Giorno felice #607

I figli: quante gioie!

I miei stanno crescendo molto in fretta, ogni giorno cambiano, hanno modi di fare più da grandi, parlano meglio, chiedono più autonomia. Crescono.

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E a volte mi lasciano a bocca aperta.

Massimo l’altro giorno mi ha chiesto cosa significasse la parola “aborto”, che avevano appena pronunciato in tv. Gli ho spiegato che alcune donne preferiscono non far nascere il bambino che hanno nella pancia e, prima che questo sia abbastanza grande, vanno da un dottore che lo tira fuori.

Lui ha chiesto: “Uccidono un bambino?”

Inutile girarci attorno, ho scelto la strada dell’onestà: “Si”.

“E perchè lo fanno?” la domanda gli è venuta fuori con naturalezza, aveva gli occhi sbarrati dall’orrore.

“Non tutti possono avere un bambino. A volte delle persone restano incinte senza volerlo, a volte troppo da giovani, altre in una condizione di povertà che non gli permetterebbe di crescere un bambino nel modo giusto. Ci sono tanti casi difficili che potrebbero far scegliere ad una donna di non avere il bambino che hanno nella pancia” non volevo spiegargli delle violenze sessuali.

“Ah! Lo fanno per il bene del bambino!” ha detto un po’ sollevato.

Anche qui ho detto la verità: “A volte si, a volte lo fanno per il loro bene, perchè non vogliono l’impegno che un bambino comporta, perchè non se la sentono.”

Ci ha pensato su e ha detto: “Meno male che non sono una femmina, così non posso restare incinta!”

Mi è venuto da ridere e gli ho detto: “Tu non puoi rimanere incinta, ma puoi mettere incinta una ragazza, quindi stai molto attento!”

“COME?” ha chiesto allarmato.

“Per fare un figlio ci vogliono un maschio e una femmina, l’uomo mette il suo seme nella donna e nasce un bambino. Tu potresti mettere il seme….”

Lui ne voleva sapere di più, ma quello zuccone ignorante di mio marito ha tagliato corto: “Per ora questo ti basta e avanza, non devi sapere altro!”

Io avrei continuato a rispondere alle sue domande, lo vedevo incuriosito e comunque preferisco spiegargli le cose io, con naturalezza e con parole semplici, ma con onestà, piuttosto che aspettare che gliele spieghi il suo amico Giorgio, quello che gli ha insegnato tutte le parolacce e spiegato chi sono i gay (con un certo disprezzo).

Vabè… sarà per un’altra volta. Intanto sono contenta che lui si rivolga a me per le sue curiosità, spero si senta sempre libero di chiedermi le cose che non capisce, senza vergogna.

 

E poi c’è Emma, che ha un bel caratterino, che si rivolge agli adulti dando del Lei, che nel locale è risoluta sia con altri bambini, anche se più grandi, sia con gli adulti stessi.

Ieri una signora cercava di tirar fuori i due figli dal gonfiabile, per portarli in bagno e asciugare loro i capelli, ma quelli la ignoravano. Così è intervenuta Emma che le ha detto: “Non si preoccupi signora, glieli faccio venire io i suoi figli in bagno”

Dopo un attimo i bambini sono scesi dal gonfiabile e sono andati dalla mamma, che li aspettava in bagno.

E’ stata la signora a raccontarcelo, ammirata, dalla risolutezza della bambina, ma anche dal suo vocabolario e dal modo di parlare.

Emma è svelta, è femmina nel senso migliore del termine, e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.

Soprattutto non dal fratello, al quale ha scritto questo bigliettino, che mi ha fatto morire dal ridere.

scemo per sempre

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4 commenti

  1. Che bei racconti, quanto hanno i tuoi bambini? Mi preme esprimere il mio, personale, disappunto per l’intervento di tuo marito.. Non è giusto lasciarli con i dubbi, e come hai fatto tu è stato quello che chiedono loro: naturalezza e verità. Brava. Scrissi un post tempo fa, parlava di un libro per spiegare come nascono i bimbi 😉

    • I miei bambini hanno 8 e 5 anni e sono i miei gioielli!
      Mio marito è stato cazziato in separata sede, ha capito e ha sorriso della sua risposta d’istinto, d’altra parte a lui non hanno spiegato mai niente, i suoi genitori.
      Qualche anno fa Massimo mi chiese come nascono i bambini, lui aveva forse 4 anni, gli spiegammo che se una mamma e un papà si volevano tanto tanto bene, il papà metteva il suo seme nella pancia della mamma e da quel seme sarebbe nato un bambino.
      Lui chiese se si potevano fare figli anche senza sposarsi, e dissi di si: “L’importante è volersi bene”.
      Al che lui aggiunse (era nella fase “odio le femmine”): “Sai che farò io da grande? Mangerò il mio seme e un figlio me lo farò da solo!”
      A me è venuto da ridere e visto che stava mangiando una fetta di anguria, gli dissi: “Ottimo. Prova a mangiare un seme e vediamo se funziona e ti nasce un cocomero nella pancia!”
      E’ finita a ridere, ha capito che ci serve sempre una femmina per fare un figlio!

      • Certo, talvolta si danno risposte per tagliare corto.. Anche i miei, sfortunatamente, non si sono mai pronunciati in merito e ti giuro che sono 27 anni che sto cercando di capirne i motivi! Ahah dovrà per forza caderci ai piedi di noi donne il tuo ometto 😉 da solo la vedo un po’ dura. Ciao e buona domenica.

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