Giorno felice #610

Eccomi qui, dopo aver cambiato di nuovo pelle al blog. Quello di prima non mi convinceva troppo, questo invece mi piace molto. Prometto che non cambierò più 🙂

Oggi vi parlo di una bellissima iniziativa della scuola di mio figlio: la settimana della flessibilità.

Terminato il primo quadrimestre, la scuola ha organizzato questa settimana di pausa didattica, ha rimescolato le classi e ha organizzato laboratori a tema.

Massimo è capitato nel gruppo Talpa1 che comprende alcuni suoi compagni di classe e altri bambini delle altre sezioni di terza.

I primi due giorni della settimana hanno fatto attività ludiche e motorie, insieme a due maestre di altre terze. Li hanno portati in palestra e gli hanno insegnato giochi classici, antichi, ma che non tutti i bambini di oggi conoscono: la dama, la campana, il domino e hanno realizzato braccialetti intrecciando lo spago.

Oggi e domani faranno il laboratorio di lettura e venerdì e sabato il laboratorio di fumetti. Non so cosa faranno, ma sono curiosa di chiederlo a Massimo, quando tornerà a casa.

Lui è felicissimo di questa settimana senza libri, senza compiti, senza grembiule. Dice che è la settimana più bella dell’anno dopo le vacanze estive e quelle di Natale!

A me fa piacere che la scuola, per una settimana, diventi divertimento e curiosità di imparare cose nuove, senza pressioni e senza pensieri. Mi fa anche piacere che facciano cose diverse, che non presuppongono preparazione, ma solo curiosità e impegno. Insomma, per una volta la scuola si trasforma in un luogo di educazione e istruzione sotto forma di gioco. Evviva.

 

Invece l’altro giorno seguivo Massimo nei compiti di inglese e mi sono resa conto che stanno imparando solo delle parole, ancora niente grammatica. Io non ho mai studiato inglese a scuola, quindi non saprei se sono indietro con i tempi, ma mi sembra tutto molto campato in aria. Perchè non spiegano la grammatica, ma la maestra fa scrivere tutta una serie di domande in cui la grammatica è presente e non so cosa ne capisce davvero Massimo. Come fai ad insegnare delle domande e delle risposte senza aver spiegato i verbi, il CAN, le forme interrogative, niente? Bà.

Comunque, siccome sono una mamma bastarda, che se ne frega di quello che fa la maestra, e siccome i miei figli sono curiosi, ma rischiano di venir “addormentati” dalla scuola stessa, ho comprato delle carte con i nomi in inglese di alcune parole. Da una parte c’è il disegno della parola, con la domanda: “Cos’è questo?” e la risposta “Questo è….” e dietro la carta c’è il nome esatto. Il tutto in inglese. Prima ho fatto le domande e loro hanno provato a rispondere (alcune parole, come cat, dog, fish, umbrella, le conoscevano già) e se non lo sapevano giravo la carta e gli leggevo la parola corretta. Poi abbiamo fatto al contrario. Leggevo la parola in inglese e loro dovevano dire cosa significava in italiano. Ci abbiamo giocato due sere e hanno imparato tutte le parole. Ho preso il mazzo di carte dai cinesi a soli 1.50€. Un affare.

foto 2

E poi sono andata a cercare il mazzo di cards che ci portò in dono la nostra ragazza alla pari dall’inghilterra, due estati fa. Quelle sono un po’ più difficili, perchè dietro ogni carta ci sono tante parole che iniziano tutte con la stessa lettera o con la stessa combinazione di leggere e anche divise per suono, lungo o corto, delle vocali. Anche con queste ci siamo divertiti e la sera, prima di andare a dormire, i bambini vengono sul lettone con i due mazzi e mi chiedono “Impariamo l’inglese?”. Giochiamo cinque minuti e loro hanno imparato più di quello che la scuola insegna in 2 anni e mezzo.

cards inglese

Sapete che sono attratta dall’homeschooling, ma non lo faccio perchè mio figlio preferisce andare a scuola. Tuttavia non mi basta quello che a scuola fanno e soprattutto non mi piace non soddisfare la curiosità innata dei miei figli. Per questo a volte aiuto i miei figli ad integrare materie scolastiche, li dove vedo una curiosità, o anche una difficoltà. Massimo, ad esempio, è intimorito dall’inglese, si vergogna della pronuncia e non si sente sicuro. Giocare a casa con le carte, insieme alla sorella che ha 3 anni di meno e con la quale ha grande confidenza, lo aiuta a buttarsi, e a scoprire che è capacissimo, che sa pronunciare bene, e anche quando lo correggo, lui ripete nel modo esatto, senza vergogne, acquisendo, oltre ai nuovi vocaboli, anche più sicurezza in se stesso.

Devo trovare altre cards, qualcosa che ci aiuti anche con la grammatica.

Emma poi, che entrerà a scuola a settembre, fa quello che fa il fratello. Ha qualche difficoltà in più, rispetto a Massimo, ma ha imparato una gran quantità di termini già da ora. Lei legge sempre meglio, ho scoperto che ora sa leggere anche lo stampatello minuscolo, nonostante io non le abbia insegnato. Ha capito i segni e li collega in autonomia. Sa anche scrivere e conosce diversi vocaboli in inglese e a volte chiede il risultato di alcune somme “Mamma, è vero che 2 + 3 fa 5?“.

E’ curiosa e forse per le maestre io sbaglio a soddisfare le sue naturali curiosità, perchè quando andrà a scuola saprà già fare cose che i suoi compagni non sapranno fare e si annoierà mentre la maestra spiegherà quello che già sa.

Non mi interessa.

Non posso non rispondere a quello che i miei figli mi chiedono, solo perchè la scuola ci arriverà dopo.

Nessuno è mai morto perchè ha imparato troppo o troppo prima.

Annunci

3 commenti

  1. Il mondo dell’homeschooling è affascinante, io stessa a volte mi ritrovo a pensare che se un giorno avrò dei figli rifletterò bene prima di fare una scelta sulla loro educazione formale! Ma sono davvero in accordo sul fatto che la curiosità va assecondata e incentivata e non estirpata come se fosse un nemico (come tristemente avviene in alcuni contesti scolastici). Quindi, penso che tu faccia davvero un’ottima cosa stimolando la curiosità di sapere dei tuoi bambini, e quando la piccola arriverà a scuola sapendo già alcune cose, penso che se a casa avrà comunque un ambiente stimolante, per lei non sarà affatto un problema! Io ricordo di mia sorella, che a cinque anni sapeva già leggere e anche scrivere, ed effettivamente a scuola (soprattutto i primi anni di elementari) le maestre hanno avuto qualche difficoltà, ma si è diplomata e alla fine anche laureata, in lettere of course! Sapere qualcosa prima non ucciderà nessuno,secondo me la cosa importante è che si riesca a guidare i bambini a sperimentare anche la frustrazione, a esperire che a volte si può anche incontrare qualche difficoltà durante il percorso di studio, ma che poi a tutto c’è rimedio.

  2. Ho letto con grande piacere questo tuo post! E’ verissimo che nessuno e’ mai morto x imparare troppo presto!
    Bravissima x l’aiuto che dai ai tuoi cari figli con l’inglese! Peccato che io abiti troppo lontana altrimenti potremmo fare lezioni insieme!
    Un caro saluto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...