Giorno felice #29

E’ iniziata l’avventura azzurra agli Europei di Calcio.

Non sono una vera tifosa di calcio, non lo seguo mai durante l’anno e non seguo la Nazionale durante le amichevoli o le partite di qualificazione ai tornei internazionali.

Però mi lascio suggestionare per gli Europei e, ancora di più, per i Mondiali di calcio. Lo so, i veri tifosi li schifano, quelli come me, gli opportunisti del calcio, ma solo in queste competizioni riesco ad appassionarmi quel minimo che mi permette di vedere una partita dall’inizio alla fine.

Il fatto è che mi piace l’atmosfera che gira attorno a questi eventi. Nel 1982 avevo solo 7 anni e ricordo l’eccitazione che saliva ad ogni partita vinta, ricordo la gente che veniva a vedere la partita da noi, perchè papà aveva spostato la tv sul terrazzo, ricordo gli interminabili caroselli chiusa nel cofano della Renault 5 insieme ad altri tre bambini. Ricordo anche la ridarella quando veniva letta la formazione di una squadra asiatica, ricordo le strade vuote dove risuonavano solo le eco di centinaia di tv sintonizzate sullo stesso canale. E ricordo il boato per ogni gol, un boato che faceva tremare il quartiere e che mi faceva venire la pelle d’oca.

Nel 2006 fu la stessa cosa,s olo che avevo un bambino di 4 mesi che dormiva beato nel carrozzino, sotto una candida zanzariera, e che si svegliava ad ogni urlo, ad ogni gol, terrorizzato da quella follia collettiva.

Quest’anno la cosa è un po’ diversa, temo fortemente che l’italiano medio si faccia incantare dal calcio e che dimentichi la pessima situazione storica che sta vivendo il nostro paese insieme a tutta l’Europa, messa in discussione dalle singole crisi nazionali. Temo che i giornalisti cavalchino l’evento per distogliere l’attenzione dalle schifezze che vengono fatte dai nostri politici, senza che nessuno ci spieghi nulla.

“Non disturbiamo la gente con questioni che non può capire, diamole il calcio e staranno tutti bene.”

Ecco, questo mi darebbe fastidio.

Comunque, visto che è stata una pigra domenica di recupero dopo la nottata al matrimonio, ieri sera, nella più classica delle tradizioni italiche, abbiamo mangiato pizza davanti alla tv.

Non è stato così idilliaco come sembra. Massimo si dondolava sulla sediolina, facendo traballare pericolosamente i bicchieri pieni d’acqua, Emma di alzava di continuo e, nel farlo, spostava vergognosamente il tavolo, il cane era ad elemosinare croste da tutti, il marito era incapace di intervenire nell’amministrazione familiare (lo sanno tutti che gli uomini quando vedono una palla rotolare non capiscono più niente, no?) e fuori è passata la processione del corpus domini, con tanto di canzoni e preghiere di massa.

Però è stato carino, far fare ai bambini una cena diversa, anche se rocambolesca.

E la pizza era spettacolare, come sempre.

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2 commenti

  1. Il 18 possiamo venire a cena da voi!?! Partita, pizza e rutto libero!!!
    CI PREGO!!!
    Ci comporteremo da veri italiani medi!!!

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