Giorno felice #476

Passata la festa di Emma, che è stata un successone, ho iniziato seriamente a pensare a come affrontare il mio peso.

Sono stanca di sentirmi ingombrante e mentre fino a poco fa il mio peso non influiva sulla mia vita, almeno non in maniera preponderante, ora inizio a pensare “da obesa”, ad auto limitarmi nel pensiero a causa della mia mole e questo proprio non mi piace.

Per affrontare seriamente il mio problema di peso non è sufficiente ridurre le porzioni e andare a fare una passeggiata ogni tanto.

Bisogna agire su tre piani paralleli:

  1. Alimentazione
  2. Attività fisica
  3. Psiche

Il problema Alimentazione è sicuramente al primo posto, perchè solo mangiando di meno si dimagrisce. Tuttavia so di poter fare da sola. Ho fatto talmente tante diete, negli ultimi 27 anni, che so come misurare le porzioni, l’olio, il pane, per riuscire ad avere una alimentazione corretta ed equilibrata. Inoltre mi hanno calcolato il metabolismo basale e, ovviamente, ce l’ho molto rovinato proprio dalle molte diete. Mi hanno consigliato di non fare una dieta drastica, sotto le 1800 kcal giornaliere, perchè il mio metabolismo va stimolato a bruciare di più e fornendo meno calorie rischio di farlo abbassare ancora di più.

Il problema Attività Fisica è più preoccupante. Io sono ormai una grande obesa e per aiutare fisicamente una grande obesa non basta un ragazzotto senza titolo che ti parcheggia su un tapis roulant. C’è bisogno di un personal trainer preparato, qualificato, che sappia affrontare il mio problema. Non sono una signora con qualche chiletto da smaltire, ho un problema serio, alcuni la chiamano malattia, e come tale va affrontato. Purtroppo nelle palestre da queste parti c’è poca serietà, molti aprono senza neanche avere una laurea specializzata e vanno avanti per amicizie e conoscenze. Non abbiamo Chris Powell qui, a parte il mio ex personal trainer, capaci di seguirti sia sul lato fisico che alimentare.

personal trainer obesi

Trovarne uno qualificato e capace di affrontarmi non sarà compito facile. Con mio marito stiamo pensando di chiamare il nostro ex personal trainer, che ora lavora in una palestra troppo lontana da qui, per chiedergli se potrebbe riprendere a seguirci a domicilio o appoggiandoci ad una palestra da queste parti oppure se ha da consigliarci qualcuno altrettanto bravo. Ammetto però di essere in ansia. Peso quasi 40 kg in più rispetto all’ultima volta che mi ha vista. Avevamo lavorato due anni così duramente da farmi piangere spesso e ora ho mandato tutto in fumo per colpa della mia testa.

Veniamo quindi al… Problema Psiche. E’ chiaro che ho un problema psicologico nei confronti del cibo. Non mangio per golosità nè tanto meno per fame. Mangio per una serie di ragioni sbagliate e per reazione ad una serie di input esterni che riescono a mettermi in crisi indipendentemente dalle mie buone intenzioni. Bisogna che qualcuno mi aiuti a capire e ad affrontare correttamente il problema. Ho provato a fare da sola e ora so che posso arrivare fino ad un certo punto, ma che prima o poi crollerò di nuovo se prima non risolvo il problema che è all’origine del mio peso. Anche qui, per farlo devo prima trovare un professionista qualificato, esperto e non ciarlatano.

L’altro giorno ho fatto una ricerca in internet perchè avevo letto che l’ipnosi può aiutare, nell’obeso, a correggere certi comportamenti errati. Presa dall’entusiasmo, ho chiamato un professionista della città più vicina, specializzato in disturbi dell’alimentazione, dietologo (o dietista, o nutrizionista?) e psicologo, con studi alla Boston University, ecc., per capire meglio e prendere un primo appuntamento. Il dottore mi ha richiamata ad ora di pranzo, mi ha spiegato telefonicamente le tante cose che si possono fare dopo aver valutato il mio caso e mi ha dato appuntamento per lo stesso giorno, alle ore 18.30. La prima cosa strana? Non mi ha chiesto neanche nome e cognome. Mi ha poi richiamata intorno alle 17 per dirmi che era possibile ricevermi anche un po’ prima, quindi alle 18 ero da lui. Palazzo in centro, portone aperto, rampa di scale…. buia, puzzolenta, con moquette scollata e con almeno 4 mozzicone di sigaretta per ogni gradino. Ok, ho pensato, non sarà mica colpa sua se i condomini non fanno pulire le scale. Poi entro nell’appartamento, che aveva la porta aperta, come mi aveva detto lui. L’appartamento era orrido, antico, pieno di mobili accatastati, con un grande divano angolare in simil pelle color acqua marina, chiaramente anni 80, e un paravento che creava una specie di ingresso. Mi viene incontro lui….. PAURA!!! Uomo di almeno 60 anni, capello lungo sulla nuca, cotonato effetto barboncino, color marroncino tinto, con riporto da orecchio ad orecchio, alto e cotonato anche quello. Grasso (come cavolo fa a curarmi l’obesità uno grasso???), con unghie lunghe e a metà tra il nero e il giallo. Mi fa accomodare in uno studio che sembrava sopravvissuto ad una esplosione nucleare, tanto era disordinato. E puzzava di sigarette. Ad una rapida occhiata ho contato ben 3 posaceneri sparsi per lo studio, di cui uno sul lettino per le visite, parzialmente sommerso da libri e carte. Sulla scrivania regnava il caos, c’erano ben 3 spugne da bagno, una verde, una azzurra e una rosa, di quelle con un lato abrasivo bianco. Il posacenere della scrivania era una mano in pietra con il palmo rivolto verso l’alto. Niente computer. Molte, troppe carte in disordine.

