Giorno felice #561

Come #libro16 dei miei #52librinunanno avevo iniziato Vita di Pi, ma l’ho abbandonato quasi subito.

Non aveva ancora iniziato a catturarmi quando ho avuto l’idea di aprire un libro che avevo sul Kindle da questa estate. Ho iniziato a leggerlo e non sono più riuscita a staccarmene.

Si tratta di La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker. A quanto è un bestseller del 2012. Ne avevo sentito parlare, ma, come spesso mi capita con gli acclamati bestseller, non mi sono lasciata convincere dall’eccessivo entusiasmo di pubblico. Poi è un giallo e io non ne vado particolarmente pazza.

Però ho iniziato a leggerlo ed è così scorrevole che sono in pochi giorni già alla metà del libro.

la verità sul caso harry quebert

Ammetto di avere un debole per le storie ambientate nel New England e qui parliamo di quello che accadde nel paesino di Aurora, nel New Hampshire. Ho anche un debole per le storie che parlano di scrittori e di scrivere un libro, perchè in fondo al mio cuore so che è quello il mio sogno nel cassetto.

Quindi diciamo che il libro ha molti punti a suo favore.

C’è però qualcosa che mi lascia perplessa, nonostante la grande scorrevolezza del libro. Forse un po’ di superficialità in alcune cose, come i dialoghi.

Insomma, c’è questo grande amore impossibile tra Harry e Nola, lui 34 anni, lei solo 15, nato per caso e cresciuto fino alla scomparsa di lei. Ma perchè si amavano tanto? Ok, abbiamo capito che è bastato il primo sguardo, ma i loro dialoghi sono inutili. Lei sembra una bambina viziata che supplica e fa capricci per ottenere l’amore di lui. Lui è frenato dalla differenza di età (tra l’altro illegale), ma non riesce a parlarne con lei apertamente. E’ tutto un sottinteso, una serie di botta e risposta sterile e inutile, anche un po’ irritante il più delle volte.

E poi c’è Marcus, l’amico scrittore di Harry, che si mette ad indagare e scopre cose che la Polizia ignora e quando riferisce il risultato delle sue scoperte al Commissario, questo si stupisce e ringrazia. Immagino questo Commissario chiuso nel suo ufficio, che brancola nel buio, mentre uno scrittore se ne va in giro a fare domande e raccogliere testimonianze a persone che potrebbero essere informate dei fatti. Perchè la Polizia non fa niente? Perchè lascia che sia uno scrittore sulla trentina a fare tutto il lavoro?

Per il resto mi piace, quantomeno sono incuriosita dal sapere cosa succederà dopo e chi ha ucciso davvero Nola.

C’è poi qualcosa che mi fa pensare al mio romanzo, quello che penso di dover scrivere da 20 anni ormai. Ho anche scritto, anni fa, una prima stesura, ma ho sviluppato delle idee un po’ diverse, nel tempo.

E a volte mi succede di pensare, quando leggo libri scritti un po’ superficialmente, ma comunque di successo, che un libro così potrei scriverlo anche io.

Non ho la presunzione di ritenermi una scrittrice, ma sono anche convinta che tante persone con scarse e discutibili capacità abbiano scritto e pubblicato libri ritenuti di successo.

Sto aspettando il mio momento, per dedicarmi a quel libro che giace nel mio cassetto da tanto tempo. Non so come si fa a trasformarlo in un vero libro, degno anche solo minimamente di essere letto da qualcuno, non fosse altro che per cestinarlo, ma so che mi piacerebbe tentare.

L’idea c’è e qualcosa mi dice che potrebbe funzionare.

Chissà… forse un giorno ci proverò davvero.

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4 commenti

    • Ti dico la verità: più vado avanti e più mi sento delusa. Insomma, due persone sono morte, ad una gli hanno sparato e nessuno cerca l’arma. Mi state prendendo in giro?
      Comunque devo finirlo, devo sapere.

  1. L’ho letto qualche mese fa per tre motivi fondatissimi:
    1- mia sorella l’aveva regalato al mio compagno il Natale scorso;
    2- era nella lista dei libri consigliati che la (ormai ex-)prof di mia figlia le aveva dato e lei non intendeva leggerlo perché è un giallo;
    3- dulcis in fundo… non avevo altro da leggere in quel momento!

    Il finale mi ha sorpreso perché, una volta tanto, non avevo capito un accidenti. Questo, però, è l’unico punto a favore che gli ho trovato. Per il resto non è scritto male, non è stupido (non più di tanti altri), non è brutto… ma il problema è che l’ho trovato totalmente inutile. Uno di quei libri che chiudi e dopo due giorni ti domandi che diavolo ci fa in casa.
    Suppongo che questo Natale verrà riciclato 😉

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