Giorni Felici

Giorno felice #95

Oh se mi sono divertita ieri!

Era Ferragosto e le premesse non erano delle migliori: nottataccia a causa dei villeggianti, di quelli che tirano tardi e di quelli che si alzano all’alba, e a causa di Massimo che ha avuto la tosse (e quando Massimo ha la tosse la notte, abbiamo il 95% di probabilità che vomiti a letto). Mi sono alzata col mal di testa, il sonno, il nervoso e molto, molto malcontento. Onestamente? Volevo svegliarmi direttamente questa mattina, saltando il Ferragosto a piè pari.

Però ho fatto il mio dovere, mi sono alzata, ho anche preparato i croissant homemade per la colazione, alle 7 di mattina ho informato il timballo in modo che fosse pronto nei giusti tempi, ho messo anche il costume e sono andata in spiaggia.

E poi sono tornata per tempo per aiutare mia madre ad apparecchiare l’aperitivo di Ferragosto per i villeggianti del suo B&B.

E ho fatto gli onori di casa, con il sorriso stampato sul viso.

E ho fatto foto a tutti, ai singoli e ai gruppi.

E ho riso alle battute cretine.

E ho pranzato coi suoceri che sono letali solo quando presi in compagnia dei miei genitori, perchè allestiscono inevitabilmente la sagra delle banalità e dei luoghi comuni e io non riesco a stare zitta quando sento certe stronzate, come invece fa il mio saggio marito.

Il bello è venuto nel pomeriggio, quando ce ne siamo tornati al mare senza se e senza ma, per restare ben oltre il nostro solito orario.

L’acqua era favolosa, fresca e leggermente mossa, quel tanto che fa piacere. Dopo il bagno mi sono anche concessa una crema di caffè freddo, al sapor di Coppa del Nonno.

E poi sono arrivate le ballerine brasiliane, regalo del proprietario dello stabilimento per noi villeggianti di agosto.

Ci siamo ammassati attorno alla pista e abbiamo atteso le brasiliane, mentre tre bambini che insieme non avevano più di 30 anni discutevano di una voce secondo la quale in realtà fossero dei trans. Finalmente in un tripudio di piume fucsia e di tutine leopardate arrivano in pista due ballerine brasiliane e un ballerino ricoperto di paillettes rosse e nere. Ballano, ma senza troppa convinzione, sembrava temessero di sudare. Mi aspettavo uno shake di culetti a mandolino, invece erano gessate e statiche. Anche io avrei saputo far di meglio. Dopo un primo ballo, che lo speaker aveva annunciato essere solo l’antipasto dell’esibizione, hanno chiesto a tutti di unirsi per un trenino, in stile festa di fine anno. Come puoi aspettarti, ragionevolmente, che degli adulti in costume, completamente sobri, si mettano a ballare il trenino in spiaggia dietro a due brasiliane in tanga piumato?

I ballerini sono riusciti a racimolare una decina di bambini, età media 4 anni, più una ragazzina con la sindrome di down, con i quali fare un triste trenino scoordinato. Ho approfittato della confusione per alzarmi e tornare al mio ombrellone, prima che mi chiedessero di ballare la samba.

Dopo 2 minuti la folla si è dispersa. Esibizione finita o clamoroso flop?

Per fortuna ci hanno pensato i gggiovani, che nel tratto di spiaggia libera stavano scavando non uno, non due, ma ben sette buche per sette diversi falò, a risollevare l’umore della spiaggia tutta. A quanto pare si possono fare falò solo sulla spiaggia libera e accanto al nostro stabilimento si sono quindi ritrovate diverse comitive, tutte laboriose. Alcuni montavano tende e gazebo, altri portavano la legna, le ragazze facevano la loro parte andandosi a bagnare alla doccia e stendendosi “culi all’aria” per sollevare l’umore di chi, con la pala, sudava per creare buche adeguatamente ampie per il falò.

Piccola digressione: bravi questi ggiovani! Quando eravamo noi ad organizzarci per la notte di Ferragosto, al massimo riuscivamo a raccogliere i soldi per ordinare le pizze da mangiare in spiaggia, al freddo e al gelo. Questa nuova generazione invece si organizza, non ha paura di faticare, nè di darsi da fare e la cosa mi fa piacere, perchè avranno dei ricordi preziosissimi di questa giornata, del sudore e del divertimento e il loro Ferragosto non sarà stato solo un “uccidiamoci di alcol” triste e banale. Digressione terminata.

Il divertimento non è venuto dall’operosità dei ggiovani, ma dal fatto che all’improvviso hanno rotto una tubatura di acqua potabile!

Una bella fontanella zampillava dalla buca e tutti hanno dimenticato le brasiliane, divertendosi molto di più ad accalcarsi attorno alla buca zampillante, manco stessero assistendo al miracolo dell’acqua santa!!!

A me è venuto da ridere.

Il padrone dello stabilimento è andato li, ha guardato e poi, predicando e bestemmiando, è tornato sotto lo stabilimento a lamentarsi: classico atteggiamento del vecchio inacidito.

Massimo, mio figlio, era in prima fila, con la postura del vecchio che di mette ad osservare gli operai nel tombino. Poi arriva mio padre, detto anche Handy Manny e decreta che la rottura era preesistente: qualche ggiovane non più ggiovane aveva già scavato e rotto il tubo e, per riparare al danno, aveva tappato la falla con un pezzo di legno e un tappo di un secchio di vernice, interrando il misfatto con la sabbia. I ggiovani del 2012 hanno rinvenuto il tappo e il guaio è zampillato fuori.

Qualcuno ha chiamato la guardia costiera, arrivata in pompa magna nel numero di tre baldi giovani, in bermuda blu e polo bianca. Uno aveva una cartellina, un altro si è attaccato al telefono e il terzo guardava lo zampillo. Nel frattempo Handy Manny (mio padre) era tornato con copertone e nastro isolante e si apprestava a tappare il buco, mentre mio figlio diceva a tutti “Lui è mio nonno, adesso ci pensa lui. Mio nonno aggiusta sempre tutto.

Ho adorato il fuori-programma di Ferragosto. Mi ha rallegrato la giornata. Basta poco per farmi contenta.

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