Giorno felice #84

Ieri qui c’era la notte bianca e noi abbiamo deciso di vivere una giornata da villeggianti, andando al mare mattina e pomeriggio, stando in acqua più a lungo possibile e tornando a casa più tardi del solito.

Devo dire che il caldo è stato inclemente, soffocante, afoso, appiccicoso… va bè, oggi pare sarà anche peggio, incredibile ma vero.

Poi ieri sera siamo usciti per una passeggiata. Facciamo raramente passeggiate dopo cena, un po’ perchè fa caldo, un po’ perchè io amo leggere dopo cena e un po’ perchè i miei bambini sono abituati ad andare a nanna alle 21.30. Ma ieri c’era la notte bianca e ci siamo imposti la passeggiata serale.

E’ stato tutto un po’ deludente, tra le 21 e le 22 in giro ci sono solo famiglie con bambini piccoli al pascolo e anziani accaldati che procedono al rallentatore. Le bancarelle erano poche e sempre dello stesso genere: extracomunitari con artigianato tipico delle loro parti, collanine e orecchini artigianali a poco prezzo, una bancarella di accessori in pasta di fimo (e neanche di qualità eccelsa), uno che vendeva un coltello per l’ananas, una bancarella che vendeva pasticceria varia (babà, zeppole di San Giuseppe, Ciambelle americane, ecc.) che col caldo ti prendeva male anche solo l’idea. Poi banchetti alcolici ad ogni angolo, vuoti perchè i bevitori seri, i giovani dai 15 ai 30 anni, escono dopo le 23 e profumo di arrosticini in ogni dove.

Qui siamo in Abruzzo, la patria dell’arrosticino che, per chi non lo sapesse, è uno spiedino da cuocere rigorosamente sul carbone, fatto con carne di Pecora.

 

Noi avevamo mangiato la pizza, quindi abbiamo resistito all’odore di arrosticini, ma in ogni dove c’erano villeggianti seduti a mangiarli.

E poi ho visto il banchetto con la sangria e mi sono presa un bicchiere: squisita. Era dolce, fresca, gustosissima e i miei bambini hanno apprezzato la pausa seduta per riposarsi un po’.

Erano davvero stanchi, mentre io e mio marito ci gustavamo la sangria, abbiamo guardato i bambini e praticamente non si reggevano in piedi, con la palpebra a mezz’asta, pronti a dormire. “Mamma, andiamo a casa?” mi ha chiesto Emma stremata. E alle 22.15 erano a letto, a dormire, mentre io mi passavo sotto la doccia, sudata come se fosse stato mezzogiorno.

Che fatica l’estate. Ma la sangria me l’ero ripromessa ed erano anni che non la bevevo. Evviva.

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