Giorni Felici

Giorno felice #409

Il vomita-virus ci ha colpiti. Nell’unica notte in cui potevamo dormire, in cui, tra l’altro, si dormiva un’ora in meno per via del ritorno all’oro legale.

Emma è stata male, quindi se il resto d’Italia ha dormito un’ora in meno, noi abbiamo dormito 5 ore in meno. Evviva.

Volevo approfittare di un giorno libero per portarli tutti e due a tagliare capelli, ma Emma non era in condizioni di uscire e così sono andata solo con Massimo.

#day10

Ma quant’è bello mio figlio? Cioè… lo so che per tutte le mamme il proprio figlio è bellissimo, ma a me proprio scoppia il cuore. Poi ultimamente lo vedo così cresciuto, così cambiato nelle espressioni, che mi emoziono da morire all’idea che sta diventando un giovanotto. Forse sono un po’ atipica come mamma italica, ma io adoro vedere l’indipendenza nei miei figli. Scoprire che hanno propri gusti, una propria personalità, e che hanno voglia di fare da soli. Non importa cosa vogliono o come sono, mi piace a prescindere che vogliano affermare loro stessi. Sempre nel rispetto delle regole e della buona educazione, sia da intendersi.

A Massimo, ad esempio, ho sempre tagliato i capelli io, per una questione di comodità, ma anche economica. Tagliare i capelli costa 14€ e bisogna farlo una volta al mese. Stiamo parlando di almeno 140€ all’anno che, per 6 anni (il primo anno non li abbiamo mai tagliati) sono 840€ risparmiati. E nei tempi bui che abbiamo passato, sono stati soldi importanti.

Certo, io con la macchinetta non sono capace di fare sfumature o tagli particolari. Decido la lunghezza e taglio tutto uniformemente. E per un bambino piccolo va benissimo, sempre pulito e ordinato.

Ora però sta crescendo e vuole i capelli da “calciatore”.  Come fare a dirgli di no? Abbiamo aspettato che i capelli crescessero in maniera vergognosa, affinchè ci fosse qualcosa da tagliare e, approfittando del suo ottavo compleanno, siamo andati dal parrucchiere. E così eccolo, il mio spettacolo di ometto, con un taglio da ragazzo, bellissimo e sorridente.

 

Ieri poi era il nostro giorno libero, così nonostante il sonno per la nottataccia, ho cercato di leggere il più possibile. Ho preso The Dome di Stephen King e non vedevo l’ora di iniziarlo, ma prima stavo leggendo Stoner e mi scoccia abbandonare un libro a metà per iniziarne un altro, a meno che non sia davvero un libro impossibile

Così mi sono messa vicino a Emma sul divano, mentre lei vedeva Frozen, Cenerentola e Biancaneve in successione e mentre la accarezzavo quando piangeva per il dolore al pancino, ho finito Stoner.

stoner

Non saprei.

E’ un bel libro, scritto bene, scorrevole e che riesce a catturarti. Ma ho odiato i personaggi. Silenziosi, introspettivi, paralizzati dall’incapacità di comunicare con il prossimo, sia nel bene che nel male. Stoner non prende mai delle grandi decisioni, nella sua vita. A parte cambiare corso di laurea e decidere di non tornare a coltivare i campi dei propri genitori per avere una carriera da insegnante, e a parte sposarsi, Stoner non ha fatto altro. Tutto quello che gli è capitato se lo è lasciato scivolare addosso. La moglie è una isterica che gli rovina la vita e lui non fa nulla per capire, per trovare il modo di comunicare con lei, per imporsi. Semplicemente accetta passivamente i capricci di una donna spostata, che lo caccia dalla propria camera da letto, poi dal suo studio, che nel frattempo era diventato anche camera da letto, poi in un certo senso anche da casa. Una donna che prima allontana la figlia appena nata, poi decide di allontanarla anche dal padre, con il quale la piccola aveva una affinità e un rapporto sano, seppur silenzioso. E poi i colleghi al lavoro, la donna che ha amato e per la quale non è stato capace di lottare, una vita trascorsa senza lasciare un vero segno di se.

A volte avevo voglia di urlare io per lui. Io sono troppo convinta che ognuno possa essere artefice del proprio destino, lottando e cercando di imporsi o di cambiare le cose che non ci vanno bene. Mi disturba nel profondo chi accetta passivamente la Vita che gli “capita” senza fare nulla per cambiarla e senza esserne felici. Mi piace chi è capace di lottare per le proprie idee, per le proprie convinzioni, per un Amore, per un ideale. Quindi ho disprezzato William Stoner per tutto il tempo.

Il Mondo è pieno di persone così, rassegnate alla Vita stessa. Persone e personaggi così ti ricordano quanto è importante Vivere appieno, con consapevolezza.

Eppure il libro è bello. Davvero. Non si possono solo leggere libri che hanno per protagonisti delle persone forti ed eroiche, non si può sempre pretendere il lieto fine.

 

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