Giorni Felici

Giorno felice #458

Ci sono blog di mamme che mi fanno sentire un po’ inadeguata, delle volte.

Mamme che si dedicano ai figli in maniera costruttiva, stimolandoli e portandoli in giro per musei, biblioteche, a corsi di arte in genere, di cucina e compagnia bella.

Il mio modo di essere mamma è un po’ più easy, sto con i miei figli tutto il tempo che loro sono a casa, ma siamo tutti esseri indipendenti, ci gravitiamo attorno attratti l’uno dall’altro, scontrandoci delle volte, altre volteggiando insieme, ma per lo più seguendo ciascuno la propria traiettoria.

Lavorando sotto casa, ad una rampa di scale dal nostro appartamento, a 5 gradini dalla casa dei nonni materni, con un giardino pavimentato che gira tutto attorno a casa, succede che i bambini sono autonomi: entrano, escono, salgono e scendono a loro piacere.

Soprattutto ora che è la bella stagione e stanno in vacanza, quindi senza orari, senza compiti, senza corsi extra scolastici.

Stando sempre insieme, anche quando lavoriamo, succede che la quantità batte spesso la qualità del tempo che trascorriamo insieme. Nella maggior parte dei casi io cerco di impartire ordini, per ottimizzare i tempi e i percorsi di ciascuno, spiegando sempre il perchè delle cose. Cerco di renderli indipendenti, perchè altrimenti non potrei lavorare, ma al tempo stesso li responsabilizzo, spiegandogli perchè si e perchè no.

Poi capitano dei pomeriggi in cui sono libera, come oggi, e in cui fuori piove e fa anche freschino e bisogna inventarsi qualcosa per stare in armonia in casa, senza bloccarci davanti alla tv o al pc.

Giochiamo a nascondino, un evergreen.

Emma è ancora un po’ piccola, quindi trova nascondigli troppo facili e quando deve cercare il fratello preferisce fissarsi lo smalto ai piedi. Però piange se Massimo trova nascondigli troppo difficili e a lei tocca arrendersi.

Così per rendere il gioco un po’ più equilibrato, ho dato suggerimenti sui nascondigli, a tutti e due (e anche qualche indicazione a Massimo per impiegare tempo prima di trovare la sorella).

I nascondigli di Emma sono stati fantastici.

Prima l’ho fatta entrare nell’armadio/scarpiera che abbiamo nello studio: solo lei poteva nascondersi nello spazio ristretto e Massimo non è riuscito a scovarla. Punto per Emma.

Poi l’ho nascosta sopra lo sgabello in bagno, coprendola con l’accappatoio di mio marito. Massimo l’ha scoperta solo perchè lei si è mossa. Punto per Massimo.

Infine il nascondiglio migliore, quello da Oscar: sdraiata sopra le sedie della cucina.

nascondino1

A ben vedere, si scorgevano i piedini con le infradito rosa. E ogni tanto sbucava una manina impaziente, addirittura un braccio penzoloni.

nascondinoMassimo non voleva arrendersi, ma era davvero un nascondiglio perfetto. Punto per Emma e tante risate tutti insieme, perchè il bello del nascondino è cercare dei nascondigli strani e sorprendenti e stare li, fermi e in silenzio, ad aspettare di essere trovati.

Oggi mi sono sentita una “mamma da blog”.

 

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