Giorni Felici

Giorno felice #632

E finalmente sono a casa!

Sono tornata ieri, con un decorso port operatorio praticamente perfetto.

Sto bene. Un po’ dolorante per via delle ferite sulla pancia (mi hanno operato in laparoscopia, quindi 3 piccoli fori più un quarto per il drenaggio), ma tutto sommato sto bene.

Hanno tirato fuori dalla mia cistifellea circa 15 sassolini lisci e duri, più grandi dei pinoli (con guscio) e più piccoli delle nocciole. Impressionante pensare che avessi quei sassi dentro di me.

Stare in ospedale non è bello. E non solo perchè per la maggior parte del tempo stai male, sei dolorante e tanti tubicini escono dal tuo corpo provato.

Stare in ospedale significa stare da soli, senza i tuoi cari, senza le tue cose, senza le piccole comodità che hai a casa e che non apprezzi fin quando non le hai più.

Mi ero portata il Kindle per leggere, ma in realtà ho letto solo il primo giorno, nella noia senza dolore del pre operatorio. Ho terminato NOS4A2: Ritorno a Christmasland di Joe Hill, che mi è piaciuto moltissimo, ma non me la sono sentita di iniziare subito un nuovo libro. Poi mi hanno operata e il martedì e il mercoledì stavo troppo male per leggere. Poi mi sembrava solo scortese. Nel reparto ero la più giovane, quella a me più vicina di età, la mia compagna di camera, aveva 55 anni e parlava solo ed esclusivamente in dialetto. Però ci siamo fatte compagnia. Poi c’erano tutta una serie di altri ricoverati che venivano in camera nostra a chiacchierare tra una passeggiata e l’altra. Perchè noi convalescenti, appena possibile, ci alzavamo dal letto, con grande fatica, e passeggiavamo per i corridoi, facendo lo struscio, come nel corso principale del paese. Si chiacchierava di poche cose: “Cosa ti ha detto il dottore?” “Quando ti mandano a casa?” “Come va il potassio?” “Tu sei andato di corpo?” “Io sta sera mi faccio fare un calmante per dormire” e così via.

Poi giovedì è venuto giù il Mondo. Tra raffiche di vento, nebbia e pioggia, che poi si è trasformata in neve, siamo stati in pena tutto il tempo. Ora, l’ospedale in cui sono stata ricoverata è il più vicino della zona, un po’ vecchiotto, ma gestito molto bene, almeno il reparto di Chirurgia. Sorge sul cucuzzolo più alto, da li si vede il mare e, se la giornata è limpida, si vede anche tutta la costa abruzzese, da nord a sud. Il brutto tempo noi ce lo siamo beccato tutto. Le finestre ululavano notte e giorno per gli spifferi che passavano attraverso i vecchi infissi in alluminio. Alcune aree si sono allagate perchè non si riusciva a tamponare l’acqua a vento. La luce andava via e per lunghi periodi siamo rimasti senza luce e senza tv.

al buio

I nostri cari non sono venuti a trovarci perchè fuori imperversava la bufera di neve. Insomma, giovedì è stato preoccupante, anche perchè le notizie che ci arrivavano dai nostri paesi non erano incoraggianti. Alberi sradicati, tetti volati via, allagamenti, frane e smottamenti. Un macello.

Poi venerdì mattina abbiamo sentito un forte boato. Sembrava un tuono che non la smetteva più di rombare. Mi sono affacciata nell’atrio che da verso il mare e ho visto le fiamme salire verso il cielo pochi chilometri più a valle. Era il metanodotto saltato in aria in Abruzzo, notizia di cui hanno parlato tutti i tg nazionali. Era impressionante. Noi eravamo lontani, ma sentivamo il rombo del fuoco, che bruciava con violenza. Non sapevamo cosa fosse successo, qualcuno ha pensato ad un aereo precipitato, ma le fiamme si alimentavano troppo e allora abbiamo capito che era metano.

esplosione metanodotto abruzzo

E’ stato spaventoso e lo è stato ancora di più quando sono partite le ambulanze a sirene spiegate. Gli ustionati, per fortuna lievi, sono stati messi nel nostro reparto che aveva una camerata libera, quindi abbiamo assistito al viavai di parenti sotto shock, abbiamo ascoltato i racconti di chi era li, abbiamo saputo del gregge di pecore andato completamente carbonizzato, cosa di cui i giornali non hanno parlato. Insomma, il nostro venerdì è stato alquanto vivace e movimentato, a scapito della disgrazia capitata, per fortuna senza vittime.

Tornare a casa è stato bellissimo.

Casa è comoda, è familiare, è bella. Ci sono i miei bambini e mio marito. Ci sono le mie cose, il mio letto comodissimo, il mio pc, la mia tv grande. Casa profuma di buono. E c’era un bel regalo per me ad attendermi.

bouquet

fiori

bulb bouquet bulb bouquet istruzioni

Questa notte ho dormito benissimo nel mio letto, senza dolori alla schiena, riuscendo addirittura a stare su un fianco. Ora sto molto meglio.

Devo ancora capire bene di cosa nutrirmi. In ospedale mi davano la minestrina (carboidrati), un secondo (proteine magre) e un contorno di patate (carboidrati) più il pane (carboidrati) e mela cotta (zuccheri). Insomma, non proprio la mia dieta ideale. Io vorrei reintrodurre le verdure, soprattutto quelle cotte, ma ho il frigo che piange, quindi devo aspettare lunedì per fare un po’ di spesa. E anche la frutta, cruda, per colazione e merenda.

Mi manca da morire la palestra, ma neanche la prossima settimana posso andarci, perchè mi leveranno i punti venerdì prossimo. Spero quindi di rientrare in palestra il lunedì successivo, quindi ancora una settimana, la terza consecutiva, di inattività.

Devo essere dimagrita parecchio, perchè mi sento e vedo diversa. Purtroppo, non allenandomi, avrò perso più massa magra che massa grassa, ma poichè ho tutto in abbondanza, sono contenta lo stesso. La pesata ufficiale la farò al ritorno in palestra, il notaio coach mi darà il responso ufficiale.

Tutto qui.

E voi, che mi raccontate di bello?

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6 thoughts on “Giorno felice #632

  1. Ben tornata! Che piacere leggerti e sapere che l’intervento sia andato bene…
    Comunque mi dispiace per tutte le altre cose che sono successe durante La settimana! Meno male nessuna vittima dell’esplosione ma immagino che paura! La foto e’ impressionante….
    Comunque ora sei finalmente a casa end sono sicura tu stia bene con i tuoi cari! Bellissime fiori!!!!
    Un forte abbraccio!
    Lia

    1. Grazie cara, sono molto contenta anche io di essere tornata a casa e di stare anche relativamente bene. Mi sembra impossibile che una settimana fa ero preoccupata per il ricovero e ora sono già qui, addirittura a lavorare!

      1. La cosa importante è che sia andato tutto per il meglio 🙂 Adesso finisci di riposare che lunedì il coach ti fa tornare a casa sui gomiti 😉

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