falsi medici

Questo inizia a parlarmi come se non gliene fregasse niente di chi sono, di cosa voglio, del perchè sono li, del percorso che ho fatto per arrivarsi, ecc. Inizia a parlare di come non si affronti mai il problema alla radice, di come gli psicofarmaci siano solo un coperchio messo su una pentola in ebollizione, ecc. Io ero seduta sul bordo della sedia, pronta a scappare via in qualsiasi momento. Pensavo che sembrava uno di quei medici su cui indagano Le iene, falso e porco. Aveva degli attestati a parete, ma non riuscivo a leggerli bene. Poi ha iniziato a farmi delle domande, tracciando linee su un foglio. Poi mi ha fatto un test. Mi ha fatta mettere in piedi, chiudere gli occhi e visualizzare delle figure geometriche. A seconda della spinta in avanti o indietro che ricevevo, lui si annotava dei numeri. Lui in tutto questo è rimasto seduto, senza toccarmi, altrimenti, ripeto, mi sarei messa a correre come una maratoneta, giù per le scale. Mi ha poi spiegato la mia condizione psicologica, come risultato di questo test e, devo ammettere, ci ha preso completamente. Ha detto delle cose che mi hanno fatto pensare che sapesse il fatto suo.

Poi mi ha illustrato la sua metodologia, che consiste un una ipnosi vigile, senza la necessità di addormentarmi. E mi ha dato dimostrazione auto ipnotizzandosi e spegnendosi una sigaretta (la terza che si stava fumando in mia presenza) in faccia, letteralmente, senza lasciarsi rossori o segni, tranne il nero della cenere. Mentre lui si strofinava la sigaretta in faccia, con l’occhio a mezz’asta, parlandomi pur essendo sotto ipnosi (?!?), io pensavo che avrei voluto filmarlo con il telefono per farmi due risate con mio marito una volta tornata a casa. Era una situazione surreale e ridicola, ma ammetto che non si è fatto del male. Probabilmente c’è una tecnica per farlo, in non sono così credulona. Però era ridicolo, ecco.

Alla fine, dopo quasi due ore, ha affrontato l’aspetto alimentare. Mi ha chiesto cosa mangio, mi ha pesata, ma non ha misurato la mia altezza. Mi ha fatto la plicometria, ma annotava i valori su un A4 ingiallito, senza ordine.

analisi-plicometrica

Poi ha tirato fuori due fogli scritti a macchina da scrivere (non aveva un computer) con una dieta pre stampata, da 1200 kcal che mi ha aumentato a 1400 perchè ho ammesso di fare spuntini a metà mattina e metà pomeriggio, anche se mi ha eliminato quello della mattina (e io che pensavo che bisognava fare 5 piccoli pasti al giorno, come l’ultima volta che ho perso 35kg e come fa fare Chriss Powell).

Mi voleva rivedere il giorno dopo, ma io ho cincischiato, dicendo che non potevo. Così mi ha dato appuntamento per il 4 agosto. Ho chiesto dell’aspetto economico.

120€ per la dieta e i due controlli successivi. Un controllo a settimana. Quindi sono 120€ ogni 3 settimane. Sticazzi!

E 100€ per ogni seduta di psicoterapia/ipnosi. Ari-sticazzi!

Quando è stato il momento di pagare, mi ha fatto il conto: 220€. Porcaputt…..

Dottore, io non li porto, tutti questi soldi, ho solo 150€” e la sua risposta è stata “Va bene lo stesso“. Niente ricevuta, niente appunto sul fatto che dovrò portare la differenza la prossima volta. Arrivederci e grazie.

Ora, io non credo di tornare da lui. Non credo che lui abbia altri pazienti, perchè è troppo una cosa trasandata, non ha una scheda paziente, non ha liste di attesa, non riceve mai prima delle 11.30 la mattina e delle 18 la sera. Secondo me è un ciarlatano che mi ha fregato 150€ (fessa io, dovevo alzarmi e andarmene prima).

Però ecco, come si fa a sapere in anticipo se la persona che hai davanti è una qualificata o no? Il suo curriculum vitae è pubblico su internet, ci sono le recensioni di suoi pazienti a 5 stelle (recensioni false? chi può dirlo?), certo lui si presenta male, ma siamo sicuri che chi ha uno studio più pulito e si presenta in camice sappia davvero quello che sta facendo? Io sono stata in cura da dottoresse organizzatissime e pulitissime che dicevano che il pomodoro fa ingrassare, ma che devo mangiare il pane e la pasta insieme, per dimagrire!!!

medici ciarlatani

Insomma, da dove iniziare per un percorso serio e professionale?

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