Giorno felice #349

Parliamo di educazione dei figli.

E’ forse la cosa più difficile da fare al mondo e penso che ogni genitore si sforzi di fare del suo meglio, mixando quello che si è, come si è stati cresciuti, cosa dice Tata Lucia e qualche consiglio sporadico letto sul web.

Io mi interrogo su questa cosa dell’educazione da prima che diventassi madre. Nel mio caso la formula magica è:

(come sono stata educata) – (le cose che non mi sono piaciute dell’educazione che mi hanno dato i miei) + (come avrei voluto essere educata) + (qualcosa che ho letto) + (il modello Famiglia Robinson) – (Cogne) + (Tata Lucia riveduta e corretta) + (mio marito e il suo bagaglio familiare e culturale infimo e demodèe).

Bella equazione, no?

Si rischia di avere figli con seri disturbi della personalità, come infatti sta accadendo.

educazione

In pratica sono molto severa su certe cose, come le buone maniere, i “grazie” “prego” “per favore” “buongiorno” e “buonanotte”. Ho insegnato da subito ai miei figli a dormire in camera loro, bacio della buona notte e poche chiacchiere, si dorme. Cerco di insegnare ai miei figli ad obbedirmi. Ho applicato con successo il metodo del countdown (quando voglio che obbediscano immediatamente, inizio a contare e i bambini sanno che non devo arrivare al tre, o saranno guai, di solito arrivo al due). Sono capace di far piangere con uno sguardo. Preferisco urla demoniache alle botte, che però qualche pacca sul culetto a volte aiuta a rafforzare il concetto. Niente parolacce, o vi taglio la lingua.  A tavola si sta seduti composti, a casa degli altri non si tocca senza chiedere il permesso. E se siamo in qualche posto e i bambini non si comportano come dovrebbero, li prendo da parte e li rimetto in riga.

Poi sono più permissiva su altre cose: per la tv non ci sono regole (tanto si stancano di vederla da soli e credo che imporre 30 minuti al giorno non faccia altro che accentuare il loro interesse); se non ti va puoi anche non mangiare, non sei costretto a finire il piatto e se hai finito di mangiare puoi anche alzarti e andare a giocare, basta che non rompi le scatole a chi non ha ancora finito di mangiare. Se una cosa non mette a rischio la loro vita, possono farla. Comprare figurine e giochini del cavolo è cosa buona e giusta, ma devono meritarsela. Se vanno scalzi per casa non è poi questo grande problema. Se vogliono dormire con una lucina accesa perchè hanno paura del buio non ci trovo nulla di male.

Parlo coi miei figli, gli chiedo cose, li coinvolgo e mi lascio coinvolgere.

Però mio figlio è insicuro e permaloso.

E la colpa è mia, nostra, perchè lo correggiamo in continuazione, perchè ogni cosa può essere fatta meglio e, per esperienza, so che alla lunga il senso di frustrazione ti debilita e svilisce. E sto facendo la stessa csa con i miei figli, perchè sono stata cresciuta così, ma anche perchè vorrei che imparassero, che si migliorassero.

Poi vedo però alcune famiglie, con figli che sono indomabili, che fanno quello che vogliono, compreso ri-arredare il locale nel quale sono entrati, spostando mobili e accessori, accedendo in aree dove non potrebbero, fregandosene delle regole imposte dal locale stesso. Guardo quei bambini onnipotenti, poi guardo il padre e mi accorgo che è la versione cresciuta e di successo del piccolo diavolo che ha generato. Un padre, ma anche una madre, pieno di se, che calpesta il Mondo, che pensa gli sia tutto dovuto e che tutti siano suoi servitori. E le persone, attorno a questi individui, si prostrano e soccombono, trasformandosi in quei servitori che lui, o lei, pretendono. E ottengono.

Si vede che quella gente è sicura di se, più di me e dei miei figli messi insieme. Si vede che vivono bene. Fanno quello che vogliono, si sentono perfetti e speciali. Anche se sono dei maleducati.

Allora, sto chiaramente sbagliando, vero?

Dando ai miei figli delle regole, chiedendo loro di rispettare il prossimo, insegnandogli a pensare, prima di fare una cosa, se questa può arrecare fastidio a qualcuno e, nel caso, ad evitare di farla. Per capirci, ai miei figli insegno a mangiare a bocca chiusa, anche a costo di ricordarglielo ogni giorno, so che prima o poi diverrà una consuetudine per loro, come lo è stato per me. Sbaglio?

Ho due figli intelligenti, svelti, sufficientemente indipendenti, che posso lasciare da soli a casa a cenare in attesa che io chiuda il locale e torni da loro, e non li ritrovo accoltellati, ma sul divano a vedere la tv e ad aspettarmi. Però non sono sicuri, soprattutto il grande.

Come faccio a fargli capire che sto cercando di dargli una buona educazione, non di sminuirlo?

Come faccio a fargli capire che gli chiedo tanto perchè so che può dare tanto?

Come glielo spiego che le persone educate possono conquistare il Mondo?

Come glielo spiego che credo in lui e che tifo per lui, anche se lo rimprovero?

Come?

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...