Giorni Felici

Giorno felice #608

Ce l’ho fatta, ho finito di leggere tutta la serie de L’amica geniale di Elena Ferrante. E tutta a gennaio.

Mi ha lasciato un amaro in bocca davvero fastidioso. E  una angoscia ben peggiore rispetto a Le notti di Salem.

L’angoscia di un animo ottimista che vede svilito tutto ciò in cui crede: la tenacia, la perseveranza, l’educazione, lo studio, l’amor proprio, la gentilezza.

Perchè anche se Lenù ce la fa, le rimane addosso un senso di sconfitta che non mi piace. Perchè Lila, che ha vissuto in maniera violenta e apparentemente sregolata, sembra l’unica ad aver capito tutto della Vita.

Triste, ecco.

Molto ben scritto, avvincente, mi è piaciuta la storia raccontata all’interno delle vicende dell’Italia dalla metà del secolo scorso ad oggi, anche gli anni violenti della mia primissima infanzia, che conosco solo per sentito dire.

La tristezza è scaturita da tutto questo astio, questa competizione tra amiche. Perchè? Perchè l’amicizia deve essere così invidiosa? Perchè il successo di una amica deve essere per forza la cartina al tornasole dei propri insuccessi? Non possono esserci diversi modi di vivere, ognuno degno di stima e rispetto, nessuno universalmente nè giusto nè sbagliato?

invidia

Sono quindi passata a tutt’altro, iniziando a leggere La casa della gioia di Edith Wharton, valevole per diverse delle mie sfide letterarie del 2015.

Proprio ieri mi è arrivata l’email per la comunicazione degli autori scelti per la Amazing Author Reading Challenge del mese di febbraio: John Green e Carlos Ruiz Zafón.

E mi sono messa a riflettere su alcune cose, relative a cosa leggo, cosa mi piace leggere e cosa leggono i blogger che parlano di libri tutto il tempo e, neanche a farlo apposta, proprio oggi su Il club dei libri, si parla della stessa cosa.

Il mio ragionamento è venuto fuori dai due autori proposti per questo mese da Reading is believing.

Di Zafon ho letto solo L’ombra del vento, perchè pareva fosse un libro bellissimo, assolutamente da non perdere. Io invece l’ho letto con molta fatica e tanta, tantissima noia, non riuscendo a coglierne la bellezza. Il pensiero di dover leggere un altro suo libro, magari il secondo volume della serie “Il cimitero dei libri dimenticati” mi da fastidio. Mi sembra di dover perdere tempo, levandolo a libri che invece mi fanno l’occhiolino dalla lista dei miei desideri.

Di Green, scusate, ma non ho assolutamente intenzione di leggere nulla. Da quello che leggo in giro tra le varie recensioni, è uno scrittore di storie adolescenziali, un po’ un Moccia americano e io ho superato l’età dell’adolescenza da troppo tempo.

Sono diventata una lettrice snob e schizzinosa?

Ci sono libri che non reputo all’altezza di essere definiti tali?

Questo mi sono chiesta.

La risposta è semplice: SI, a tutte e due le domande.

reading good books

Sono stata anche io una adolescente e quando ero all’università ho letto tantissimi romanzi del genere Bridget Jones e I love shopping, quelli che vengono definiti “chick lit”. Ho letto la saga di Twilight, che mi è anche piaciuta. Ho letto tutti i libri degli Hunger Games e anche quelli li ho divorati. Li ho letti per curiosità e non ne sono pentita. Libri che ho divorato, arrivando a leggerne anche uno al giorno, perchè di solito hanno poche pagine, e sono così leggere da scorrere rapidamente.

Solo che negli anni i gusti sono cambiati, si sono affinati, sono maturati insieme a me. E adesso colmo lacune leggendo libri classici, che avrei dovuto leggere prima. Libri come Il giovane Holden o Il buio oltre la siepe o L’amore ai tempi del colera, che letti a 20 anni devono fare tutta un’altra impressione rispetto a quando li leggi a 40 anni.

Non si tratta di classificare i libri in migliori o peggiori, ma di capire il valore intrinseco di ogni libro.

Bridget Jones ti fa ridere, ti consola, ti fa sognare il tuo Mr. Darcy quando sei giovane e stai ancora aspettando il grande amore e passare un San Valentino da single è la cosa peggiore che ti possa succedere. L’amore ai tempi del colera ti spiega che ci sono forme di Amore molto più complesse, profonde e viscerali con le quali ti troverai a dover fare i conti, nella Vita. Non si tratta solo di non essere più single, ma di Amare ed essere Amati.

