio figlio ha vissuto tre anni di disagio e non ha imparato, che ne so, un metodo, un po’ di disciplina, una parvenza di ordine, niente. Forse capirei di più lo stress e il disagio, se per contro avesse avuto delle maestre molto esigenti.

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