Giorni Felici

Giorno felice #590

Ieri a Parigi c’è stata la strage nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo.

Gli atti di terrorismo mi sconvolgono sempre, perchè presuppongono una lucidità e al tempo stesso un disprezzo per la vita umana che va al di la della mia comprensione.

Ho ascoltato un po’ a spezzoni i fatti di ieri, perchè i bambini parlano in continuazione e perchè non me la sentivo di zittirli per dare risalto a fatti così crudi della Vita. Comunque il fatto è che degli estremisti islamici si sono sentiti offesi da certe vignette pubblicate sulla rivista e hanno deciso che la punizione migliore per loro fosse la morte. E questo, per me, non è MAI giustificabile. Indipendentemente dal Dio in cui credi, sostituirti a lui per avere decisione di vita o di morte su un altro essere umano è SEMPRE sbagliato.

Poi, come spesso accade, quando qualche estremista commette un atto così riprovevole, si tende a fare di tutte le erbe un fascio, quindi sono tutti gli islamici ad essere pazzi terroristi che non vogliono integrarsi. Personalmente penso che i pazzi siano ovunque in mezzo a noi, indipendentemente dalla religione. Non è pazza una madre che uccide un figlio? Non è pazzo un folle che investe una persona e poi si da alla fuga?

Penso anche che l’integrazione sia difficile, in certi casi, e mai scontata. Per integrarsi non basta accettare che persone di altre razze  e altri credo vivano nel tuo stesso territorio.

Integrarsi significa che i loro figli andranno a scuola con i tuoi e la cosa non creerà disagio nè a te, nè a loro e nè ai bambini.

Integrarsi significa che io rispetto te e tu rispetti me.

In Italia siamo ancora molto molto lontani dall’integrazione, da noi, almeno qui dove vivo io, le persone straniere, di altre razze e credo religiosi, sono poche e per lo più emarginati. A volte si emarginano da soli: in classe di mio figlio dall’anno scorso c’è una bambina di colore che viene invitata sempre a tutti i compleanni, ma che non partecipa mai. In altri paesi, come la Francia, sono molto più avanti, nel lungo processo di integrazione, eppure succedono ancora cose come quella di ieri.

Perchè?

Perchè di pazzi è pieno il mondo, certo. Ma anche perchè, secondo me, è venuto meno il rispetto reciproco.

charlie-hebdo-frontpage

La satira, questa sconosciuta!

Perchè ora online sono tutti li ad inneggiare alla libertà di espressione e di satira, ma cos’è davvero la satira?

Dal dizionario della lingua italiana:

sàtira [‘satira] s.f.
componimento poetico che pone in ridicolo le debolezze e i vizi umani con l’intento di correggerli.

Ora, “Il corano è merda” a me non sembra poetico, non mi sembra che ponga in ridicolo qualcosa, ma soprattutto non vedo l’intento di correzione.

A me sembra solo offensivo, come mi sarebbe sembrato offensivo se ci fosse stato scritto “La Bibbia è merda”, pur non essendo io una credente. Non ho mai letto il Corano, quindi magari è davvero merda, ma so che ci sono milioni di persone al mondo che lo considerano un testo sacro e quindi offendere quel libro, per me, significa offendere tutte quelle persone che ci credono.

Purtroppo, poi, tra i tanti credenti che hanno come riferimento il Corano, c’è una schiera di pazzi furiosi che sono disposti a farsi saltare in aria, insieme a tutti quelli che riescono a portarsi dietro, pur di difendere Maometto. Un cattolico accanito che vede una vignetta come questa:

copertina-charlie-hebdo-5si scandalizza e, al massimo, raccoglie firme per una petizione o scende in piazza a protestare, oppure sguinzaglia avvocati e fa partire denunce. Un estremista islamico prende un mitra e fa una strage.

Non voglio dire che quelli della redazione di Charlie Hebdo se la siano andata a cercare, perchè la libertà di espressione è fondamentale.

Dico solo che non vedo satira, o forse sono io che non la capisco. E mi chiedo a cosa serva “fare questo tipo di satira” verso le religioni, che sono da sempre un tasto dolente nella lotta all’integrazione. Capisco una satira più allegra, tipo questa.

evoluzione satira carMa forse è solo un mio limite.

Non c’è integrazione senza rispetto reciproco e “Il corano è merda” non è nè Rispetto nè Satira.

Neanche fare una strage in una redazione è Rispetto, quella è solo follia che va punita e condannata, sempre e comunque. Mi chiedo tuttavia se c’è un limite a quello che si può fare e scrivere.

voltaire

E’ anche vero quello che diceva Voltaire, ma ripeto, “Il corano è merda” non è una critica, non è satira. E’ offesa gratuita e non puoi stupirti che venga recepita come tale. Poi tutta la differenza del Mondo sta in come si decide di reagire e la reazione di ieri è stata sicuramente esagerata, atroce, disumana e deprecabile.

Penso che non sia semplice. Da una parte la Libertà di espressione è sacrosanta, dall’altra sono anche convinta che in suo nome non puoi dire e scrivere e pubblicare tutto quello che ti passa per la mente. Uccidere è reato, ma anche il Vilipendio lo è.

Si parla di vilipendio, nel diritto penale italiano, in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato, ma anche le confessioni religiose o i defunti).

Il termine deriva dalla lingua latina vilipendĕre, composto da vilis, vile, e pendĕre, stimare: considerare vile.

da Wikipedia

Certe vignette di Charlie Hebdo sono più disprezzo verbale rivolto a confessioni religiose che satira, a mio modestissimo parere.

Niente, sono solo le mie riflessioni mattutine, sicuramente criticabili e inesatte, oltre che lacunose. Caratterialmente tendo a tenermi le critiche per me, nel mio quotidiano. Cerco di non sputare veleno sulle persone solo per il piacere di sciacquarmi la bocca o per poter dire “Ah, io sono una che dice le cose in faccia!” perchè prima mi chiedo che senso ha dire certe cose a certe persone. Fondamentalmente penso che ognuno è libero di fare e condurre la propria vita come crede, indipendentemente dal mio giudizio personale. Conosco persone che sono fiere di se solo perchè si arrogano il diritto di giudicare tutti, a voce alta e spesso mi sono trovata nella condizione di dover difendere me stessa e il mio stile di vita agli occhi di persone di questo genere. Per questo  dico la mia opinione solo quando richiesta esplicitamente e cerco sempre di essere delicata e comprensiva, perchè nella maggior parte dei casi le persone non vogliono davvero un consiglio, ma solo una conferma che quello che pensano/fanno/vogliono sia giusto.

E, sempre per carattere, non mi sento mai di dare tutta la colpa solo ad una parte, perchè in ogni lite/discussione ognuno fa la sua parte e non sempre chi strilla di più ha più ragione.

Per questo, nella vicenda di ieri, oltre a riconoscere la colpa dell’effettiva reazione esagerata di pochi estremisti, istintivamente mi interrogo sulle eventuali colpe delle altre parti coinvolte e mi chiedo se non si sarebbe potuto evitare tutto ciò, non dico con la censura, ma con un uso della satira più intelligente, ecco.

 

 

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