Detto questo, noto che molti blog di lettori (o forse sono per lo più lettrici?) che seguo, si fanno un vanto di leggere 10 libri al mese o 100 all’anno, libri che in realtà sono libretti, che parlano di amoretti, meglio ancora se parlano di ragazze che sognano di scrivere un libro e ci riescono, libri di meno di 200 pagine, giusto per fare più in fretta. Sembra quasi che leggano per far numero, per poter pubblicare una nuova recensione, indipendentemente dalla qualità del libro letto.

i love books so much

Invece secondo me certi libri semplicemente non puoi leggerli rapidamente, perchè devi digerirli, assimilarli, perchè ti straziano l’anima, perchè quando li chiudi hai lo sguardo perso nel vuoto e la testa che si interroga su mille cose.

Io non ho un blog di lettura, anche se è uno dei miei argomenti preferiti, perchè leggo molto e amo leggere. Capisco che fa figo avere un blog dedicato ai libri, soprattutto se aspiri a diventare uno scrittore e vuoi farti conoscere anche dalle case editrici. Mi dispiace solo che ci sia così tanto qualunquismo in giro.

Chiaramente non c’è una ragione più valida di altre per leggere, e l’importante è leggere. A mio figlio, ad esempio, compro i libri della serie Diario di una schiappa, che non è che sono proprio istruttivi, ma lui li trova tanto divertenti e io penso che se a 8 anni associ il divertimento ai libri, HAI VINTO.

Quindi ci sta che a 8 anni leggi Diario di una schiappa, a 20 leggi Bridget Jones e a 40 Don Winslow. L’importante è leggere. Ma forse leverò qualche “mi piace” in giro per la blogsfera, perchè se vuoi scrivere di libri, devi prima di tutto ammettere che non tutti i libri pubblicati sono degni di essere letti, perchè non viviamo in un mondo in cui pubblicano libri solo quelli che sono davvero capaci, ma un po’ cani e porci, dai.

Perchè se è vero che “un lettore vive mille vite prima di morire. l’uomo che non legge mai ne vive una sola“, io voglio vivere vite intense, non superficiali o dozzinali.

lettori

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6 thoughts on “Giorno felice #608

  1. Ah ma allora ogni tanto è difficile anche x te! Mi hai ispirato con la roadbook challange che mi piace perchè alla fine il tema generico dell’ambientazione in uno stato, lascia comunque a me la facoltà di scegliere il genere, l’autore, il titolo. E in questi giorni mi chiedevo: deve essere interessante accettare sfide di lettura… ma se poi mi sfidano a leggere qualcosa che proprio non mi va? Per esempio per la Road Challange i link segnalati sono solo per i libri “Young Adult” (ne ho letto uno per sbaglio e dio mi scampi dal ripetere la stessa esperienza)…. Capisco perfettamente il tuo disappunto sui 2 autori proposti: a me lo Zafon era piaciuto molto (ma all’epoca lavoravo ancora nel marketing di Libri Mondadori quindi giocavo in casa, ed era stato bello veder letteralmente nascere il libro). Green rientra in quel tipo di roba che non leggerei neanche con la pistola puntata. Leggo un sacco di sciocchezze e libri leggeri, amo ancora ogni tanto la Kinsella e una serie di Romance americani che mi aiutano a essere positiva e a staccare la spina ma alla fine, indipendentemente dal contenuto, rimane una verità : per noi che amiamo leggere non ci basta 1 vita per leggere tutto quello che abbiamo nella wish list da decenni…. come si fa a lasciare in sospeso la lista per leggere qualcosa che non ci interessa proprio? To make the long story short: hai tutto il mio sostegno, cestina la mail di Zafon/Green e goditi il tuo prossimo libro! 🙂

    1. Esatto, è proprio una questione di tempo. A quasi 40 anni, con un lavoro e 2 figli, leggere per me è un lusso che cerco di concedermi con regolarità, insegnando anche ai miei figli a rispettare i miei tempi. Perderlo per leggere qualcosa che non mi attira è impensabile. Vero è anche che queste sfide di lettura a volte possono anche aiutarti a scoprire un autore che non avevi mai preso in considerazione, o un genere che non conoscevi, ma da qui a sprecare il mio tempo di lettura ce ne passa.
      E’ un po’ come con gli uomini: a 20 anni perdi tempo un po’ con tutti, per divertimento e curiosità e voglia di leggerezza. A 40 a certi uomini non dedichi neanche il tempo di uno sguardo.

  2. Pure a me l’ombra del vento non è piaciuto per niente… e sono come te fan della Kinsella 😀 Ho letto tutta la saga di Twilight e mi è piaciuta… ma nel mio cuore primeggia sempre Harry Potter ❤

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