Giorno felice #563

Alla fine ce l’ho fatta e ho terminato anche il #libro16 dei 52 libri in un anno.

Ho letto La verità sul caso Harry Quebert e sono perplessa.

La_verita_sul_caso_Harry_Quebert_Bompiani

Il libro è un bel tomo, 779 pagine che si leggono tutto sommato rapidamente. Anche io, che ho letto poco meno di un’ora al giorno, sono riuscita a terminarlo in appena una settimana, anche se ieri e oggi ho avuto modo di leggere un po’ di più. Scorre bene, è scritto bene, ti mette curiosità e ci sono diversi colpi di scena interessanti, alcuni intuibili, altri incredibili, altri ancora inverosimili.

Quello che non mi è piaciuto è forse la superficialità con cui sono state accantonate certe cose, come appunto le armi dei due delitti. Come mai nessuno si è mai curato di rintracciarle? Fondamentalmente a me i gialli lasciano sempre un po’ così, mi sento come truffata. L’autore sa delle cose, ma ce le tace, per rivelarcele solo all’ultimo momento, in modo da stupirci. Invece io non mi stupisco, ma innervosisco, perchè penso che è stato fatto di tutto per depistarci.

Comunque, ora ho deciso di leggere finalmente Il potere del cane di Don Winslow, che mi è stato consigliato proprio da un lettore di questo blog e di cui proprio questa mattina parlava anche Fabio Volo. Sopo aver letto due gialli mediocri (Io uccido e La verità sul caso Harry Quebert) sento di dover leggere una indagine che sembra essere una cosa più seria.

Poi forse sarò pronta per Mr. Mercedes di Stephen King.

 

Torno un attimo sul tema “scuola” e “maestre”.

Ora, penso di essermi incattivita un pochino, perchè forse sono rimasta male per alcune cose e quindi ora leggo acidità anche forse laddove non ce n’è.

Dopo essere stata più volte richiamata perchè mio figlio non fa compiti, dopo essermi confrontata con le maestre che, nei primi due anni di scuola, non hanno insegnato a mio figlio come si annotano i compiti per casa, dopo essermi arrabbiata col bambino e averlo costretto a segnare tutto per bene, con urla e minacce, è da un po’ di tempo che lui si comporta bene. Abbiamo fatto un patto, perchè poi arrabbiarsi non dava risultati. Il patto era che se lui non mi nascondeva più nulla, nè compiti nè note, io non mi sarei più arrabbiata con lui. Se invece fossi di nuovo venuta a conoscenza di note non scritte o di compiti non segnati da lui, allora sarebbero stati guai.

Lui scrive tutto, dopo pranzo ci mettiamo al tavolo della cucina, io controllo che lui svolga tutto in autonomia, ma sotto la mia supervisione, lo aiuto a ripetere e ad imparare le cose, ad essere un po’ più metodico ed ordinato. E stiamo andando bene. Il bambino è più sereno e inizia a prendere bei voti.

Non abbiamo più ricevuto note fino a ieri. La nota, scritta da mio figlio, era cumulativa per tutta la classe. Eccola.

nota

La prima cosa che ho pensato? Che se solo 9 bambini su 24 sono stati capaci di rispondere correttamente, non puoi prendertela con i genitori. Io so per certo che mio figlio ha studiato i verbi fatti fin’ora (il verbo Essere, modo Indicativo). Lo so perchè li abbiamo studiati insieme e perchè a bruciapelo durante la giornata lo interrogo: “Dimmi il Trapassato Prossimo del verbo Essere”, “Dimmi il Futuro Anteriore del verbo Essere” e così via e lui non sbaglia mai, anzi risponde con una certa sicurezza e rapidità.

Mi chiedo perchè le maestre scrivano queste cose alle famiglie. Va bene rimproverare un bambino che non sa rispondere ad una domanda, va bene anche mettergli un brutto voto, ma perchè scrivere frasi tipo “Forse dovremmo cominciare a studiare seriamente”? Significa che pretendi che noi mamme affianchiamo i nostri figli nello studio quotidianamente e che se i nostri figli non sono preparati questo vuol dire che noi non abbiamo svolto il nostro ruolo di “insegnanti pomeridiane”? E se così è, come mai mio figlio torna a casa dicendomi “Ha detto la maestra che non devo fare i compiti insieme a te, perchè poi sei tu che mi dici come li devo fare!”? Ho dovuto far notare a mio figlio che i compiti li fa sempre da solo, che io non gli dico mai cosa fare nè qual’è la risposta esatta, ma mi limito ad essere presente affinchè lui sia controllato e supportato. Lui credeva di non essere capace di far da solo, che quello che fa il pomeriggio non è tutta farina del suo sacco, senza sapere che io con l’analisi grammaticale sono una frana e che aspetto che lui scriva per verificare se quello che ricordavo io era corretto. Lui è molto più bravo di me, solo che la maestra gli dice il contrario.

E’ vero, lui ora ha il quaderno in ordine ed è in pari con i compiti, ma non perchè glieli faccio io. Li fa lui e li fa correttamente. Io sto solo seduta al suo stesso tavolo ad ascoltarlo ragionare e a vederlo scrivere.

Comunque, sono davvero amareggiata, sembra che le maestre siano più concentrate nel fare la guerra ai genitori che nell’insegnare ai bambini l’amore per l’apprendimento.

Con mio figlio ho scelto di non arrabbiarmi più, pretendo solo un minimo di impegno e serietà e poi cerco di approfondire insieme a lui se vedo che è incuriosito da qualcosa. Non mi interessa dei voti e dei giudizi delle sue insegnanti, in terza elementare mi interessa solo che capisca l’importanza di conoscere tante cose nuove, di sapere, di imparare. Poi crescendo capirà cosa lo interessa di più e se vorrà potrà approfondire qualsiasi cosa, io lo sosterrò sempre.

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